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Padre di Treviso uccide il figlio di 2 anni nello spettro e poi si uccide

Mi ha sconvolto la notizia del gesto senza ritorno di questo papà che non riuscendo ad accettare la neurodiversità di suo figlio ha deciso di porre fine con un gesto estremo, volevo sapere un vostro parere
Tachipirina89
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Commenti

  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,713
    Non ho letto ancora di questa notizia ..... però probabilmente soffriva di depressione e nessuno si è accorto che aveva bisogno di aiuto. Non è certamente una questione "razionale": non può essere solo una questione di accettazione ..... 
    BlunotteMononokeHimeLinna
  • Tachipirina89Tachipirina89 Membro
    Pubblicazioni: 54
    Sono rimasta sconvolta anch'io. Più per la mia fervida immaginazione che per quello che è successo in se. In generale evito assolutamente di leggere notizie di cronaca.
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 10,627
    La cosa più interessante è che stavolta il figlio era uno di quelli senza ritardi.
  • LinnaLinna Veterano
    Pubblicazioni: 193
    Dal articoli che ho letto io,ho capito che padre,era una persona solare.E non era una famiglia in crisi. Dopo una diagnosi,che non da nessuna speranza (bambino ha 2 anni) e penso che in questa eta ,solo Dio sa come potrebbe ,
    evolvere quel bambino. Visto che ha tutta la vita ancora d'avanti a se,Penso che dipende tanto anche come ti spiegano diagnosi. "Ilumminari ".
    chiocciolinaBlunotte
  • gufomatto79gufomatto79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 774
    Anche io ho letto la notizia e purtroppo due anni fa è accaduto anche nella mia provincia. Penso che la diagnosi di autismo sia qualcosa che ti sconvolge e alla quale ci si deve abituare con gli anni perché l'autismo deve essere conosciuto. Sarebbe una bugia dire che non è così. Il bambino era molto piccolo ma indipendentemente dalla gravità dello spettro, di certo sentirsi dire ciò che viene detto è un colpo fortissimo. E in ogni caso ti cambia la vita. È come morire, cadere a pezzi. Io personalmente ho desiderato per tanto tempo di morire, che mi si squarciasse la terra sotto i piedi, di scomparire. Perché come quel babbo pensavo al futuro di mia figlia, alle difficoltà, alla solitudine, alla fatica che avrebbe dovuto fare, al dopo di me, a quando sarebbe rimasta senza i suoi genitori, alla sorella. Possiamo benissimo pensare che una diagnosi di spettro a un anno e mezzo sia apertissima a cambiamenti, che niente è detto ed è così, non solo per chi è lieve ma anche per chi non lo è. Ma quando ti viene detto che tuo figlio avrà delle difficoltà che potrebbero rendergli la vita molto complicata e questo tuo figlio è ancora molto piccolo, non possiamo non cadere nella disperazione. Non basta comunicare questo ad un genitore e rimandarlo a casa a riflettere da solo sul fatto che tutto è ancora da scrivere. Deve essere preso per mano, curato seguito, accompagnato,rispettato, ascoltato. Solo così potrà trovare la forza di raccogliere i pezzi e rinascere più forte per suo figlio. Vedere un bambino piccolo che non riesce a parlare, non riesce a giocare, non riesce a stare con i pari, che piange sempre, che non dorme non mangia per un genitore è un dolore. Crescendo potrà migliorare, potrà ribaltare tanti di questi limiti ma di certo il prezzo da pagare è altissimo. Il genitore diventerà una persona diversa, migliore, capirà che cosa sia davvero la felicità, che cosa conta davvero nella vita e ne sarà orgoglioso. Amerà suo figlio per come è e non per come vorrebbe che fosse. Ma quando ti dicono che tuo figlio forse potrebbe non parlare, potrebbe non riuscire ad essere autonomo e con questo intendo che potrebbe non trovare l'autonomia di un lavoro e di una vita indipendente perché non ce la potrebbe fare( non perché è un bamboccione), tutti cadiamo nel baratro. Io per un periodo non ho fatto che pensare alla cattura delle eredità dei nonni( stile Rain Man) , eppure sono quanto mai lontano dal denaro. Nel momento della diagnosi bene o male i genitori vedono i figli fare un salto pazzesco, tu invece inizi a passare al microscopio ogni particolare, sperando che non sia autismo. E non guardi più tuo figlio come facevi prima. Crolli. Ma dopo devi pian piano rinascere.
    chiocciolinaKaliaBlunottesperanza82
  • GrazGraz Membro
    Pubblicazioni: 31
    Purtroppo la diagnosi di autismo è un pugno nello stomaco che toglie proprio il respiro in un primo momento anche perchè come dice Gufomatto nerll'immaginario collettivo spesso si penda a raiman
    Nel mio vissuto mi è capitato di vedere genitori che continuavano a negare anche dopo la diagnosi e segnali evidenti.
    Perchè fa male ,perchè tutte le aspettative e le idealizzazioni di un genitore vanno in fumo
    Poi però arriva la fase in cui è necessario reagire,qualcuno non ce la fa e si arrende subito.
    Purtroppo per i papà a volte è ancora più difficile,bisognerebbe essere aiutati immediatamente ed inoltre bisognerebbe anche capire con che modi è stato comunicato il tutto purtroppo
    La cosa più inquietante è che vista l'età del bambino non c'era ancora nulla di certo
    gufomatto79mammarosanna
  • MinolloMinollo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 475
    La notizia l'ho sentita e ha sconvolto pure me.

    Ci sta comunque Nicoletti che sulle pagine del sito "Per noi autistici" dice che la soluzione di questi problemi sarebbe l'applicazione della legge del "Dopo di noi".
    mariadimagda
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,713
    Secondo me fanno comunque malissimo a dare una diagnosi di autismo a due anni, al massimo dovrebbero dare un "rischio" in modo da attivare le terapie .... a due anni i bimbi possono evolvere in maniera sorprendente ...... 

    Poi in secondo luogo siccome sono cambiati i "criteri diagnostici" dovevano anche usare un altro termine, in modo che fosse più "neutro" ..... veramente ad oggi ci sono bimbi nello spettro che sono più o meno con lo stesso grado di difficoltà di un disprassico, di un dislessico, di un iperattivo .... eppure quando senti la parola "autismo" pensi a qualcosa di cento volte peggio .... tanto che inevitabilmente laddove non serve un aiuto significativo si finisce per tenersi la diagnosi per sè.

    Io ho un vago ricordo ormai di quei tempi, per fortuna la realtà odierna è decisamente felice, ma comunque mi è rimasta una grandissima ansia di fondo - che tra l'altro fa malissimo per la crescita stessa dei figli.
    gufomatto79
  • MononokeHimeMononokeHime Moderatore
    modificato 24 February Pubblicazioni: 2,329
    Una volta si leggeva di persone omosessuali uccise dai genitori, o di suicidi, per la vergogna, lo stigma, il pregiudizio.
    Ancora oggi non sempre è accettata, ma rispetto anche solo a trent’anni fa di cose ne sono cambiate molte, e in meglio.
    Come anche lo stigma per la “malattia mentale”, come depressione, ansia o bipolarismo, per fare un esempio.
    Per questo è importante l’advocacy e la diffusione della corretta informazione dello spettro autistico (oltre che della corretta modalità di informazione della diagnosi e di supporto psicologico ai genitori), perché una diagnosi di autismo non sia vissuta come una condanna.
    Avere a che fare con un bambino piccolo è difficile, specialmente se è il primo figlio, se poi è un bambino “difficile” le difficoltà si moltiplicano. Ma se a un genitore “ignaro” viene detto che suo figlio è autistico, questi possono crollare, perché se si parla di autismo si pensa a quello “grave”, appunto tipo rain man.
    Per fortuna le cose stanno cambiando anche qui, e la sempre maggiore presenza di serie, film, libri con personaggi asperger o autismo lieve, persone reali che si palesano nella loro appartenenza allo spettro, porterà ad avere una percezione diversa dell’autismo, ad una sempre maggiore conoscenza, accettazione, diventando pian piano parte di una “normalità”.

    Riguardo alla notizia di cronaca in particolare, penso che in questo caso il padre soffrisse di depressione, nascosta, perché gli uomini (specialmente se di impostazione “machistica” o di un certo tipo di mentalità/educazione) non parlano delle proprie emozioni e di quello che provano. Parlava delle sue preoccupazioni, ma si sentiva incompreso, perché lui “vedeva quanto era grave la situazione” ma gli altri non se ne rendevano conto. Aveva una visione assolutistica e nera, tipica della depressione. Ma non parlandone con nessuno, nessuno se ne era reso conto, o al massimo avranno cercato di “tirarlo su”, di rassicurarlo, di ridimensionare le sue preoccupazioni, ma se soffriva di depressione quelle parole saranno state inutili, anzi l’hanno fatto sentire sempre più solo.

    Questo il mio pensiero.
    gufomatto79LinnaBlunottechiocciolina
    Post edited by MononokeHime on
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • bigjoebigjoe Membro
    Pubblicazioni: 106
    Secondo me quando si pensa all'autismo si pensa solo a quei ragazzi che presentano purtroppo gravi deficit sotto diversi punti di vista e come tale qualunque padre si sentirebbe colpito e affondato da una diagnosi del genere! Dovrebbero essere i npi innazitutto ad andarci piano con le diagnosi in quanto dei ritardi del neurosviluppo soprattutto attorno ai due anni di età vengono scambiati subito per tratti autistici e poi dovrebbero certamente spiegare che oggi, rispetto agli anni passati, ci sono diversi gradi di severità e che con le giuste terapie soprattutto attuate precocemente il bambino può evolvere fino ad avere un futuro autonomo ed indipendente al pari di un neurotipico anche se oggi anche nell'ambito della neurotipicità esistono vari livelli!
    Anche a me quando 1 anno fa venne fatto presente che mio figlio era a rischio spettro autistico sono stato male ma molto male perchè pensi subito ad un futuro in bilico per lui e soprattutto pensai subito che potesse essere soggetto ad handicap di varia natura. Mancano molte info al riguardo anche perchè soprattutto negli anni recenti si parla molto di autismo ad alto funzionamento con netta diminuzione di casi di autismo classico

    gufomatto79
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