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Quanto mi devo sentire in colpa?

MareMare Veterano
Ciao, scrivo questo post di getto, perchè mi è arrivata una brutta notizia che, oltre che rattristarmi molto di per se, mi mette di fronte a una mia grossa mancanza, una colpa che ho commesso diverse volte nella vita. 
Vorrei capire se questo dipende dall'autismo, perchè se così fosse mi sentirei un po' meno egoista.
Stasera mia madre mi ha detto che una signora che conoscevo sta morendo. Questa signora, anziana, per diversi anni mi faceva massaggi alla schiena, chiedendo poco, a volte regalandomeli. Era sempre gentilissima, mi trattava quasi come una nipotina, viene da una famiglia molto povera e ha la quarta elementare, ma è molto intelligente e sensibile. Dopo che è nato il mio primo figlio sono andata meno, perchè avevo meno tempo e molte difficoltà ad organizzarmi col piccolo, poi siccome i dolori alla schiena erano diventati insostenibili mi ero decisa a provare un osteopata, che mi ha fatto migliorare tantissimo e quindi non avevo più ragione pratica di andare da lei. Però non era solo una persona che mi faceva i massaggi, mi voleva bene e io le volevo bene, qualche volta le ho portato il bambino perchè lo conoscesse. Con la successiva nascita di mia figlia e tanti altri casini, il tempo e l'energia sono calati drasticamente. Avevo fatto un tentativo di telefonarle un paio d'anni fa, perchè mi sentivo in colpa a non essermi più fatta viva, ma già io odio il telefono e quella telefonata era stata imbarazzantissima: all'inizio non capiva chi ero, poi dopo era fredda, non capiva che volevo solo farmi viva, mi aveva chiesto brutalmente se volevo fare un massaggio e poi rispondeva a monosillabi. A me già era costato un grosso sforzo fare quella telefonata che presagivo già estremamente imbarazzante, poi per come era andata la conversazione mi ero sentita, da una parte veramente stupida ad averla fatta, dall'altra molto in colpa per essermi allontanata. Ma non vedevo possibilità di modificare la situazione, anche perchè non avevo avuto il coraggio di dirle la verità, cioè che andavo da un osteopata, e lei non avendo avuto figli non capiva quanto la vita di una donna possa venire sconvolta dai bambini piccoli.
Così non mi sono fatta più sentire. Un paio di settimane fa mia mamma mi aveva detto di telefonarle. Mi ha raccontato che lei (mia mamma) le aveva telefonato e che lei (la signora) le aveva detto che era andata al supermercato senza mascherina per fare la spesa. Io non la ho chiamata nemmeno questa volta. Avrei avuto la scusa per chiamarla, cioè chiederle se aveva bisogno di qualcosa, che le andassi a comprare qualcosa in farmacia o la spesa. Però avevo paura poi di doverlo fare veramente, e io ho un deficit immunitario, oltre a non poter portare pesi, e avevo quindi molta paura del contagio, ancor di più perchè lei si era già esposta (viviamo in Lombardia), e ho pensato che devo innanzitutto occuparmi dei miei bambini e che se io e mio marito ci ammaliamo non ci sarebbe nessuno ad occuparsi di loro......
E quindi non l'ho chiamata.
E stasera mia mamma mi dice che sta morendo. Non di covid. Vorrei mandarle un messaggio e dirle che le voglio bene e che non mi ero dimenticata di lei....ma so che è andata a stare da sua sorella, e forse non le hanno detto la verità sulla sua condizione. Per cui se le mandassi un messaggio capirebbe subito. E quindi non la posso salutare....
Tante volte in passato non ho salutato persone che stavano per morire. Avevo il terrore della loro sofferenza e avevo il terrore di andare lì e non sapere cosa dire e quindi non solo sentirmi stupida ma pure così incapace da rendergli molto sgradevole uno degli ultimi momenti della loro vita. Non volevo fargli questo ma nemmeno che pensassero che a me non importava di loro. Sono sempre scappata, sentendomi profondamente una merda ma sembrandomi assolutamente impossibile fare questo genere di visite o telefonate.
Io adesso so di essere autistica ma non so ancora bene cosa sia autismo e cosa no. Mia madre mi rinfaccia sempre che non mi sono fatta sentire, che scompaio, che lei mi aveva detto di telefonarle, come questa volta...
Io mi sento tanto in colpa, ma è tutta colpa mia o è anche colpa dell'autismo?
BlunotteValentachiocciolinarondinella61
«1

Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    modificato 20 May Pubblicazioni: 2,313
    Io sono un po' come te. Non lo so se è egoismo, ma le persone, se non ne ho bisogno mi passano dalla testa. Del resto Io non mi meraviglio se le persone spariscono dall'ampia vita
    Però mia madre invece pretendeva attenzioni, si ricordava benissimo se qualcuno non le faceva gli auguri per natale o compleanno (anche se sovente lei non ricambiava) io mi sento ancora nelle orecchie il suo lamento protestuoso che trasferisco quando devo forzatamente chiamare qualcuno. Mi sembra che l'altro "lo senta" e che si lamenti come faceva lei facendomi sentire in colpa.
    Non lo so se ha a che fare con l'autismo, sicuramente è molto comune e molto umano.

    Poi in questo caso specifico tu ti senti in colpa o immagini che qualcuno ti colpevolizzi.

    Potresti farle recapitare un mazzo di fiori semplicemente dicendole che hai saputo che non sta bene, che per via del deficit immunitario preferisci non incontrare nessuno ache volevi mandarle un abbraccio floreale.
    A questo punto vedi cosa farà
    marco3882HazelWolf
    Post edited by vera68 on
  • MareMare Veterano
    Pubblicazioni: 364
    A me non passano dalla testa, ci penso spesso, vorrei vederle, fargli sapere che gli voglio bene, mi sento ingrata ed egoista perchè non lo faccio. Ma non ci riesco. 
    marco3882amigdalaLisaLaufeysonKamen
  • marco3882marco3882 Colonna
    Pubblicazioni: 1,765
    Finalmente qualcun altro che si comporta come me.
    Anche mia moglie mi dice sempre che trascuro i parenti (ne ho pochissimi) ma non mi viene assolutamente spontaneo fare le chiamate o messaggi di cortesia 'ciao come va? Ciao come stai? "
    Problema che ho anche nelle conversazioni e rapporti con i suoceri.
    NemodavidLisaLaufeyson
  • Dydy77Dydy77 Membro
    Pubblicazioni: 35
    Credo che sia difficile tracciare la linea di confine tra caratteristiche personali (dovute da familiarità, vissuto,percorso personale,traumi subiti,caratteristiche personali ecc) e cosa è parte dell'autismo...
    È la domanda che mi assilla spesso anche verso mio figlio.
    Io credo che sia sul versante caratteristiche personali che su quello autistico dove ce qualcosa di invalidante per la propria vita si debba cercare di lavorarci su e migliorarla,ma questo vale sia per chi è autistico e sia x i neurotipici.
    Quando però nonostante la tua presa di coscienza che mi sembra piuttosto forte,non riesci proprio a farci nulla,credo che hai solo due opzioni,una e quella di scavare dentro te e capire da dove arriva,magari un evento spiacevole da piccola (la butto lì x fare un esempio non sono psicologa) oppure smettere di sentirti in colpa e accettare questo lato di te che se ti ha accompagnato per tutti questi anni forse è giunto il momento di farci pace...
    Una terza opzione mi è venuta in mente...ti imponi di fare quel passo anche se non lo senti...ma devi valutare quanto ti costa in termini emotivi e se ne vale davvero la pena...
  • chiocciolinachiocciolina Veterano
    Pubblicazioni: 364
    Mare ha detto:

    Ciao, scrivo questo post di getto, perchè mi è arrivata una brutta notizia che, oltre che rattristarmi molto di per se, mi mette di fronte a una mia grossa mancanza, una colpa che ho commesso diverse volte nella vita. 

    Vorrei capire se questo dipende dall'autismo, perchè se così fosse mi sentirei un po' meno egoista.
    Stasera mia madre mi ha detto che una signora che conoscevo sta morendo. Questa signora, anziana, per diversi anni mi faceva massaggi alla schiena, chiedendo poco, a volte regalandomeli. Era sempre gentilissima, mi trattava quasi come una nipotina, viene da una famiglia molto povera e ha la quarta elementare, ma è molto intelligente e sensibile. Dopo che è nato il mio primo figlio sono andata meno, perchè avevo meno tempo e molte difficoltà ad organizzarmi col piccolo, poi siccome i dolori alla schiena erano diventati insostenibili mi ero decisa a provare un osteopata, che mi ha fatto migliorare tantissimo e quindi non avevo più ragione pratica di andare da lei. Però non era solo una persona che mi faceva i massaggi, mi voleva bene e io le volevo bene, qualche volta le ho portato il bambino perchè lo conoscesse. Con la successiva nascita di mia figlia e tanti altri casini, il tempo e l'energia sono calati drasticamente. Avevo fatto un tentativo di telefonarle un paio d'anni fa, perchè mi sentivo in colpa a non essermi più fatta viva, ma già io odio il telefono e quella telefonata era stata imbarazzantissima: all'inizio non capiva chi ero, poi dopo era fredda, non capiva che volevo solo farmi viva, mi aveva chiesto brutalmente se volevo fare un massaggio e poi rispondeva a monosillabi. A me già era costato un grosso sforzo fare quella telefonata che presagivo già estremamente imbarazzante, poi per come era andata la conversazione mi ero sentita, da una parte veramente stupida ad averla fatta, dall'altra molto in colpa per essermi allontanata. Ma non vedevo possibilità di modificare la situazione, anche perchè non avevo avuto il coraggio di dirle la verità, cioè che andavo da un osteopata, e lei non avendo avuto figli non capiva quanto la vita di una donna possa venire sconvolta dai bambini piccoli.
    Così non mi sono fatta più sentire. Un paio di settimane fa mia mamma mi aveva detto di telefonarle. Mi ha raccontato che lei (mia mamma) le aveva telefonato e che lei (la signora) le aveva detto che era andata al supermercato senza mascherina per fare la spesa. Io non la ho chiamata nemmeno questa volta. Avrei avuto la scusa per chiamarla, cioè chiederle se aveva bisogno di qualcosa, che le andassi a comprare qualcosa in farmacia o la spesa. Però avevo paura poi di doverlo fare veramente, e io ho un deficit immunitario, oltre a non poter portare pesi, e avevo quindi molta paura del contagio, ancor di più perchè lei si era già esposta (viviamo in Lombardia), e ho pensato che devo innanzitutto occuparmi dei miei bambini e che se io e mio marito ci ammaliamo non ci sarebbe nessuno ad occuparsi di loro......
    E quindi non l'ho chiamata.
    E stasera mia mamma mi dice che sta morendo. Non di covid. Vorrei mandarle un messaggio e dirle che le voglio bene e che non mi ero dimenticata di lei....ma so che è andata a stare da sua sorella, e forse non le hanno detto la verità sulla sua condizione. Per cui se le mandassi un messaggio capirebbe subito. E quindi non la posso salutare....
    Tante volte in passato non ho salutato persone che stavano per morire. Avevo il terrore della loro sofferenza e avevo il terrore di andare lì e non sapere cosa dire e quindi non solo sentirmi stupida ma pure così incapace da rendergli molto sgradevole uno degli ultimi momenti della loro vita. Non volevo fargli questo ma nemmeno che pensassero che a me non importava di loro. Sono sempre scappata, sentendomi profondamente una merda ma sembrandomi assolutamente impossibile fare questo genere di visite o telefonate.
    Io adesso so di essere autistica ma non so ancora bene cosa sia autismo e cosa no. Mia madre mi rinfaccia sempre che non mi sono fatta sentire, che scompaio, che lei mi aveva detto di telefonarle, come questa volta...
    Io mi sento tanto in colpa, ma è tutta colpa mia o è anche colpa dell'autismo?
    Io sento le stesse tue sensazioni, quando hai descritto sembravo io.
    Nel tempo mi sono costretta a fare ciò da cui volevo scappare per non sentire il senso di colpa,cerco di superare i miei limiti perché penso che a volte alcune cose vanno fatte ma non perché lo volessi davvero.

  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,188
    Non credo che la tua chiamata possa fare la differenza in questo caso. I rapporti si devono coltivare, ma da ambo le parti, poteva pure chiamarti lei quando hai avuto i bambini, venirti a trovare..ma non è neanche colpa sua, non è colpa di nessuno, sono le dinamiche della vita che ci portano da una parte o dall'altra.
    Non mi piacciono le imposizioni, un gesto deve essere fatto col cuore e se tu non te la senti non devi sentirti in colpa, è meglio non fare nulla che farlo a malavoglia.
    Non ti dare colpe che non hai.
    marco3882
  • MareMare Veterano
    Pubblicazioni: 364
    @chiocciolina anche io mi forzo sempre a fare tante cose, ma questa non ci riesco proprio, mi pesa tantissimo e le poche volte che mi sono forzata a fare una cosa simile il risultato è stato disastroso: ero impacciatissima, mi sentivo tremendamente inopportuna e ancora più in colpa perchè mi rendevo conto di stare mettendo a disagio la persona a cui avrei dovuto portare conforto o affetto o non so bene cosa. 

    @damy no infatti non è colpa sua, ma io ci sto anche a forzarmi ma almeno devo sapere di poter raggiungere il risultato di questo sforzo, io avrei voluto farle capire che le volevo bene, ma non ne sono capace. 

    Quello che mi fa chiedere se questo possa dipendere dall'autismo è che mia madre sembra ritenere la cosa facile, ovvia, e ogni volta si stupisce che io non lo faccia e ovviamente me lo rimprovera.

    Ma, per dire, quando ero bambina, mia madre mi obbligava a riportare indietro un resto sbagliato o un prodotto difettoso e in quel caso ho imparato a superare la timidezza usando la rabbia ( e l'ho imparato fin troppo bene, adesso lo sforzo è sopratutto il contenere l'indignazione e spesso mi trovo ad alzare parecchio la voce e a cercare di trattenere insulti che mi potrebbero costare una querela, e spesso non ci riesco). Sono contenta di essere stata forzata a fare questo, comunque. Ma invece questa cosa di cui sto parlando qui, non riesco proprio. 
  • HazelWolfHazelWolf Membro Pro
    Pubblicazioni: 96
    damy ha detto:

    Non credo che la tua chiamata possa fare la differenza in questo caso. I rapporti si devono coltivare, ma da ambo le parti, poteva pure chiamarti lei quando hai avuto i bambini, venirti a trovare..ma non è neanche colpa sua, non è colpa di nessuno, sono le dinamiche della vita che ci portano da una parte o dall'altra.
    Non mi piacciono le imposizioni, un gesto deve essere fatto col cuore e se tu non te la senti non devi sentirti in colpa, è meglio non fare nulla che farlo a malavoglia.
    Non ti dare colpe che non hai.

    Sono d'accordo, i rapporti umani non sono univoci.
  • MareMare Veterano
    Pubblicazioni: 364
    @HazelWolf vero, ma il modo di manifestare la reciprocità può essere molto diverso in una relazione. Già solo la differenza di età conta. Lei ha sicuramente dato più a me di quanto io abbia dato a lei, su questo non ho dubbi e per questo mi sento tanto in colpa, perché IO non ho saputo dare questa reciprocità.
  • WillofFireWillofFire Andato
    Pubblicazioni: 5
    Ciao >_<
    Non ti devi sentire in colpa, nessuno di noi dovrebbe a prescindere da quello che siamo.
    Anche io ho vissuto una situazione simile alla tua ma con la mia migliore amica.
    Avrei voluto incontrarla in un altro periodo magari precedente o in altre circostanze.
    Le ho detto delle cose che non pensavo, dopo, perchè mi sentivo tradita nell'amicizia. Non avevo avuto altre amiche prima e non sapevo come rivolgermi a lei, non capivo che alcune cose la facevano soffrire.
    Lei invece mi ha sempre supportata, mi è stata sempre vicina dia nel mondo della fantasia sia nei problemi reali, era l'unica mia coetanea che mi capiva e se non capiva, l'ho capito dopo, non me lo diceva e mi stava vicina lo stesso per come poteva.
    Io non ho mai pensato che fosse "scema" o che non meritasse per questo motivo, sapevo che a lei "non piaceva lo studio" ma non ho saputo dirglielo e forse avvolte non ho voluto.
    Sono sempre stata sicura che fosse intelligente invece, non come me, l'unico come me è mio padre.
    Sono sempre stata sicura perchè anche se non si impegnava a casa quando le spiegavo io qualcosa lei lo capiva al volo e lo ridiceva esatto alla lavagna.
    Quasi nessuno mi capisce quando cerco di spiegare cose scientifiche.
    Lei era un genio del disegno per me e mi auguro che lo sia ancora, a me piaceva disegnare da sempre ma i miei genitori non me lo facevano fare. Vedere che qualcun altro lo faceva mi ha fatta sentire un po' più libera di esprimermi ed ero anche felice di condividere qualcosa con qualcuno.
    Lei portava sempre novità nelle mie giornate perchè le piacevano tante cose che avevamo in comune ed era spesso informata.
    Per me era il mio braccio destro, la mia alleata sul campo di battaglia e le cose che portava unite alle mie e ai nostri sforzi congiunti x°D dovevano essere un'arma contro tutti!
    Non mi sono fatta capire però e forse non l'ho sempre messa a suo agio.
    Non ho mai neanche pensato che fosse "poco carina" e simili perchè a me non importava e non vedevo il motivo per cui dovesse esserlo. Però se lei sentiva delle cose come dei problemi e io non l'ho capito sono stata insensibile e quando l'ho capito e l'ho usato pure contro là la *emme* sono stata io.
    Ho pensato per anni a cosa dirle e a come dirlo ma non ne venivo mai a capo, al di là dell'asperger, quindi non l'ho mai contattata.
    Stessa cosa per un'altra mia "possibile amica" di cui non avevo capito proprio niente, pensavo che fosse un nemico a prescindere.
    L'ho rivista una volta sola e mi ha fatto addirittura "paura" perchè sembrava una ragazza cento anni avanti a me in termini sociali (anche se forse lei si è sentita impacciata).
    Ho visto qualche sua foto "pubblica" tempo dopo e ho anche visto che aveva ampliato i suoi interessi verso cose che a me non piacciono perchè troppo realistiche (tipo film o cantanti vari).
    Quindi ho pensato che era meglio non parlarle più perchè non avevamo più tante cose in comune!
    Mi dispiace di non averle detto prima queste cose, ma capisco pienamente anche lei e le sue motivazioni, anzi le avevo già ipotizzate da un po' ma non sapevo che fare.
    La mia storia è un po' simile alla tua, per questo ti dico che non è colpa di nessuno (di noi qui).
    La colpa è di chi non si è minimamente sforzato di capire, di chi provoca il disagio volontariamente per trarne un passatempo, perchè si sente forte se vede gli altri soffrire, di chi doveva proteggere i deboli ed insegnare agli altri e ha scelto di proteggere gli altri perchè alla fin dei conti il gioco era divertente.
    Parlo nel mio caso ovviamente. Non li perdonerò mai ma adesso non ho più tempo per loro.
    Volevo e voglio bene anche io alla mia amica, non riesco neanche io a controllare gli sfoghi forse anche peggio, per questo non volevo più parlare con nessuno. Io non ero così una volta, prima che la conoscessi, ma è come il soldato che torna traumatizzato dalla guerra e *avvolte* non si rende conto che è finita l'ora di combattere.
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