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Icv

fragfrag Neofita
modificato 5 February in La piazza (discussioni generali)
Buongiorno a tutti!
Sono nuova e sono la mamma di un bambino di quasi 9 anni in attesa (Lunga) di essere valutato.
Volevo chiedere come si pone l'ICV nella scala WISC IV. Mi spiego: Lui ha avuto un IRP di 132 in cui tutti i subtest sono risultati simili, mentre nell'ICV i primi due subtest sono risultati intorno all'80° percentile mentre comprensione 28! Praticamente ha fatto scena muta.
La visita l'ho richiesta perché se non prendo in considerazione il fatto che necessita di contatto fisico e voler a tutti i costi avere degli amici per il resto rientra in tutte le manifestazioni Asperger: Crisi se la serranda non è abbassata come vuole lui, fastidio fisico per etichette e bottoni, incapacità di relazionarsi in modo congruo con questi amici, tipo che non capisce quando scherzano con conseguenti crisi.
A volte sembra un piccolo 'Data' di Star Trek, fatica a capire il doppio senso, ci prova a fare battute, ma le capisce solo lui oltre a reazioni esagerate ed esplosive se qualcuno gli fa un torto pure se a farglielo è un bambino di 3 anni.
E, venenedo all'ICV, ha una grossa difficoltà ad esprimere a parole quello che ha in testa: Se gli faccio una domanda che non è più che specifica non sa rispondere, mi corregge se sbaglio una data (Che so: "Sono 3 ore che ti chiamo" e lui ti fa il calcolo esatto sul fatto che 3 ore fa lui fosse a scuola e non era vero che lo stavo chiamando). È così su tutto, non riesco a spiegarmi questa sua incapacità di esprimersi se non su cose che ha studiato, tipo la pagina di storia a scuola. Quella sì, ma guai a fargli spaziare, la maestra non lo ha detto e credetemi non è per pigrizia perchè la cosa la sa già (Tipo integrare la pagina sulla "materia" fatta in classe con quella che ha fatto per conto suo a casa). Va in crisi, magicamente però se la maestra gli dice di farlo, eccolo lì a sciorinare tutto il suo sapere.
Se invece deve creare va in tilt: Su domande del tipo "Perché si chiede scusa?" per lui è impossibile rispondere, troppo vaga, non capisce.

Insomma, scusate il post lungo, ma sto cercando di capire quanto insistere su questo argomento perché a detta delle psicologhe (Non sono esperte nel disturbo autistico) che lo seguono non rientra, ma è solo un disturbo emotivo. Ho richiesto io una visita, ma l'appuntamento è fra 4 mesi.
MononokeHimeLisaLaufeyson
Post edited by Sniper_Ops on

Commenti

  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    modificato 5 February Pubblicazioni: 2,248
    Benvenuta! :)

    Mio marito trova snervante la “puntigliosità” mia e di mia figlia, per via del fastidio per l’incoerenza (e la letteralità, ma questa fa più ridere).

    Il fatto che cerchi contatto fisico e desideri amici, non esclude l’autismo (ad alto funzionamento).
    Da quello che riesco a capire, da quanto scrivi, è che ci sia un “intasamento”, ovvero che a fronte di isole di abilità (anche marcate), incontri un collo di bottiglia, dovuta alla lentezza di elaborazione.
    Mi spiego: a fronte delle capacità di ragionamento, la velocità con cui processa le informazioni è scarsa. Una difficoltà nelle funzioni esecutive.
    Se la domanda è semplice e diretta, è più facile rispondere, perché è più facile reperire le informazioni è organizzarle in una risposta.
    Se la domanda è troppo ampia, le informazioni richiamate diventano troppe, ed elaborarle (capire cosa è più importante, scartare ciò che non è rilevante, organizzare tutte queste informazioni in una risposta) diventa difficile, se non a volte impossibile, perché non si riesce a distinguere/separare ciò che è rilevante da ciò che non lo è (a seconda dei parametri che ci vengono dati, o che si prendono in considerazione).
    Anche le domande riguardanti le convenzioni sociali sono “difficili” da comprendere, bisogna spigare il perché si dice una tale cosa, e cosa implica il dire o il non dire. Purtroppo, con le cose che si fanno “perché si fa” sono difficili da interiorizzare, perché non trovano senso, logica. Ma se vengono spiegate può essere più facile accettarle.
    Al contrario, se le si ha imparate in automatico, perché ci viene detto di farlo e basta, si impara un automatismo, senza comprendere il reale motivo per cui si fa (e se viene chiesto il perché si va a ricercare e analizzare tutte le situazioni in cui viene usato, trovare una “regola”, e poi elaborare i pensieri in una risposta; cosa alquanto lunga!), che poi magari si impara crescendo, con le esperienze, ponendosi la questione del perché, ecc.
    Da quel che mi sembra di aver capito, nell’asperger dovrebbe essere abbastanza comune una discrepanza tra ICV e IRP.
    Non sono un esperta, ma vi direi di approfondire la cosa.
    LisaLaufeyson
    Post edited by MononokeHime on
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • fragfrag Neofita
    modificato 7 February Pubblicazioni: 4
    Mi hanno detto che poiché molte fisse che aveva da piccolo non ci sono più allora non lo è.
    Anche le maestre, ma in realtà non è che non le fa più, ha imparato a non farle perché sulle cose nuove di nuovo si fissa ancora e parecchio.
    Non capisco come anche le maestre non si accorgano che non è "normale" fissarsi sulla parola esatta, tipo che se dice "Leggete, ma senza ripetere" lui ha una crisi vera e propria, non un capriccio, perché poi scopre che leggere significa, sì, non ripetere, ma capire e saper rispondere a quello che si è letto; che poi, per carità, a lui basta una lettura o una spiegazione per capire, però ecco ogni volta è una lotta perché "nooo, tizio ha detto così!". Guai se per caso ti sbagli.
    Gioco simbolico, zero! Vedere un film? Un'impresa: Interruzioni su interruzioni per capire perché ha fatto così o cola.
    A scuola va benissimo perché ci sono regole e ordine ed abbiamo dovuto interrompere catechismo perché lui dice che dio non esiste, ma fondamentalmente non sopporta il rimbombo della chiesa e poi a lezione c'è confusione. I sacerdoti, da quel che ho capito, non riescono a tenerli a bada.
    Insomma, forse sono paranoica ma a me sembra ci siano elementi sufficienti per indagare, almeno per capire come comportarmi con lui: Cosa giustificare nei suoi spesso assurdi atteggiamenti che non riesco a gestire perché ogni volta gli devo spiegare che è come l'altra volta, cambia la situazione, ma è lo stesso, invece no per lui ogni volta è diversa perché c'è quel particolare che la rende diversa e fatica a capire.
    Detta così può sembrare che ci "marci", ma in realtà se la cosa si ripresenta uguale lui si ricorda e non la fa più.
    Io sto uscendo pazza, scusate ancora lo sfogo.

    Credetemi, è bravo e ubbidiente e non insensibile o maleducato. Soffre molto e io con lui.
    Sono costretta a subire i giudizi di altre mamme che da maestrine mi dicono come devo educarlo quando spesso non ascolta o risponde, fra l'altro in modo adulto e consapevole, a un comando e non vorrei quindi trincerarmi dietro questa cosa per sentirmi "non sbagliata".
    MononokeHimeLisaLaufeyson
    Post edited by Sniper_Ops on
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,248
    Le difficoltà sono reali, per te e per tuo figlio. Indagate. Se appartiene allo spettro, avrete finalmente un’indicazione di che strada prendere, e capire quale tipo di aiuto necessitate.
    Se non lo fosse, è comunque un passo in avanti, perché sapete cosa escludere.
    Le insegnanti hanno delle linee guida, e i casi meno “da manuale”, passano inosservati, o passano per altro. Ci sono ragazzi che arrivano alla diagnosi alle medie o alle superiori, quando le richieste sociali (non solo) superano le loro capacità, generando stress e crisi, o ripercussioni sull’andamento scolastico.
    (sto semplificando, mi scuso se ciò che sto scrivendo può generale malinteso o fraintendimenti)
    Posso chiederti cosa intendono con “disturbo emotivo”?
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • fragfrag Neofita
    modificato 7 February Pubblicazioni: 4
    Ci credi che ancora non riesco a capirlo bene nemmeno io? Cioè, per loro è l'incapacita di gestire le emozioni che lo porta ad essere così.
    Lo riconducono alla plusdotazione, che però io vedo in minima parte; nel senso, conosco diversi bambini plusdotati, ma la loro incapacità di gestire le emozioni è diversa dalle sue: Lui lo vedo totalmente scollegato dalla realtà, mentre gli altri seppur in maniera diversa sono centrati su ciò che li circonda.
    Può non essere delle loro aspettative, può essere difficile perchè si sentono sottostimati dentro di loro, ma sanno cosa succede e perché, lui no.Magari ti spiega cosa è la forza di gravità o ti risolve in due secondi un problema di matematica, ma se gli chiedi, che so, perché ci si abbraccia quando si fa la pace non riesce a rispondere. O inventa un gioco, oppure perché ci rimane male o peggio si arrabbia se la bambina di 1 anno (!) non gli vuole dare un bacio. Perché non capisce che sta scherzando? Sinceramente, a 5 anni ci sta il gap emotivo con quello cognitivo, ma ora a 9 anni io non vedo miglioramenti in tal senso, anzi...
    Post edited by Sniper_Ops on
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,248
    Adesso comprendo meglio.
    Purtroppo non è detto che uno psicologo/psicoterapeuta conoscano ASD o plusdotazione; non è detto che chi conosca ASD conosca plusdotazione; non è detto che chi conosca plusdotazione conosca ASD.
    Ti direi di rivolgerti a qualcuno che conosca entrambe le neurodiversità.
    Sicuramente c’è una difficoltà a gestire le emozioni, ma non dovuta al gap tra emotivo e cognitivo, ma più dovuto ad incomprensione delle proprie emozioni.
    Purtroppo, nella doppia eccezionalità la plusdotazione può compensare le difficoltà dovute all’asperger, rendendo difficile riconoscere quest’ultima, se non si è esperti della 2E.
    Capita anche il contrario, ovvero che l’asperger vada a nascondere la plusdotazione in certi casi.
    Comunque tornando alla discrepanza tra ICV e IRP, lo trovo significativo, insieme alle cose che scrivi di lui.

    Posso chiederti di che regione siete?

    Nell’attesa della diagnosi ti consiglierei di prendere dei libri che spieghino le emozioni (specialmente quelle complesse) ai bambini. Ne esistono diversi adatti alle diverse età (e diversi libri per fascia di età, vedete quali vi sembrano più adatti, scritti meglio, più esaustivi, più completi), e possono aiutare a riconoscere le proprie emozioni nelle descrizioni fatte, aiutando a comprendere meglio cosa gli succede e capire cosa prova.
    Inoltre ti consiglierei di informarti riguardo alla comunicazione/educazione cognitivo-affettiva.
    Prova a leggere il pdf qui sotto (linkato).
    http://www.cuorementelab.it/wp-content/uploads/2018/01/Moscone_Vagni_Autismo_Erickson_gen_2013.pdf
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • fragfrag Neofita
    Pubblicazioni: 4
    Grazie mille per il sostegno.noi siamo di Roma.
    MononokeHime
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