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Positività tossica, come reagite?

Sto attraversando un periodo difficile legato a una malattia nella mia famiglia. Per natura tendo a non abbattermi, cerco di gestire le difficoltà con sangue freddo e buon senso ma mi può capitare di demoralizzarmi. Spesso ricevo telefonate da amici e familiari che mi chiedono come sto; se la telefonata arriva in un momento di sconforto mi può capitare di rispondere "Così così". A quel punto alcuni mi dicono frasi come, "Pensa positivo!", "Vedrai che si risolve", "Reagisci!". Sono sicura che molte delle persone che dicono queste frasi sono mosse dalle migliori intenzioni. Eppure a volte mi infastidiscono oltremodo. Le vivo come superficiali commenti di circostanza nella migliore delle ipotesi; come una minimizzazione del mio dolore nella peggiore. Preferirei sentirmi dire, per una volta: "Sì, hai ragione, è davvero una tragedia".
Di recente ho letto un articolo e ho scoperto il nome di questo tipo di atteggiamento: positività tossica. (Esortare a) vedere il lato positivo di tutto a tutti i costi. Mi chiedo da una parte se quelle stesse persone darebbero gli stessi consigli a sé stesse, trovandosi nella mia condizione; dall'altra se invece non dovrei ascoltare quei pareri e iniziare a credere davvero che con le energie positive si possano guarire i le malattie.

^^^

sarcasmo a parte, mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista e capire se mi sto focalizzando troppo sulla cosa sbagliata.
ValentaBlunotte
Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
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Commenti

  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 617
    Per me dipende da come viene detta, in che circostanza e dal rapporto che c'è con la persona. Se capisco che è un modo per tagliare corto e negare l'ascolto mi infastidisce molto, anche perché allora non ha senso chiedermi come sto, soprattutto se sei un amico e sai che non sto passando un bel periodo. Altre volte invece mi fa l'effetto di un gesto accogliente: al di là del riuscire davvero a pensare positivo lo percepisco come un modo per dare un sostegno almeno psicologico.
    may13NemoBlunottebet
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 10,560
    Io ho discusso a lungo con una mia amica che in un mio momento di difficoltà mi diceva andrà tutto bene, pensa positivo e altre frasi banali.
    Avevo un caso di positività in famiglia, per fortuna guarito senza problemi, e io stesso aspettavo il tampone.

    Questo per dire che sono frasi che anche a me infastidiscono tantissimo.
    may13
    Pronomi maschili (egli\lui\gli)- mi piace ricevere feedback ai miei interventi :)
  • may13may13 Membro
    Pubblicazioni: 36
    Lupa ha detto:

    Per me dipende da come viene detta, in che circostanza e dal rapporto che c'è con la persona. 

    Quanto più stretto è il rapporto tanto maggiore è il senso di fastidio (del resto, alle persone con cui ho poca confidenza non racconto quasi mai cose personali - questo Forum è una bella eccezione  >:D<  ). 
    A volte mi sento ingrata a provare questa insofferenza. Un altro problema di cui mi accorgo grazie al commento di @Valenta è che a differenza sua io non discuto. Subisco e poi sto male. Dovrei provare a far presente la cosa ai diretti interessati come ha fatto lui con la sua amica.
    Valenta
    Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 3,696
    may13 ha detto:

    Lupa ha detto:

     Dovrei provare a far presente la cosa ai diretti interessati come ha fatto lui con la sua amica.

    Direi proprio di sì. O perdi l'amico, o capisce e ne nasce magari una discussione più approfondita (che può far bene a entrambi).
    Valentamay13
    Memento Mori
  • may13may13 Membro
    Pubblicazioni: 36
    E qui viene il difficile!
    È sconfortante che un concetto tanto evidente (il dialogo aiuta a risolvere i problemi) non mi fosse venuto in mente prima, ragionando da sola; solo dopo averlo scritto qui e dopo aver letto i commenti ho capito (ricordato?) che parlare è davvero l'unica cosa da fare. Ma per me è proprio tanto, tanto difficile. Scusate il flusso di coscienza. L'atto materiale di aprir bocca e dire, "Questa cosa non mi sta bene" mi è impossibile.
    (Sto divagando, riesco ad andare in OT sul mio proprio thread).
    Insomma, il punto era: da dove comincio a dire a una persona che crede di aiutarmi, che in realtà sta soltanto peggiorando la situazione?
    Senza ferirla, senza incartarmi, senza piantarmi in pause lunghissime, senza rinunciare subito dopo aver detto, "Sì ma veramente..."
    Senza sentirmi in colpa perché invece di concentrarmi sulla tragedia in sé, mi sto concentrando su conversazioni che ho una volta a settimana con terzi!

    ^^^

    È assurdo che già sento di avere una rete di protezione, se ne parlo prima qui? 
     



    >:D<
    Blunotte
    Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
  • Angel_aAngel_a Veterano
    Pubblicazioni: 190
    Io odio il "positive thinking" lo trovo profondamente idiota (come vedi non ci giro intorno).
    E' una moda che nasce da una errata interpretazione filosofica e psicologica del pensiero positivo.

    Come che sia, era per dire che ti capisco. Anche a me manda in bestia. Soprattutto in questo periodo....
    may13Blunottelucy84SilverSoul
    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • may13may13 Membro
    modificato 1 April Pubblicazioni: 36
    Ok, colpo di scena (da positività tossica a positività mistica): ho affrontato l'argomento con incredibile fatica. Il mio amico è stato molto comprensivo, ha condiviso i miei dubbi su un certo tipo di commenti. Bene, ottimo, il dialogo ha funzionato. Salvo che poi ha concluso dicendo che evidentemente Dio deve avere un piano per me, così questa terribile tragedia che è capitata nella mia famiglia è solo un passo verso chissà quale benedizione futura.
    Quindi ora mi ritrovo con un dolore lancinante che non so come gestire e in più un senso di colpa colossale perché, affinché io abbia un futuro luminoso, una delle persone più importanti della mia vita deve soccombere. Fantastico.
    Ho sorriso e annuito, impossibile ricominciare a "dialogare" a quel punto.
    Blunotte
    Post edited by may13 on
    Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
  • mariadimagdamariadimagda Membro Pro
    Pubblicazioni: 106
    @may13, forse vorresti essere solo ascoltata? Forse qualunque tentativo di conforto ti risulta illogico e fuorigioco? È difficile che un amico, dopo il tuo sfogo sulla malattia dolorosissima di un familiare, ti possa rispondere : non c'è nulla da fare, piangi e disperati, e poi disperati ancora. Si cercano appigli, sciocchi a cui far aggrappare le persone care... allora diglielo prima, digli che non vuoi essere consolata, digli solo che vuoi essere ascoltata, vuoi che il tuo dolore trovi voce e parole, le tue, per trovare un senso e non frasette di circostanza. Diglielo.' Stai muto e ascoltami, per una volta, ho bisogno di parlare e piangere.'
    Blunottemay13
  • riotriot Moderatore
    modificato 2 April Pubblicazioni: 6,247
    non ti conosco per cui non prenderla come una critica diretta.

    un mio carissimo amico da dicembre scorso ha vissuto problemi lavorativi veramente grandi che, alla sua età di quarantenne, potevano distriuggergli l'intera carriera.

    il mio sostegno è stato costante (sono tra le due persone a cui sii affida), e l'ho sempre esortato a credere nelle sue capacità e anche a sostenere la sua moralità rispetto alle scelte che doveva compiere. tutte le varie situazioni si sono risolte ad una ad una positivamente, ma ha continuato a mettere in discussione il suo futuro lavorativo pur non essendoci ormai nessun allarme in vista.

    stremato dalle continue e lunghissime chiacchierate avute nel merito, anche perché io stesso ho avuto problemi a causa di questa pandemia, alla fine un paio di giorni fa, gli ho detto, semplicemente: "qualche volta pensa anche positivo!"

    ecco, il mio intervento vuole dire che se la persona è storicamente afflitta, arriva il momento in cui, per non caricarsi emotivamante e di nuovo del suo stato d'animo, si glissa cercando di vedere altro. non voglio dire che tu sia come quella persona ma, può darsi, che l'atteggiamento che a te sembrerebbe superficiale, potrebbe essere solo un modo per distaccarsi dalle altrui problematiche che, sappiamo bene, nell'ultimo anno abbiamo dovuto passare quasi tutti vuoi nell'ambito lavotativo, come negli affetti, nella perdita delle passioni sportive (non poter andare in piscina o in palestra), e qualcuno ha perso parenti o amici o amici di amici.

    insomma, bisognerebbe anche pensare allo stato d'animo di chi interloquisce con noi e, allora, ad una risposta che può sembrare superficiale, si può rispondere chiedendo anche a quella persona come se la passa, e poi valuterne l'eventuale e vera formalità/superficialità. penso.


    BlunotteKaliaLupa
    Post edited by riot on

  • may13may13 Membro
    Pubblicazioni: 36
    grazie mille, rispondo a entrambi:

    @mariadimagda, in realtà forse mi piacerebbe non doverne parlare affatto, o almeno non esclusivamente. Due chiacchiere sul tempo andrebbero benissimo, per esempio. Tuttavia la dinamica è sempre: "Come stai?" "Bene" = bugia, oppure, "Come stai?" "Male" = tentativi di conforto illogici, per citare la tua definizione che mi sembra molto calzante. Come se ogni tipo di contatto con me dovesse per forza vertere sulla disgrazia in corso.

    questo si ricollega in parte anche al commento di @riot (che ringrazio, non mi sento affatto criticata, anzi): quanto mi piacerebbe dover solo ascoltare, per una volta! Dovrei allora provare a dirottare il discorso: mi capita spesso di osservare persone che sono bravissime a farlo. Quando mi viene voglia di farlo mi freno subito perché mi sembra una mancanza di rispetto, un salto nella linearità del discorso, nel senso: se mi hanno chiesto una cosa (Come stai?) rispondo a quello e non svio immediatamente. Purtroppo, però, è proprio lì che mi fermo, su quel Come stai?, e poi è difficile passare ad altro, perché nella mia testa si scatena il fastidio per quei commenti  e tutti i pensieri ci restano incagliati. Incagliarmi è proprio il verbo esatto.

    Aggiungo solo, a mia "discolpa", che questo amico in particolare è in un momento molto felice della sua vita, e questo rende felice anche me (da questo punto di vista sono molto fortunata: per me è molto facile provare gioia per le gioie altrui).
    Blunotteriot
    Pain reminds you the joy you felt was real. More joy, then.
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