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Cosa vi accade durante i meltdown?

BohBoh Veterano
modificato February 2015 in Mi sento giù
Io sento il bisogno di sfogarmi.
Ho dei movimenti involontari anche forti e sento il bisogno di urlare.

Succede anche a voi?
Post edited by yugen on
Asperger probabile, non diagnosticato.
Taggata:
«13456711

Commenti

  • geekjakegeekjake Veterano
    Pubblicazioni: 404
    Durante i meltdown forti io urlo tanto (una volta ho urlato così tanto che mi sono scoppiati dei capillari vicino agli occhi), mi rotolo per terra oppure mi accuccio e mi tappo le orecchi e a volte colpisco chi mi sta accanto o spacco le cose, molte volte piango (più per lo sforzo però).
    Di solito mi capitano più spesso gli shutdown, allora mi chiudo involontariamente in una "bolla" e non parlo, mi muovo poco e mi sento come staccato dal mio corpo. Ciò può durare anche per diverse ore.
    PinkPepper
  • A87A87 Pilastro
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 3,017
    Prendo a pugni le porte, impreco ad alta voce usando espressioni molto offensive e volgari, mi chiudo nel mio guscio e dopo circa mezz’ora mi metto a piangere.
    Oggi è rarissimo che mi accadano, durante l’adolescenza me ne veniva circa uno alla settimana, oggi arrivo a tre o quattro all’anno.
    Spesso, dopo la crisi, non ricordo il 90% dei motivi che mi hanno portato ad essa.
    PhoebeEstherDonnelly
    Post edited by A87 on
  • DoorDoor Veterano Pro
    Pubblicazioni: 616
    In ordine, ho voglia di urlare, fare del male o rompere ciò che lo ha causato, farmi del male, piangere.
    EstherDonnellybludiprussia
    Il mio sistema limbico è crashato.
  • A87A87 Pilastro
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 3,017
    Di shutdown, invece, ne ho molti, specie quando qualcuno mi fa arrabbiare.
    La sensazione che provo è quella di non essere compreso da nessuno, di essere il migliore, e nel contempo, il peggiore di tutti. Una sensazione contraddittoria come la mancanza di coerenza che mi fa arrabbiare, pur senza farmi sfociare nel meltdown.
    In quei momenti sono intrattabile e mi chiudo a riccio.
    Di solito sbollisco stando da solo a casa e ascoltando musica di diversi generi. Nell’ordine: 15 minuti di rock, punk o canzoni-invettiva in italiano; poi un’altro quarto d’ora di musica più tranquilla e “soft”, spesso malinconica, e altri 15 o 20 minuti di musica pop o dance per esorcizzare il tutto, nella speranza che le cause della crisi siano sparite.
    EstherDonnellyPinkPepper
    Post edited by A87 on
  • yugenyugen Mastro Libraio
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 1,888
    Idem
    Di solito sono preceduti da qualcosa, notizia avvenimento sensazione, qualcosa di negativo, qualcosa che in tempi relativamente brevi sale dentro e mi sento come una pentola a pressione.
    Quando ho raggiunto il livello insostenibile io lo sento inizialmente come una rabbia fortissima.
    Da ragazzina dovevo distruggere qualcosa, lanciavo oggetti contro il muro, almeno un paio di volte ho distrutto la stanza.
    In quel momento sento le tempie pulsare, mi si annebbbia la vista, ho tachicardia e respiro male.
    Perdo il controllo.
    Ma non mi viene da urlare e non aggredisco gli altri, piuttosto mi aggredisco da sola.
    Oggi che non mi riesce tanto di "agire" la rabbia, devo stare attenta pero' a non avere vicino nessuno perche' aggredisco verbalmente e dico cose cattivissime che realmente non penso.
    Poi piango finche' non sono esausta.
    Anche se molto repressi rispetto a prima sono frequenti anche oggi.
    Poi segue un periodo di chiusura, non ho voglia di parlare con nessuno finche' le energie non tornano.
    Orribili.
    Penso anche che fisicamente finiranno per provocarmi danni irreparabili.
    Post edited by yugen on
  • Theda_BaraTheda_Bara Andato
    Pubblicazioni: 1,329
    Io ho molti, molti più shutdown che meltdown. Ma durante i meltdown - che per fortuna sono sempre più rari - divento o molto aggressiva(o verbalmente o fisicamente verso di me o verso gli altri) o piango istericamente. Esempio del primo caso: una volta alla stazione Roma Tuscolana è salito un predicatore sul treno e si è messo a urlare cose sull'inferno, sul fatto che finiremo tutti all'inferno, ecc. All'inizio ero incuriosita - diciamo antropologicamente parlando. Non era un cosiddetto "folle", era ben vestito, curato, aveva dei pamphlet in mano. Poi ha cominciato a urlare che i primi a finire all'inferno saranno "quegli ignobili malati", come gli "omosessuali" e  i "negri". E continuava a ripeterlo, a urlarlo, nell'indifferenza generale. C'erano anche dei bambini, il che rendeva il tutto più mostruoso. A me è venuto da vomitare. Poi ho visto tutto bianco e quando sono tornata lucida mi sono resa conto che mi ero alzata, l'avevo spintonato sulla porta del treno, con una mano gli avevo tappato la bocca e con l'altra lo stavo picchiando. Forte. Ho smesso. Mi sono girata verso la gente, ma la gente mi guardava con lo stesso sguardo fisso e assente che aveva rivolto a lui. Non sono riuscita a guardare lui. In quel momento il treno è arrivato alla stazione successiva e sono scesa, per la rabbia verso di lui e la gente, ma anche per la paura e la vergogna di quello che avevo fatto io. L'anno scorso mi è capitato un caso analogo, ma pur reagendo molto male sono riuscita a controllarmi in tutto e per tutto. Esempio del secondo caso: una volta i gatti di un mio amico - ero a casa sua - hanno cominciato ad azzuffarsi. Io mi sono tappata le orecchie, sono scappata sul balcone e ho cominciato a piangere e piangere come una pazza. Non riuscivo più a smettere, neanche quando li hanno divisi. Credo fosse perché tutta quella violenza era inaspettata, come nel caso del predicatore, era inaspettato tutto quell'odio schifoso e completamente gratuito. In ogni caso anche io come @koko dopo ho un periodo di chiusura e può durare molto, molto tempo. 
    MariAlberi
    OT.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Io ho molti, molti più shutdown che meltdown. Ma durante i meltdown - che per fortuna sono sempre più rari - divento o molto aggressiva(o verbalmente o fisicamente verso di me o verso gli altri) o piango istericamente. Esempio del primo caso: una volta alla stazione Roma Tuscolana è salito un predicatore sul treno e si è messo a urlare cose sull'inferno, sul fatto che finiremo tutti all'inferno, ecc. All'inizio ero incuriosita - diciamo antropologicamente parlando. Non era un cosiddetto "folle", era ben vestito, curato, aveva dei pamphlet in mano. Poi ha cominciato a urlare che i primi a finire all'inferno saranno "quegli ignobili malati", come gli "omosessuali" e  i "negri". E continuava a ripeterlo, a urlarlo, nell'indifferenza generale. C'erano anche dei bambini, il che rendeva il tutto più mostruoso. A me è venuto da vomitare. Poi ho visto tutto bianco e quando sono tornata lucida mi sono resa conto che mi ero alzata, l'avevo spintonato sulla porta del treno, con una mano gli avevo tappato la bocca e con l'altra lo stavo picchiando. Forte.. 



    Favolosa!:) Io non so come tu l'abbia vissuta ma fossi stata con te sul treno sarei stata fra quelli (e penso che molti altri realmente lì presenti abbiano fatto lo stesso) che ti avrebbero fatto una standing ovation fra sè e sè o che comunque avrebbero mormorato più o meno apertamente parole di approvazione, vedendo nel tuo gesto, qualcosa di impulsivo sì, ma anche di giusto e condivisibile.
    M'è capitato una volta in stazione che un gruppo di ubriaconi, quasi tutti con la testa rasata, si erano messi a gridare frasi inneggianti il Duce e il fascismo. Uno di loro mi si è rivolto vagamente, chiamandomi signorina. Io ero seduta su una panchina leggendo Berlin Alexanderplatz che è un romanzo degli anni '20. MI è partita una connessione storico - temporale di tipo sfavorevole. Mi si è chiuso lo stomaco, mi sono guardata attorno nel timore fossimo tornati indietro di quasi un secolo eppoi mi sono allontanata salendo furtivamente sull'autobus. Sentivo il cuore battermi in petto e cercavo di placare la voglia di tornare di sotto per prenderli a bastonate perchè sapevo che così mi sarei messa nei guai. Intanto li sentivo continuare a gridare idiozie, ma ho sentito pure qualcuno vicino di me reagire gridandogli di smetterla che sennò avrebbero chiamato la polizia. Lì ti giuro, quella volta ho avuto davvero paura, perchè - sarà anche la suggestione data dal libro che stavo leggendo o da altri fattori - avevo l'inspiegabile percezione di essere tornata indietro storicamente e mi son portata dietro questa spiacevole sensazione per tutto il pomeriggio. TI giuro perciò che a quel punto vedere una persona reagire come te mi avrebbe dato un'ottima immagine e sarebbe diventata il mio mito:)
  • Theda_BaraTheda_Bara Andato
    Pubblicazioni: 1,329
    Boh, non so sinceramente quanto mettere le mani addosso a qualcuno possa rappresentare "un'ottima immagine" - in qualunque caso. E poi non è stato un atto deliberato, frutto di un processo decisionale di cui poi andar fieri. Insomma, ormai sono passati molti anni - all'epoca ne avevo 19 - e pur avendoci riflettuto tanto, non ho mai capito se sia stato giusto questo comportamento, anche se era proprio dovuto all'insopportabilità dell'ingiustizia della situazione. Sarebbe stato molto più saggio - e anche più eloquente - aspettare semplicemente che mi salisse la nausea e poi vomitargli addosso. Una volta l'ho fatto ad una persona che si comportava male con me. Ti assicuro che poche cose sono così "correttive". 
    :)
    OT.
  • anankeananke Senatore
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 1,585
    Ma vomito nel senso di reflusso vero e proprio oppure in senso metaforico?

    Comunque con "ottima immagine" - e sicuramente ho anche sbagliato espressione - non stavo parlando di esempio da seguire in qualunque occasione, ma piuttosto di quelle azioni che vedi legate a casi eccezionali ed isolati - proprio perchè senti che chi le fa non le ha "decise" ma ha seguito un impulso momentaneo - e ti paiono in qualche modo condivisibili. Almeno lì per lì e come azioni non legate a consuetudine ma appunto eccezionali come si diceva. Perciò lì hai semplicemente avuto un trabocco di indignazione e ti direi di non giudicarti per averlo fatto. Anche perchè devi pensare che quando ci rendiamo conto di aver superato il solco, dentro di noi scatta qualcosa che ci porterà poi ad integrare un nuovo tipo di filtro per gli impulsi, aumentando così l'autocontrollo (soprattutto quando si parla di azioni derivanti da impulsi non calcolati nè voluti, come sono appunto quelle date da un meltdown). Magari ci vuole tempo, ma da quel che posso dire osservando me stessa e altri, è questo ciò che accade. 
    Dunque non preoccuparti che eventuali eccessi verranno assorbiti dal tempo e ridimensionati. 
    AtLast
    Post edited by ananke on
  • Theda_BaraTheda_Bara Andato
    modificato May 2014 Pubblicazioni: 1,329
    Nel senso di reflusso proprio e vero. 
    Comunque sì, me ne sono accorta anche io, di questo "ridimensionamento". Appunto, come dicevo prima, quando mi è capitato in tempi più recenti un caso simile, mi sono comportata in maniera molto più signorile, anche se non meno arrabbiata. Ma mi sono comportata, controllata bene(e questo probabilmente per il peso del ricordo precedente). Questo non era un predicatore, ma "solo" un razzista. Il tram era pieno di stranieri e lui urlava che schifo di qui, che schifo di lì. Io gli ho chiesto di starsene zitto, ma lui continuava. Gli ho chiesto di starsene zitto per favore, ma lui continuava. Allora sono andata da lui, vicino vicino, gli ho preso il visetto fra le mani, l'ho guardato dritto nelle palle degli occhi e gli ho chiesto: "Perché provi tanto odio, signore?". Lui mi ha risposto: "Di che religione sei, tu?Sei una bigotta, eh?". Io gli ho detto che ero della religione dell'uomo. E lui non ha più detto niente, e quindi è finita così.
    MariAlberiAtLast
    Post edited by Theda_Bara on
    OT.
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