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Non so più cosa voglio, chi sono, che mi succede...

PulpetzPulpetz Veterano Pro
modificato 7 April in Mi sento giù

Mi sto rendendo conto che ancora non mi accetto per quello
che sono. Penso di dover sempre fare altro in più, per dimostrare di essere
qualcosa o qualcuno. Forse se smettessi di avere questo pregiudizio dentro di
me, talmente radicato da essere difficile, molto spesso, da cogliere, allora
potrei davvero vivere la vita con reale serenità.

Prima del 2017, per molti anni, il mio principale problema,
da dopo la maturità in poi, fu quello legato all’identità sessuale e le
relazioni. Era al centro di tutto, quindi gli altri problemi, per me, erano
marginali. Ma non significa che già non ci fossero, semplicemente erano percepiti
da me come meno gravi, meno urgenti. La priorità era l’amore, avevo bisogno di
una persona giusta per me, avevo bisogno di una donna, ma non mi accettavo come
lesbica (oltretutto) quindi continuavo a fare un passo avanti e due indietro.

Alla fine, ho conosciuto Silvia, la mia attuale moglie (da
quasi due anni) e l’impatto della fantasia sulla realtà è stato forte, ho
dovuto lavorare per non rovinare le cose. Lei è giusta per me, lo sento. Mi manca
solo di rilassarmi.

Così, negli ultimi anni, il problema successivo che è emerso
è stato quello che stava appena sotto a quello amoroso: il lavoro. Maledetto
lavoro! Per anni ho fatto l’educatrice scolastica, più altre esperienze sempre
nell’ambito del sociale. Proprio grazie al lavoro con una bambina asperger, ho
capito che c’entravo qualcosa pure io. Da lì ricerche, poi la diagnosi con
Keller nel 2013.

Ma lavorare nelle scuole mi mandava spesso in sovraccarico
pesante, perché sono ambienti ottusi e difficili, per quanto riguarda il mio
modo di vivere la realtà scolastica italiana. Così ho provato a far partire un
progetto di spazio culturale, anche se qui a Lodi è dura, perché è una città
provinciale e pigra. Io ho bisogno di sentirmi spronata, sollecitata, di avere
intorno gente con energia, altrimenti mi ammoscio e vado in una specie di
shutdown costante, in cui le giornate si trascinano giorno dopo giorno.
Ovviamente, la situazione Covid non ha fatto altro che peggiorare le cose. Spazio
Rainbow è chiuso da quasi un anno, tranne qualche trattamento Reiki fatto in
estate e poco più avanti.

Io continuo a pensare che vorrei fare qualcosa a Roma, da
dove viene mia madre, perché l’ho sempre amata come città. Oltretutto il clima
è perfetto per me, che sono profondamente metereopatica, e mi carica molto. Il
problema è che non so più che fare. Pensavo al teatro sociale, ma poi penso “tanto
non sarei capace di condurre gruppi o propormi”. Poi mi chiedo se mi interessi
davvero, o lo penso solo perché ho fatto tanti anni di teatro e di lavoro nel
sociale.

Insomma, penso talmente tanto, mi arroto talmente allo
sfinimento, che non so più chi sono, cosa voglio e dove sto andando. In tutto
questo ci metto che ho compiuto quarant’anni e mi sento preoccupata di non
poter cambiare davvero settore (che poi quale?).

Mi sento disadattata al massimo e l’istinto di chiudermi a
riccio per sempre, a volte mi prende tanto. Non so cosa poter ottenere condividendo
questo post. Magari qualcun altro potrebbe capirmi, mi sentirei meno sola. Non
so. Grazie a chi leggerà.

BlunotteKaliariotbetFloramarSSmariadimagdaSoylentGreen
Post edited by Pulpetz on
"Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c'è altra via. Questa non è Filosofia, questa è Fisica".
Albert Einstein

"Il cavaliere coraggioso è quello senza armatura"
Pulpetz

"Solo il viandante, che ha peregrinato nel suo infinito mondo interiore, potrà accostarsi all’Anima, scoprendo che per anni altro non ha fatto che cercare Lei, poiché Lei è dietro e dentro ogni cosa. I viaggi, si fanno per cercare Anima e le persone si amano in quanto simboli di Anima."
Carl Gustav Jung
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