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paura dei cambiamenti + senso del dovere + condanna al monotasking + inettitudine sociale = ... ?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato January 2015 in Socializzazione, Amicizia e Famiglia
Vi capita mai di avere dei momenti della vostra esistenza in cui non riuscite a capire più niente e ogni cosa sembra andare per conto suo in modo del tutto casuale e imprevedibile? Soprattutto perché ripensate ai vostri limiti di ND e sapete che potranno ostacolarvi in ogni momento senza darvi tregua.
Mi trovo in un momento di transizione: sto scrivendo la tesi, quindi fra non molto mi laureerò e dovrò cercarmi prima dei tirocini e poi un lavoro. Ho passato un anno molto difficile, perché mio fratello ha avuto problemi di salute devastanti, che ora per fortuna si sono appianati moltissimo, ma assistere alla cosa e cercare freneticamente una cura che lo aiutasse mi hanno stravolto facendomi retrocedere di anni e anni nella costruzione della mia sicurezza e confidenza. Le disavventure di mio fratello mi hanno fatto sentire fragilissimo, mi hanno fatto perdere completamente il senso degli impegni che avevo, delle cose che facevo. Ho perso il significato di tutto. Mi sono isolato davvero tanto (cioè ancora più del solito), e credo di aver avuto anche un po' di agorafobia. Avevo tanti progetti per cercare di "normalizzarmi" e rendere normale la mia vita sociale e di relazione, ma andato è tutto in fumo.
Ora ho ripreso a lavorare abbastanza a regime, cosicché finalmente sto facendo la tesi, ma non sono più capace di guardare dove sto andando con tutto questo lavoro che faccio.
Io, per quanto cerchi di far finta di niente, sono capace di fare solo una cosa: studiare.
Sono monotasking: studiare è stato per anni un'attività TOTALIZZANTE E SOSTITUTIVA di tutte le altre; non sono esistite altre priorità. Ma dopo aver fatto l'erasmus sono cambiato, se non altro come mentalità. Adesso io non voglio che continui ad essere così, voglio essere un essere umano, non voglio essere un robot. Però sono comunque fatto di metallo, chip, ingranaggi.

Il mio monotasking è assoluto, lo conosco bene. Non ero capace di gestire più di una attività alla volta in passato, e di certo non ne sono capace adesso. Il senso del dovere mi ha sempre e comunque stritolato senza scampo imponendomi di fare SOLO ciò che devo fare. Non riesco ad aprire altri canali comunicativi con gli altri. Per questo, oltre all'ansia generalizzata che si sta lentamente impadronendo di me per via della forte competizione che c'è nei settori in cui dovrò cercare lavoro, inizio ad avere molta paura che il lavoro diventerà la mia nuova attività totalizzante, senza che io possa avere alcuno spiraglio per parlare con altre persone, avere degli amici, provare delle relazioni. Non è affatto improbabile che sarà così, visti anche i ritmi tendenzialmente piuttosto frenetici e impietosi degli ambienti che dovrò frequentare e visto che già adesso sono completamente bloccato nelle relazioni sociali.

Come ci si protegge dal senso del dovere?
Post edited by yugen on
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Commenti

  • anankeananke Senatore
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 1,585
    Caro Icaro, innanzitutto complimenti per la tesi. In secondo luogo vorrei cominciare cercando di farti vedere il bicchiere mezzo pieno, vale a dire le cose positive che mi è parso di veder emergere dalle righe che hai scritto. Innanzitutto io credo che, seppur giustamente tu chieda a te stesso l'opportunità di smussare determinate "rigidità" puoi anche essere molto orgoglioso di te stesso, perchè a quanto ho capito, pur in una situazione molto stressante che avrebbe allontanata me per prima da diverse attività importanti (la malattia di cui ha sofferto tuo fratello) sei riuscito ad andare avanti mantenendo almeno in qualche misura un livello di coerenza centrale non indifferente - nel senso che questo in ogni caso non ti ha impedito di studiare - e credimi, non è una cosa da poco. Molte persone vengono "distratte" con facilità da tutto o quasi e questo le porta ad arenarsi o a "perdersi" rispetto a quelli che dovrebbero essere i loro compiti principali. A me questo per dirti capita. Ho molti interessi, e praticamente quasi ogni cosa che mi circonda tende ad accendermi spie rosse di interesse nel cervello spingendomi ad approfondirle, ma questo ha per risultato il fatto che fatico a concentrarmi su ciò che è o dovrebbe essere realmente importante in quel periodo. Tu invece riesci a effettuare un'operazione di scrematura a monte dove dici "no, io ora devo fare questo e perciò do priorità a questo" ed è il senso del dovere ad aiutarti in questa procedura. Guardala dal lato positivo. Penso che la costanza e la capacità di fissarsi su un compito in modo totalizzante come dici, sia uno dei principali segreti delle persone di successo e di chi vuole perseguire un percorso di vita ordinato che possa portare presto a dei risultati. Sfrutti il tempo che ti viene dato per conseguire un titolo che ti sarà indispensabile per il futuro e credo non ci sia niente di più saggio che investire tutte queste energie per darsi modo di poter svolgere in seguito un lavoro soddisfacente.
    Io ti inviterei dunque a guardare comunque ai lati positivi della questione. In seguito ad una battuta d'arresto sei ripartito subito in modo disciplinato il che significa senso, spirito pratico e coerenza centrale, tutte ottime cose di cui puoi andare fiero.
    Poi ok, dici non c'è solo questo nella vita e ti do ragione. Ma tieni conto che se già la tua natura è monotasking come dici, per una natura di questo genere la laurea è già un obiettivo fondamentale sul quale fissarsi e sufficiente per assorbire tutta l'attenzione disponibile. Perciò non preoccuparti se fino al giorno della discussione della tesi non ti riuscirà di pensare a molto altro. Tu laureati, eppoi - quando avrai più tempo libero - pensa a come organizzarti la vita sociale. Una cosa alla volta, come dici tu. Non accatastare pensieri e "comandi" in coda che portano solo confusione. Comunque per l'età che hai, a livello di realizzazione di obiettivi, sei già parecchio avanti, perciò non preoccuparti.
    Post edited by ananke on
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Grazie per le tue parole @ananke. Non credo che avrò tempo libero dopo la laurea perché allo studio totalizzante si sostituirà completamente la nuova attività di ricerca del lavoro, e poi il lavoro stesso. Comunque cerco di accettare serenamente il fatto di non avere alcuna alternativa, se funziono così non ha senso pensare che per me possano esistere modi diversi di organizzarmi l'esistenza. Devo semplicemente accettare questa conclusione con tranquillità, senza recalcitrare.
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,452
    Ciao Icaro89,
    I tuoi argomenti, come vedi, sono anche i mei.
    E per me non c'é niente da fare: è innato così come l'onestà, la coerenza, la puntualità ecc.  Non posso lottare a lungo contro me stesso: vinco sempre...io! Eheheh!

    Nonostante i miei buoni proprositi, il senso del dovere in generale (lavoro, questioni familiari ecc.) mi ha sempre sovrastato. E, ovviamente, c'é pure chi se ne approfitta. E il danno è tutto mio.

    Per quanto riguarda il lavoro, faccio di media 9 ore al giorno e il mio compagno non è da meno. Finito l'orario ne parliamo e ci confrontiamo a lungo. Ma non è il solo nostro interesse comune, è che ci assorbe tanto sul piano del perfezionismo, che è così innato in entrambi. Inoltre, siamo convinti di essere circondati da colleghi incapaci.
    Mi porto il lavoro a casa nel fine settimana per smaltirlo e lui, invece, che per certi aspetti è più ND di me, la notte lo sogna e ne parla pure.

    Però ormai l'esperienza mi aiuta e quindi sò che a un certo punto devo darmi e darci tregua (è una questione di stress e delle conseguenze fisiche che comporta).

    Ti auguro di organizzarti meglio di me con questa caratteristica.

  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Ma vedi @riot almeno tu hai creato una routine vivibile, nella quale ti dividi fra il tuo compagno e il lavoro, ecc, insomma sei comunque riuscito a introdurti in una situazione sociale funzionante, quella della coppia, in modo da poter affrontare "preparato" il successivo lavoro, senza quei particolari problemi che mi pongo io. Non sono stato in grado di creare niente di socialmente stabile e normale finora, non esiste nulla che mi faccia pensare che sarò in grado di creare qualcosa dopo, quando la nuova priorità sarà il lavoro, e non sarà nemmeno una priorità per scelta volontaria come lo studio. Mi sento soffocare, come se ci fosse qualcosa di inevitabile che riesco a prevedere ma a cui non posso sfuggire.

    Come se fossi in una nave che affonda; nella mia camera l'acqua continua a salire e io resto immobile, senza fare nulla, senza nemmeno sapere cosa fare.
  • ct87ct87 Colonna
    Pubblicazioni: 2,956
    Mi sento come incapace di uscire da questa situazione. non produco nulla di utile e non so nemmeno come poterlo fare. sono stata scartata poichè sono stata vista come poco adatta per via delle mie "peculiarità" e sono stata trattata come scarto della società, non riuscivo quasi a respirare, stavo e sto male, e intorno a me sembra che nessuno capisca, ci sono solo i "mah si ne uscirai dai, fatti coraggio, alzati le maniche " nessuno capisce il mio disagio, probabilmente anche il fatto di non esternare contribuisce, non sono mai stata una che vuole lucrare la società perchè se ne sbatte del mondo, sono davvero in una situazione limite dal quale non vedo l'uscita.
    Non ho un lavoro, vivo 24 ore al giorno in casa, non ho un partner e non saprei nemmeno come trattarlo. amici pochi e selezionati.
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • FomalhautFomalhaut Membro
    modificato October 2014 Pubblicazioni: 143
    Mi sento come incapace di uscire da questa situazione. non produco nulla di utile e non so nemmeno come poterlo fare. sono stata scartata poichè sono stata vista come poco adatta per via delle mie "peculiarità" e sono stata trattata come scarto della società, non riuscivo quasi a respirare, stavo e sto male, e intorno a me sembra che nessuno capisca, ci sono solo i "mah si ne uscirai dai, fatti coraggio, alzati le maniche " nessuno capisce il mio disagio, probabilmente anche il fatto di non esternare contribuisce, non sono mai stata una che vuole lucrare la società perchè se ne sbatte del mondo, sono davvero in una situazione limite dal quale non vedo l'uscita.
    Non ho un lavoro, vivo 24 ore al giorno in casa, non ho un partner e non saprei nemmeno come trattarlo. amici pochi e selezionati.
    Situazione vissuta prima e dopo i 27 anni,non sei l'unica,sentirsi uno scarto mi capita anche adesso che qualcosa in più combino a livello di lavoro,ma con poche soddisfazioni.Amici pochi e ultra selezionati pur avendo molta più vita sociale di allora,e valutazione continua del ranking amicizie,chi mi fa torto pesante o non si degna di farsi vivo perde lo status di mio amico.Di partner potenziali non se ne parla,oltre alla tensione del corteggiamento si aggiungerebbe in caso di "vittoria" il mantenimento della relazione...non ne vale la pena.
    Post edited by Fomalhaut on
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    modificato October 2014 Pubblicazioni: 9,322
    -
    Post edited by Valenta on
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    modificato October 2014 Pubblicazioni: 9,322
    -
    Post edited by Valenta on
  • ct87ct87 Colonna
    Pubblicazioni: 2,956
    @Valenta risulterò antipatica e impopolare qua sopra ma la cosa non mi disturba. È già la seconda volta che tenti di darmi conforto non richiesto, questi atteggiamenti non mi piacciono molto nemmeno se usati dai miei genitori o dalle mie sorelle alla quale sono legata. Mi indispone.
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 9,322
    @Valenta risulterò antipatica e impopolare qua sopra ma la cosa non mi disturba. È già la seconda volta che tenti di darmi conforto non richiesto, questi atteggiamenti non mi piacciono molto nemmeno se usati dai miei genitori o dalle mie sorelle alla quale sono legata. Mi indispone.
    Scusa, per rispetto a te cancello quanto ho scritto..

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