Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

La preoccupazione dei genitori (e per il futuro) che non riuscivo a capire, circa tre anni dopo

Sembrerebbero essere passati circa tre anni dalla mia precedente riflessione sull’argomento (link).

Recentemente sono accadute alcune cose, ho percepito “la morte” e ho conosciuto “la preoccupazione per il futuro” (una sfaccettatura di queste). 

Sono tornato qui per esaminarle.

La “dipendenza” e la “morte”, la paura.

Guardando i miei genitori, ho percepito “la vecchiaia”, quindi l’invecchiamento e la morte. Guardando “me” ho percepito il mio di invecchiamento.

Non era successo coi nonni (la “vecchiaia” era sempre stata, dal mio punto di vista, la loro condizione), non era successo nel vedere una persona per me importante prima viva e poi morta (nonostante lo straziante dolore e la sensazione di perdita).

La crescita [non realmente percepita (quel che posso osservare (solo parzialmente) mi sembra una differenza fra uno stato precedente e uno successivo, profondamente diversi fra loro, stati che fatico a collegare fra loro e la cui osservazione mi suscita paura)], osservata nei miei genitori e non nei miei nonni, non mi sembra spiegare, da sola, questa mia “nuova consapevolezza”.

Recentemente, la stanchezza derivante da anni di lotta e sofferenza, la volontà di interrompere il processo di involontaria auto distruzione che avviene in me sin da quando ero bambino, e la speranza di poter stare meglio, mi hanno portato a fare qualcosa di “nuovo”.

Superando (ignorando in parte) la vergogna ho accettato (per la prima volta) di “farmi aiutare”, ma così facendo la mia “illusione” di “indipendenza” ha subito un crollo. La consapevolezza di dipendere da qualcuno ha suscitato in me un’emozione di paura nel percepire la vecchiaia dei miei genitori.

Loro un giorno non ci saranno più, io a questa idea provo finalmente “paura” (relativamente a questo pensiero, una nuova emozione) e indirettamente sento di poter finalmente comprendere, almeno in parte, la loro di paura. 

Ora mi sto chiedendo anche io cosa farei se, dopo che loro non ci saranno più, io fossi ancora vivo. 

Mi rendo conto che ci sono tantissime cose che non riesco ad affrontare, cose che non capisco. Mi rendo conto di essere vecchio e debole e che questa condizione sia destinata a peggiorare. 

Tutte le cose di cui ho scritto (e probabilmente altro), ora che sono presenti insieme, mi hanno permesso di “capire” la “preoccupazione per il futuro”. 
ValentaOrsoX2MononokeHimeLudomammarosannaLupaclaluiBlunottemammaconfusa80
Tutto “tra virgolette”

Commenti

  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,832
    Aggiungo un pensiero che prima non sono riuscito ad elaborare.

    Scrivendo qui, oltre a esaminare la mia nuova consapevolezza, ho sperato di poter dare “comprensione” (una cosa per me molto importante), quella che non ho potuto dare in passato, ai “genitori”.
    mammarosannaMarkovmammaconfusa80MononokeHime
    Tutto “tra virgolette”

Accedi oppure Registrati per commentare.
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online