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Un animale domestico può aiutare un bambino asperger?

SparkletSparklet Membro Pro
modificato June 2015 in Natura, animali e tempo libero
Salve ragazzi, mi chiedevo se avere un animale domestico può aiutare un bambino asperger a gestire l'ansia e la rabbia o per aprirsi. Non ho mai avuto un animale domestico, devo dire che li temo un po', e ho un bambino asperger di 5 anni e una bimba di 3. Quali sono le vostre conoscenze in merito. Grazie
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Commenti

  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    Pubblicazioni: 3,054

    Ti riporto il testo di una pagina web e lo faccio tramite il copia-incolla perché può servire anche ad altri

    comunque il link è:

    http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=225&area=cani&menu=pet


    Il termine pet therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico.
    Nei bambini con particolari problemi, negli anziani e  in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono aver perduto.


    La soddisfazione di tali bisogni, necessaria per il mantenimento di un buon equilibrio psico-fisico, è uno degli scopi della pet therapy che offre, attraverso alcune Attività Assistite dagli Animali (AAA), soprattutto quelli detti d'affezione o da compagnia, cui si riferisce il termine pet nella lingua inglese, una possibilità in più per migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani.

    La pet therapy può anche contribuire, affiancando ed integrando le terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio, attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA), interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.

    È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione, cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo.
    Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
    Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

    Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet  therapy, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.


    I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, e dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Alcune recenti esperienze, condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.

    Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.


    Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.


    Le attività di Pet Therapy sono caratterizzate, tuttavia, da una grande eterogeneità, sia per quanto riguarda il percorso formativo degli operatori, sia per la tipologia degli utenti e le metodologie adottate. Il crescente interesse in materia e la mancanza di strumenti legislativi che regolino le terapie svolte con l’ausilio degli animali, ha fatto sorgere la necessità di effettuare da parte dell'Istituto Superiore di Sanità una ricognizione delle attività svolte a livello nazionale. 
    Il rapporto include i risultati di un censimento delle terapie e attività assitite in alcune regioni italiane e presenta alcuni esempi di attività svolte sul campo. Vengono esaminati i problemi etici legati all’utilizzo degli animali a fini terapeutici e di assistenza e suggerite linee guida per una corretta pratica di queste attività.



    Consulta il rapporto:
    Istituto Superiore di Sanità
    Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. (pdf, 506 KB)
    A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007, 38 p. Rapporti ISTISAN 07/35

    Consulta sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità l'area tematica dedicata alle Neuroscienze Comportamentali.

    ciao

    aspirina


    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    Pubblicazioni: 3,054
    In definitiva la presenza degli animali fa bene, penso che anche senza farla troppo scientifica il senso sia questo;
     però ovviamente ogni situazione deve essere sorvegliata attentamente soprattutto all'inizio per controllare l'adattamento reciproco di bimbo e animale. 
    Se però tu provi ansia o paura potresti trasmetterle ai tuoi bambini, quindi è bene valutare anche il tuo atteggiamento, perché  se la convivenza deve esserci è bene che sia totalmente rilassata.
    In bocca al cucciolo
    aspirina
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • damydamy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,179
    Ci ho pensato anch' io, il problema è più mio marito che non vuole grane. Io lo farei...all' inizio può darsi che lo tenga a distanza, ma è nella natura istintiva del cane essere coccolone e non darsi per vinto. Ovvio che bisogna esserne convinti. Sarebbe come un altro figlio.
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,163
    Non so, io ho mille gatti che amo alla follia ma non mi hanno mai aiutato in questo senso. Al massimo mi addolciscono la giornata.
    Backend developerAsperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea
    so I could walk right through it

  • mandragola77mandragola77 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,262
    A me lo hanno consigliato per il mio bambino proprie questi giorni ma so bene quale impegno può dare un cane. Quando ero ragazza ne ho sempre avuto e li adoro.
    Ma mi incasino già con due bambini...
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Per me gli animali sono sempre stati i miei amici più veri, in certe occasioni mi hanno letteralmente salvato la vita e conosco persone private di affetto umano che riescono a sopravvivere grazie ai loro animali, che spesso (direi quasi sempre) sono in grado di dare molto più di un essere umano.
    È vero che il cane tra tutti è l'animale domestico più impegnativo perchè ha molte esigenze, secondo è il gatto. Tuttavia ci sono razze e taglie adatte a tutte le esigenze, ci sono razze più impegnative e razze che invece sono gestibilissime.
  • zisczisc Senatore
    Pubblicazioni: 1,603
    a me piacciono i gatti,  i cani li trovo un po' troppo "invasivi"....

    per me l'adattamento con un gatto e' piu' facile, o meglio il gatto e' piu' "comprensibile".

  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Stranamente invece a me i gatti (da bambina almeno) mi sembravano più "ostici", forse perchè è più difficile comprenderne le reazioni in anticipo.
    Da bambina infatti mi capitò diverse volte di avvicinarmi ad un gatto e di venire graffiata e questo mi rese un po diffidente nei confronti del gatto.
  • Andato11Andato11 Andato
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 370
    secondo me tenere un gatto, meglio due, può essere utile, certo io da sola non l'avrei mai preso, ce ne occupiamo io e mio marito, perchè so che non è un gioco ma un essere di cui prendersi cura seriamente.
    a volte però penso davvero che siano i miei gatti e non io a prendersi cura di me e non viceversa
    un cane mi piacerebbe ma non sarei in grado di dargli tutto ciò che gli serve
    mi piacerebbe tenere un animale in comune con il mio nipotino che ha un anno e già ama gli animali, secondo me ha il dono di parlargli
    Post edited by Andato11 on
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,252
    Con i gatti, considerate anche dove abitate: si vedono tanti gatti investiti dalle macchine e se il bambino si affeziona tanto al gatto, potrebbe rattristarsi molto della perdita.
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