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Per favore, corregetemi dove sbaglio

Dopo 43 anni di vita infernale, ho da pochi mesi preso orgogliosa coscenza di essere neurodiverso, in attesa di diagnosi.

Dal giorno in cui una giovane psichiatra ha pronunciato le parole "verosimile sospetto di autismo ad alto funzionamento", ho trascorso molto tempo leggendo la letteratura medica e scientifica disponibile ed un infinità di testimonianze; il tutto sia in italiano che in inglese.

Un esperienza che mi ha permesso di raggiungere una serenità interiore mai avuta prima.

Contemporaneamente però, ha creato anche delle serie perplessità.

Tenendo presente che lo spettro dell'autismo ed ancor di più la neurodiversità in generale, sono argomenti "giovani" nel contesto scientifico, nel corso degli ultimi decenni sono state tentate un infinità di strade, spesso multidisciplinari, volte a migliorare la qualità della vita di persone neurodiverse più o meno gravi.

Fra i principali obbiettivi emerge l'integrazione sociale e lavorativa.

A prescindere dagli sventolati successi di una pratica piuttosto di un'altra, quello che riportano ricerche ed aziende direttamente coivolte sul tema "autismo e lavoro", come Specialisterne, è che a livello globale il tasso di disoccupazione registrato tra le persone che rientrano nello spettro raggiunge l’85%, e oggi in Italia solo una persona su 10 con autismo ha un lavoro.

Commetto un errore se alla luce di tutto ciò, deduco che allo stato attuale non esista alcuna strada, pratica, metodo o altro che garantisca l'integrazione sociale e lavorativa a tempo indeterminato per un autistico?

Commenti

  • CharadeCharade Colonna
    Pubblicazioni: 1,371
    Ti ho risposto in privato. Comunque ripeto, se facevi il PM pur essendo nello spettro autistico, devi avere due palle così
    Devo vivere guardando il fiume che scorre.
  • malcom3Dmalcom3D Neofita
    Pubblicazioni: 9
    Ti ringrazio molto per il complimento, ma sono riuscito a tirare avanti per pochi anni sempre e solo sotto pesanti dosi di psicofarmaci e sedativi, subendo riflessi psichiatrici sempre più pesanti, finchè non sono caduto in quest'ultimo burnout nel quale sono regredito molto e non sono ancora riuscito a recuperare del tutto.
    MononokeHimerondinella61
  • Pubblicazioni: 41
    non ho mai letto nulla in proposito di statistiche (verso le quali ho sempre nutrito una istintiva diffidenza) ma usando la logica direi che il tema dell'integrazione lavorativa e sociale sia qualcosa di molto delicato quando riguarda individui che per un motivo o per un altro si discostano dalla "normalità" che il sistema ritiene auspicabile e più la distanza è netta più la situazione si complica 

    parlando per me, be' io sono sempre stato un disadattato e lo sono tutt'ora e comunque sono stato anche fortunato perché ho trovato qualche persona che mi ha aiutato altrimenti sarei potuto finire a vivere per la strada (ho dormito più di una volta in giro tipo panchine) o peggio sarei potuto diventare un soggetto considerato pericoloso e finire anche in galera magari

    p.s. ti capisco perfettamente quando definisci una vita infernale, io sono stato diagnosticato da poco e ho superato i 30 anni
    rondinella61Felipe
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 411
    @malcom3D non conosco le statistiche di cui parli, ma se non ho capito male riguardano le persone autistiche in senso lato, dal basso all'alto funzionamento. Mi viene da pensare che quel 15% che ha un lavoro sia nella parte parte alta dello spettro, ma potrei sbagliare. Hai dati in più?
  • malcom3Dmalcom3D Neofita
    Pubblicazioni: 9
    La frase che ho citato l'ho rubata ad un intervista a Pablo Mas, direttore per l'italia di Specialisterne, che viene riportata anche sulle pagine del sito dell'azienda.

    Una panoramica più ampia con riferimenti in bibliografia, la potete trovare nella rassegna di Alessandra Venturoli dell'Isfol (ente pubblico di ricerca sui temi della formazione delle politiche sociali e del lavoro) pubblicata qui

    @Lupa io credo invece che quel 15% sia transazionale, ovvero relativo al periodo in cui i giovani ad alto funzionamento pemangono nel mondo del lavoro prima di diventare adulti disoccupati.
    Lupa
  • TonyzTonyz Neofita
    Pubblicazioni: 6
    Ci sono delle buone opportunità in ambito IT anche in Italia e la tua esperienza nel settore potrebbe fare la differenza. Se ti va contattami pure in privato. Ciao
  • malcom3Dmalcom3D Neofita
    Pubblicazioni: 9
    @Tonyz ti ringrazio per il tuo messaggio ma a quanto ne so qualsiasi opportunità prevede la presenza fisica sul posto di lavoro, correggimi se sbaglio.

    Per quanto mi riguarda sono riuscito a portare avanti 20 anni di carriera nell'IT dando l'anima, ma sempre e solo sotto massicce dosi di sedativi e psicofarmaci con pesanti riflessi psichiatrici dovuti allo stress neurologico, in un loop continuo fra riprese e burnout.
    Questo inferno mi dava tregua solo quando lavoravo esclusivamente da remoto.

    Non voglio ripetere gli errori del passato per ritrovarmi a dover sopportare nuovamente quella sofferenza.
  • TonyzTonyz Neofita
    Pubblicazioni: 6
    Si ma adesso i tempi stanno cambiando. Lo stress è sempre piú riconosciuto come nocivo alla produttività. Se vuoi ti posso dare il contatto giusto per provare a schiarirti le idee. Ciao
  • malcom3Dmalcom3D Neofita
    Pubblicazioni: 9
    @Tonyz, se si parla di lavoro esclusivamente da remoto, passami il contatto.
  • malcom3Dmalcom3D Neofita
    Pubblicazioni: 9
    @Tonyz , anzi guarda, visto che ho tempo da perdere, passami cmq il contatto.
    Non credo mi "schiarirà le idee", ma sentir cosa dice non mi costa nulla.
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