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Cantare o suonare uno strumento: per quanti nello spettro autistico una dimensione "magica"?

texastexas Membro
modificato 16 February in La piazza (discussioni generali)

Le mie ricerche nel mondo dei suoni (campo che mi occupa molto) mi portano a pensare che molte persone nello spettro autistico possano trovare nel fare musica  -e una cerchia più ristretta nel cantouna dimensione in cui avviene in loro una trasformazione, con benefici effetti rigenerativi dal punto di vista psicologico. Si potrebbe quasi parlare di una dimensione “magica”, capace di creare ponti emozionali col mondo al di là dello spettro, perfino di entusiasmare intere folle, se si tratta di un evento pubblico. Un esempio fra tutti è il percorso della cantante scozzese Susan Boyle, che ha rivelato di soffrire della Sindrome di Asperger. Ma anche molti "aspies"  che non hanno questa notorietà potrebbero sperimentare un beneficio nel fare musica, a volte nella solitudine, o davanti a familiari e amici intimi, più raramente davanti a un uditorio meno ristretto. Grazie di lasciare qui sotto le vostre testimonianze. 


AJDaisyMononokeHimevolpinablu
Post edited by Sniper_Ops on
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Migliori Risposte

  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 446 Risposta ✓
    Per me la musica è un ponte di collegamento interno più che relazionale. Fare e ascoltare (più ascoltare perché non sono una gran musicista) mi permette di riconoscere molto meglio le mie emozioni. E' una cosa diversa rispetto al potere della musica di suscitare emozioni, ma non saprei come spiegarlo diversamente. 
    AJDaisyMononokeHimerondinella61
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,248 Risposta ✓
    Da bambina avrei voluto imparare a suonare il piano. Crescendo anche il violino. Fin da piccola sentivo il bisogno di un mezzo di comunicazione che non fossero le parole, che mi permettesse di esprime agli altri quello che non riuscivo con le parole.
    All’età delle medie, mi ritrovai per la prima volta in un bosco di montagna. Alla prima occasione mi ci addentrai da sola. Per me fu un’esperienza mistica e inebriante. La luce che filtrava dalle foglie fitte, i colori, gli odori, l’aria... Mi sentivo rapita. In quel momento ho sentito il forte desiderio di avere un violino con me, e di saperlo suonare. Frustrazione. Un attimo. Poi mi sono immaginata suonare quel violino, e immaginavo la musica che ne scaturiva, e ho cominciato ad ondeggiare al suono di quella melodia.
    Poi, non so dire quanto tempo dopo, tornai dagli altri. Non ho raccontato a nessuno di questa mia esperienza, di quello che ho provato. Alla domanda “dove sei stata?”, ho risposto che sono andata a passeggiare nel bosco.
    Come molte altre cose, era qualcosa di mio, nel senso che non aveva finalità alla condivisione. Non ero in grado di parlare di ciò che provavo. Da una parte non avevo interesse a condividere, a parlare di cosa provavo, dall’altra sapevo anche che sarebbe stata considerata una cosa “strana”.
    Da lì a un anno mi sarei chiusa quasi del tutto. Da lì a un anno sarebbe iniziato il caos silenzioso dentro di me.

    NemoBlunotterondinella61
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    Pubblicazioni: 2,248 Risposta ✓
    Il “caos silenzioso”, con la consapevolezza e gli strumenti acquisiti nel tempo, posso dire era la profonda connessione con il sentire, ma senza essere collegata con la parte cognitiva, la parte razionale in grado di comprendere, spiegare, esprimere e comunicare quel sentire.
    Luparondinella61
  • ilsensodellombrailsensodellombra Membro Pro
    Pubblicazioni: 63 Risposta ✓
    La musica è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, l'ho cercata sempre e ovunque, ho passato molto più tempo insieme alla musica che insieme alle persone.

    è un linguaggio che va oltre la razionalità, oltre qualsiasi logica, è come la luce del sole dopo una lunga e fredda nottata, ed è come l'ombra che ti accoglie e rilassa dopo una luminosa agonia, a volte una culla d'acqua a volte una fiamma che vortica
    rondinella61volpinablu
  • GuitarBoyGuitarBoy Membro
    Pubblicazioni: 18 Risposta ✓
    La musica è la mia vita, suonando esterno cose che nemmeno io riascoltando le registrazioni, riesco a capire. Quando ascolto qualcosa che rientra nelle mie corde, sento quel brivido lungo la schiena e non riesco a mollarlo. Ascolto sempre gli stessi album e le stesse cose quotidianamente, ciò mi fa sentire strano e inadeguato quando parlo con altri che in confronto a me conoscono tantissime cose. Ma la sensazione che provo nell'ascoltare quelle cose, è unica ogni volta.
    rondinella61Blunottevolpinablu
  • GuitarBoyGuitarBoy Membro
    modificato 17 February Pubblicazioni: 18 Risposta ✓
    Esatto, non è un modo di dire. Provo realmente qualcosa di " trascendentale ".
    Sento come se la musica mi faccia essere una persona migliore, penso sia grazie a lei se miglioro costantemente e la mia mente è in continua evoluzione. Grazie ad essa e i vari aspetti che la compongono mi tengo allenato e mi sento più aperto verso il mondo. Sono polistrumentista e tecnico del suono, apprendere con metodi che trovo sbagliatissimi è stata un'impresa a dir poco difficile. Vedo tutto sbagliato, dai libri al come la gente/maestri mi spiegano le cose ed è solo quando inizio a vederla nella mia visione che riesco a capire e sentire l'argomento parte di me, riuscire a padroneggiarlo.


    ---

    Mi è capitato varie volte di spiegare schemi che ho in testa e teorie anche a professori, ma non la vedono possibile come cosa e pensano che stia tutto nello studio. Diciamo che non sono uno che si attiene alla didattica ma ci sono momenti in cui una parola può sbloccarmi altre visioni. Faccio progressi senza toccare gli strumenti, sento tutto in testa. E' difficile da spiegare e da credere anche per me. I pensieri è come se fossero il mio allenamento quotidiano con lo strumento, apprendo quando non suono.
    ilsensodellombra
    Post edited by Sniper_Ops on
  • ilsensodellombrailsensodellombra Membro Pro
    Pubblicazioni: 63 Risposta ✓
    GuitarBoy ha detto:

    Mi è capitato varie volte di spiegare schemi che ho in testa e teorie anche a professori, ma non la vedono possibile come cosa e pensano che stia tutto nello studio. Diciamo che non sono uno che si attiene alla didattica ma ci sono momenti in cui una parola può sbloccarmi altre visioni. Faccio progressi senza toccare gli strumenti, sento tutto in testa. E' difficile da spiegare e da credere anche per me. I pensieri è come se fossero il mio allenamento quotidiano con lo strumento, apprendo quando non suono.

    ti capisco ho vissuto esperienze simili anche in ambiti differenti, per me è come se non esistesse solo la realtà esteriore ma anche una (o più di una) realtà interiore, e attraverso la capacità di vivere quell'interiorità ad un livello molto profondo, di collegarsi ad essa, di farne esperienza, di contemplarla, si avesse accesso a delle risorse, delle piccole evoluzioni, che poi possono essere applicate praticamente nella realtà esteriore : D
    GuitarBoy

Risposte

  • texastexas Membro
    Pubblicazioni: 12
    Grazie, @Lupa e @Mononokehime, delle vostre testimonianze. Spero che ne arrivino altre... "Collegamento interno" e "...era qualcosa di mio...non aveva finalità alla condivisione" definiscono già quella dimensione "magica" a cui faccio riferimento e il suono può scaturire anche solo nella mente, in assenza di uno strumento o della capacità di suonarlo. L' ipotesi che faccio è che, venendo a mancare nello spettro autistico un' abilità innata e una disposizione a gettare "ponti emozionali" tra sé e il mondo la fuori, si rafforza (grazie a nuove connessioni neuronali?) la capacità di connettersi spiritualmente con un mondo dentro di sé, fino a percepirlo come reale, come l' "altro" con cui noi tutti, animali sociali, tendiamo a relazionarci. La tua "esperienza mistica", Mononokehime, è affascinante e non immagini quanto utile alle mie ricerche sul suono. Puoi dire qualcosa di più su quel "caos silenzioso"?
    MononokeHimeLupa
  • texastexas Membro
    modificato 16 February Pubblicazioni: 12
    @ilsensodellombra  e @GuitarBoy grazie dei vostri interventi. 

    Sensodellombra, "...ho passato molto più tempo insieme alla musica che insieme alle persone" non solo avrei potuto scriverlo io stesso (ed è tuttora così per me), ma è anche, per come lo esprimi, un' ulteriore conferma della mia ipotesi (vedi la mia risposta a @Lupa e @MononokeHime): nuove connessioni neuronali vengono a rafforzare un'entità spirituale, quando si sperimenta la solitudine per un tempo abbastanza lungo (come può accadere nello spettro autistico), al punto che possiamo dire di "passare tempo insieme a" quell' entità (il suono di un violino nel racconto "mistico" di MononokeHime), quasi come se fosse una "persona" reale. Non è difficile crederti, quando scrivi di aver passato molto tempo "insieme" alla musica, giacché la tua stessa scrittura è come immersa in una luce poetica e molto musicale. 

    GuitarBoy, trovo la tua testimonianza molto interessante. Mi sembra di capire che sei un abile chitarrista e che sai improvvisare, abitato nel farlo da qualcosa che trascende ciò che credi di sapere di te stesso. Quel "brivido lungo la schiena" non è, suppongo, solo un modo di dire, ma una vibrazione reale e molto sottile che attraversa il tuo corpo. Ne ho esperienza anch'io. Credo che abbia relazione con ciò che viene descritto in antichissimi testi indiani e con l'apertura di canali attraverso cui passa un' energia "divina" (o come la si voglia definire). Non mi sorprende che tu ritorni ad ascoltare, ancora e ancora, quelle cose che "rientrano nelle tue corde", se quello è il tuo modo di connetterti con la tua natura trascendente, il modo per far vibrare quelle "corde".
    GuitarBoyilsensodellombra
    Post edited by texas on
  • texastexas Membro
    Pubblicazioni: 12
    Nota per chi legge i vari interventi: da 'Neofita' (ancora un po' maldestro nell' uso dei vari pulsanti) ho aperto questa discussione cliccando su "Fai una domanda". Mi sono reso conto in seguito che, in questo caso, era preferibile cliccare su "Nuova discussione", giacché l' insieme degli interventi (e non uno solo) risponde alla domanda nel titolo e possono essere tutti accettati come risposta. Ma cliccare su "Accetta risposta" cambia automaticamente l' ordine degli interventi e la sequenza logica dei contenuti. Questo costringe chi legge ad andare su e giù per ricostruire una continuità, in particolare con i miei 'post' all' interno della discussione. Mi scuso di questo inconveniente.
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