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età media del vostro linguaggio (non le prime parole)

avevo letto una discussione mesi fa, ma non riesco a trovarla più, sull'età media in cui il vostro linguaggio è 'fiorito' e siete passati dalle parole, alle richieste complete, al linguaggio insomma.  se qualcuno sa dove si trova e mi posta il link, lo ringrazio. faccio una promessa : se è vero che Asperger e autismo ad alto funzionamento tendono a convergere nel tempo, ma divergono nell'età infantile proprio per la difficoltà dell'acquisizione del linguaggio, tra voi Asperger, diagnosticati da adulti, ci dovrebbe essere qualcuno che ha tardato nel linguaggio, e che poi ha avuto uno sviluppo cognitivo, e nell'uso del linguaggio, come i NT o spesso al di sopra della media.  in questo forum   scrivete  molto bene. una qualità lessicale notevole! ma anche il racconto delle vostre sensazioni è molto forte, pregnante.(spesso, leggendovi, mi commuovo) . Inoltre volevo sapere se qualcuno di voi ha avuto difficoltà nell'uso della penna per scrivere in età prescolare o nei primi anni scolari. e come si è risolto. insomma un piccolo racconto delle vostre esperienze sarebbe molto interessante per me, madre di un bambino nello Spettro ad alto funzionamento 'asperger' di quasi 5 anni. 
Blunotte

Commenti

  • CyranoCyrano Pilastro
    Pubblicazioni: 1,035
    Mia madre ha sempre raccontato come io abbia iniziato a parlare nel senso che tu dici a 12 mesi. Per quanto riguarda l'uso della penna, ebbi delle difficoltà; non riuscivo a tenerla nel modo canonico, e, nonostante i reiterati tentativi di riuscire a insegnarmelo, alla fine si arresero e lasciarono che la tenessi, come dicevano loro, come fosse uno scalpello. Questo non mi ha impedito di realizzare, alla facoltà di lettere, uno dei migliori testi di letteratura, un tema su Guinizzelli, che siano mai stati fatti in quell'università. Mi scuserà il tono, non è vano orgoglio, ma non posso non notare come le qualità e i risultati non siano mai serviti ad avere la fiducia dei miei genitori, né, che è peggio, la loro accettazione, che all'età di 48 anni aspetto ancora inutilmente.
    mikired100mariadimagdaCuore_sanguinanteMononokeHimevera68
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • mariadimagdamariadimagda Membro
    Pubblicazioni: 30
    @Cyrano che ne è stato poi della tua vita?
  • CyranoCyrano Pilastro
    Pubblicazioni: 1,035
    Scolasticamente tra alti e bassi. Le maestre usavano spesso metafore per spiegare, e la cosa mi confondeva parecchio, mi arrabbiavo e mi chiedevo come mai non dicessero le cose direttamente. Poi la scuola era rumorosa, piena di estranei, che non riuscivo a non considerare male: erano sciocchi, rumorosi, ignoranti e superficiali. Talvolta anche gli adulti. Davvero, la presi molto male da subito. I miei mi riempirono di botte sino ai 14 anni, dandomi poi dello strano e del matto. A 8 anni ho iniziato ad avere depressioni ricorrenti, con fantasie di morte, che mi porterò dietro per sempre, che non passeranno mai. A 11 il primo progetto di suicidio, al quale ne seguirono altri, sino al tentativo dei 16 anni. A 17 a salvarmi fu una psicologa. Poi dovetti fare il militare, e tornarono i pensieri suicidi; ad aiutarmi fu l'associazione di volontariato che frequentavo da qualche tempo. All'università a nulla servirono i voti molto alti, con i miei era tutto solo scontro, incomprensione, mancanza di affetto e di accettazione. I pensieri suicidi continuarono. Fu nell'associazione di volontariato che trovai quella che divenne mia moglie. Il lavoro tra amici dell'associazione. E l'inizio della frequentazione di uno psicologo per capire qualcosa della mia vita, per curare le ferite. Adottammo anche un bambino cambogiano, meraviglioso per carattere, intelligenza e bellezza. Poi lui si ammalò; nelle risonanze al cervello comparve una misteriosa forma di infiammazione della mielina; ancora oggi non sanno cosa sia, e potrebbe risolversi in un problema curabile o letale. Abbandonai l'associazione di volontariato, che nel momento del bisogno non aveva saputo fare altro che giudicare senza dare comprensione o vicinanza. Nello stesso periodo ricevetti la diagnosi di Sindrome di Asperger e mia moglie chiese la separazione, mandandomi via da casa e tentando, senza riuscirci, di togliermi la patria potestà genitoriale a causa della mia condizione di Asperger.
    E siamo al presente, nel quale vado avanti tra depressioni, crisi e autolesionismo grazie solo al pensiero di mio figlio e a ciò che mi ha aiutato sin dall'asilo: l'abbacinante bellezza della natura. La psichiatra specialista in autismo della ASL che mi segue, mi ha consigliato, per resistere, di rifugiarmi dentro me stesso, nel mio autismo, facendo attenzione a non chiudere la porta di comunicazione col mondo, cosa che non solo potrei fare, ma ne avrei anche la voglia, ma che mi porterebbe a rischiare, secondo lei, di restare chiuso dentro e perdere contatto con la realtà.

    Da qualche anno collaboro con un'associazione che si occupa di soggetti autistici nella mia regione, e tengo conferenze per spiegare e sensibilizzare. Per evitare che un altro bambino soffra uno solo dei giorni che ho sofferto io.
    BlunotteMarkovadiLisaLaufeysonmariadimagdaMononokeHimegioiasunskyunderbalenadamyMare
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • forzadeltassoforzadeltasso Membro Pro
    Pubblicazioni: 99
    Ho imparato a parlare troppo presto e troppo bene...con fin troppa eloquenza...e ho pagato tutto ciò con una forte balbuzie che ha richiesto un po'di tempo per essere messa sotto controllo... Quanto tempo? Beh, diciamo solo la mia intera vita... Questo ha rafforzato la mia idea che nella vita, tutto tende più o meno a controbilanciarsi....
    mariadimagda
  • mariadimagdamariadimagda Membro
    Pubblicazioni: 30
    @riot mi dispiace interpellarti, ma ricordo di aver letto un post in cui tu dicevi di non ave parlato fino a 8 anni. Ma magari mi sto sbagliando. Nei mesi precedenti alla diagnosi ho letto moltissime vostre discussioni, cercavo di informarmi, di sentire come voi.... però non memorizzavo i nomi. Se è così avresti voglia di raccontare?
  • DGreyDGrey Neofita
    Pubblicazioni: 9
    Non so se il mio caso valga qualcosa, sia perché non ho ancora una diagnosi vera e propria qualsiasi, sia perché è un'esperienza strana.
    Da quel che mi raccontano non avevo grossi problemi nel linguaggio in se, quello procedeva bene e nei tempi giusti.
    Solo che era difficile capirlo, perché non parlavo lo stesso.
    Fino alle prime parole e alle richieste monosillabi è andato tutto bene, poi il nulla per svariati anni. Per vedere i progressi del mio linguaggio i miei genitori erano costretti a lasciarmi sola in una stanza origliandomi mentre canticchiavo o parlavo alla televisione e ai giocattoli, perché non dicevo nulla né davanti a loro né davanti a chiunque altro. Era come una specie di mutismo selettivo, solo che non si poteva chiamare davvero così, in quanto mi comportavo in questo modo dovunque e con chiunque e non solo in determinati ambienti "stressanti"

    Quando cominciai a sciogliermi passai direttamente dai monosillabi tirati fuori a forza alle frasi intere, rigorosamente sussurrate però. Ci fu un certo punto della mia vita in cui parlavo talmente piano che si faceva fatica a sentirmi. Poi quando avevo tipo tipo quattro anni e mezzo mia madre rimase incinta di mia sorella e io, che a quanto pare dovevo assolutamente capire questa storia del bambino nella pancia che cresce come funzionasse realmente, ruppi del tutto il silenzio iniziando a fare domande su domande...


    Con la scrittura a penna invece faccio fatica ancora adesso. Per anni la colpa è stata data alla valanga di insegnanti idioti che ho avuto nella mia vita, che non hanno mai provato realmente a correggere i miei errori nell'impugnatura (e anche molto altro, ma sorvoliamo), ma ancora adesso a 25 anni faccio fatica a scrivere in un certo modo.
    Cosa che mi fa male dentro, perché io adoro scrivere...
    mariadimagdachiocciolina
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,207
    Abbiamo fatto negli anni questa domanda agli adulti del forum e se non ricordo male hanno parlato quasi tutti molto presto e con un linguaggio molto forbito, anzi, superiore all’età. Ti posso dire che mio figlio ne ha sei di anni e ancora non è al pari coi coetanei anche se davvero migliora di giorno in giorno, con la chiusura delle scuole sembra pure migliorato. Penso però che io suo linguaggio rimarrà sempre qualitativamente intaccato perché è proprio il desiderio di relazione e condivisione che non è come una persona tipica, con questo non ti dico di buttarti giù ma di non confrontare il tuo bambino con le tappe evolutive linguistiche dei suoi pari.
    LisaLaufeysonloconimariadimagda
  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 3,249
    Ho iniziato a parlare decentemente bene alle medie. Prima sbagliavo le parole, intrecciavo le lettere, ecc... era un casino.
    Alcuni bambini e adulti affermavano di non capire cosa dicevo.
    Di scrivere, come anche di colorare o disegnare non ne parliamo. La coordinazione della mano era disastrosa.
    Sono anche DSA, dislessica e discalculica.
    LisaLaufeysonmariadimagda
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world.
    Anne Frank

    Il Nostro blog: My Mad Dreams
    Le mie storie: Shiki Ryougi
  • gioiagioia Veterano Pro
    modificato 9 April Pubblicazioni: 640
    Non so se la mia risposta possa esseri utile perche non sono un adulto con autismo. Sono la mamma di un bambino con diagnosi di spettro autistico lieve. Trovo che quello del linguaggio sia un discorso abbastanza complesso. Il mio bimbo ha iniziato con le approssimazioni di parole poco prima dei tre anni( 32 mesi). A tre anni metteva insieme due approssimazioni di parole. Ovviamente si trattava soltanto di richieste! Però era già unnottimo segno perche ha utilizzato da subito il linguaggio in modo prevalentemente funzionale. Tra i tre e i quattro anni il linguaggio ha avuto una grandissima evoluzione, tanto da comporre delle frasi grammaticalmente corrette, con articoli, singolari plurali e verbi ben coniugati. Ad oggi che ha quattro anni e due mesi, è andato oltre le semplici richieste, ponendo anche domande informative, del tipo" cos è? "" chi è? " di chi è? " cosa fa?" dove andiamo?
    Fin qua tutto bene.. Se non fosse che tutto questo accade solo con gli adulti di riferimento( quindi noi genitori, insegnanti, terapisti, nonni)... Limitandosi invece a rispondere si e no a qualche domanda da parte di estranei, ma sempre solo se invogliato da noi.. E praticamente zero con i propri pari!
    Quando un coetaneo si rivolge a lui sembra non sappia parlare!
    Quindi c è una specie di " selezione" delle persone che possono avere un dialogo con lui.
    Il suo linguaggio inoltre è ancora pieno di sostituzioni fonetiche( ma si capisce bene)...
    Questa è la mia piccola esperienza.
    adichiocciolinamariadimagda
    Post edited by gioia on
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