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L'autismo per la gente

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Commenti

  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,990
    MononokeHime ha detto:

    Un’asperger ha dinamiche di pensiero riconoscibili e distinguibili.

    Se non fanno nessun controllo penso sia possibile mandarne uno finto.
    MononokeHime
  • CharadeCharade Veterano Pro
    modificato 13 October Pubblicazioni: 1,178
    MononokeHime ha detto:

    Un’asperger ha dinamiche di pensiero riconoscibili e distinguibili.

    Non sono d'accordo. Se così fosse, gli Asperger sarebbero facilmente diagnosticabili, quando sappiamo tutti che non è così.
    Post edited by Charade on
    Vaco, Lucili, vaco, 
    et ubicumque sum, 
    ibi meus sum. 
  • MononokeHimeMononokeHime Colonna
    Pubblicazioni: 1,750
    Solo quello non può bastare per diagnosticare l’asperger, ma identifica una neuro diversità, o neuro divergenza.
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • Angel_aAngel_a Veterano
    Pubblicazioni: 161
    Charade ha detto:

    ....probabilmente torna a casa la sera e non si prepara da mangiare, non fa la spesa per giorni, vive nel disordine più totale, perde il senso del tempo la sera .........Un Asperger ha bisogno di supporto, di qualcuno che lo aiuti a organizzarsi la vita, non raccontiamocele. Altrimenti non è Asperger. 

    Mi hai fatto riflettere su una cosa @Charade : in effetti il "supporto" significa tante cose, così come Asperger ( e autismo in genere) significa tante cose.
    Ad esempio nel mio caso se mi guardi "da fuori" potrebbe non notarsi chissà cosa, ma poi se vai ad approfondire ci sono aspetti molto in ombra dove ho imparato a barcamenarmi, ma comunque sono in difficoltà.
    Ad esempio: odio cucinare, non metto in disordine in casa per non dover riordinare...la spesa la faccio quando il frigo piange...socialmente sono una schiappa (anche se da brava aspie-girl fingo bene anche quando mi sento a disagio), ho un lavoro ma molto al di sotto della mia formazione e non riesco a migliorare questo aspetto.....della mia persona mi curo, ma per molte altre cose di tempo ne perdo parecchio senza riuscire ad organizzarmi bene...
    Se pero' non mi conosci bene, forse, a parte una certa riservatezza, ed un pizzico di stranezza, non noteresti granchè.

    Però...è anche vero che i tipi di supporto possono essere molti: ad esempio, per un bimbo con difficoltà serie, puo' volerci un tipo di sostegno continuativo, magari per un adulto ci vogliono altri tipi di sostegno, ma che a volte sono più difficili da identificare.

    Non so se riesco a spiegarmi bene.

    E comunque, per tornare al titolo del post, uno dei motivi per cui non ho parlato a nessuno della mia diagnosi, è proprio come vedo che reagisce la gente all'argomento......
    CharadeMononokeHime
    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,451
    @Charade e anche agli altri ... il problema insito nella diagnosi di autismo dei bimbi sta proprio e principalmente nel fatto che le famiglie non riescono più a vedere i propri figli nel modo oggettivo con cui dovrebbero guardarli - cosa che emerge chiaramente dalla lettera di questa mamma - per cui sinceramente - non per farti un torto - ma l'informatico asociale che se la cava perchè ha un lavoro - che gli piace e dove tra l'altro risulta bravo - e perchè ha una famiglia, ci sembra proprio il massimo a cui aspirare, il "nostro sogno" ... il mio di sicuro visto che mio figlio è molto portato per la tecnologia, la matematica e la logica.
    Mio marito fa per l'appunto l'informatico e anche io non brillo nelle questioni pratiche e nella gestione della casa - oltre ad una serie di altre cose che non faccio -, però non penso che il supporto di una diagnosi psichiatrica sia la famiglia .... la famiglia è un supporto importantissimo per qualunque persona, comunque sia il suo funzionamento ... per me se "basta" la famiglia - che uno si è saputo costruire e mantenere - si è subclinici; non devi pensare che gli nt non abbiano mai bisogno di aiuto da parte della propria famiglia, perchè ognuno ha i propri punti di forza e di debolezza. E l'unione fa la forza sempre. Possiamo proprio dire che la famiglia come istituzione è nata proprio per "proteggere" le persone.

    Ognuno deve ricevere la migliore educazione possibile, in riferimento alle sue capacità e caratteristiche ... ma quello che voglio dire io è che tante volte una diagnosi percepita come così "pesante" è da ostacolo laddove la "gente" - compresa la famiglia - non riesce a vedere oltre l'etichetta; nessuno si preoccupa mai di come possa crescere un bimbo in una famiglia dove le emozioni sono quelle della lettera.

    Ma a voi diagnosticati da adulti vi sarebbe piaciuto veramente ricevere una diagnosi da piccolo e crescere con una mamma che prova quello che racconta nella lettera? Perchè ahimè è evidente, detto nei commenti a questo post, che è quello che almeno un po' abbiamo provato tutte ... anche nei confronti di bimbi che veramente dai racconti mi sembrano tutti lievi e non disabili.
    Domitillamammarosanna
  • MononokeHimeMononokeHime Colonna
    modificato 14 October Pubblicazioni: 1,750
    Personalmente non avrei voluto avere una diagnosi da bambina, ma sicuramente avrei voluto ad un certo punto della mia vita avere i mezzi per poter capire di non essere sbagliata (con tutte le conseguenze) e di non arrivare a soffrire come ho sofferto.
    [edit: cancellato]
    Su quello che dice @mamma_francesca posso condividere, ma come ci sono persone che non vedono più il figlio in modo oggettivo dopo la diagnosi (e sono quelli di cui si legge), ci sono anche genitori che riescono ad andare oltre la diagnosi.
    Le persone sono complesse, con tutto il loro bagaglio di vita, e una cosa standard non può andare bene per chiunque. Si dovrebbero incontrare altre persone molto informate, capaci di comprendere e capire chi hanno di fronte e sapere come informarle.
    Altrimenti, grazie all’advocacy, arrivare a conoscere in maniera “popolare” l’autismo, in modo da non temerlo più, così come l’omosessualità, un tempo temuta, allontanata, vista come malattia e disgrazia. Oggi ci sono ancora situazioni dove l’omosessualità non viene accettata, ma è più facile, ai giorni nostri, poter pensare di essere omosessuali e di poterlo comunicare e vivere serenamente e liberamente, con genitori che inizialmente potrebbero rimanere sorpresi, richiedere tempo per elaborare, ma non disperarsi.
    LisaLaufeysonclaluimammarosannaNemo
    Post edited by MononokeHime on
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,451
    @MononokeHime sì il tema dell'omosessualità è interessante ... perchè una volta era intesa come disabilità mentale e ora non lo è più .... certo sarebbe più semplice per i genitori se anche l'autismo - puro senza comorbilità - non fosse diagnosticato come una disabilità ... e io sarei anche di quest'idea perchè mio figlio non lo vedo "disabile" - tranne qualche volta, ad essere sincera -, però ad oggi con il concetto di spettro è un po' difficile dire che l'autismo non è una disabilità.
    Fintanto che è considerata in tutte le sue sfaccettature sempre una disabilità, è impossibile che i genitori non si disperino.
  • CharadeCharade Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,178
    mamma_francesca ha detto:

    Ma a voi diagnosticati da adulti vi sarebbe piaciuto veramente ricevere una diagnosi da piccolo e crescere con una mamma che prova quello che racconta nella lettera? Perchè ahimè è evidente, detto nei commenti a questo post, che è quello che almeno un po' abbiamo provato tutte ... anche nei confronti di bimbi che veramente dai racconti mi sembrano tutti lievi e non disabili.

    Secondo me il paragone non sussiste, perché il figlio di questa mamma è stato diagnosticato a 3 anni 1/2 quindi rientra probabilmente nello spettro a basso funzionamento. Se se ne sono accorti così precocemente aveva difficoltà serie, mentre un Asperger viene notato di solito attorno agli 8 anni (l'età in cui mia mamma ha cominciato a notare qualche stranezza in me e mi ha portata dalla pediatra).

    Premessa per rispondere alla tua domanda: il nostro informatico asociale non è sempre stato burbero come lo immaginiamo, l'essere burberi non è connesso all'Asperger. Magari da bambino era gioioso come me, ma a forza di sbattere la testa contro un mondo che non capiva e che NON LO CAPIVA, anzi lo guardava male, e non avendo gli strumenti per comprendere in cosa consisteva la sua diversità, si è chiuso a riccio. Se fosse stato diagnosticato presto questa chiusura avrebbe potuto essere evitata, i suoi avrebbero avuto degli strumenti per comprenderlo e lui per comprendere se stesso, mentre ora la chiusura è irreversibile.
    Dunque, se avrei voluto essere diagnosticata da bambina? Sì, sì, sì, mille volte sì.
    Vaco, Lucili, vaco, 
    et ubicumque sum, 
    ibi meus sum. 
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,451
    @Charade i tempi sono cambiati ... ora se un bimbo viene diagnosticato a tre anni e mezzo non vuol dire che sia a basso funzionamento, proprio per niente .... infatti le diagnosi sono in forte aumento, non il numero delle persone autistiche. Non servono difficoltà serie oggi per essere diagnosticati a tre anni, basta non voler giocare con gli altri bimbi all'asilo - cosa che facevo anche io da piccola! Quindi il paragone è proprio corretto: ci sono oggi dei bimbi più o meno come te, che ricevono un'etichetta di spettro nella prima infanzia e che necessariamente vivono sulla propria pelle l'ansia dei genitori ... che poi i genitori riescano a "comprendere" il figlio con un atteggiamento "positivo", invece che cercare di "cambiare" il figlio e guardarlo come "qualcuno che non funziona come dovrebbe" - o peggio ancora come "qualcuno che poverino ...." sta tutto al singolo caso e non è affatto detto che una diagnosi porti al comportamento genitoriale corretto, anzi!
    [ma ci vogliamo rendere conto che un genitore quando sente la parola autismo pensa che il figlio non potrà mai .... tutta una serie di cose, almeno inizialmente, poi si spera che riesca a vedere il figlio per com'è con i limiti reali e soprattutto con i punti di forza, ma mi imbatto spesso in genitori che scrivono cose allucinanti sui figli - magari diagnosticati in adolescenza, quindi certamente non così gravi - tipo pensare ad amministrazione di sostegno e supporti del genere]
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,990
    Comunque l'informatico asociale continuo a trovarlo uno stereotipo quasi immaginario. Come pure porre tante speranze in una carriera da informatico, immaginario vecchio di 20 anni ormai, che io vedo più come un possibile ripiego che come un investimento sul futuro.
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