Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

La scuola

2

Commenti

  • forzadeltassoforzadeltasso Membro Pro
    modificato June 2020 Pubblicazioni: 101
    Elementari: rapporto pessimo. Come ho già scritto in precedenza, avevo un carattere estremamente irascibile, ma se venivo lasciato in pace "dove mi mettevi, stavo" senza dare fastidio. Il problema era che molti amavano provocarmi e le mie reazioni erano rapide e feroci. Una vera piccola belva, se provocato. Un vero tasso. Ero esile di braccia e gambe, ma vi sareste sorpresi di quanto forte potevano colpire quelle braccine. Non ricordo, però, di aver mai fatto davvero male a qualcuno. Non mi sentivo in colpa a reagire così, poiché 1) Non ti facevo nulla di male. 2) tu sceglievi di provocare la mia rabbia pur sapendo che avrei reagito così, quindi, in conclusione era colpa tua. Se tiri la coda al gatto, non puoi lamentarti quando ti graffia. Questa era la mia logica. Comunque, non farò la vittima. Avrò reagito spesso in modo eccessivo e spropositato, e, data la mia ingenuità sociale, non distinguevo tra comuni dispetti e vera cattiveria e qualche volta ho anche cominciato io. Ma solo per rappresaglia riguardo a cose successe prima. Ma non ho mai reagito aggressivamente senza percepire (a ragione o a torto) una minaccia e non ricordo di essere mai stato tra quelli che sfottono e schermiscono. Comunque, Date le mie stranezze, avermi in classe era tutt'altro che facile. Il mio rendimento era incostante. Un giorno potevo avere un voto così eccezionale da farmi additare ad esempio per tutti e il giorno dopo potevo (metaforicamente) indossare il cappello d'asino. Comunque, non ricordo di essere mai stato davvero spinto ad impegnarmi. Un vero pesce fuori d'acqua. Non era il mio posto. Non avrei dovuto essere là.

    Medie: decisamente migliore (ma non necessariamente felice, come vedremo di seguito). Le mie stranezze si erano smussate e il mio carattere molto ammansito, (poco consigliabile farmi arrabbiare sul serio, comunque. Chiamarmi mo*****ide o varianti ti garantiva un pugno in piena faccia). La mia relazione con i compagni era buona, ma erano come dei "co-workers", come dicono gli anglofoni...c'era un senso di non completa appartenenza. Ero un clown della classe con un umorismo da cabarettista basato su giochi di parole (molti miei compagni, invece, avevano uno humor da caserma). A parte questo, ero molto ligio alle regole. Ciò faceva stonare ancora di più la mia vena cabarettistica, guardata con delusione dagli insegnanti. (E ciò ha formato una delle mie idee più solide: se sei una brava persona, i tuoi errori, o "peccati", se preferisci, sembreranno molto più grossi). Il mio rendimento era più che buono, tranne che in matematica, dove le insufficienze fioccavano. Non ero l'unica capra in matematica, ma la mia prof credeva in me ed era molto delusa. Insisteva molto su di me, tanto che durante le sue lezioni, dovevo mettermi ad un banchetto vicino alla cattedra. Perché tutto ciò? A differenza delle altre capre in matematica, io non avevo altre carenze grosse, ero tranquillo e ligio alle regole ed in più avevo il tipico aspetto da "secchione" o nerd, come si dice oggi, quindi pensava che io semplicemente non volessi impegnarmi. A volte stavo sveglio fino all' una di notte tentando di risolvere le espressioni. Semplicemente non era cosa per me. Tutto qua. La mia media era abbastanza buona da incassare un po'di insufficienze, comunque. C'era sempre un senso di non appartenenza, da parte mia. Non era il mio ambiente. Anche per fattori extrascolastici, non lo ricordo come un periodo felice.

    Liceo: meglio. Sembravo quasi "normale" ma avevo qualcosa di diverso che sembrava spiazzare il prossimo. In ogni caso gli anni mi hanno molto addolcito...La tendenza a fare il clown della classe è sparita, essendo un meccanismo di difesa non più necessario. Mi sembrava sempre di essere tra co-workers. Ero però benvoluto e di ciò sono grato. Però, avevo la sensazione di essere visto dalle ragazze della mia classe e non solo, non come un soggetto di sesso maschile ma come una sorta di manichino asessuato. Pesavo almeno 10 kg più di oggi ed ero molto meno in forma ma brutto non ero. Ci saranno stati casi di interesse che la mia ingenuità sociale mi ha impedito di cogliere, comunque. Vivevo la scuola come un lavoro d'ufficio. Mi vedevo come un impiegato di concetto. Una sorta di crisi, esacerbata dalla insensibilità ed ignoranza di alcune insegnanti e dal senso di non appartenenza mi ha spinto sull'orlo dell'abbandono scolastico. Avevo un rendimento più che buono, con punte di eccellenza in spagnolo. Era un ambiente sano, privo di bullismo e cattiverie vere, e questo lo ricordo con piacere.

    Per tutti e tre, si possono riscontrare elementi in comune:

    1) un senso di non appartenenza, più o meno marcato, ma sempre presente e la sensazione di essere "in ufficio".

    2)un rendimento "medio". Non ero necessariamente uno che si limitava al minimo indispensabile ma mi accontentavo e, anche nelle materie in cui andavo meglio, non ricordo di aver mai avuto una vera "scintilla" che mi spingesse all'eccellenza ed all'impegno massimo. Ero come una sorta di travet la cui unica preoccupazione è rispettare standard "adeguati", ne più né meno.

    3)il senso di libertà totale che ho provato alla fine di ciascun ciclo di studi. Tale senso, (che superava ampiamente la soddisfazione di aver ottenuto il titolo di studio) l'ho sempre paragonato all'uscita di prigione. La scuola era una prigione? No, (Anche se il mio liceo aveva al piano terra, finestre sbarrate) ma sapevo che non era il mio posto.
    lachimera
    Post edited by forzadeltasso on
  • lachimeralachimera Andato
    Pubblicazioni: 48
    @forzadeltasso conosco bene sia la non appartenenza sia la costrizione...essendo un obbligo di stare chiusi in un luogo a svolgere attività imposte,effettivamente emana sensazione di prigionia.
  • forzadeltassoforzadeltasso Membro Pro
    modificato June 2020 Pubblicazioni: 101
    Mi ricordo il senso di costrizione fisica, tanto che alla fine della scuola, al ritorno, correvo a perdifiato, perché il mio corpo anelava movimento. Inoltre, non puoi costringere un ragazzino di 12 anni a stare sveglio la notte tentando di risolvere espressioni ed equazioni...E meno male che secondo quella grande cima, non mi impegnavo...avrei tratto grande giovamento dall' home schooling. Io non sono fatto per l'ambiente scolastico ed accademico. Io imparo facendo, non studiando. Comunque se la scuola italiana forgia in noi una mentalità da travet, non devono poi lamentarsi se non puntiamo all'eccellenza né ci interessa farlo.
    Credo che il sistema scolastico Italiano vada smantellato completamente e rifondato da zero.

    Comunque, dalla mia esperienza scolastica ho tratto le seguenti lezioni:

    1) se prendi a calci un bravo cane , alla lunga diventerà un cane cattivo (o anche se rimane un bravo cane, sarà più propenso a ringhiare)

    2) se sei una brava persona rispettosa del prossimo e delle regole, i tuoi errori (o "peccati", se preferite) sembreranno sempre MOLTO più grossi e gravi

    3) la paura NON è rispetto e mai lo sarà. Una persona che ti teme non ti rispetterà mai veramente. Sarà tutto finto. Tutto di facciata.

    4) punizioni proporzionate all'infrazione della regola e somministrate in modo pulito e rapido, senza umiliazioni hanno un effetto molto più concreto nel tenere la disciplina rispetto a urla e strepiti da gallinaccio strozzato.

    5) trattare le persone con rispetto ( che non è la stessa cosa che essere permissivi) paga.

    6) un'autorità legittima può essere esercitata in modo indegno

    7)Il vero valore di un insegnante dipende da come se la cava con i casi più difficili.

    8) diffida dagli incoerenti

    9)un alunno che pensa con la propria testa può destare più allarme di un cosiddetto "ribelle"...

    10) strettamente collegato al punto precedente, la censura può colpire anche un innocuo tema

    11) puoi credere in una persona, ma dimostrarlo nel modo sbagliato

    Forse la mia esperienza scolastica non è stata poi così inutile...
    lachimera ha detto:

    @forzadeltasso conosco bene sia la non appartenenza sia la costrizione...essendo un obbligo di stare chiusi in un luogo a svolgere attività imposte,effettivamente emana sensazione di prigionia.

    mammarosanna
    Post edited by forzadeltasso on
  • Aspie85Aspie85 Neofita
    Pubblicazioni: 10
    Per me già l'asilo fu piuttosto traumatico, con alti e bassi. Ricordo il disagio di dormire vicini nelle brandine il pomeriggio, oppure l'obbligo di dare la mano al compagno di fila...
    Le elementari andarono un po meglio, ho diversi ricordi piacevoli mentre le medie, con l'avvento dell'adolescenza furono un mezzo disastro.
    Il peggio arrivò però con le superiori, ne avevo il rifiuto, troppi adolescenti caotici, bulli e tutto il resto. In più i miei cambiarono città o quartiere diverse volte, il che rese tutto più complicato. Alla fine mi arresi. Non avevo la forza necessaria per superare i troppi ostacoli.
    Da settembre 2019 ho iniziato la scuola serale, 3 anni per il diploma nell'unico indirizzo disponibile dalle mie parti, geometra (anche se adesso ha un altro nome, CAT) e per ora sto reggendo decentemente, anche se è dura riuscire a seguire tutte quelle materie che a me non interessano per nulla... Meno male che c'è matematica
  • Aspie85Aspie85 Neofita
    Pubblicazioni: 10
    lachimera ha detto:

    @Markov le materie umanistiche io le ho studiate poco, perché alle superiori nel mio indirizzo si facevano solo italiano e storia; in realtà mi bastava leggerle e fissare un paio di date e nomi per avere voti alti. Mi piaceva la grammatica dell’italiano in tutta la sua vastità, specie quella delle medie,ma la letteratura fatta alle superiori no. Noiosa.

    All’università non mi sono mai annoiata. Ero davvero totalmente coinvolta. Andavo molto oltre il programma di studi e i miei esami sembravano spesso enciclopedici. Sapevo di tutto. Del resto ero appassionata di libri e documentari scientifici sin da piccola.
    Il dottorato mi è stato proposto, in un certo senso, diciamo consigliato da alcuni docenti, ma non ho voluto io, perché sognavo un lavoro più da laboratorio o sul luogo.

    Anch'io ho sempre adorato la grammatica, soprattutto l'analisi grammaticale e logica. Mentre trovo super noiosa la letteratura.
  • lachimeralachimera Andato
    Pubblicazioni: 48
    @Aspie85 letteratura e materie umanistiche erano una seccatura per me, più che altro per il fatto di dover parafrasare un linguaggio così arcaico. Invece mi piace ogni tanto leggere poesie contemporanee, molto più fluide.
  • KamenKamen Membro
    Pubblicazioni: 71
    Parlo da sospetta Asperger.
    Le materie in cui andavo meglio erano quelle umanistiche.

    Asilo: ero la seconda più scatenata di tutto l'istituto. Ne combinavo di ogni e mi mandavano spesso in punizione. La cosa buona è che gli altri bambini non mi giudicavano, quindi è stata un'esperienza divertente. A detta dei miei genitori me ne stavo sempre per conto mio e non avevo amicizie.

    Elementari: ero ancora abbastanza scatenata e solitaria. Non riuscivo ad ascoltare le lezioni. Mi piacevano le lingue (italiano e francese), andavo male in matematica. Ricordo che sbagliai di proposito la tabellina del 2 perché volevo capire il motivo per cui non si poteva partire da uno (1-3-5-7-9...), mi dissero solamente che avevo sbagliato e dopo anni arrivai da sola a capire che anche lo zero andava considerato un numero.
    Avevo poche amiche. Anche in questo caso la cosa positiva è che non mi sentivo giudicata dai coetanei.

    Medie: il periodo peggiore della mia vita a partire dal secondo anno. Le poche amiche che mi ero fatta alle elementari erano finite in un'altra classe, sommiamo la pubertà che mi aveva sconvolto chimicamente e mi aveva messo di fronte a un divario mentale con gli altri. Anche perché da asessuale non capivo tutto quell'interesse per le tematiche sessuali... I discorsi del genere probabilmente giravano molto anche perché la classe era formata in maggioranza da maschi, che ce l'avevano con me, perché carina ma "strana" e quindi da evitare e umiliare. Ho subito bullismo, soprattutto verbale, qualche volta fisico.

    Superiori: un po' meglio a livello sociale. Ho trovato degli amici. I coetanei in generale mi lasciavano in pace (anche perché la classe era formata in larga maggioranza da ragazze tranquille). Capitò un episodio di bullismo da parte di maschi di un'altra classe più grandi in un anno.
    Avevo comunque scelto un percorso di studi che non mi interessava per niente, solo per fare un piacere ai miei. (Con l'arte non si mangia, e io fino ad allora ero brava solo su educazione artistica.) Non mi hanno mai obbligata, ma diciamo che indirettamente mi avevano messo in testa che un percorso economico mi avrebbe facilitato la ricerca di un lavoro. Peccato che io avevo già deciso che durante le materie che non mi interessavano avrei fatto altro. L'anno in cui trovai una prof a cui stavo molto in basso fui anche bocciata.
    Nota interessante: per un periodo ebbi un prof di matematica che spiegava in un modo che per la prima volta trovai comprensibile. Avevo sempre avuto pessimi voti su matematica, improvvisamente iniziai a capire e a prendere tutti 8.

    Università: il periodo migliore del mio percorso scolastico. Ho studiato qualcosa che davvero amavo: cinese. E ne sono uscita con buoni voti senza rifiutare mai un esame. A livello sociale le persone erano più mature, quindi anche notando una mia eccentricità non mi facevano mai pesare la cosa.

    Gli insegnanti
    In generale gli insegnanti durante tutto il mio percorso di studi dicevano che ero perspicace, che avevo potenzialità, ma che secondo loro non mi impegnavo abbastanza. Non veniva loro in mente che avevo bisogno di un aiuto (
    se una cosa non mi interessa non mi entra proprio in testa e non riesco a farla). Mi vedevano solitaria, ma per loro era solo timidezza.

    Il sistema e i metodi
    Li ho trovati quasi sempre deludenti. Pochi insegnanti sono riusciti a farmi provare curiosità verso qualcosa che non mi piaceva. Alcuni docenti insegnavano materie che mi piacevano, ma lo facevano in modo svogliato. Alcuni argomenti trattati, secondo me, andrebbero rivisti e aggiornati: si dedicava un'infinità di tempo a Dante e pochissimo agli scrittori più recenti.
    Quando ho mostrano la mappa concettuale per la tesi, gli insegnanti non hanno fatto altro che cancellare i collegamenti forzati lasciandomi con due argomenti in croce senza darmi consigli. 
    Quando dissi che volevo portare un argomento specifico che mi appassionava, risposero che dovevo lasciarlo a un'altra persona che per loro aveva più idoneità a trattarlo.
  • lachimeralachimera Andato
    Pubblicazioni: 48
    @Kamen purtroppo i professori spesso non sono bravi nel loro mestiere in molti sensi.
  • Aspie85Aspie85 Neofita
    Pubblicazioni: 10
    Concordo su insegnanti e metodi. Certi docenti poi sono addirittura impreparati sulla loro stessa materia e purtroppo mi è capitato di farglielo notare (a volte non ce la faccio a star zitto, è più forte di me). Potete immaginare i risultati.
    lachimera
  • Alex1919Alex1919 Membro
    modificato June 2020 Pubblicazioni: 318
    Elementari abbastanza tranquille, ma già i compagni non mi davano la mano o altro. Poi dalle medie è iniziato il bullismo fino al diploma, tranne che negli ultimi 3 anni. Gli insegnanti erano di 3 generi, tolti quelli del mezzo, restavano i "cattivi" che se gli dicevi una cosa ti mandavano fuori per averli contraddetti o qualcosa del genere, e i "buoni" che al contrario ti premiavano e ti facevano sentire apprezzato anche per aver detto quello che sfuggiva. Era importante perché non avevo nessun senso di appartenenza, anzi erano solo ostilità.

    Il "cattivo" mi succedeva per esempio con un insegnante di matematica che mi metteva sempre 2 a prescindere, dicendo non fossi portato per l'informatica. Questo impiegò una mattinata a farci fare un format a: ed era laureato in fisica, era ancora fermo a MS-DOS e di informatica non ne sapeva niente, suppongo abbia fatto un corso di aggiornamento veloce, quindi mi prese proprio ad odio. Ma che ci posso fare se era impreparato per la materia? Ci metteva un ora per scrive win.exe perché ai tempi nella scuola era ancora installato windows 95 che in alcune versioni partiva da MS-DOS. Il "buono" era con un insegnante di storia, scoprivo subito le incoerenze nei racconti di storia, quindi nei capitoli delle guerre di religione trovavo sempre il motivo più "realistico", ovvero risorse naturali o soldi, evito di entrare nei dettagli qui oppure non finisco più, che nel libro non venivano indicati. Lei mi premiava per questo ed infatti con lei avevo tutti voti alti. Il risultato fu che in estate mi scaricai di tutto da internet e senza rendermene conto mi studiai in pratica il capitolo successivo. Quindi mi ritrovai nell'anno successivo che sapevo già in anticipo quello che ci stava per spiegare. Lei fu 100% ottima insegnante. Poi era abbastanza severa quindi schiamazzi non avvenivano. So che aveva capito che ero estremamente tecnico, penso che abbia avuto qualche sospetto. Purtroppo ne ho solo incontrate solo due di quelle buone. Ai miei tempi nel mio contesto, era a ridosso del nuovo millennio, ritengo che la scuola non fosse ancora preparata, ma che qualche insegnante sapesse cosa fare e cosa non fare e come eventualmente gestirmi per aumentare i risultati. Le mi pagelle erano quindi o voti troppo bassi o voti troppo alti con una media a fine anno in genere del 7/5 che variava da un 7 o un 8. Negli ultimi 3 anni, finito il bullismo, erano diventati tutti 8 quasi 9.

    Per l'Università purtroppo non so dire, il lato sociale mi ha proprio invalidato. Non riuscivo a frequentare, diedi gli esami di inglese123 con 30 30 28 senza avere mai studiato, e analisi matematica 26. Non ho retto più il peso sociale ed ho dovuto abbandonare gli studi. L'Università in verità era un ambiente molto migliore ma ero troppo stressato.

    Se potessi tornare indietro farei scuola privata per evitare l'ambiente, un ambiente più protetto, o in alternativa ci vorrebbe una scuola con un ambiente meno ostile, bullando escludi il ragazzino dalla vita sociale, non so cosa questi adulti credevano stesse succedendo. A volte poteva anche essere un insegnante a prenderti in giro, poi lessi su di uno studio del bullismo di alcuni insegnanti che da piccoli erano stati bullati ed ora da adulti fanno i bulli sui ragazzini. A me la vita sociale piaceva, solo che piaceva anche stare da solo. O per lo meno non ho mai avuto problemi prima della scuola. Fu brutto ritrovarsi dentro una gabbia con sconosciuti quando il giorno prima me ne stavo tranquillo a studiare, vivevo in collina quindi avevo accesso anche alle risorse naturali, animali compresi. Molti animali mi sono stati amici, gatti selvatici o cani randagi spesso. Avevo delle amiche con cui giocavo, quindi durante l'infanzia ho potuto interfacciarmi anche con le persone. Poi mi hanno forzato con la scuola e da lì il disastro.

    Penso che la scuola sia ben strutturata, elementari, medie dove separi gli adolescenti, superiori che si dividono in 3 categorie a seconda di cosa sai fare meglio, professionale-tecnico-liceo, poi università. Tuttavia necessita di insegnanti che siano più aperti mentalmente. Posso capire ora che un comportamento tale potesse scocciare un adulto per quanto possa, l'adulto, essere stato in torto tecnicamente, ma ai tempi avevo pur sempre 13 anni, cosa ne sapevo che alcuni fossero così permalosi, si trattava di affermazioni sulle funzionalità tecniche non di pareri personali e c'era poco da discutere. Non è possibile che un adulto se la prenda a morte con un ragazzino. A me hanno diagnosticato in età adulta.

    Mi resta l'amaro in bocca perché se non fosse stato per le ostilità sociali avrei potuto fare davvero molto di più, è come se mi avessero interrotto dall'usare il mio potenziale per fare o dire delle cose insensate. Mi auguro che oggi sia cambiato in meglio.
    Post edited by Alex1919 on
Accedi oppure Registrati per commentare.
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online