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Morale ed etica negli Aspie

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato October 2011 in Esplorare i sentimenti

La teoria della mente va distinta in 4 componenti basilari. Una percettiva (comprendere il linguaggio del corpo e le espressioni facciali) e 3 cognitive (inferenza dello stato emotivo, inferenza dello stato fisico, inferenza dello stato volitivo/intenzioni).

L'empatia va divisa in 4 componenti basilari. 2 cognitive (perspective taking - mettersi nei panni altrui, e fantasy - identificazione) e 2 sensoriali/affettive (Empatia affettiva - desiderio di aiutare gli altri- e Personal Distress - quanto ci sentiamo male di fronte alla sofferenza altrui). 

Tutte queste caratteristiche sono strettamente correlate tra loro nella popolazione neurotipica e sono indipendenti dal livello di intelligenza. Nella popolazione autistica sono scorrelate tra loro e per la parte cognitiva fortemente legate al livello intellettivo. 

Nel seguito parlo di persone autistiche con un normale livello intellettivo o superiore e che non presentano altri problemi fisici o neurologici (autismo primario o ereditario/poligenetico, ovvero Asperger/HFA).

 La capacità di percepire il linguaggio del corpo/facciale di primo livello con stati emotivi basilari (rabbia, paura, gioia, etc..) è intatta, mentre quelli di secondo livello (gelosia, invidia, etc..) è ridotta.

L'inferenza relativa allo stato fisico è maggiore rispetto alla popolazione NT.

L'inferenza dello stato emotivo e volitivo (testato attraverso le storie) è ridotto nei bambini e raggiunge gli stessi livelli della norma nella popolazione adulta. Mentre negli NT non è legato al livello generale di intelligenza nelle persone autistiche è fortemente legato (correlazione > 0.6) al livello intellettivo ma soprattutto risulta più lento. Mettendo tutte le cose insieme ne risulta che la teoria della mente nella popolazione autistica è presente ma è processata in maniera cognitiva e non intuitiva come negli NT (e questo spiega il miglioramento con età, QI e il tempo di risposta più lungo). E' proprio il tempo di risposta maggiore che crea problemi in ambiti sociali (in cui ci si aspetta una risposta svelta). Se i test vengono fatti "a tempo" le performance ovviamente diminuiscono.

Da un punto di vista dell'empatia il perspective taking è ridotto (ma correlato al QI) e non presenta correlazione con la voce "Fantasy" (a differenza della popolazione NT) a mio avviso anche questo sottolinea passaggi mentali differenti. Di tipo cognitivo negli autistici, attraverso un processo di imitazione/identificazione nelle persone neurotipiche. La voce relativa alla risposta sensoriale è ridotta in presenza di stimoli decontestualizzati (per mancanza della capacità di lettura) ma identica e a volte maggiore nel caso di storie, stimoli calati nel contesto o spiegati. La risposta PD (Personal Distress) è maggiore rispetto alla norma.

Uno stesso test effettuato su soggetti psicopatici porta a risultati completamente opposti (pur mantenendo lo stesso, basso, punteggio totale).

 

Per quanto riguarda lo sviluppo etico e morale. Rimadisco il fatto che entrambe le modalità sono presenti in tutte le persone. Quello che cambia è la proporzione tra i fattori, anche in questo caso è uno spettro di abilità e non una dicotomia. Bisogna considerare anche il fatto che ci sono (soprattutto tra i soggetti funzionali ma non diagnosticati) casi in cui attraverso una educazione rigida e la pressione sociale la rigidezza della mentalità autistica può portare ad elevare a livelli di "assoluto" condizioni morali-sociali. Lasciando lo sviluppo "libero" tendo a pensare che l'NT sia un animale morale mentre l'Aspie sia un animale etico.  Intendendo per "morale" l'insieme delle consuetudini sociali legate ad una certa tradizione culturale o gruppo sociale o individuo particolare, e per "etica" lo studio filosofico universale del bene e del male e quindi della morale. In tal modo, "etica" ha un livello di astrazione più alto rispetto a "morale". Con etica quindi intendo la tendenza ad usare l'Imperativo categorico Kantiano.

Lo sviluppo etico/morale che prevedo (forse più lento negli autistici perché più concettuale?) è il seguente (ho preso spunto anche dallo studio dei bambini gifted per creare un modello dell'autismo):

 

Aspie:

Presenza di una percezione accentuata -> Necessità di una struttura cognitiva strutturata per far fronte "all'invasione sensoriale" -> Necessità di ordine mentale -> Necessità di ordine nel mondo -> Necessità di ordine nella società -> Ordine + sensibilità = senso di giustizia -> Empatia per "il tutto" a livello astratto -> Senso Etico.

 

NT:

Istinto all'imitazione -> Acquisizione del comportamento sociale -> Concettualizzazione delle regole sociali -> Astrazione dei concetti di "utilità sociale" e "collegamento emotivo" -> Empatia per gli altri -> Ricompensa Sociale -> Senso Morale.

Molte delle cose scritte sono presenti in letteratura anche se non ho trovato nulla che le colleghi tutte. A mio avviso i collegamenti sono "logici", ma per essere "scientifici" è necessaria testare scientificamente le ipotesi fatte. 

Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,564
    Che ne pensate? Suggerimenti?
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • bannato2bannato2 Membro
    Pubblicazioni: 2,035
    voglio capire bene queste concatenazioni.. perke ce del succco qui dentro wolfgang...

    Aspie:

    Presenza
    di una percezione accentuata -> Necessità di una struttura cognitiva
    strutturata per far fronte "all'invasione sensoriale" -> Necessità
    di ordine mentale -> Necessità di ordine nel mondo -> Necessità di
    ordine nella società -> Ordine + sensibilità = senso di giustizia
    -> Empatia per "il tutto" a livello astratto -> Senso Etico.

     

    NT:

    Istinto
    all'imitazione -> Acquisizione del comportamento sociale ->
    Concettualizzazione delle regole sociali -> Astrazione dei concetti
    di "utilità sociale" e "collegamento emotivo" -> Empatia per gli
    altri -> Ricompensa Sociale -> Senso Morale.

    - See more at: http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/26/morale-ed-etica-negli-aspie#sthash.8TfWDEb3.dpuf
    dalla vita solo il meglio
  • Pubblicazioni: 17

    Ordine mentale tipo: se ho iniziato a mangiare un pacchetto di cracker devo finirlo anche se preferisco mangiare una brioches...

    Cioè le cose iniziate finirle... senza mettere più cose insieme perchè creano disordine e caos, intendi dire questo?

    oppure: vi capita di non sapere cosa sia giusto provare di fronte ad un evento in una relazione con un altra persona? e quindi di torturarsi a pensare a come sarebbe giusto reagire di fronte a quel comportamento?

    soffermandosi troppo su è giusto o sbagliato e alla fine rimanere immobili... A me capita, vorrei sapere se capita anche a qualcuno di voi.. è una cosa importante per me.

  • Pubblicazioni: 17
    cioè se io provo rabbia non la esprimo perchè non so se sia giusto provare rabbia...
  • DoorDoor Colonna
    Pubblicazioni: 631
    cioè se io provo rabbia non la esprimo perchè non so se sia giusto provare rabbia...
    Per me è il contrario.

    Il mio sistema limbico è crashato.
  • matthewStarmatthewStar Veterano
    modificato September 2013 Pubblicazioni: 415
    @wolfgang molto interessante.. non credo di aver capito esattamente cosa si intende per identificazione-fantasy, anche gli aspie possono identificarsi senza troppe difficoltà se non in tutto almeno in parte tra loro o con altre persone o con personaggi inventati no? si intende che da bambini tale processo è più difficoltoso? io ricordo che da bambino mi identificavo con, o forse meglio "avrei voluto essere come" archimede pitagorico, ed anche come ad esempio il personaggio del mio nickname e simili (ps o forse si intende indentificazione con i propri "pari"?).

    "La capacità di percepire il linguaggio del corpo/facciale di primo livello con stati emotivi basilari (rabbia, paura, gioia, etc..) è intatta, mentre quelli di secondo livello (gelosia, invidia, etc..) è ridotta."
    personalmente questa descrizione mi sembra molto calzante, se applicata a me stesso e alle mie "emozioni". Quindi nel mio caso la difficoltà a percepire tali stati emotivi altrui osservandone il linguaggio del corpo sarebbe anche una conseguenza di ciò (scarsa elaborazione dei propri stati emotivi di secondo livello), ma sarebbe superabile comunque con l'esperienza e tramite processi cognitivi.
    Avendo problemi con la gestione degli stati emotivi basilari, forse come conseguenza ho sviluppato auto-controllo e repressione di tali stati.

    "L'inferenza relativa allo stato fisico è maggiore rispetto alla popolazione NT."
    anche qui non ho pienamente compreso cosa di intende, se si tratta di sensazioni corporee (fame, localizzazione dolore, ecc..) non credo che la mia inferenza sia maggiore rispetto a quella NT, anzi forse a volte leggermente minore; se si tratta di sensazioni date dai sensi non saprei giudicare se è maggiore della norma perchè comunque non ho una sensibilità sensoriale tale da crearmi grossi problemi o "mandarmi in tilt", a differenza a volte della sensibilità emotiva (non mi "manda in tilt" ma a volte è problematica, es. difficoltà a trattenere le lacrime in pubblico all'ascolto di particolari canzoni o a volte nell'ascoltare "storie commoventi" [a volte diverse da quelle che colpiscono emotivamente le altre persone]).

    "Mettendo tutte le cose insieme ne risulta che la teoria della mente nella popolazione autistica è presente ma è processata in maniera cognitiva e non intuitiva come negli NT"
    per quanto mi riguarda intuitivamente mi sembra corretto ;-)

    "il perspective taking è ridotto (ma correlato al QI) e non presenta correlazione con la voce "Fantasy" "
    nel mio caso non mi sembra di avere questo problema, anzi spesso mi sembra di capire gli altri meglio di molti NT (forse anche perchè basando tale comprensione su processi cognitivi anziché intuitivi o identificativi, questa è meno soggetta a "bias personali", più "distaccata ma precisa"). Non credo che sia correlato ad un "QI spropositato", anche perchè mi sembra di avere letto che è una caratteristica tipica del cosiddetto "fenotipo aspie femminile" (se esiste), quindi o le donne aspie sono generalmente più intelligenti, oppure più che parlare di QI in generale (che trovo abbastanza insensato in ogni caso) bisognerebbe vedere in che modo/aree il potenziale intellettivo viene sfruttato. 

    "La voce relativa alla risposta sensoriale è ridotta in presenza di stimoli decontestualizzati (per mancanza della capacità di lettura) ma identica e a volte maggiore nel caso di storie, stimoli calati nel contesto o spiegati. La risposta PD (Personal Distress) è maggiore rispetto alla norma. "
    qui mi identifico in tutto. 

    "Per quanto riguarda lo sviluppo etico e morale...."
    quindi in pratica l'etica sarebbe il risultato di un processo "introspettivo" e tendenzialmente universale mentre la morale sarebbe più una conseguenza di una visione utilitaristica del "vivere in società"..la trovo abbastanza plausibile come spiegazione. Poi ovviamente è impossibile separare nettamente le due cose.

    lo sviluppo etico-morale "aspie" effettivamente lo trovo abbastanza simile al mio, è più "orientato all'interno" anche se in realtà ovviamente anche qui alla base ci sono stimoli sensoriali quindi esterni, anche se il focus è sull'interpretazione interna di tali stimoli esterni. Io personalmente non mi limiterei a partire solo dagli stimoli sensoriali, che sicuramente svolgono un ruolo preponderante, ma più in generale dalla rappresentazione cognitiva interna del "mondo esterno ignoto" 

    lo sviluppo etico-morale "NT" effettivamente mi sembra di riscontrarlo analizzando i comportamenti degli NT che mi stanno più vicino.

    "vi capita di non sapere cosa sia giusto provare di fronte ad un evento in una relazione con un altra persona? e quindi di torturarsi a pensare a come sarebbe giusto reagire di fronte a quel comportamento?
    soffermandosi troppo su è giusto o sbagliato e alla fine rimanere immobili."

    a me è capitato a volte nel senso che in una situazione piacevole in cui sento che dovrei essere felice non lo sono abbastanza oppure al contrario in una situazione spiacevole in cui sento che dovrei essere arrabbiato non lo sono. Credo che sia una conseguenza indiretta dell'incapacità di gestione di tali emozioni.

    "cioè se io provo rabbia non la esprimo perchè non so se sia giusto provare rabbia"

    può essermi capitato ma generalmente anche per me è il contrario come ha scritto @Door (oppure volevi dire che se provi rabbia la esprimi anche se non ti sembra giusto farlo?), nel senso che a volte penso che dovrei provare rabbia ma non la sento. Tutto sommato questa non mi sembra una caratteristica cosi negativa (a meno che non si tratti di rabbia repressa, ma sono un pò confuso su questo argomento).
    Post edited by matthewStar on
  • Pubblicazioni: 17
     

    "La voce relativa alla risposta sensoriale è ridotta in presenza di stimoli decontestualizzati (per mancanza della capacità di lettura) ma identica e a volte maggiore nel caso di storie, stimoli calati nel contesto o spiegati. La risposta PD (Personal Distress) è maggiore rispetto alla norma. "

    Cosa significa questa cosa? Credo di aver capito ma non ne son sicura, riusciresti a farmi un esempio?
     
    @MatthewStar: ho scritto un imprecisione prima, ci ho riflettuto dopo aver letto il tuo post.
    In realtà non è corretto dire che "se provo rabbia non la esprimo perchè non so se sia giusto provare rabbia"
    In realtà volevo dire questo: quando capita qualcosa, nell'ambito di una relazione, non so cosa dovrei provare. Quasi mi viene da parlarne ad altri per capire cosa dovrei provare, se dovrei essere arrabbiata per quello che è successo o che mi ha detto quella persona, oppure se dovrei provare empatia per quella persona ed essere comprensiva perchè in fondo se fa così è perchè mi vuole bene, 
    Capita che spiego ad altri l'accaduto per sapere cosa dovrei provare;
     se mi dicono "Ma è pazzo a fare così! Lascialo perdere!" allora capisco che sarebbe stato normale arrabbiarsi. Altrimenti se dicono "Poverino... però l'ha fatto per te" mi sento quasi anche in colpa per non averlo capito...
    Adesso mi riferisco principalmente a quello che accadeva con il mio ex ragazzo..
    Poi ho scoperto che molte volte avrei dovuto arrabbiarmi, sarebbe stato normale.
    Infatti ora, che si comporta bene, mi vuole bene, ce l'ho ancora con lui per quelle volte che si è comportato male ed io non mi sono arrabbiata, quando invece avrei dovuto arrabbiarmi e sfogarmi!
    Quindi si può dire che io ora sono arrabbiata con lui, ma non è un sentimento che sorge spontaneamente dentro di me e lo esprimo...
    come sarebbe bello se fosse così!!!
    è un sentimento che non sento oppure lo sento, c'è o non c'è, bho... e poi si razionalizza...
     
    Insomma, ora che mi sono spiegata meglio, cosa ne pensate di tutto ciò?
    Questo capita anche a voi?
     
     
  • TormalinaNeraTormalinaNera Colonna
    Pubblicazioni: 1,190
    Sì,anche a me succede questo nelle relazioni sentimentali. Quante volte mi sono trovata a non sapere come dovevo reagire di fronte a certi comportamenti che non sapevo se erano giusti,se protestare e ribellarmi (per farmi rispettare) o essere conciliante (e accettare tutto per il quieto vivere).
    Ancora oggi non so quando é giusto accettare cose che mi danno fastidio,e quando invece sarebbe meglio anche rischiare un litigio per imporre le mie idee.

    Oh, how I wish
    for soothing rain
    all I wish is to dream again
  • matthewStarmatthewStar Veterano
    modificato September 2013 Pubblicazioni: 415
    io ti posso dire come l'ho capita io ma non so se è l'interpretazione giusta. Per quanto mi riguarda, intendo "risposta sensoriale" come "risposta emotiva/sensoriale". Per farti un esempio forse stupido e non so se propriamente attinente, ma il primo che mi viene in mente, quando leggo le presentazioni dei nuovi utenti sul forum, se tali presentazioni non sono inserite in un contesto o non sono accompagnate da spiegazioni dettagliate, non mi fanno nessun effetto. Non mi provocano nessuna reazione. Al contrario, in caso di "storie dettagliate", mi sento personalmente e genuinamente "colpito" come o anche più che fosse un amico a parlare, mi "identifico" nel disagio cosi espresso e mi sento quasi "forzato" a cercare di aiutare, o almeno a provarci. 

    "Questo capita anche a voi?"

    a me in parte, nel senso che spesso mi capita di non sapere bene quali sensazioni provare, sia in positivo che in negativo, come risposta alle azioni degli altri. Però, soprattutto nel caso si tratti di persone particolarmente "vicine", cerco sempre di razionalizzare i comportamenti (io mi sono allenato a farlo generalmente da solo, perché sono abbstanza "chiuso" con gli altri da questo punto di vista, ma non credo ci sia niente di male a farsi consigliare da persone fidate) e se sospetto che un qualche comportamento sia ingiusto per ragioni puramente egoistiche e non magari dovuto a paure e timori della persona in questione (come scrivevi tu, "fa cosi perché ti vuole bene"), allora non lo accetto assolutamente e se anche non mi viene di essere arrabbiato recito in maniera abbastanza decisa per far capire chiaramente che queste cose non le tollero. Sugli atteggiamenti passati, se non sono particolarmente gravi, tendo a sorvolare. Se fossero molto gravi (nel senso proprio che denotano una mancanza di "amore" o rispetto nei miei confronti) allora non esiterei a troncare ogni rapporto. Ovviamente conoscendo mia moglie da 10 anni, sono abbastanza sicuro dei suoi sentimenti.
    Non so se è proprio quello che descrivevi tu ma per me è cosi.
    Post edited by matthewStar on
  • DoorDoor Colonna
    Pubblicazioni: 631
    @matthewStar
    "cioè se io provo rabbia non la esprimo perchè non so se sia giusto provare rabbia..."
    Ho inteso il contrario come:
    "se io non provo rabbia la esprimo comunque se penso sia il contesto giusto per farlo"

    Il mio sistema limbico è crashato.
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