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Paura di sbagliare a comunicare

Andato_SimAndato_Sim Andato
modificato January 2015 in Esplorare i sentimenti
Io ho sempre paura di sbagliare quando comunico. Anche quando scrivo. Temo molto i fraintendimenti: spiegarsi, poi, diventa molto difficile, mi costa molta energia e molte preoccupazioni.
E pensare che curo molto la forma. Ciò che temo in assoluto di più sono i fraintendimenti. Ho studiato comunicazione, ma non so spiegarmi questo timore continuo. Succede anche a voi? Grazie. Simone
AmelieSwiftchandra
Post edited by yugen on
Tutto ciò IO penso (e scrivo).
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Commenti

  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    @simone, provo a risponderti con le parole di Franklin Deelano Roosvelt: 'l'unica cosa di cui bisogna aver paura è la paura stessa'.
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,108
    Dipende dall' interlocutore. Se ho interesse a fargli arrivare un messaggio chiaro e limpido, mi sforzo molto. Se non ho alcun interesse verso tale persona, posso fare orecchie da mercante o non parlare affatto.
    C'è una scala gerarchica nella mia testa, anche se in genere non amo dare molte spiegazioni..dipende ecco..dalla persona.
  • caione8caione8 Veterano
    Pubblicazioni: 251

    Succede anche a voi?
    Costantemente :(
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • GrizliGrizli Veterano
    Pubblicazioni: 288
    È una sensazione che conosco bene anche io, come un timore sempre presente nella relazione con gli altri. Istintivamente tendo a nascondere le cose importanti a meno di non essere supersicura di non essere male interpretata. Mi succede anche il viceversa con alcune persone (molto poche) con cui ho la sensazione di non essere mai fraintesa: ho un debole per loro. Credo dipenda dalla loro capacità di entrare in contatto con me direttamente a prescindere dal fatto che io tendo a impedire l'accesso agli altri.

    Per me la questione del fraintendimento ha a che fare anche con il lavoro, ma non sono sicura di riuscire a spiegare come: in pratica se qualcuno per cui lavoro si pone nella posizione del mentore con me oppure mi dimostra esplicitamente la sua stima io mi sento vista e mostro il mio talento senza vergognarmi, in un certo senso senza offrire l'opportunità di essere fraintesa, ovvero con ottimi risultati. Quando questo non avviene potrei anche essere Einstein ma il mio istinto mi porta a nascondere quello che so fare. È una forma di fraintendimento di me stessa nei confronti di me stessa. 
    Amelie
  • Andato_SimAndato_Sim Andato
    Pubblicazioni: 2,046
    È una sensazione che conosco bene anche io, come un timore sempre presente nella relazione con gli altri. Istintivamente tendo a nascondere le cose importanti a meno di non essere supersicura di non essere male interpretata. Mi succede anche il viceversa con alcune persone (molto poche) con cui ho la sensazione di non essere mai fraintesa: ho un debole per loro. Credo dipenda dalla loro capacità di entrare in contatto con me direttamente a prescindere dal fatto che io tendo a impedire l'accesso agli altri.

    Per me la questione del fraintendimento ha a che fare anche con il lavoro, ma non sono sicura di riuscire a spiegare come: in pratica se qualcuno per cui lavoro si pone nella posizione del mentore con me oppure mi dimostra esplicitamente la sua stima io mi sento vista e mostro il mio talento senza vergognarmi, in un certo senso senza offrire l'opportunità di essere fraintesa, ovvero con ottimi risultati. Quando questo non avviene potrei anche essere Einstein ma il mio istinto mi porta a nascondere quello che so fare. È una forma di fraintendimento di me stessa nei confronti di me stessa. 
    E' una affermazione molto profonda che sento avere attivato un grande ragionamento Grazie. Simone
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • Mattia212Mattia212 Veterano
    Pubblicazioni: 756
    Simone quando scrivi qui sul forum a me sembri chiarissimo.. a volte ci si preoccupa molto di più del necessario forse perchè sappiamo di non essere perfettamente a nostro agio con certe forme di comunicazione..
    Comunque i fraintendimenti sono all'ordine del giorno anche nelle relazioni dei nt..
    Kalia
  • Eric87Eric87 Veterano
    Pubblicazioni: 275
    Io credo (almeno per me è così) che sia molto peggio la paranoia del fraintendimento rispetto al fraintendimento stesso..

    Non è la paura del fraintendimento che ci blocca.. ma è la paura di provare di nuovo quella sensazione di inadeguatezza, "non conformità"

    ieri mi ha telefonato una tizia per un colloquio.. non so se sono andato bene. durante la conversazione mi sembrava di si ma poi ripensandoci può essere che abbia frainteso.. 

    (mi ha chiesto se mi interessava il lavoro ed o ho risposto subito che vista la distanza e la mia attuale situazione economica non mi sarei potuto permettere "disattenzioni" lo stipendio doveva per forza essere "da X in su"

    solo dopo le ho detto che l'argomento trattato, ed il software utilizzato erano davvero di mio interesse ma di solito non si agisce così sbaglio?)

    Questa sensazione di non chiarezza.. di "non certezza di ciò che l'altro ha effettivamente capito" mi butta un po giu...
  • Pubblicazioni: 4
    Sì, succede anche a me. Penso nasca dal fatto che non sono brava a intuire se il mio interlocutore ha veramente capito ciò che ho detto. 
    Spesso mi ritrovo a ribadire un concetto più volte per avere un segnale di conferma dell'esser stata capita, salvo poi la maggior parte delle volte ritrovarmi di fronte l'espressione -che ho ben imparato a riconoscere- del "Sì, me l'hai già detto...". 
    Malgrado sappia razionalmente che è inutile -se non fastidioso- ripetermi senza che l'altro me l'abbia chiesto, purtroppo me ne accorgo sempre troppo tardi e continuo a perpetrare questa brutta abitudine (e la chiamo brutta abitudine perché quando qualcuno lo fa con me, probabilmente perché gli do l'impressione di non ascoltare, mi infastidisce parecchio). 

    Per il linguaggio scritto il problema permane ma si manifesta per ovvi motivi in maniera differente. Mi ritrovo a rileggere mille volte quello che ho scritto (riuscendo comunque a farmi scappare qualche errore...),se devo riferire una situazione o delle istruzioni per iscritto mi ritrovo a scrivere un romanzo o un manuale, perdo il dono della sintesi per timore che qualche dettaglio scartato perché considerato da me poco importante si riveli poi non essere tale. 
    Esprimermi per iscritto per me diventa una tela di Penelope: scrivo, rileggo, cancello, riscrivo, correggo, ecc. (quindi se interverrò poco sul forum è anche per questo motivo...) e raramente sono soddisfatta del risultato e lo finisco più per sfinimento che per convinzione. 
  • bannato2bannato2 Membro
    Pubblicazioni: 2,035
    Io tempo fa ho preso la decisione di non correggere i post una volta scritto proprio per evitare questa ansia di essere sicuro di essermi spiegato bene . Per questo scrivo di getto anche a costo di non riuscire a spiegarmi :-)
    Amelie
    dalla vita solo il meglio
  • bannato2bannato2 Membro
    Pubblicazioni: 2,035
    Sì, succede anche a me. Penso nasca dal fatto che non sono brava a intuire se il mio interlocutore ha veramente capito ciò che ho detto. 
    Spesso mi ritrovo a ribadire un concetto più volte per avere un segnale di conferma dell'esser stata capita, salvo poi la maggior parte delle volte ritrovarmi di fronte l'espressione -che ho ben imparato a riconoscere- del "Sì, me l'hai già detto...". 
    Malgrado sappia razionalmente che è inutile -se non fastidioso- ripetermi senza che l'altro me l'abbia chiesto, purtroppo me ne accorgo sempre troppo tardi e continuo a perpetrare questa brutta abitudine (e la chiamo brutta abitudine perché quando qualcuno lo fa con me, probabilmente perché gli do l'impressione di non ascoltare, mi infastidisce parecchio). 

    Per il linguaggio scritto il problema permane ma si manifesta per ovvi motivi in maniera differente. Mi ritrovo a rileggere mille volte quello che ho scritto (riuscendo comunque a farmi scappare qualche errore...),se devo riferire una situazione o delle istruzioni per iscritto mi ritrovo a scrivere un romanzo o un manuale, perdo il dono della sintesi per timore che qualche dettaglio scartato perché considerato da me poco importante si riveli poi non essere tale. 
    Esprimermi per iscritto per me diventa una tela di Penelope: scrivo, rileggo, cancello, riscrivo, correggo, ecc. (quindi se interverrò poco sul forum è anche per questo motivo...) e raramente sono soddisfatta del risultato e lo finisco più per sfinimento che per convinzione. 
    Sopra era. Cosi il post giusto :(
    dalla vita solo il meglio
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