Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Una buona educazione è fondamentale

2

Commenti

  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato August 2013 Pubblicazioni: 3,049
    Se io sono dipendente dai miei significa anche che non riesco a non esserlo.
    Quoto questo punto, indubbiamente le mie stesse insicurezze hanno fatto il resto, facendomi sentire più oppresso di quanto non lo fossi realmente.
    Leggendo il commento di @FataMaron, mi torna in mente il fatto che forse anch’io, da piccolo, mi “vergognavo” all’idea di essere grande. Ora non ricordo com’ero tanti anni fa, ma tendo sempre a rinnegare il passato perché non avevo abbastanza coscienza nelle cose e ovviamente non avevo la consapevolezza dell’autismo o dell’Asperger.
    Avere una diagnosi fin da piccolo è stata per me un’arma a doppio taglio, ma se oggi né io né gli altri sapessimo dell’Asperger, sarei vissuto nell’ignoranza per tutta la vita.
    Sarò ripetitivo, ma questa cosa la sento troppo dentro, ora che so abbastanza dell’Asperger, mi verrebbe l’istinto di spiegarlo a chi crede di conoscerlo bene.
    Post edited by Andato_87 on
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,205
    A mia madre rimproveravano di viziarmi ma vi assicuro che non era così. Regali che non ricevevo mai a parte, era una lotta convincerla ad accompagnarmi da qualche parte o venirmi a prendere a scuola se mi fermavo per attività pomeridiane.
    Il giorno prima degli scritti dell'esame di 3ª media è stata tutto il giorno a ripetermi che dovevo andare io dal tabaccaio a comprare il biblietto del bus per il giorno dopo (non se ne facevano sul bus). Niente, alla fine è andata lei prima della chiusura ma che tormento.
    Poi, per un malore improvviso è venuta a mancare, mentre ero in gita con la scuola all'estero, la prima che facevo (l'anno prima non mi ero mosso da casa per dormire e stare giorni interi con degli sconosciuti).
    Al mio ritorno, una zia che sapeva bene anche come ero io, mi diceva che avrei dovuto imparare a fare tante cose da solo.
    Prima di decidermi e andare dal barbiere da solo, erano già passati 10 mesi dall'ultimo taglio di capelli e andai proprio il giorno del mio 16esimo compleanno, per non stare in casa da solo.

    Per mia nonna sono sempre stato un bambino, anche quando avevo 25 anni e dovevamo fare un tratto di strada a piedi al buio e lei voleva ci fosse un uomo ad accompagnarci: perchè, io cosa sono? Forse il cugino lontano parente appena maggiorenne che stava tutto il giorno sul motorino lo era di più?

    Purtroppo, non sono completamente indipendente e padrone del mio futuro; ma questa è una condizione comune a molti giovani.

    Solo per aver letto gli altri commenti sopra, credo che nessuno (in ogni caso) non debba dimostrare niente a nessuno e non interessarsi al giudizio degli altri. Per questo, non ci sono sfide o riti di passaggio da fare.
    Oggi, se non mi va di andare al panificio del paese, prendo la macchina e vado al supermercato a 10 km, dove è già confezionato senza doverlo chiedere. Al panificio non vado dal 1989.
  • EnderEnder Membro Pro
    Pubblicazioni: 153
    @andato5 Un problema alla volta. Non sto dicendo che dovevi farci presente un problema alla volta. Quello che cerco di dire è che tu, e in realtà anche io, ti senti oppresso da molteplici situazioni che si sono concatenate a causa di molte molte cose e probabilmente anche se stessimo a parlare per mesi non verrebbero fuori con certezza. 
    Ok sono stata immensamente vaga e forse estremamente fraintendibile. 

    L'unico consiglio che mi sento realmente di darti è quello che sto seguendo io stessa. Fermati un attimo e domandati di che cosa hai davvero bisogno per sentirti meglio. Potrebbe volerci un pò, forse anche molto, prima che tu riesca a capirlo, ma se ci riesci fermati di nuovo. Rifletti su come puoi far si che questa "cosa" si realizzi. Lascia da parte i commenti e i consigli di tutti e decidi con la tua testa fin dove puoi spingerti per ottenerla. 
    Se senti di poterlo fare lotta e non mollare per colpa di quello che pensano gli altri e con gli altri intendo proprio tutti, genitori compresi. Se invece senti che non puoi farcela, cerca qualcos'altro che può farti sentire meglio e ripeti il ragionamento.

    Non so se mi sono fatta capire, se no chiedi pure chiarimenti.
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 1,868
    @Andato5 hai problemi molto molto simili ad una persona che conosco molto bene, con la differenza che questa persona è praticamente del tutto sottomessa ai genitori ed invischiata in un rapporto di dipendenza anche mentale con loro, per cui direi che questa persona è messa molto peggio di te. La differenza credo stia nel fatto che, sebbene questa persona abbia subito molti tentativi di sabotaggio dai genitori nel corso degli anni (tentativi che spesso hanno lo scopo di sabotare lo stesso individuo e il suo percorso verso l'indipendenza), questi lo viziavano molto, per non dire troppo. Si può dire che siano stati più "bravi" a sabotarlo rispetto ai tuoi genitori, poichè loro prevenivano in ogni dettaglio qualsiasi necessità del figlio, facendo sì che questo non sviluppasse nessun desiderio o qualsivoglia aspirazione. Ne è venuto fuori un individuo appunto privo di desideri e di aspirazioni e che a 30 anni suonati non sa ancora cosa vuole fare da grande, cosa vuole dalla vita, da se stesso, dagli altri e che allo stesso tempo si sente inappagato e insofferente ovunque (proprio per questo motivo). Dopo i genitori che abbandonano i figli, li maltrattano, li abusano, li dimenticano o li vendono credo che questa sia la peggior specie di genitore.
    Comunque anche i miei (che purtroppo durante l'infanzia e l'adolescenza, si sono comportati come la seconda categoria di genitori che ho elencato) mi hanno sabotato parecchio nella mia vita, perchè anche io da bambina ero molto portata per la musica, ma nonostante i miei fossero benestanti non erano disposti nemmeno a comprarmi lo strumento. Lo stesso sono sempre stata brava a disegnare, ma quando facevo vedere le mie opere a mia madre, non mi considerava minimamente, restava totalmente indifferente. Non venivo mai incoraggiata in nulla, ma sempre sminuita e scoraggiata in qualsiasi cosa. Con conseguenze che poi negli anni sono diventate realmente drammatiche.
    I genitori hanno una grande responsabilità, ma la gente sembra ignorarlo totalmente. Hanno in mano la vita di altri individui e spesso, si comportano come se dovessero gestire un paio di scarpe.
    Post edited by Lycium_b on
  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 3,049
    @Tenzin, anche la seduzione è una strategia di sabotaggio, l’ho imparato poco dopo aver commentato questo post per la prima volta. Come la si adotta in politica, così la si adotta in famiglie che vogliono assicurarsi il “bastone della vecchiaia” anziché promuovere l'indipendenza dei figli.
    Hai raccontato una storia simile alla mia, con la differenza che fin da piccolo non ho mai saputo a cosa ero portato. Negli anni ho perso molti lati negativi dell'autismo, ma anche lati positivi, che potevo sfruttare per avere una vita più soddisfacente della vita vuota che mi ritrovo.
    Di questo ormai sono sicuro. Certi genitori, quando da piccolo notano in te qualcosa di diverso, ti tarpano le ali per cercare di renderti “normale”. Ovviamente, vista la nostra struttura neurologica, non ci riescono, quindi nei peggiore dei casi reagisci diventando uno zombie vivente.
    E prima di un'eventuale ripresa possono passare lustri.
    Post edited by Andato_87 on
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 1,868
    @Tenzin, anche la seduzione è una strategia di sabotaggio, l’ho imparato poco dopo aver commentato questo post per la prima volta. Come la si adotta in politica, così la si adotta in famiglie che vogliono assicurarsi il “bastone della vecchiaia” anziché promuovere l'indipendenza dei figli.
    Hai raccontato una storia simile alla mia, con la differenza che fin da piccolo non ho mai saputo a cosa ero portato. Negli anni ho perso molti lati negativi dell'autismo, ma anche lati positivi, che potevo sfruttare per avere una vita più soddisfacente della vita vuota che mi ritrovo.
    Di questo ormai sono sicuro. Certi genitori, quando da piccolo notano in te qualcosa di diverso, ti tarpano le ali per cercare di renderti “normale”. Ovviamente, vista la nostra struttura neurologica, non ci riescono, quindi nei peggiore dei casi reagisci diventando uno zombie vivente.
    E prima di un'eventuale ripresa possono passare lustri.
    È vero, sono d'accordo. Infatti anche la seduzione è uno strumento di sabotaggio, come ho scritto nell'esempio di cui parlavo. E credo proprio che una delle motivazioni che hanno portato i genitori della persona di cui parlavo ad adottare quella strategia sia stata proprio la volontà di tenere il figlio ancorato a sè e di utilizzarlo in futuro come "bastone della vecchiaia". Non curanti poi del fatto che dopo la loro dipartita il figlio non saprà cosa farsene della sua vita.
    Post edited by Lycium_b on
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,205
    @Tenzin e @A87 le vostre parole mi hanno fatto paura, specie la parte dello "zombie vivente".

    Effettivamente io un mestiere non l'ho mai scelto; avevo scelto di fare un certo corso di studi.
    I problemi del Paese e dei giovani sono spesso aggravati dalla mancanza di desideri e di aspirazioni, perchè la generazione che ci precede ha - in media - più mezzi di noi e non molla la presa.
    Pensate al Principe Carlo e a sua madre: Carlo non sarà mai re. Noi siamo come lui, una generazione persa (a prescindere dall'Asperger).
  • debbydebby Neofita
    Pubblicazioni: 21
    noi abbiamo sempre incoraggiato nostro figlio a coltivare le sue passioni,e lo abbiamo sempre ascoltato quando ci chiedeva di condividerle anche se eravamo stanchi.Ha anche la sua libertà ,va in giro da solo e lo abbiamo sempre incoraggiato a socializzare,sicuramente abbiamo commesso anche degli errori non sapendo che fosse un aspie.Nonostante questo,lui alcune responsabilità non se le vuole prendere e pretende di essere aiutato,quindi non è giusto dare la colpa ai genitori.Penso che la colpa non sia ne dei genitori ne dei figli aspie,ma dell'ignoranza,intesa non come stupidità,ma come mancanza di conoscenza.
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Penso che la colpa non sia ne dei genitori
    ne dei figli aspie,ma dell'ignoranza,intesa non come stupidità,ma come mancanza di conoscenza.
    Ci sono casi e casi, credo. Non tutti i genitori sono uguali e non tutti i figli sono uguali. Ci sono figli pessimi che hanno genitori modello e bravi figli con genitori pessimi. Poi ci sono bravi genitori con bravi figli e famiglie totalmente disastrate sia da parte dei figli che da parte dei genitori. Dire che i genitori non hanno colpa, secondo me è sbagliato. I genitori hanno una grandissima responsabilità volenti o no. Salvo rari casi drammatici di donne che diventano madri contro la loro volontà, nessuno ha chiesto a nessuno di diventare genitore e nell'atto stesso di diventarlo ci si assume tale responsabilità. È inevitabile. Gli errori che si fanno possono essere di tanti tipi, possono essere involontari o volontari. Esistono genitori che odiano i figli, rendono loro la vita impossibile, li maltrattano, li picchiano, li sottopongono ad abusi e soprusi o addirittura li uccidono. Tutte queste sono colpe gravi sempre volontarie.
    Poi esistono colpe involontarie che come hai scritto hanno a che fare con l'ignoranza, intesa come appunto non sapere cosa si sta facendo o dove stia l'errore.
    Tuttavia la responsabilità a mio avviso un genitore deve prendersela in ogni caso. Il figlio anche deve imparare a prendersi le proprie responsabilità quando è adulto, ma farà tanta più fatica a farlo, tanto meno i propri genitori sono avvezzi a prendersi le loro di responsabilità. Io ho notato questo in modo evidente nella mia esperienza.
  • Francy75Francy75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 405

    Per me è stato l'opposto:

    i miei genitori mi spronavano ma io ero oppositiva in tutto, sono tuttora parzialmente dipendente dai genitori nonostante vivo sola e sono indipendente economicamente ero e sono troppo spaventata dalla brutalità del mondo per affrontarlo di petto.

    Quello che sono è solo colpa mia.

Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online