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Il canto degli alberi

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato November 2011 in Natura, animali e tempo libero
Parlando con due amici Aspie mi è capitato di dirgli che ci sono posti per me "sacri" in cui gli alberi mi parlano. Ovviamente non sono allucinazioni, non sento "veramente" la voce degli alberi, però è come un canto del cuore che mi riempie di estasi. Quindi dedico a vuoi tutti una citazione da Hermann Hesse "Il canto degli alberi":

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"Per me gli alberi sono sempre stati i predicatori più persuasivi. Li venero quando vivono in popoli e famiglie, in selve e boschi. E li venero ancora di più quando se ne stanno isolati. Sono come uomini solitari. Non come gli eremiti, che se ne sono andati di soppiatto per sfuggire a una debolezza, ma come grandi uomini solitari, come Beethoven e Nietzsche. Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo : realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte.

Quando un albero è stato segato e porge al sole la sua nuda ferita mortale, sulla chiara sezione del suo tronco - una lapide sepolcrale – si può leggere tutta la sua storia: negli anelli e nelle con crescenze sono scritte fedelmente tutta la lotta, tutta la sofferenza, tutte le malattie, tutta la felicità e la prosperità, gli anni magri e gli anni floridi, gli assalti sostenuti e le tempeste superate. E ogni contadino sa che il legno più duro e più pregiato ha gli anelli più stretti, che i tronchi più indistruttibili, più robusti, più perfetti, crescono in cima alle montagne, nel perpetuo pericolo,
Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità. Essi non predicano dottrine e precetti, predicano, incuranti del singolo, la legge primigenia della vita.

Così parla un albero : in me è celato un seme, una scintilla, un pensiero, io sono vita della vita eterna. Unico è l’esperimento che la madre perenne ha tentato con me, unica la mia forma e la venatura della mia pelle, unico il più piccolo gioco di foglie delle mie fronde e la più piccola cicatrice della mia corteccia. Il mio compito è quello di dar forma e rivelare l’eterno nella sua marcata unicità.

Così parla un albero : la mia forza è la mia fede. Io non so nulla dei miei padri, non so nulla delle migliaia di figli che ogni anno nascono da me. Vivo il segreto del mio seme fino alla fine, non ho altra preoccupazione. Io ho fede che Dio è in me. Ho fede che il mio compito è sacro. Di questa fede io vivo.
Quando siamo tristi e non riusciamo più a sopportare la vita, allora un albero può parlarci così : Sii calmo! Sii calmo! Guarda me! La vita non è facile, la vita non è difficile. Questi sono pensieri infantili. Lascia che Dio parli in te ed essi taceranno. Tu hai paura perché la tua strada ti allontana dalla madre e dalla patria. Ma ogni passo e ogni giorno ti riconducono di nuovo alla madre. La patria non è in questo o quel luogo. La patria è dentro di te, o in nessun posto.

La nostalgia di vagare senza meta mi prende il cuore, quando a sera, sento gli alberi stormire nel vento. Se li si ascolta a lungo, in silenzio, anche la nostalgia di vagare rivela appieno il suo significato più profondo. Non è desiderio di scappare via dal dolore, come sembra. E’ nostalgia della propria patria, ricordo della propria madre, struggimento per nuovi simboli di vita. Conduce a casa. Ogni strada conduce a casa, ogni passo è nascita, ogni passo è morte, ogni tomba è madre.

Così sussurra l’albero nella sera, quando abbiamo paura dei nostri pensieri infantili. Gli alberi hanno pensieri duraturi, di lungo respiro, tranquilli, come hanno una vita più lunga della nostra. Sono più saggi di noi finché non li ascoltiamo. Ma quando abbiamo imparato ad ascoltare gli alberi, allora proprio la brevità, la rapidità e la precipitazione infantile dei nostri pensieri acquistano una letizia incomparabile. Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi non desidera più essere un albero. Non desidera essere altro che quello che è. Questa è la patria. Questa è la felicità."
AmeliePiu82
Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • ablonerabloner Veterano
    Pubblicazioni: 296

    Sono stato un tree hugger ma gli animali mi piacciono alla stessa maniera.

    Molto bella la citazione di Hesse.

    Io non voglio abitare il mondo umano
    sotto mentite spoglie.
    Janet Frame
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Cioè abbracciavi gli alberi? Io avrei paura di trovarmi addosso ragni e affini.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • marielmariel Senatore
    Pubblicazioni: 1,551
    mi piacerebbe possedere ancora quell'agilità e quell'imprudenza che un tempo mi facevano arrampicare in cima agli alberi e da lì scoprire quella grande sensazione di conquistata libertà.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,728

    Sono stato un tree hugger ma gli animali mi piacciono alla stessa maniera.

    Io lo faccio ancora :D

    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • elettraelettra Veterano
    Pubblicazioni: 889

    Sono stato un tree hugger ma gli animali mi piacciono alla stessa maniera.

    Io lo faccio ancora :D

    Anche io quando vado nella casa di montagna del mio ragazzo, ho l'istinto irrefrenabile di abbracciare gli alberi! XD Ma poi non lo faccio perchè non voglio sembrare svitata... Nella terrazza c'è un enorme albero, tipo quercia, e mi piace sedermici sotto e guardare la chioma che ondeggia nel vento, oppure d'inverno guardare i piccoli gruppi di fiocchetti di neve che si posano alla base dei ciuffi di foglie. Quando passeggiamo nel bosco e c'è vento, spesso si ha proprio la sensazione che gli alberi sussurrino tra loro: è una cosa stranissima.
    Nella mia città invece, c'è il ficus magnolioides più grande d'Europa: quando ero piccola adoravo insinuarmi tra le sue radici! ^^
    I thought what I'd do was, I'd pretend I was one of those deaf-mutes.

    When I've eliminated the impossible, whatever remains, no matter how mad it might seem, must be the truth.
  • PaolaintPaolaint Veterano
    Pubblicazioni: 198
    si si! Anch'io davvero devo trattenermi dall'abbracciarli e dal parlarci se c'è gente...a casa mi beo di parlare con le piante però, non lo faccio tutto il tempo certo, magari quando le annaffio o le sistemo...hanno tutte un nome..e una personalità...adoro il verde, la campagna, le zone boschive...stare in silenzio ad ascoltare il fruscio delle foglie, pensare a quanta vita hanno visto e vissuto...c'è chi ci mette su degli occhi come faceva Terzani...http://www.ilgiardinodeilibri.it/speciali/occhi-degli-alberi.php...
    ma credo che gli alberi e le piante abbiano molti più occhi..e non sia solo fotosintesi se si girano verso la luce..:)!
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    E' una cosa naturale. Gli alberi sono abitati da spiriti ed emanano energia curativa, basta accorgersene quando ne abbracci uno, sembra quasi che in loro si inneschi un movimento di risposta nei nostri confronti. Sono esseri vivi, osservano e reagiscono all'ambiente circostante, in modalità che a volte ci sono note, altre meno, in ogni caso si tratta di esseri sensibili dotati a loro volta, oltre che di una storia personale, di un carattere. Quando capita (e capita spesso visto che abito in montagna) mi piace osservarli prestando attenzione a ogni variante morfologica, come può essere il fatto che uno abbia il tronco ritorto su se stesso mentre l'altro se ne sia a radici scoperte e altri ancora siano quasi intrecciati tra di loro come due innamorati:) Credo che la loro percezione totale del circostante possa fare tranquillamente a meno degli occhi:)
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027

    Gli alberi sono abitati da spiriti ed emanano energia curativa..
    ..mi piace osservarli prestando attenzione a ogni variante morfologica
    Io ho questa stessa visione però applicata ai seni delle donne. Per me i seni hanno un'anima propria, una per seno, e lo puoi vedere dalle diverse morfologie che li caratterizzano, sono come anime "gemelle" che vivono in simbiosi una con l'altra regalando sensazioni particolari a chi li guarda o a chi entra in contatto con loro. Hanno tutti una loro storia, per alcuni felice, per altri infelice, ed emanano anche loro una forte energia curativa attraverso le emozioni positive che fanno provare alla persona che hanno davanti. Ne sento i benefici ogni volta che entro in contatto con loro. Non sto scherzando.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585

    Però, che bella cosa hai detto :D

  • ViolettesViolettes Membro
    modificato November 2012 Pubblicazioni: 1,300


    Quando un albero è stato segato e porge al sole la sua nuda ferita mortale, sulla chiara sezione del suo tronco - una lapide sepolcrale – si può leggere tutta la sua storia: negli anelli e nelle con crescenze sono scritte fedelmente tutta la lotta, tutta la sofferenza, tutte le malattie, tutta la felicità e la prosperità, gli anni magri e gli anni floridi, gli assalti sostenuti e le tempeste superate. E ogni contadino sa che il legno più duro e più pregiato ha gli anelli più stretti, che i tronchi più indistruttibili, più robusti, più perfetti, crescono in cima alle montagne, nel perpetuo pericolo.

    Meraviglioso!

    Post edited by wolfgang on
    Nascere a mani vuote,
    morire a mani vuote.
    Ho contemplato la vita nella sua pienezza,
    a mani vuote.
    (Marlo Morgan)

    Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
    Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
    Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
    Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.
    (Profezia degli indiani Cree)
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