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Ma sono veramente aspie?

MonkeyDoEsu0661MonkeyDoEsu0661 Neofita
modificato 12 October in Mi sento giù
È da ieri che me lo chiedo, mi sento stranamente sovraeccitata come se volessi parlare continuamente all'improvviso, ma non sono arrabbiata. Forse un po' sì. Ma non mi divertivo tanto da tanto tempo, la vita sembrava noiosa e monotona, come quella degli adulti.
Dite che è un meltdown?
Mi chiedevo se non avessi sbagliato forum. Sono stata da diversi terapeuti un po' per voglia un po' controvoglia, la cosa che li accomunava tutti era che dicevano che non avevo niente e che perdevano subito la pazienza.
I miei si chiedevano perchè non volessi compiere il mio destino, io che era quella roba che continuavo a vedere nei sogni, i terapeuti quanto mancava al prossimo paziente.
Siccome mi piaceva Freud e mi stava pure simpatico mi ero imparata a memoria tutti i sintomi dei diversi disturbi per vedere se me li trovassero o solo perchè volevo avere qualcosa che non andasse a tutti i costi perchè a una certa età faceva "figo".
Non mi hanno trovato niente, se non un disturbo post traumatico da stress e un po' di rabbia in eccesso che col tempo è svanita.
Ma forse all'epoca dell'asperger si sapeva troppo poco?
Tre anni fa all'incirca sono rinvenuta, come se niente fosse. Non so perchè, era come se avessi avuto l'adolescenza in ritardo.
Non parlo di me con nessuno perchè ho imparato che è meglio così, c'è chi si annoia, c'è chi ti vuole imitare anche i problemi, c'è chi ha bisogno di pretesti reali per sentirsi meglio e in ogni caso sulla mia sofferenza no, grazie.
Parlo sempre per la realtà e per persone che conosco bene, non abbastanza, non più, non del tutto, ma che conosco abbastanza per non fidarmici. E se ho motivo di non fidarmici e l'ho anche chiarito molto tempo fa con un messaggio che più chiaro non si poteva, non capisco ancora cos'è che vogliono da me, perchè mi cercano e perchè lo fanno se non gli vado bene come sono.
Non sei stata e non sei sincera con una persona, perchè dovrei fidarmi ancora? Ho già i miei problemi e il mio da fare e non ho più quindici anni, se voglio aiuto ho una famiglia che a modo suo mi vuole bene e di cui sono sicura di potermi fidare. Tranne mia sorella.
Se vuoi aiutare un'altra persona tramite me o aiutarci entrambi allora a maggior ragione me ne chiedo il motivo.
Se vuoi solo aiutare te stessa mi pare che lo stavi già facendo senza di me da un bel po'.
Mi chiedo se rientro davvero nell'asperger.
Molte cose le ritrovo tutte, l'intelligenza superlativa, il bisogno di distinguere se stessi dagli altri, la paura pervasiva per un trauma o la rabbia per un torto, il modo alternativo di comunicare, il bisogno di stare da soli e in silenzio se ad esempio ci si deve concentrare per fare qualcosa o semplicemente perchè si ha bisogno di silenzio.
Anche il recitare con le altre persone per non accendere dibattiti inutili, quello che io chiamo l'imparare ad essere diplomatici.
La ripetitività di alcune azioni, che spesso però può essere utile per imparare bene un concetto o per sbrigare una giornata riducendo al minimo gli stress e cercando di essere funzionali e operativi al massimo. Sopratutto quando si ha un obiettivo.
Non mi ritrovo invece nello stereotipo asperger = sfigato che perdonatemi ma quelli che ho conosciuto io un po' nella realtà un po' nella realtà virtuale sfigati non mi sembravano proprio. Ma se frequenti, anzi leggi, le persone sbagliate ce lo diventi.
Forse la cosa in cui più di tutte non mi ritrovo è il senso di socialità. Emotività forte sì, bisogno di socialità no.
Da piccola sentivo questo bisogno ed usavo la mia creatività per conquistarmi le amiche, avvolte anche amici.
Man mano che crescevo è una cosa che ho perso, come se fossi diventata fredda e distaccata e provassi gusto nell'umiliare (passatemi il brutto termine ma è così che mi sento) le persone.
Il punto è che vengo vista sempre come perfetta, con una famiglia perfetta, una vita perfetta e una genialità e una originalità perfetta. Oltre che snob perchè spesso lo sono veramente.
A questo punto le persone si dividevano in due: o scappavano umiliate dalla mia "presenza onnipotente" (avvolte cercando di essers me a tutti i costi) oppure si sentivano allo stesso modo e si divertivano ad esserlo con me.
Ma la vita non è sempre perfetta, ho passato brutti momenti proprio io che odiavo quel tipo di brutti momenti e la cosa più brutta era chi se ne è approfittato per tirarsi su di morale e sentirsi un po' più perfette loro.
Ho imparato a non dire niente di me proprio per questo, per lasciar credere ad entrambe che stare male andava bene anche quando ormai stavo bene. Per questo le controllavo, per vedere se riuscivano a staccarsi dal mio ego e a lasciarmi libera di esprimermi.
Dove andavo io c'erano anche loro, un po' in tutti i sensi.
Non parlo molto neanche con mia sorella, anche lei è quel tipo di persona, spesso non è neanche a casa e si è distaccata emotivamente ma non economicamente dalla sua famiglia.
Quando è presente è un po' corta di comprendonio ma molto facile nel raccontare senza alcuna riservatezza fatti personali delle persone in genere, quindi nessuno le dice mai le cose come stanno oppure gliele si spiega nel modo meno difficile possibile.
Oppure come faccio io non le si dice niente o le si dice cose diverse.
Ritornando quindi alla mia socialità, mi sento più un sociopatico altamente funzionale, fredda, distaccata e imperscrutabile, avvolte inavvicinabile, che un asperger.
Infatti nessuno si è accorto quale gioco mi piace fare di solito, ogniuno ha visto un gioco diverso per qualche motivo, un po' perchè presi dalla paura di fare brutta figura (1), un po' per sentimentalismo (2), un po' per lieve distacco (3). C'è chi se l'è data a gambe levate dopo avermi spudoratamente imitata per anni perchè la chiamavo "poco originale e priva di fantasia" e infatti tutto quello che è riuscita a dirmi appena mi ha vista è la mia solita battuta preferita che destinavo sempre a lei.
C'è chi infine aveva altro da fare. Un po' come da domani. Un po' come altri.
Questo è come interagiscono le persone con me e come io interagisco con loro.
Sono sicura che qualcuno dirà che in questo momento ho un meltdown ma invece sono calmissima o per lo meno questo è il mio solito modo di essere calma.
Infine non ho mai letto molto libri, di solito imparavo guardando le figure.
La mia risposta agli enigmi alieni è che io vivo in un altro universo, ma questo lo sapevo già! Kukuku!




(scusate lo sfogo, ma avvolte non riesco proprio a dormire)

vera68
Post edited by MonkeyDoEsu0661 on

Commenti

  • ArtemideRArtemideR Membro Pro
    Pubblicazioni: 251
    No, non è un meltdown. Non ci si avvicina nemmeno lontanamente.
    HazelWolf
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,378
    Scusami, ma io ho perso il filo del discorso...
    Non riuscivo più a seguire l'io il tu (generico?, chi?)
    Non sempre capisco bene ciò che leggo, quindi magari non è chiaro solo a me.
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