Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Abilita o Voglia di raccontare ?

Buongiorno a tutti ,
Il mio bambino di tre anni e mezzo ha iniziato da poco la materna.
Lui parla anche se il linguaggio è il suo punto debole dalle ultime valutazioni fatte , oltre alcuni aspetti comportamentali . Quindi bisogna lavorare molto sulla pragmatica.
Non ha una diagnosi definitiva e non ha sostegno al momento .
Vorrei stimolare la sua capacità o voglia di raccontare . Sono molto confusa perche alcune volte mi da l impressione che non ha voglia di parlare o rispondere alle mia domande . ..., alcune volte invece sembrerebbe più motivato a raccontare ma è ostacolato dal linguaggio.
Per me è importante che lui mi raccontasse anche solo l essenziale ma niente ...
Oggi ho usato il disegno ma ho ottenuto poco ...spero di non fissarmi sulla questione e di non ossessionata anche lui....se avete dei consigli in merito vi sarei grata

Commenti

  • claluiclalui Veterano Pro
    Pubblicazioni: 879
    Ciao adi. Prima di tutto ha tre anni e mezzo! Non è che a quell’età i bambini facciano chissà quali grandi racconti.
    Cosa intendi par raccontare? Perché ci sono molte cose diverse dove poter intervenire che possono avere però basi differenti.
    Mi spigo. Se a mio figlio(nove anni) chiedo “cosa hai fatto oggi?” Lui mi fa un elenco giusto ma monocorde della giornata (esempio: mi sono svegliato, ho mangiato il tegolino, ho fatto i compitini ecc) con entusiasmo zero! Lo ha imparato a fare ma non gliene frega una cippa di dirmelo. Immagino che per lui sia totalmente inutile. Per insegnargli a far questo abbiamo fatto tutto un percorso che per ora ti risparmio ma se vuoi posso approfondire.
    Se invece chiedo a mio figlio: mi racconti la storia della zebra debra?(è una puntata di un cartone) ecco che parte con parti a memoria e parti parafrasate con tanto di occhi che gli si illuminano e cambio di voce per i vari personaggi. Chiaramente lì’ è ovviamente motivato. Anche per imparare a raccontare le storie è stato fatto comunque un lavoro dalla terapista.
    Raccontare e raccontarsi sono due cose differenti. Per entrambe le cose ci sono molte cose che si possono fare ma per la motivazione all’una e all’altra temo ci sia solo da aspettare..
    Martianmammaconfusa80chiocciolinamammarosanna
  • adiadi Membro Pro
    Pubblicazioni: 173
    Grazie @clalui per avermi risposto .
    In realtà lui ha difficoltà sia a raccontare ma sopratutto a raccontarsi . Ora che mi fai riflettere farò più caso !
    Raccontare una brevissima storia o imagine sta lavorando la logopedista , invece per il raccontarsi credo sia molto più difficile perche li ha a che fare con un suo desiderio o meno di condividere .
    Oggi ho usato il disegno e ho raccontato a lui cosa ho fatto io stamani ....subito si è messo lui a disegnare e raccontarsi poco con frasi molto povere e forse miste di fantasia copiandomi .
    Alla fine non ho capito un granché.
    Aggiungo che raccontarsi poco è un tratto che caratterizza tutti i maschi della famiglia ma ovviamente noi facciamo più caso
  • MartianMartian Membro
    Pubblicazioni: 42
    Ciao, la pratica e l'esempio aiutano tanto.
    Uno dei miei a quell'età parlava molto, di continuo, l'altro era più silenzioso, balbettava e "non aveva" la erre.
    Ah, sono gemelli.
    A quell'età i maschietti poi non è che sia facile "farli parlare", io notavo che non "raccoglievano" dalla memoria, non avevano la pratica di farlo, ad esempio: Cosa hai fatto, come ti sei sentito, ti è piaciuto.
    Raccontavo di me, della mia giornata e delle mie emozioni (soprattutto) come fossero storie interessanti (e brevi) e poi chiedevo, ho sempre chiesto loro:"cosa ne pensi? come ti sembra?"
    All'inizio era lo zero più totale, ma poi finalmente D., quello che meno si raccontava, ha detto la sua "mi sono avvabbiato molto".
    La condivisione non è semplice, confrontandomi con altre mamme capivo come alcuni, ma pochi lo fanno spontaneamente, altri assolutamente no. 
    Con D. mi sono resa conto che tendeva a tenere dentro non aveva la dimestichezza naturale nel mettere fuori emozioni e quindi anche parole, racconti di sé stesso.
    Ho anche considerato la "maturità" del piccolo, era ancora un osservatore del mondo, rispetto al fratello della stessa età e anche rispetto ai compagni era ancora più cucciolo.
    Tanta pratica, tante "prove" senza mollare.
    A raccontarlo è quasi semplice, viverlo è scalare le montagne, ma si scalano.

    claluiadimammarosanna
  • claluiclalui Veterano Pro
    Pubblicazioni: 879
    Si certo adi come dici è un discorso di condivisione unito, a volte, a problemi linguistici e come ha detto @Martian della teoria della mente (che però a tre anni e mezzo e’ un po’ difficile da valutare).
    Tu continua a raccontare e raccontarti a lui. All’uscita dall’asilo per esempio continua a chiedergli cosa ha fatto anche se non ti risponde e poi raccontagli cosa hai fatto tu. Vedrai che piano piano arriverà anche questo. :)
    mammaconfusa80gioia
  • dad_guerrierodad_guerriero Membro Pro
    Pubblicazioni: 115
    Ciao adì. Ti dico come abbiamo fatto noi per sviluppare la narrazione, magari può esserti utile visto che anche mia figlia ha poco più di tre anni e mezzo.
    Comincia a impostare tu il racconto... richiedendo all inizio solo dei "si" e dei "no", del tipo "hai giocato con x oggi?".. Avete usato dei colori?.... E successivamente allarghi portandolo prima a dire una parola specifica all'interno della richiesta.. Esempio se alla domanda "hai usato i colori?" poi puoi chiedere "e che colori hai usato?".. E con chi eri mentre usavi x colore"
    Piano piano la narrazione dovrebbe affinarsi. Almeno così è stato per noi.
    Salutoni
    Martianadi
  • mammarosannamammarosanna Veterano Pro
    Pubblicazioni: 511
    Ciao! Il laboratorio psicoeducativo di Agordo ci consiglió quando aveva 4/5 anni, di fargli portare una macchina fotografica all'asilo. Le maestre scattavano foto di alcuni momenti in cui mio figlio era protagonista di qualcosa, e poi a fine giornata ce la restituivano. A casa vedevamo insieme le immagini sulla macchina digitale e lui doveva raccontarci... Stessa cosa facevamo noi a casa...
    Poi, nei weekend stampavamo le foto più belle degli eventi più significativi e li inserivamo in un quaderno speciale chiamato "quaderno delle restituzioni". Lo decoravamo insieme e lo adornavamo con materiali che lui raccoglieva tipo rametti, coriandoli, foglie....
    Il lunedì portava il quaderno a scuola e le maestre si facevano raccontare...
    Per tutto questo però credo sia ancora prestino... Comunque le immagini funzionavano...
    adichiocciolinagioia
  • adiadi Membro Pro
    Pubblicazioni: 173
    Vi ringrazio , tutto molto utile .
    Oggi ho provato a fare come mi ha suggerito @dad_guerriero ....per le foto sarà più difficile ma forse più in là proverò a farlo . Cmq posso utilizzarla ai parco giochi .
  • dad_guerrierodad_guerriero Membro Pro
    Pubblicazioni: 115
    Mi fa piacere spero possa esserti utile. Comunque le modalità e gli ambiti di applicazione sono vastissimi. Per esempio durante il gioco simbolico ( mia figlia va molto bene in tale frangente). Io la lascio giocare e poi comincio a chiedere.
    Le prime volte le domande erano "stai lavando il coniglietto?" "è sporco?"
    Piu' avanti "perché il coniglietto è nella vaschetta?" e perché è sporco?
    Ora le chiedo semplicemente "che fai?"

    L'unica cosa a cui stavo e sto attento e a non insistere se non risponde... Alla fine come per tutti i bambini se non ha voglia di raccontare.. Stop.

    Martian
  • chiocciolinachiocciolina Veterano
    Pubblicazioni: 364
    Seguo con interesse questo post in quanto anche mio figlio ha difficoltà a raccontare o rispondere alle domande,mi sembrano consigli davvero utili grazie.
  • gioiagioia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 640
    mammarosanna ha detto:

    Ciao! Il laboratorio psicoeducativo di Agordo ci consiglió quando aveva 4/5 anni, di fargli portare una macchina fotografica all'asilo. Le maestre scattavano foto di alcuni momenti in cui mio figlio era protagonista di qualcosa, e poi a fine giornata ce la restituivano. A casa vedevamo insieme le immagini sulla macchina digitale e lui doveva raccontarci... Stessa cosa facevamo noi a casa...
    Poi, nei weekend stampavamo le foto più belle degli eventi più significativi e li inserivamo in un quaderno speciale chiamato "quaderno delle restituzioni". Lo decoravamo insieme e lo adornavamo con materiali che lui raccoglieva tipo rametti, coriandoli, foglie....
    Il lunedì portava il quaderno a scuola e le maestre si facevano raccontare...
    Per tutto questo però credo sia ancora prestino... Comunque le immagini funzionavano...

    Mi piaceeeeee!!!!! Ottimo spunto.
    mammarosanna
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online