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L'impatto della nostra infanzia sul nostro sviluppo come individui Asperger. Che bambini eravate?

DahliaDahlia Membro
modificato May 2015 in Ricordi e infanzia

Vorrei fare alcune domande personali, però prima vorrei chiedere, a titolo informativo, se qualcuno di voi sa se sono stati fatti studi sulla sindrome di Asperger in persone cresciute in ambienti familiari aggressivi, violenti o più semplicemente negligenti? 

Dovunque leggo di genitori che in un modo o nell'altro assecondavano o assecondano (vuoi anche minimamente) le ossessioni/particolarità dei figli. Se il figlio aveva la mania per le cartine stradali i genitori lo lasciavano fare, se aveva un ossessione per un paese e la sua cultura i genitori gli compravano questo o quello o gli lasciavano leggere questo o quell'altro... ma io mi dico, la sindrome di Asperger colpirà anche bambini cresciuti in ambienti meno equilibrati, no? E allora in questo caso come si fa a giudicare un Asperger adulto sulla sua infanzia se nella sua infanzia è stato deprivato di qualsiasi "manifestazione della propria personalità"? <--Non so se mi sono fatta capire.

Come si fa a capire che un bambino o una persona ha la sindrome di Asperger nel caso in cui quello stesso Asperger sia cresciuto in una famiglia negligente o aggressiva o priva di equilibrio (e quindi limiti l'espressività del bambino)? 

Ai miei occhi sembra che certi comportamenti siano un lusso, nel senso... ci sono bambini a cui viene data la libertà di esplorare e conoscere le materie della loro ossessione, ma se vivi in un certo ambiente dove se ti comporti in un modo "eccentrico", se hai "esigenze", richieste o fisse vieni menato, beh... ci pensi due volte anche solo per aprire bocca, figurarsi per muoversi, prendere un libro o altro.


Mi chiedo se un bambino con la sindrome di Asperger in un ambiente aggressivo, dove mal tollerano le sue particolarità, non si spinga a reprimersi per evitare situazioni di rischio (tipo botte, punizioni, umiliazioni o quant'altro). Io da piccola arrivavo persino a trattenere il respiro in alcuni momenti per "diventare invisibile" ed  evitare di infastidire.

Per esempio, un bambino che ha un'ossessione per un argomento, una leggera ecolalia o altre "particolarità" che infastidiscono i genitori e viene punito per queste particolarità dopo un po' inevitabilmente inizia a mascherarle o a controllarle e manifestarle solo in assenza dei genitori o di chiunque altro possa danneggiarlo... Ecco che poi da grande si presume faccia la stessa cosa, ovvero mascherare e/o reprimere. E qui mi domando su quali basi si può giudicare che una persona sia affetta da Asperger se per tutta la vita, infanzia compresa, ha dovuto lavorare per nascondere e minimizzare quei tratti A. più caratteristici?

Mica tutti arrivano da famiglie più o meno equilibrate... Mica tutti i bambini Asperger avevano modo di accrescere le proprie passioni o informarsi fino a sazietà sull'oggetto delle loro ossessioni. Certe cose alle volte sono un lusso...


E qui vorrei chiedervi, voi che bambini eravate e da quale background familiare venite? Le vostre famiglie vi "assecondavano" da piccoli?
Credete che il sostegno (o la sua mancanza) familiare abbia notevolmente influenzato chi siete e dove vi troviate nella vita adesso? (Tipo le vostre scelte di studio o lavorative, le vostre scelte affettive, ecc..)

So che probabilmente non avrete voglia di rispondere a qualcosa di tanto personale, lo capisco quindi se non vi va pazienza.
Ringrazio in anticipo chiunque avrà voglia di aprirsi e confrontarsi un po'.

giovannaNewtonamigdalaGrizlivera68CharlineStarfish
Post edited by yugen on
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Commenti

  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,085
    Bella domanda. Spero ti rispondano in tanti perché interessa anche a me.
    Da possibile aspie, sono cresciuta in una famiglia normale equilibrata, con molti figli. Mi hanno cresciuta le mie sorelle. Mia madre era molto severa con me. Non ricordo molto ma potevo coltivare quasi liberamente le mie passioni.
    Mio figlio invece fino ai 2 anni e mezzo è stato da me punito e sgridato per i suoi comportamenti strani. Io stessa ignara di tutto credevo fosse carattere..ancora sto tantomale per questo. Ora invece no. Nel senso che se sta tra le nuvole o sbatte di continuo la macchina vicino al muro lo richiamo o lo distraggo con altro. I suoi interessi speciali glieli alimento. Non ci vedo nulla di male.
    giovanna
  • cameliacamelia Pilastro
    modificato January 2014 Pubblicazioni: 3,297
    Sono stata una bimba tranquilla, anche troppo, impeccabile a scuola, anche troppo...perfetta insomma... i problemi sn iniziati alle medie, quando la mia diversità è venuta fuori in tutta la sua drammaticità...io nn sapevo che si potesse chiedere aiuto, pensavo che la mia sofferenza facesse parte della mia vita e che se veramente si poteva far qualcosa, gli altri nn avrebbero dovuto far altro che agire, ma siccome nessuno lo faceva, me la son tenuta...ero depressa, derisa, ansiosa, insonne, piena di eczema anche sul volto..ma forse l'avevo già detto, mi sa....un po' di autocommiserazione di inizio anno....colpa del mio ego...
    friedenamigdalaWhoamiGrizliromipor
    Post edited by camelia on
  • donnanuovadonnanuova Veterano
    Pubblicazioni: 46
    @Dahlia, le domande che ti poni sono veramente importanti, anche io mi sono chiesta cosa succede ad un bambino autistico (alto funzionamento) se vive in una famiglia dove non viene esposto agli stimoli che a lui interesserebbero.
    Personalmente credo che quel bambino crescerà con un qualche "ritardo cognitivo", non un ritardo reale ma un ritardo "indotto" per mancanza di stimoli. Questo succede anche ai neurotipici: se non vengono stimolati nel modo giusto manifestano dei ritardi a livello sensoriale o cognitivo.
    Già... oltre al "danno" c'è anche la "beffa"... non solo nasci "strano", ma se nasci "strano" nella famiglia sbagliata rischi di non poter vivere.
    Nella "migliore" delle ipotesi credo che saranno adulti con diversi problemi di personalità, tipo con disturbi compulsivi o schizoidi o paranoici o cose simili. Persone scambiate per malati psichiatrici e magari sottoposti a terapie farmacologiche.

    Io sono cresciuta in un ambiente abbastanza "sereno", nel senso che la mia famiglia era tranquilla. Ho avuto dei problemi qua e la, ma il peggio è iniziato alle scuole medie (come per @camelia) perché diventava evidente il mio modo "diverso" di essere, tanto più che in terza media mi sono trasferita in un altro luogo (e lì è cominciato un lungo, lunghissimo, calvario perchè ho sempre avuto l'impressione di non riuscire a capire come ci si deve comportare... ancora adesso non so cosa devo fare in certi momenti, in certe situazioni). Un vero disastro.
    Chiaramente, non sapendo a cosa fosse dovuta la mia diversità ero presa in giro, ero ansiosa, crisi di ansia e attacchi di panico, disturbi alimentari, episodi di autolesionismo, tentati suicidi... tutto questo solo perchè non capivo il motivo perchè soffrivo, stavo male e non capivo perchè non andavo mai bene agli altri.
    Immagino che, grosso modo, succeda la stessa cosa agli altri Asperger che vengono deprivati degli stimoli o, meglio, ai quali viene IMPEDITO di manifestarsi per quello che sono e qualora lo facessero vengono duramente criticati o puniti o isolati ulteriormente.
    Continuerei a rispondere ancora, dilungandomi... ma per vostra fortuna mi hanno appena telefonata e devo lasciare il pc...
    :-D

    Un abbraccio forte a tutti, fratelli e sorelle.
    friedenGrizliromipor
    Aspie Family
  • EuniceEunice SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 1,060
    Anch'io, come già altri, ho avuto la fortuna di crescere all'interno di una famiglia che, almeno fino ai 10 anni, mi ha permesso di esistere come meglio preferivo, seguendo le mie inclinazioni. Ho perfino evitato intrusioni di interpretazioni psicologiche varie ai miei comportamenti grazie a mia madre che, quando una maestra dell'asilo la chiamò per dei disegni strani e ripetitivi che facevo, si fece una grossa risata e lasciò perdere (erano gli anni Settanta e sinceramente non so che fine avrei fatto se fossi finita nelle mani di qualche psichiatra o similari).
    Dalle medie sono iniziati anche per me i problemi più grossi. Come ha detto non molto tempo fa mia madre, per me fino ai dieci anni i marziani erano gli altri, dai dieci anni in poi la marziana sono diventata io.

    Comunque credo che possa essere utile ai fini della discussione aperta un episodio che mi è capitato quando avevo 13 anni. I compiti in classe di geometria erano per me molto semplici: mi piaceva molto e non avevo alcuna difficoltà ad ottenere buoni voti quasi senza aprire libro a casa. Durante i compiti in classe la professoressa ci faceva piegare a metà il foglio protocollo e noi dovevamo scrivere la soluzione del problema sulla colonna di sinistra, mentre la colonna di destra era dedicata ai conti che non potevano essere fatti a mente. All'inizio dell'anno scolastico, durante un compito in classe, i conti da svolgere mi risultarono così semplici che li fecci tutti a mente, lasciando completamente  bianca la colonna di destra e perfettamente ordinata e corretta quella di sinistra.
    Alla riconsegna del compito mi vidi appioppare un brutto voto con l'accusa di aver copiato da qualcun'altro. A nulla valsero le mie proteste né quelle di mia madre che andò subito a parlare con l'insegnante.
    Ricordo questo episodio anche tutt'ora come una delle maggiori ingiustizie che abbia subito. Da quel momento in poi ho dovuto rimettermi a scrivere tutti i conti da brava bambina e, fondamenalmente, ho perso interesse per la geometria e per la matematica in generale. Non che fossi un genio, ma magari avrei potuto sviluppare meglio un aspetto del sapere che invece in seguito ho completamente abbandonato, facendo prima il liceo classico e poi lettere all'università.
    Molto probabilmente questo episodio è una sciocchezza, ma mi porta comunque a chiedermi cosa possa accadere a ragazzi non supportati nelle loro passioni e interessi. Piccoli eventi possono anche cambiare il corso di una vita, figurarsi l'iterazione del rifiuto nel riconoscere le specificità di una persona.
    frieden
  • EuniceEunice SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 1,060
    Dimenticavo di dire che da bambina ero veramente inquietante (così sono stata definita a posteriori da adulti che mi hanno vista fin da piccola): non sorridevo mai, non seguivo le convenzioni sociali, parlavo molto di rado e quando lo facevo dicevo cose che facevano scendere il gelo su tutti i presenti. Questo per chi mi vedeva da fuori, per me invece era molto diverso: vivevo nel mio mondo e facevo attenzione solo a pochissime persone intorno a me, i miei fratelli e, a volte, i miei genitori. A quanto pare ho fatto la mia prima vera conversazione con un'altra persona solo intorno ai nove anni, prima rispondevo solo se interrogata.
    Grizliromipor
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    modificato March 2014 Pubblicazioni: 3,054
    Ciao, provo a risponderti.
     Ero quella che non riesce a trovare il momento giusto -allle giostrine - per prendere il turno all'altalena.
     Ma poi a scuola diventavo capofila con l'incarico di correggere i compiti delle altre (ai miei tempi non c'erano classi miste, erano solo femminili o maschili). e non segnavo mai gli errori, ma spiegavo  alle compagne l'ortografia, 
    A quei tempi si faceva il gioco del silenzio, quando la maestra era stanca. Tutte zitte, e a turno si sceglieva una compagna di classe.  (Moreno non ha inventato un tubo con il suo sociogramma) Ed io morivo nell'attesa che mi scegliessero. Non ricordo come finisse il gioco, ma so che quando c'era una richiesta difficile da fare "Dai, dillo tu alla maestra che vogliamo andare un poco in cortile!"  allora io ero quella che doveva farlo perché aveva la faccia di bronzo.
    Dalle cuginette, mentre loro giocavano, leggevo Topolino.
    Poi, non lo so. 
    Ma allora si facevano le feste in casa, con il tavolo pieno di panini-tartine-cocacola, e c'erano i dischi in vinile da mettere uno alla volta, si chiamavano 45 giri, non so se avete presente, i primi beatles eccetera, C'era sempre una ragazzina vocino al giradischi, che per darsi un tono sfogliava e dischi e leggeva i titoli e non glie ne fregava niente, mentre il suo cuore urlava "VOGLIO BALLAREEEE!!!" ma non sapeva come fare a farsi invitare. Indovinate chi era? 
    Poi ho imparato - non so come - a farli ridere , a fare battute, ad essere sempre sopra le righe.  E' stata una fatica durata decenni e decenni. 
    Poi ho deciso che non volevo ballare e sono diventata quasi un'eremita.
    Adesso ricomincio. Voglio ballare. Ma col cavolo che sto vicino al giradischi. Voglio ballare, a modo mio, s'intende, ma fan**** a tutto, lo farò.
    Scusa se mi sono fatta prendere la mano dai ricordi. 

    Aspi(e)rina

    friedenGrizliromipor
    Post edited by aspirina on
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • yugenyugen Mastro Libraio
    modificato January 2014 Pubblicazioni: 1,888
    bella discussione @dahlia proprio perche' la AS e' un ambito di ricerca estremamente recente e attualmente considerato attendibile solo nei confronti dei bambini...esci da questo forum e ti fanno una risata in faccia oppure ti suggeriscono cure farmacoligiche...poiche' non sono e alcuni di noi non sono piu' tanto giovani credo che una domanda sull'infanzia che abbiamo trascorso sia una tappa inevitabile...personalmente ricordo la mia infanzia poco ma per quel poco che so ero serena, ero ignorata da genitori molto molto giovani, che, lavorando, mi avevano completamente affidato a doposcuola di suore e nonni altrettanto assenti.. delle suore mi ricordo vhe gia' a 6-7 anni odiavo l'ipocrisia e a questo erano dovuti alcuni episodi di ribellione, dei miei nonni nemmeno un ricordo ...pero' non ho ricordi brutti leggevo studiavo e soprattutto disegnavo tantissimo sempre qualsiasi cosa..non ho avuto relazioni con altri bambini fino a 14-15 anni..chiaramente ero costretta a svolgere attivita' con gli altri e mi ricordo che mi chiedevo "devo fare Pippi calzelunghe o Anna dai capelli rossi??"..a 1 anno camminavo e sapevo filastrocche a memoria ero anche orgogliosa e parecchio aggressiva, a 4 sapevo gia' leggere scrivere e contare, i miei raccontano che parlavo come un adulto e questa cosa era imbarazzante..quando guardo le mie foto anche io mi spavento..sembro Henry Potter con occhialoni e treccine sguardo serissimo da adulto occhi sempre spalancati e parecchio triste..al di la' di questo non potrei dichiarare un disagio ero completamente immersa nel mio mondo gli unici segni di disagio possono essere il fatto che ho fatto la pipi a letto fino a 9 anni circa e fino a 12 la notte ero sonnambula...mi ritrovavano la mattina a dormire nei posti piu' impensati..
    non ho avuto problemi fino all'adolescenza perche' comunque ero brava in tutto non ho mai fatto capricci,mai urlato o cose del genere, al massimo mi veniva un febbrone all'inizio di ogni vacanza..poi nell'adolescenza sono scoppiata, piu' o meno come descrive @donnanuova, con eccessi di sofferenza difficil da descrivere, e i miei completamente impreparati non hanno reagito bene
    giovanna
    Post edited by yugen on
  • DahliaDahlia Membro
    modificato January 2014 Pubblicazioni: 58
    Kokorozashi tu ancora una volta hai centrato un grosso punto, il fatto è che qui in Italia la sindrome di asperger è vista come un prerogativa del periodo dello sviluppo. Però ci sono tanti adulti che da bambini non sono stati diagnosticati, e un bambino Asperger che non viene diagnosticato e non viene trattato che adulto diventa? 
    Le problematiche e le limitazioni cognitive/sociali che aveva nel periodo dello sviluppo è probabile che se le porti dietro anche nell'età adulta, solo modificate in altro o peggiorate.

    In più mi sembra (ditemelo se non è corretto) che i professionisti per fare una diagnosi si basino su elementi comportamentali che quasi non potrebbero esistere in un bambino parte di famiglie più aggressive o di ambienti più rigidi od estremi, proprio perché il bambino viene psicologicamente e fisicamente limitato da terze persone o fatti e, per autodifesa, obbligato a mascherare quei tratti caratteristici dell'asperger (oltre a qualsiasi altro tratto espressivo), tratti che all'interno di un ambiente aggressivo diventerebbero motivo di punizioni o quant'altro. 
    Mi sembra che si dimentichino che chi cresce in una famiglia aggressiva/distruttiva cresce facendo di tutto per non disturbare e soprattutto per non essere notato. Esiste perfino il timore di aprire il frigorifero per prendersi qualcosa "non sia mai qualcuno si incavolasse perché prendo senza chiedere, ma non chiedo perché non sia mai si incavolassero perché chiedo e disturbo".   
    Quindi come si individua un bambino asperger represso/camuffato? Che adulto diventa un bambino di quel genere e come si può diagnosticare l'asperger in quell'adulto basandosi sulla sua infanzia priva di equilibrio ed espressività di qualsiasi genere? 
     
    Comunque ringrazio tutte per le vostre testimonianze. Mi pare di capire che, al di là dell'ambiente in cui siamo cresciute, quasi tutte siamo scoppiate più o meno in prossimità dell'adolescenza. E' interessante...
    @Camelia, @Donna, @Kokoro, @Eunice posso chiedervi se per voi ci sono state ragioni specifiche dietro questo "scoppio"? In che modo si sono manifestate le vostre difficoltà e differenze? 
    (Donna tu hai accennato ad alcune cose tra l'altro simili alle mie, se non ti va di approfondire il discorso sul forum per la loro delicatezza magari un giorno ci risentiamo tra di noi)
    T
    ipo @Eunice perché dici che proprio dopo i 10 anni tu sei diventata la marziana? Ti si è ribaltata la visione che avevi del mondo o è cambiato qualcosa nel mondo attorno a te?

    @Aspirina non ho avuto occasione di dirti benvenuta quindi benvenuta :)  Mi ha colpito parecchio questa tua affermazione -> 'C'era sempre una ragazzina vocino al giradischi, che per darsi un tono sfogliava e dischi e leggeva i titoli e non glie ne fregava niente, mentre il suo cuore urlava "VOGLIO BALLAREEEE!!!"'.
    Io sono passata dal dire "non me ne frega nulla di quanto ho attorno" al dire che ne vorrei far parte anch'io e adesso sono in una fase di transito e di lavoro su me stessa. Aspirina, a questo punto della tua vita senti di esserti integrata?

    @Damy grazie per la tua onestà come mamma. Non ho idea di cosa tu intenda per punizioni, però se sei su questo forum significa che a tuo figlio ci tieni tanto da cercare di capire il suo autismo e cercare di crescerlo bene... Molto più di quanto facciano altri genitori!
    Senti, ma come mai ti ritieni una possible asperger?

    Ahh @Camelia, non ti preoccupare troppo del tuo ego che sei in buona compagnia, in due potremmo lanciare un pity party ;)


    giovannaGrizli
    Post edited by Dahlia on
  • DahliaDahlia Membro
    Pubblicazioni: 58
    A parte il commento super lungo... Non ho la più pallida idea di cosa ho toccato per far evidenziare il messaggio diretto a Damy, ho provato a risovere ma nisba :/  Pardon, sono un'impedita!
  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,085
    Punizioni a volte anche corporali.. Non mazzate ma sculacciate si perché pensavo avesse un brutto carattere capriccioso arrogante e menefreghista. Non conoscevo assolutamente l autismo, purtroppo.. Adesso al solo pensiero mi viene da piangere per quanto sono stata cieca..ho ancora tanti sensi di colpa..devo imparare ogni giorno a perdonarmi per aiutarlo, ma ancora non ci sono riuscita. Ora sono cambiata, tutto mi è più chiaro, faccio ancora tanti errori ma lui sa che lo amo più della mia vita..se gli dico:"Lo sai che ti amo?" lui mi risponde:"Ti" e ancora :"E tu mi ami?" lui risponde "Ti" e mi riempie di baci. Abbiamo un legame unico. Ma ho ancora questa piaga dentro.

    Navigando sul forum ho capito che potrei essere aspie. Mi rispecchio nell' 80% dei vostri post, mio figlio è autistico, ho problemi sociali, oggi di meno ma ancora ne ho, ho un fratello e un padre che dir "strani" è un eufemismo..ho molti tic dall' età di 4 anni. Ho parlato presto, ho imparato a leggere e scrivere a 4 anni, ho molte doti, sicuramente intelligente ma con molti problemi di attenzione..
    Comunque esserlo o non esserlo non è questo il problema ora.
    Cyranofriedenromiporvera68
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