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Comunicazione

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
Molte persone nello spettro autistico e/o introverse e altamente sensibili, provano una sensazione di disagio e confusione nelle situazioni sociali. Alcuni arrivando addirittura a parlare solo con i familiari o gli amici più stretti, chiudendosi in una sorta di mutismo selettivo.
Altri diventano tanto nervosi nelle situazioni sociali che parlano in modo compulsivo perdendo i sottili segnali della conversazione e non rendendosi conto che l'altro non è interessato a continuare.
Più il gruppo di persone è grande, più è facile non sentirsi accettati da esso o a proprio agio, più grande è il rischio di accumulare stress, dire o fare cose non volute o impulsive, parlare troppo o troppo poco.
Alcune persone hanno problemi di reciprocità e tempo, parlando troppo senza permettere agli altri di intervenire nel dialogo, interrompendoli costantemente senza realizzare che ciò non è rispettoso, oppure non dicono nulla a meno di essere direttamente interpellati. Spesso sembra come se il "software" della conversazione sia o acceso o spento. Se è acceso si può parlare ma non si ascolta. Se è spento si ascolta ma non si parla, in entrambi i casi si possono aggiungere problemi nel capire la comunicazione non verbale, vuoi per mancanza di abilità intrinseca, vuoi per timidezza, vuoi perché concentrati nella ricezione o produzione verbale.
Alcune persone sono così iper-recettive che il loro sistema nervoso impiega più tempo a processare e decodificare l'enorme quantità di stimoli percepiti, pensarci ed elaborare una risposta appropriata.
Gli Aspie visuali possono necessitare di ulteriore tempo per convertire le parole in immagini e le immagini in parole.
Altri usano del tempo extra per analizzare quanto detto, elaborarlo e formulare una risposta linguistica per loro "perfetta".
Questo crea problemi con il tempo della conversazione e produce una mancanza di sincronia nelle conversazioni che avvengono nella vita reale.
LibellulaSperanzamammaconfusa80Marco75Whoamiromipor
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Ho ripescato questo vecchio thread molto interessante.
    Spesso sembra come se il "software" della conversazione sia o acceso o spento. Se è acceso si può parlare ma non si ascolta. Se è spento si ascolta ma non si parla, in entrambi i casi si possono aggiungere problemi nel capire la comunicazione non verbale, vuoi per mancanza di abilità intrinseca, vuoi per timidezza, vuoi perché concentrati nella ricezione o produzione verbale.
    questa descrizione la sento molto vicina al mio modo di comunicare con
    gli altri, tendo a parlare tenendomi eccessivamente incentrato su di me e
    perdendo reciprocità (devo faticare molto per tenere a bada il fatto
    che sto seguendo un dialogo, non un monologo) mentre ci sono stati
    momenti della mia infanzia nei quali mi limitavo ad ascoltare senza
    partecipare, senza aver nulla da dire.

    Altri usano del tempo extra per analizzare quanto detto, elaborarlo e formulare una risposta linguistica per loro "perfetta".
    Ma quest'ultima frase mi ha colpito moltissimo, perchè è esattamente ciò che mi succede; devo pensarci qualche minuto in più rispetto agli altri interlocutori quando devo dare una determinata risposta in una conversazione anche banale, perchè devo eseguire una serie di controlli riguardo l'appropriatezza della cosa, l'opportunità nel dirla, il ripescare informazioni e nozioni di quel contesto sociale di riferimento, il fatto che io possa rispettare o violare norme sociali nel dirla o non dirla, il fatto che sia formalmente corretta, il fatto che il contenuto sia sensato e pertinente, il fatto che vi siano particolari registri linguistici da rispettare in quella circostanza (linguaggio volgare, linguaggio colloquiale, linguaggio tecnico, linguaggio sostenuto ecc).

    Tutto ciò mi rallenta molto nella "prontezza" che si dovrebbe avere nello small-talk, spesso ho scarsi appigli e se sono alle strette non mi resta che rispondere per monosillabi, annuire, o tacere.
    Whoami
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Per esempio mi hanno detto più volte che quando parlo spesso mi autocorreggo ripetutamente anche dove gli altri non lo riterrebbero necessario.
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,161
    Anche a me è piaciuta quella cosa del software perché è proprio vero. O parlo o ascolto, non ci sono vie di mezzo. Però quando ascolto solo e una persona mi chiede "non dici niente?" non so rispondere neanche a quella domanda semplice. Perché sto in modalità ascolto. Questa modalità è fantastica, perché mi permette di capire le persone e non mi causa stress.
    Quando parlo invece ascolto poco e, soprattutto, odio le ripetizioni. Se qualcuno mi ripete ciò che mi ha appena spiegato perché pensa che io non abbia capito mi viene voglia di tapparmi le orecchie. Questa modalità è stressante perché io invece mi prendo poco tempo per riflettere, e non so mai cosa pensano gli altri del mio modo di pormi, o di ciò che sto dicendo.
    DeveloperAsperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea
    so I could walk right through it

  • DraneDrane Veterano
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 300
    Più il gruppo di persone è grande, più è facile non sentirsi accettati da esso o a proprio agio, più grande è il rischio di ... parlare troppo poco.
    ...non dicono nulla a meno di essere direttamente interpellati.
    Esattamente la mia descrizione. 
    ... Altri usano del tempo extra per analizzare quanto detto, elaborarlo e formulare una risposta linguistica per loro "perfetta".
    Questo mi capita quando devo scrivere qualsiasi cosa (come in questo momento). Infatti in Italiano ho sempre fatto schifo perchè non ero mai soddisfatto di cosa e di come lo scrivevo e non mi bastavano mai due ore per finire il tema.
    Post edited by Drane on
    -"Solo i pazzi credono che il compenso dell'essere diversi sia la sofferenza" Stregatto - Alice Madness Returns
  • CassiopeaCassiopea Veterano
    Pubblicazioni: 61

    Più il gruppo di persone è grande, più è facile non sentirsi accettati da esso o a proprio agio, più grande è il rischio di accumulare stress, dire o fare cose non volute o impulsive, parlare troppo o troppo poco.

    Io in genere tendo a parlare troppo poco...



    Gli Aspie visuali possono necessitare di ulteriore tempo per convertire le parole in immagini e le immagini in parole.
    .
    Questo è assolutamente tipico di me! Io ragiono per immagini o, più spesso, per animazioni con anche i rumori e poi li converto in parole.


  • sedicesimasedicesima Veterano
    Pubblicazioni: 140
    mi sa che sono iper- ricettiva
    poi mi sa che con molta gente non mi capiterà più di uscire... mai piaciuto, a parte tutto... in un tete a tete, o pochissime persone, ancora riesco a parlare senza essere interrogata, altrimenti no, serate intere a far da tappezzeria
  • Andato46Andato46 Senatore
    Pubblicazioni: 5,160
    Descrizione perfetta.
    Nei gruppi tendo a non dire una parola, se non direttamente interpellata, altrimenti ascolto e, soprattutto, osservo. Mi piace molto osservare le persone. E' come una specie di documentario sul genere umano.
    Nel rapporto a due invece tendo a soffocare l'altro di chiacchere. Il monologo, esattamente. A volte me ne accorgo e cerco, decisamente goffamente, di stopparmi e di lasciare spazio al mio interlocutore, ma devo dire che ne vien fuori un disastro.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Io parlo parlo parlo e alla fine mi chiedo quanto inopportuna sarò stata.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • AndromedaAndromeda Membro
    Pubblicazioni: 12
    Io parlo poco rispondo alle domande che mi vengono fatte niente di più, tendo di più ad ascoltare. Infatti alcune persone non vedendomi partecipare al discorso e stare in silenzio, mi dicono frasi del tipo: ''smettila, oggi stai parlando troppo'' e lì mi infastidisco e mi stresso troppo e non rispondo più neanche alle domande! 
    Whoami
  • CoreuteCoreute Veterano
    modificato June 2013 Pubblicazioni: 403
    "Spesso sembra come se il "software" della conversazione sia o acceso o spento. Se è acceso si può parlare ma non si ascolta. Se è spento si ascolta ma non si parla, in entrambi i casi si possono aggiungere problemi nel capire la comunicazione non verbale, vuoi per mancanza di abilità intrinseca, vuoi per timidezza, vuoi perché concentrati nella ricezione o produzione verbale."

    Mi calza a pennello la precedente osservazione contenuta nel post di @wolf, ma purtroppo per me alle volte nel mio caso si aggiunge anche un
    leggero spunto paranoico che mi fa fraintendere le parole dell'interlocutore come offensive nei miei confronti, anche per iscritto. Allora, soprattutto quando scrivo, divento aggressivo e rispondo per le rime, anche se poi me ne pento di solito: non ci si fa mai una figura tanto bella! :(
    Post edited by Coreute on
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