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Chi è ridotto come me? Problemi sociali e solitudine

rinco92rinco92 Membro
modificato 11 January in La piazza (discussioni generali)
Volevo sapere, più per una semplice curiosità e per un fatto di sentirmi meno solo, chi del forum ha le stesse mie problematiche cioè:

- Non uscire mai di casa oppure di rado ma sempre da solo (a volte faccio persino diversi giorni di fila senza metter piede fuori casa)
- Non avere un amico (non esco con un amico dal 2013, poi questo ha iniziato ad ignorarmi dal giorno alla notte senza spiegazioni. Adesso vivo nella solitudine totale da anni)
- Spesso preso di mira alle medie e superiori e bullizzato (mi tiravano anche il cibo durante le lezioni ma non era l'unica cosa che mi facevano).
- Non lavorare (di fatto non so fare nulla di nulla ed ho una manualità praticamente assente fatto notare anche da mia madre)
- Single e vergine (l'ultima ragazza l'ho avuta nel 2008 e l'ultimo bacio 10 anni fa e so che poteva andarmi pure peggio per come sono messo)
- Sentirsi stupido, impacciato e un disadattato sociale in tutte le circostanze
- Noioso e ripetitivo (spesso in casa si lamentano che faccio gli stessi gesti e gli stessi discorsi tutto il giorno. Ho dei forti sbalzi di umore)
- In presenza di persone con le quali non ho confidenza (ad esempio un pranzo di lavoro con nuovi colleghi come già mi è capitato) mi viene la tachicardia e sono impacciato e poco lucido. Se però inizio a prendere confidenza il livello di ansia e stress scende e mi apro molto ma non sempre, dipende dalla persona che ho davanti.
- Doc (pensieri intrusivi di ogni genere anche brutti e fastidiosissimi e varie ossessioni come il controllare la chiusura delle porte almeno 10 volte).
- Quando mi parlano alle volte non capisco le frasi (le sento ma il cervello non decifra ed ho notato che accade anche quando sono tranquillo).
- Presto molta attenzione al dettaglio e noto subito se qualcosa per esempio è stato spostato.
- Paura di fare un viaggio lontano da casa (non saprei cosa fare e come comportarmi)
- Una certa paura verso gli altri che possano aggredirmi (sono un tipo molto molto debole di carattere e non reagisco mai)

Ho 29 anni. Come vedete alcuni sono problemi piuttosto gravi e mi rendo conto di aver bisogno di uno psichiatra più che di uno psicologo. Mi sento rassegnato in tutto ed avverto la sensazione di stare come nelle sabbie mobili dove qualunque cosa che faccia va sempre male. Non nego che mentre sto scrivendo ho gli occhi lucidi. 
Persino da solo alle volte perdo lucidità mentale e "svalvolo" con la testa. Nell'ultimo lavoro che ho svolto ero mal visto dai colleghi in quanto ero lento e stupidotto nel capire le mansioni nonostante la mia puntualità e impegno.
Forse sono Aspie, forse anche fobico e depresso, ma certamente sono un tipo troppo strano e problematico. 
Quel che è certo è che ho sempre faticato tantissimo a socializzare. Sin da bambino mi sentivo strano e diverso dagli altri e qualcuno di loro me lo faceva notare. 
Tra l'altro alcune volte sento una forte stanchezza a braccia e gambe senza aver fatto nulla. 
Fortunatamente per il resto non mi manca nulla. 

Qualcuno di voi si riconosce, almeno in parte, in tutto ciò? Scusate lo sfogo e se vi ho annoiato. 
vera68giuseppemariadimagdaBlunotteaang91
Post edited by rinco92 on

Commenti

  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 2,657
    Non annoi mai...
    Io vedo vedo tanta tanta paura rassegnazione e resa.
    Io oggi sento la tachicardia, sento che mi si blocca il respiro e mi si chiude la gola. Una volta, una decina di anni fa, a livello fisico stavo apparentemente meglio ed ero anche superproduttiva: una macchina, un robot.
    In realtà stavo molto molto male, anche a livello fisico ma per sopravvivenza non sentivo nulla: avevo scollegato i sensori di tutto, cuore compreso (in tutti i sensi). Certo che ero superproduttiva! Non sentivo più nulla né stanchezza né ansia né panico. A parte gli scatti d'ira furibonda e incontrollata (mi vedessi... Non ci crederesti) ad uno sguardo sfuggente poteva apparire tutto ok.
    Poi parlavo ossessivamente delle stesse cose, parlavo... Parlavo... Parlavo, anche da sola, raccontavo a me stessa come se avessi un interlocutore immaginario davanti sempre e costantemente delle stesse cose. L'ansia in qualche modo doveva strabordare.

    Non mi pesava stare da sola, non sentivo la paura dell'abbandono fino a quando non ho cominciato a ricollegare i sensori e a rimettere insieme il mio sé andato in frantumi molti molti anni prima. Mi pesava essere sola a portare un carico più grande di me, questo sì, di questo ero conscia e questo era l'argomento ossessivo delle miei monologhi in solitaria. Anche io avevo la mania di controllare tutto anche se non era propriamente un doc ed era anche portato dal fatto che mia madre avesse invece delle procedure maniacali di organizzazione e controllo e me le avesse opportunamente insegnate. Per certi versi mi hanno salvato, per altri mi hanno fatto affondare. Oggi sono meno maniacale nel controllo e nell'ordine, i pensieri intrusivi ci sono ma come ho già scritto, ne ho fatto un interesse speciale, I pensieri che scatenano i trigger sono molto più sotto controllo di una volta, anche se a volte partono lo stesso.
    Io vorrei portarti una nota positiva, che da quella condizione si può uscire.


    Forse hai bisogno di uno psichiatra che può darti qualche aiuto farmaceutico, ma soprattutto tu hai bisogno di uno psicoterapeuta che non è solo uno psicologo.


    rinco92mariadimagdaBlunotte
  • rinco92rinco92 Membro
    modificato 11 January Pubblicazioni: 61
    Ciao e grazie della risposta. :)
    Soffro di tachicardia (non so se è il termine esatto) ovvero ho le palpitazioni accelerate dovute alla forte ansia quando non mi trovo a mio agio, per esempio nelle feste dove non conosco nessuno o quando mi sento al centro dell'attenzione, cosa che evito assolutamente. In questi casi ho anche dei tremori.
    Inoltre sono fortemente timido, una timidezza patologica credo dovuta a tutti questi problemi.

    Di fatto cerco anche di non conoscere nessuno e tantomeno una ragazza perché mi vergogno del mio stato e perché poi, come normale che sia, partono le domande sul cosa faccio, se lavoro, chi frequento... e cosa rispondo? Sarebbe imbarazzante.
    Persino chi conosco di vista cerco di evitarlo negli ultimi tempi per evitare che mi faccia queste domande scomode.

    Anni fa non ero a questo livello. Mi sentivo sempre un po' strano ma le cose sono precipitate negli ultimi anni.
    vera68giuseppe
    Post edited by rinco92 on
  • mariadimagdamariadimagda Membro Pro
    Pubblicazioni: 65
    @rinco92 , una persona che scrive così, che si racconta così non può essere uno stupidotto. Non vi sono i termini. Il sentire in modo così forte le emozioni, e saperle raccontare con poche parole, cariche di emozioni, che vengono trasmesse, indica intelligenza. Hai bisogno di aiuto.(come molti di noi). Cosa ti piacerebbe fare? Ti piacerebbe fare un lavoretto? Uno qualunque? Anche un lavoro che ti permetta di lavorare senza colleghi e capi?
    Blunottevera68riotrinco92
  • fattore_afattore_a Colonna
    modificato 11 January Pubblicazioni: 2,329
    Durante le settimane di Natale sono rimasto chiuso in casa dal 22 dicembre al 4 gennaio. Da ragazzo, quando andavo a scuola, passavo le estati prevalentemente a casa.
    L'ho percepito come un problema fino ai 35 anni circa. Poi non ci ho fatto più caso.

    Ho capito che spesso noi apparteniamo ai luoghi più di quanto non immaginiamo. Per appartenere a un luogo ed essene contenti è importante saper riconoscere chi siano i nostri e chi siano gli altri. Fondamentale sentirsi parte dei nostri.

    Se quando esci ti senti in pericolo forse è perché tu non ti senti parte di un noi, in nessun luogo. Stare perennemente in uno stato di allarme impegna molte risorse mentali fino ad andare in sovraccarico: ti parlano e non capisci, stai attento a dettagli spesso irrilevanti, impieghi molto tempo ad elaborare una risposta ecc.

    Fare un po' di pratica può aiutare a fare molte cose in automatico, come guidare o andare in bici senza concentrare ogni neurone sul cambio, sul tachimetro, sui segnali, sulle altre auto ecc.

    La mia scuola elementare era a meno di un chilometro da casa ed avevo paura ad andarci a piedi.

    Alla scuola media andavo in bus. Il 17/06/1992 c'era il primo scritto dell'esame di terza media e mi serviva il biglietto per il bus. Niente biglietti in vendita sul bus: era necessario comprarlo al bar del paese. Non ci sono andato al bar a comprare il biglietto, perché avevo troppa paura di muovermi da solo in paese.

    Un pomeriggio del luglio 1987 (credo fosse il 27) c'era un sole da scoppiare e io dovevo andare al catechismo; per la paura di doverci andare da solo, ho preso con me un ombrello da usare come arma da difesa in caso di aggressione.

    Non ricordo di essere stato bullizzato, forse perché non ho mai cercato gli altri bambini. Non mi sono mai proposto a loro. Non so spiegarmi la paura di camminare in paese. Ancora oggi se devo muovermi in paese uso sempre l'auto.

    Fuori dal paese mi muovo in lungo e in largo. Ho fatto viaggi lunghi da solo. Sono andato anche ad alcuni concerti da solo; ma andare - per esempio - all'ufficio postale vicino a casa è difficilissimo.
    mariadimagdaValentarinco92BlunotteClaraDiLuna
    Post edited by fattore_a on
  • rinco92rinco92 Membro
    modificato 12 January Pubblicazioni: 61
    La mia fortuna è stata prendere la patente a 18 anni. A quel tempo stavo meglio e avevo un gruppetto di amici seppur risultassi comunque strano e solitario.
    Allo stato attuale non avrei mai preso la patente, nemmeno mi sarei iscritto.

    Devo però dire che quando guido mi sento sicuro e deciso. Non altrettanto si può dire del resto.

    Anche per me andare al bar o all'ufficio postale crea ansia perché la gente mi vede, ho paura che mi giudica etc. e spesso in tali occasioni risulto goffo e impacciato.

    È una sensazione difficile da spiegare per chi non la vive.

    Per i viaggi ho paura di farli sia da solo che con eventuali amici. Sono troppo impacciato e goffo e non so fare nulla. Mi sentirei ancora più in difficoltà.
    Persino quando cammino sto attento alla camminata. Quando vado a fare la spesa sto attento ad ogni movimento per non fare figuracce. Sono ridotto a tal punto.

    Una decina d'anni fa tendevo anche a provarci con le ragazze, seppur non tantissimo ma almeno qualche volta provavo a scrivere a qualcuna. Adesso sembro un vecchio.

    A parte tutto ciò, credo di essere Asperger sotto vari aspetti.
    Blunottevera68fattore_aClaraDiLuna
    Post edited by rinco92 on
  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 3,385
    Ti fai troppi pensieri su cosa pensano gli altri di te. Sei strano? E allora?
    Sono strana anche io, ho un anno più di te, ma sono fidanzata e ho degli amici.
    Ho problemi, alcuni simili ai tuoi, e anche io mi preoccupo del pensiero altrui e ho subito forte bullismo. Ma penso anche per me vale la pena essere me stessa e che le persone che davvero mi apprezzano lo faranno per così come sono.
    vera68rinco92Blunotte
    How wonderful it is that nobody need wait a single moment before starting to improve the world.
    Anne Frank

    Il Nostro blog: My Mad Dreams
    Le mie storie: Shiki Ryougi
  • rinco92rinco92 Membro
    modificato 12 January Pubblicazioni: 61
    Sono diventato così anche perché in paese gira da anni la voce che io sia gay. Pensa che me l'hanno anche detto in faccia e non in modo scherzoso. Una volta a scuola mi dissero "questo è il bagno dei maschi, non puoi entrare" e un'altra ancora 'ma tu sei frocio". Anche nella mia classe alcuni compagni si toccavano l'orecchio o il naso per prendermi in giro (tipici gesti per dire "questo è gay").
    Inutile dire che queste cose mi hanno segnato profondamente.
    Ecco perché sto attento a come guardo negli occhi le persone e come cammino soprattutto per non sembrare effeminato nella camminata. Ecco come sto ridotto e il tutto è iniziato nel 2003!
    Poi il paese è pure piccolo ed ecco che sicuramente sanno questa cosa in molti ma non è vero che sono gay.
    Una volta mi hanno persino fatto uno scherzo (non so chi) e hanno inserito il mio numero di telefono in un annuncio per gay. Non vi dico le chiamate che ho ricevuto e poco dopo ho scoperto il perché. Ero andato anche a denunciare questo fatto alla polizia postale ma ovviamente come immaginavo la cosa è finita lì visto che ho denunciato ignoti.

    Per carità, non è grave essere gay e vi dirò che secondo me i gay sono persone molto buone e sincere, però per chi non lo è, come me, non è certo bello che sappiano questa cosa in molti nel paese.
    ValentaBlunottevera68
    Post edited by rinco92 on
  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 3,385
    Appunto, non dovrebbe toccarti una cosa del genere visto che non è un insulto. Chi lo usa come insulto è un deficiente.
    Al mio ragazzo dicevano la stessa cosa i bulli. Anche lui abita in un piccolo paese (io pure) e ora nessuno nemmeno si cura più di lui. Io poi ero presa in giro da tutto il paese ma adesso non mi si fila più nessuno. Sarà lo stesso per te. Se continuano, finché sono solo parole ignorali, se ti infastidiscono o peggio denunciali.
    rinco92BlunotteValenta
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  • riotriot Moderatore
    modificato 12 January Pubblicazioni: 6,162
    rinco92,
    sei arrivato all’età in cui si fanno i conti con la propria vita ed al bisogno di dare una svolta, che diventa impellente. È questo che io leggo nel tuo post.
    Ho sempre pensato che i 30 anni sono proprio il limite massimo per iniziare ad evolvere. C’è chi ci arriva un po’ prima, ma anche chi non ci arriva mai. Tu, sei esattamente in questo punto.

    Non è facile ma bisogna farlo. Bisogna affrontare la vita, le difficoltà che ci presenta ogni giorno ma  seguendo solo se stessi, fregandosene delle altrui critiche, obiezioni e opinioni. È quello che spesso viene definito come “cercare la propria strada”.
    Devi allora chiederti, ma già lo saprai, qual’è la cosa più urgente da risolvere.

    Ma serve anche “forzarsi” un po’: essere più aperti, non dico estroversi ma accettando di rendersi vulnerabili quando ci si esprime, quando si vuole parlare di se stessi e quando si vuole “conquistare” l’amicizia e l’affetto delle persone che ci piacciono.
    È in questo: far diventare l’ansia e la paura anche punti di forza. Mettersi insomma alla prova.

    Come si fa? Cercando persone che potrebbero condividere alcuni ideali. Potrebbe essere un ambito del volontariato, ad esempio. È un tipo di esperienza che richiede meno sforzo, nel senso che non si è messi da soli alla prova ma insieme ad altri.
    Stare insieme a persone che condividono un certo spirito, crea coesione e amicizia. Farlo col massimo impegno – ma senza farsi sfruttare – porta a sentirsi più forti, più sereni.
    Quando si fa il punto dell’esperienza che si sta portando avanti, ci sente di essere stati utili, ci si sente cresciuti nella conoscenza delle cose e delle esperienze, e allora può subentrare un senso di appagamento, che aiuta a vedere più avanti, ad altre possibili esperienze, con fiducia.

    Stare con persone della tua età, che condividono tali scelte, aiuta ad inserirsi socialmente nel gruppo, a conoscerne di nuove, a trovarne col tempo di alcune che ci fanno sentire a proprio agio perché non giudicano, e che ti permettano anche di abbassare la tensione del parlarci e dell’avere un contatto di tipo fisico.

    Quello che va sempre tenuto in considerazione, è che nessun ambito è perfetto. Significa si deve sempre stare attenti a non venire usati o a dare fiducia a chiunque in modo generalizzato, come ad esempio hai fatto rispetto alle persone omosessuali che, lo dico da persona gay che ha fatto molta militanza, come in qualsiasi gruppo sociale ce ne sono di buone e di malvagie.

    Proprio attraverso il mettersi alla prova, ci si conosce meglio, ci si sente più forti, si è in grado di interagire meglio con gli altri e si è in grado, piano piano, di fare le scelte che soddisfino meglio le proprie esigenze. Ad esempio, far fronte agli atti di bullismo o all’ostilità in generale, ignorandone gli effetti, quasi non ci riguardassero. A questo punto chi se ne frega se si viene additati come gay, come strani o altro: si è ormai forti per sopportare la stupidità degli altri.

    rinco92mariadimagdaBlunotteTima_AndroidSniper_OpsValenta
    Post edited by riot on

  • BlunotteBlunotte Veterano Pro
    modificato 12 January Pubblicazioni: 547
    Ti viene in mente qualche complimento, o qualche commento carino che ti è stato fatto dai tuoi amici o conoscenti del passato, e ti andrebbe di raccontarcelo?
    Anche cose che "agli altri" potrebbero sembrare complimenti strani, ma che "per te" sono state parole di apprezzamento a qualche parte di te, a qualche tuo valore che tu ritieni importante.

    riotaang91
    Post edited by Blunotte on
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