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Buongiorno, mi presento!

Buongiorno a tutti,
è da pochi giorni che vi ho scoperto e che vi leggo.
Ho trent'anni e dopo aver ricercato l'origine del mio malessere credo di poter essere Asperger o di avere un'altra manifestazione dello spettro.
Cominciamo dall'inizio, fin da bambino sono stato estremamente introverso e sensibile ma tutto sommato le elementari, tra alti e qualche basso, le ho passate bene.
I problemi sono nati tra la fine delle medie e l'inizio delle superiori dove sono stato oggetto di prese in giro e bullismo che hanno peggiorato la mia introversione e aumentato le insicurezze. Poi ho deciso di iscrivermi all'università in un'altra regione sperando che le cose cambiassero... Ma come ho imparato presto, è inutile scappare da un luogo se il problema è dentro di sé! Infatti sono stati anni che non ricordo con particolare piacere ma per fortuna sono riuscito a portare a termine gli studi entro i tempi previsti. Oggi lavoro e così ho la possibilità di tenere il cervello continuamente occupato in un ambito che mi piace moltissimo e ho continui stimoli a imparare cose nuove (la curiosità è una delle poche cose che mi fa andare avanti di giorno in giorno).
Da molti anni il tono del mio umore è sul depresso andante con dei picchi verso il basso non indifferenti e da un paio d'anni ho cercato di capire da dove nascesse questo malessere profondo. Ho cominciato a scrivere e prendere nota quasi ogni giorno -tipo diario- delle mie emozioni per tenerne traccia e analizzarle.
Adesso credo di essere arrivato alla conclusione che questo stato di "depressione" sia secondario a una manifestazione dello spettro autistico.
Ho seri problemi di comunicazione con le altre persone appena si esce dall'ambito lavorativo: parlo pochissimo, ho grande difficoltà a portare avanti una conversazione per mancanza di interesse nel parlare con gli altri ma anche per mancanza di argomenti, dato che i miei interessi non coincidono con quelli della maggior parte delle persone. Molto spesso ho bisogno di stare in completa solitudine e fatico a tollerare le persone intorno a me. 
Non riesco a decodificare bene le emozioni, a "vedere i colori delle emozioni": ho problemi sia a comprendere gli altri ma soprattutto non riesco a esprimere le mie.
Tutto questo comporta comprensibilmente che io venga visto come il tipo diverso/strano, che la gente si allontani subito da me e che non riesca a stringere rapporti duraturi. Devo dire che questa cosa mi pesa, invidio le persone che hanno una vita "normale", è come se fossi in sedia a rotelle a guardare la gente che corre... Per porre rimedio a questa cosa fastidiosa indosso la classica maschera per apparire quanto più socialmente accettabile possibile. Purtroppo però è molto faticoso, mi rendo conto che sono in mezzo a gente diversissima da me e che io non potrò mai essere come loro (mi sento come un pesce rosso, da solo in una boccia d'acqua, che guarda il mondo esterno e non lo capisce). 
E qui arriva la domanda tosta che mi sta girando per la testa in questi giorni: fino a che punto è giusto e/o possibile snaturare la propria identità per cercare la "normalità"? Bisogna accettarsi completamente e rassegnarsi a restare così come si è?
Quest'ultimo periodo per me è estremamente duro dal punto di vista emotivo, non riesco più ad andare avanti così. Io sto cercando di cambiare un po' e migliorarmi nei rapporti con gli altri, in particolare per gratitudine nei confronti di chi sembra aver capito che sono diverso ma riesce bene o male a rispettarmi e accettarmi per quello che sono e mi tratta da persona "normale". Purtroppo però i margini di miglioramento non sono tantissimi e tendo a ricadere nella solitudine. Dall'altra parte però non voglio rinchiudermi e vivere come un'eremita perché mi sembra di perdere alcuni aspetti belli della vita.
Spero di trovare in questo luogo persone più simili a me e confrontarmi con loro per cercare di capire un po' di più come funziono e trovare un po' di serenità nella bufera che ho in testa... 
Grazie a chi leggerà, spero di non essere stato troppo lungo e confusionario!
Buona domenica a tutti
Blunotte

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