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La mia esperienza alla conferenza di Tony Attwood

PavelyPavely Andato
modificato June 2013 in Novità e iniziative

Vorrei lasciare qui una traccia della mia esperienza del
convegno di Attwood.

 Vorrei, davvero, condividerla con voi, dire cosa mi ha
lasciato, cosa ho provato.

 Dire cosa mi ha insegnato, i passi avanti che mi ha permesso
di fare, tutto ciò che mi ha arricchito.

 Cosa è accaduto? Per la prima volta nella mia vita, ho
parlato davanti ad una platea. Sorrido… non ho parlato a braccio, avevo davanti
a me un foglio.

 Pure, ho avuto il coraggio di salire, di dire di me. Ed ero
emozionatissimo, non ho avuto il coraggio di guardare la platea. Accanto a me,
avevo la mia compagna, il mio amore.

 Anche per lei, è stata la prima volta. Lei, invece, ha
parlato liberamente, ha espresso ogni sua emozione, ha pianto, di un pianto
liberatorio. Io le ho tenuto la mano, ho cercato di scherzare, l’ho
abbracciata.

 In questo convegno ho sorriso e ho pianto tantissime volte.
Perché? Perché Attwood ha, letteralmente, descritto la mia vita in modo
imbarazzante… mi sono sentito nudo. Per spiegare questa nudità emotiva faccio
qualche esempio.

 In un punto della conferenza Attwood ha spiegato che gli
autistici spesso hanno una circonferenza della testa più grande. Beh… non
esiste un cappello della mia misura. Ci ha spiegato la fisicità, la motricità,
i nostri movimenti corporei. E ricordo come alle Scuole superiori, al 3°, io,
in educazione fisica, semplicemente, ebbi “non classificato”. Sulla mia pagella
manca il voto.

 In tutta la conferenza, Attwood ha ripercorso, per fasi, la
vita di noi Asperger. Da bambini, da adolescenti, da adulti. Ci ha spiegato i
problemi della socialità, del bullismo, della violenza, della rabbia, delle
ossessioni. Io non sono stato vittima di bullismo. Semplicemente, non ho mai
creato legami sociali. Questa solitudine, questa solitudine che è emersa così
bene durante la conferenza, l’ho provata sulla mia pelle.

 Mi sono rivisto bambino. Mi sono rivisto bambino alle
Elementari mentre mi appoggiavo, con la schiena, alla parete della scuola, lì,
nell’ombra, mentre tutti gli altri bambini giocavano. Mi sono rivisto
terrorizzato dalla “Ricreazione”. Quel tempo, quell’intervallo del mattino,
che, letteralmente, era all’origine della mia ansia. Mi sono rivisto solo, alla
finestra della scuola, a vedere fuori, le macchine che correvano veloci, lungo
la strada, mentre tutti i miei compagni di classe, dentro l’Aula, parlavano,
ridevano, comunicavano.

 Con le parole di Tony Attwood ho rivisto la mia vita. Ho
rivisto tutte le mie crisi di rabbia, tutti i momenti di calma. Mi è rivenuto
in mente il lavoro interclasse sulla “Guerra di Palestina” dei miei 16 anni.
Ricordo che unirono le classi e ricordo che, al mio tavolo, io ero con due
ragazze. Loro parlarono tra loro… io lessi il Corriere della sera, e quando
venne il mio turno io parlai a ruota libera di tutte le relazioni tra Israele e
il Mondo arabo, stupendo tutti per la mia cultura storica. Ero solo… E Tony,
alla Conferenza, ha spiegato proprio queste dinamiche, le ha viste, in Australia,
in Inghilterra, con i suoi occhi. Ed è liberatorio, ha un senso profondo,
sapere che in tutto il mondo c’è un filo rosso, rosso scarlatto, che ci unisce.


 Nella conferenza ho ascoltato le sue parole sull’intimità.
Io ho dato il mio primo bacio a 36 anni, davanti alla Chiesa di San Vidal, a
Venezia. Attwood ha parlato proprio delle paure, degli errori, dei TANTISSIMI
errori, che commettiamo noi Asperger nelle relazioni sentimentali. Ed è
emozionante capire che il nostro mondo è quello… che siamo così. Non sono il
solo… (ecco, scrivo, la mia mente rivà a quei momenti… avrei voluto dire di
più, rimanere più tempo… essere più chiaro, SMETTERLA con tutta questa
poeticità… avrei voluto essere più vero, dire tutta la mia vita…). Ho parlato
davanti a 400 persone. E davanti a 400 persone io ho detto il mio amore per la
mia compagna. Non si può dire quanta luce, fare questo, dia al cuore; davvero
non si può dire quanto amore doni, quanto senso dia alle parole, quanta
felicità e verità dia alla vita.

 Nella conferenza Attwood ha parlato delle origini genetiche
e famigliari dell’Autismo. E’ stato di un’onestà grandissimo, si è impegnato in
prima persona, ha parlato della sua famiglia. E ha spiegato come noi possiamo
“mettere in scacco” i componenti neurotipici della nostra famiglia, spesso
portandoli a cambiare radicalmente la vita. Io so di aver cambiato radicalmente
la vita della mia famiglia, so di aver posto dei limiti, so di aver creato
ansie. E prima della diagnosi Asperger, prima di sapere il NOME della mia
condizione, io ero come una goletta, una nave, alla deriva. Tutta la mia vita
era all’insegna di un sole feroce che toglieva vento e nuvole al viaggio. (Mi
accorgo, scrivendo, che io, nella comunicazione, sono nato leggendo libri del
seicento e del settecento italiano. E mi accorgo come tutte le mie letture
siano una “prigione” alla mia espressività. Questa poeticità che sento è
qualcosa che non posso liberare… vorrei essere meno poetico, vorrei essere
diverso… forse, un giorno accadrà).

 Da quando so dell’Asperger la mia vita cambia in modo
diverso. Adesso la mia vita ha un centro. E su questo centro, su queste Radici,
si incentra e si sviluppa. In tantissime parti della conferenza, Attwood, un
oratore eccezionale, ha sorriso con noi di alcuni nostri comportamenti
“letterali”: in breve sulla nostra incapacità di dare affetto, su come
l’Asperger faccia, sempre sentire l’Amore, come qualcosa di estraneo.
L’Asperger in breve è un moto dell’anima che illude la Vita che l’Amore non si
centrale, che non colpisca il cuore. Non è così. Oggi, nei miei 36 anni, io SO
che il mio Corpo e la mia Vita hanno dei diritti che la Mente deve ascoltare. La
mente non può ignorare la Felicità. La
mente, solo la mente, non può governare la vita. Quando mente e corpo si integrano,
PARLANDO, allora la vita cambia. L’Amore non appartiene solo alla mente.
L’Amore non è SOLO razionalità. Non può esserlo. E l’Autismo spesso è chiusura
nella mente e nell’intelligenza. Io ho imparato, io sto imparando, per la prima
volta nella vita, a vivere il corpo. A “non pensare”.

 Ed è bellissimo. Nella conferenza Attwood ha spiegato i
principi neurologici dell’Ansia. Ha spiegato il ruolo dell’Amigdala, le
relazioni con il cervelletto, con il corpo striato. E’ la parte “rettiliana”
(rettiliano è un periodo della Preistoria in cui, verosimilmente, il nostro
cervello ha assunto una determinata forma) della nostra identità. Ha parlato
delle Paure, ha parlato del Panico. Ha detto, in modo chiarissimo, come noi
Asperger viviamo in un costante stato di tensione. Bene: so cosa significhi. Ho
sofferto tantissime volte di attacchi di panico. E oggi so che l’origine degli
attacchi di panico, PER ME, per la mia esperienza, è la Socialità. Un universo che,
senza aiuto, senza guida, senza spiegazioni, non ero (e in parte non sono)
capace di affrontare. Prima della diagnosi, prima di scoprire e di scoprirmi,
io ero un uomo nella paura. Capire (e questo è un principio anche illuminista)
mi ha dato pace.

 La conferenza di Attwood mi ha lasciato una pace grandissima.
Non solo perché mi ha permesso di sfidare le mie paure (salire su di palco,
parlare a tante persone…). Perché ha confermato la mia diagnosi. Esempi pratici
di vita vissuta: durante la conferenza Tony ha parlato di una sua esperienza.
Esattamente: una volta fu chiamato da una scuola perché uno studente fu
accusato di “aggressione sessuale” verso un’insegnante. Attwood, chiaramente,
rimase sbalordito. Insieme ricostruirono l’accaduto. La maestra si era chinata
per raccogliere qualcosa e questo studente la “punse” con la punta della
matita. Non c’era un perché. Tony lo spiegò in modo semplicissimo al corpo
docente: le persone neurotipiche avevano “rivestito” quel comportamento di una
spiegazione che non era reale, che non era vera.

 Bene: io stesso sono stato sospeso una settimana per aver
lanciato una matita alla mia professoressa. E, ovviamente, non c’era alcun
motivo. Semplicemente, ero “perso” in una fase autistica, lanciai la matita…
(qui ricordo il viso disperato di mia mamma). La mia professoressa si infuriò.
Ricordo le sue grida… la sua rabbia. Sospesi per una matita e una
professoressa. Si può spiegare cosa significhi per un Asperger ascoltare, in
una conferenza, un evento della propria vita? Detto così davanti a 400 persone?
Si può spiegare cosa dia una cosa simile? Ecco: ho riso e ho pianto nello
stesso tempo. Nel banco dove sedevo, accanto a me, avevo Dolce Domani. L’ho
guardata… avrò pensato… “Dio mio”…

 Davvero, Tony ha una conoscenza chiarissima della nostra
condizione. Durante la conferenza ha spiegato lo strumento Cat-Kit. Ha parlato
delle sue tantissime pubblicazioni, testimonianza della sua vita dedicata a
capirci e a capire. Da cosa nasce questa sua conoscenza? Dai libri?
Dall’Università? No. Durante la confernza Attwood ci ha spiegato la sua VITA.
Ci ha detto che sua cognata è Asperger. Ci ha detto che il suo patrigno è
Asperger. Attwood, fin da ragazzo, di da studente universitario, ha SEMPRE
avuto un contatto diretto con la nostra realtà. E si è sempre impegnato, sì, a
capirci e a capire.

 Durante la conferenza avrei voluto socializzare. Avrei
voluto andare verso gli altri. Durante i tanti intervalli, invece, ho sentito
il bisogno di scappare, di METABOLIZZARE. Metabolizzare le parti sulle terapie,
sugli interventi precoci, sugli aiuti all’infanzia, su quelli degli adulti, sul
“counseling” per le coppie, sulle strategie da adottare, sul rapporto di
coppia. Io ero seduto alla prima fila. Io so che dietro di me c’erano 400
persone e più.

 Avrei voluto girarmi. Avrei voluto capire tutte quelle
persone. Avrei voluto vedere… ma le emozioni, il senso profondo di esserci, è
stato coinvolgente. Unico. Soprattutto: è stato, secondo me, questo evento, la
cifra simbolica di una rivoluzione in atto in quella parte della Psicologia che
tratta di noi.

 Il fenomeno Asperger sta emergendo. In Inghilterra è
diventato anche un fenomeno di massa, ci sono documentari alla televisione… da
noi sta emergendo.

 Quanta felicità può dare tutto questo alla vita? Lo potete
immaginare? Infine, c’è un’ultima cosa che vorrei dire.

 Grazie David, grazie Davide, grazie Spazio Asperger.

 Semplicemente, sempre, grazie.

ShadowLine
Post edited by wolfgang on
«1

Commenti

  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Grazie @Pavely per aver condiviso, bellissimo post ;)
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • ZeroneroZeronero Veterano
    Pubblicazioni: 128
    Mi associo, grazie per averci reso partecipi. Tra l'altro è uno dei pochi tra i tuoi interventi che riesco a leggere per intero, quindi grazie per non aver usato Caps lock.
  • PiKappaPiKappa Senatore
    Pubblicazioni: 578
    Grazie Pavel, mi spiace non essere venuto, soprattutto perché mi sarebbe piaciuto conoscerti :)

    Ma il viaggio sarebbe stato forse interessante,ma non credo abbastanza utile per mia figlia e non essendo una priorità, in questo momento, ho dovuto rinunciare con dispiacere.

    Sono contento che ti sia stato utile e mi voglio complimentare con te. Sia per essere salito su di un palco ed aver parlato davanti ad una folla. Sia per aver vinto le tue paure ed esserti aperto all'amore. Ne sono felice.
    Quando dici, che per amare, non devi essere troppo razionale, fai una considerazione molto giusta. 
    A me è successo quando ho deciso che volevo un figlio. Ho lasciato che mi guidasse un desiderio irrazionale (non so se si può definire egoistico od altruistico) , se avessi ragionato razionalmente, non avrei mai messo al mondo un figlio , perché non sai se lo esponi a gioie che valgono i dolori della vita in cui un essere umano va incontro. 

    Davvero complimenti e grazie del tuo racconto :)
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Bravo:)
  • MeiMei Veterano
    Pubblicazioni: 548
    Pavel, io ho provato sai?, ad avvicinarti durante le pause, ero molto felice di conosci dal vivo finalmente, ma siccome la mia parte neurotipica prevale ho capito dalle facce di @dolce che non era mai il momento. Però sono felice di essere riuscita a salutarti mercoledì mattina e di avere avuto il privilegio di leggere il tuo intervento in anteprima.

    Anche per me questa conferenza è stata una bellissima occasione, di aggiungere tasselli di comprensione. E se mio figlio non è alto funzionante o asperger poco importa, credo che il lavoro di apprendimento cognitivo delle emozioni e la comprensione di alcuni meccanismi fisiologici che stanno alla base dei suoi meltdown mi abbiano aiutato a rivedere nuovamente mio figlio con un diverso sguardo, di maggiore comprensione.

    Per me, come genitore, rimane fondamentale il suo richiamo alla prognosi positiva: "più di qualsiasi altra cosa (QI, linguaggio) quello che fa la differenza tra una prognosi ottimistica e una meno è l'amore incondizionato dei genitori. Se voi saprete accettare vostro figlio, lui acquisirà autostima e crederà in se stesso. Se non lo accetterete per come è, non lo farà nemmeno lui". Ecco, questo per me è un ritorno un po' ai punti da cui ero partita come madre e che con la diagnosi avevo perso di vista. E sono grata che mi sia stato ricordato.

    Un abbraccio Pavel, a te e a dolce. Grazie a voi, come a Pietro e a Erica, della vostra condivisione. Di cuore.

    E grazie a @wolfgang che ha insistito che partecipassi tutte e due le giornate. Riposatevi, tu e Davide, che vi ho visti stravolti!
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,751
    @Pavely grazie mille per la bellissima testimonianza. Non sai quanto mi ha fatto piacere :)
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Grazie... :)
  • CoreuteCoreute Veterano
    Pubblicazioni: 403
    Grazie anche da parte mia, @Pavely!
  • davidemosconedavidemoscone SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 492
    Ciao Pavel! Anche per me è stata una grande emozione vederti seduto accanto alla tua dolce metà vicino a Tony Attwood a raccontare la tua storia d'amore, soprattutto perché avendoti conosciuto qualche anno fa in una situazione completamente diversa da questa, la tua esperienza e di grande speranza per tutti!

    Un abbraccio

    Davide
  • corneliacornelia Senatore
    Pubblicazioni: 1,185
    Pavely, grazie mille di tutto. Mi sono persa una cosa grandissima, speriamo che si rifaccia presto, magari a Milano. Mi sarebbe piaciuto, certamente per Atwood ed il suo insegnamento, ma anche per conoscere tutti voi e magari presentarvi la mia piccolina. Speriamo in un'altra occasione così positiva.
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