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Romanzi ed empatia

RakiRaki Membro
modificato January 2015 in Arte, pittura, musica e letteratura
Secondo focus leggere romanzi aumenterebbe l’empatia e
quindi aiuta a comprendere meglio gli altri. Di conseguenza leggere romanzi per
noi aspie è utilissimo da questo punto di vista, ci può aiutare a superare
diversi problemi per quanto riguarda questo nostro aspetto.. che ne pensate?

qui l'articolo:  http://www.focus.it/comportamento/psicologia/a-cosa-serve-leggere-romanzi_C39.aspx

silvia78
Post edited by yugen on
"Quando sei miserabile..cerchi qualcosa che è ancora più miserabile di te. Quelli che non sono umani..quelli che sono disumani.. SIETE VOI!" - Elfen Lied -

" All'angelo corrotto cacciato dal paradiso non resta altro destino che farsi demonio..." - Cowboy Bebop -

"Ecco che se ne va: uno dei prototipi di Dio. Un mutante ad alta potenzialità neanche preso in considerazione per una produzione di massa. Troppo strano per vivere e troppo raro per morire" - Paura e delirio a Las Vegas -

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Commenti

  • BluBlu Veterano
    Pubblicazioni: 639
    Leggere romanzi : che noia!!!
    Tutti indaffarati a cercare lo spiraglio nel baratro delle maschere divoratrici.
  • geekjakegeekjake Veterano
    Pubblicazioni: 404
    A me piace leggere romanzi perchè mi piacciono le storie, difficilmente riesco ad immedesimarmi nei personaggi... Non credo mi abbia aiutato sotto questo aspetto, però, leggendo come gli NT reagiscono a certe situazioni sociali mi sono creato delle risposte standard per cavarmi di impaccio.
    Amelie
  • Pubblicazioni: 100
    A dire il vero non sono tutti i romanzi ad avere questo effetto, ma solo quelli che concentrano la narrativa sull'introspezione di un personaggio, invece che sulla storia in sè (come la letteratura "di genere" - eg. fantasy, thriller, ecc.).


    Decisamente non il mio tipo di lettura, a meno che il tema non mi incuriosisca fortemente (eg. Il Nome della Rosa). :( Sono libri che forse apprezzerei se avessi qualcuno a spiegarmi il contesto e il messaggio dell'autore.

    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • Pubblicazioni: 100
    Piuttosto, preferisco i libri autobiografici di viaggi, dove l'autore scrive esplicitamente cosa pensava, ecc.
    Il mio Aspie blog: http://happilyclueless.me
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,179
    Allora, bisognerà insegnare agli scrittore come scrivere romanzi. Come genere è relativamente recente, specie se consideriamo che solo 100 anni in pochissimi leggevano. L'Odissea, ad esempio, è molto meglio dei romanzi e non veniva letto ma recitato (così dicono, io non c'ero).

    Tra parentesi, anche i poeti dovrebbero ripensare all'abbandono della metrica.

    "Il nome della rosa" l'ho lasciato a metà e neanche un lungo viaggio in treno mi ha convinto ad andare oltre: alla prima stazione scendevo e compravo una rivista di auto.
  • Andato_87Andato_87 Andato
    modificato June 2014 Pubblicazioni: 3,049
    Leggere romanzi : che noia!!!
    Idem, non mi piacciono per niente. Non capisco nemmeno le poesie.
    Post edited by Andato_87 on
  • Andato_SimAndato_Sim Andato
    Pubblicazioni: 2,046
    Basta che siano cose vere.
    Insomma, non inventate o false o storielle come quelle d'amore.
    Io ho cercato per anni tutti i libri che parlassero di situazioni come cene, inviti, feste, per cercare di capire tutto ciò per bene.
    Ciao. Grazie. Simone
    Tutto ciò IO penso (e scrivo).
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,179

    Io ho cercato per anni tutti i libri che parlassero di situazioni come cene, inviti, feste, per cercare di capire tutto ciò per bene.
    Mi sono formato sul "saper vivere" dalle soap opera degli anni '80 e sui libri sul galateo (c'era un volume apposito con l'enciclopedia Motta, che - scoprivo poi - non aver nessun legame con i panettoni).

    Posate, bicchieri, cravatta bianca o nera, la cena di Bill Clinton alla Reggia di Caserta nell'estate 1994 (forse giugno ma non ricordo)... ne so molto.
    Ma romanzi, no. E poi non c'è neanche una figura.
  • UllastroUllastro Veterano
    Pubblicazioni: 2,748
    Scusate ma cosa vuol dire "deve essere vero"?
    La letteratura non è cronaca! Per quella ci sono i quotidiani (che - per inciso - sono i primi a storpiare la realtà)
    Stendhal, Balzac, Dostojesvki, Pirandello o anche soltanto Simenon (per non parlare di Carlo Emilio G) Siete davvero certi che la letteratura debba ricalcare la realtà per arricchire i lettori? Senza voler andare a tutti i costi sull'empatia c'è sempre moltissimo da imparare (ed è comunque un aspetto secondario, visto che il primo obiettivo della lettura dovrebbe essere l'appagamento)

    Cinque romanzi (rigorosamente a casaccio) da godersi con le budella che non possono non lasciare qualcosa al lettore in termini di "comprensione" dell'uomo (sempre che ci sia qualcosa da capire)

    - il Maestro e Margherita (Bulgakov)
    - le Anime Morte (Gogol)
    - Quel pasticciaccio brutto di Via Merulana (Gadda)
    - Gioco all'Alba (Schnitzler) --> racconto lungo / romanzo breve
    - Il Rosso e il Nero (Stendhal)
    Amelie
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • EnderEnder Membro Pro
    Pubblicazioni: 153
    la lettura di romanzi, dove i personaggi fossero definiti in maniera completa, a me ha permesso di capire molte cose soprattutto riguardo le emozioni. Io però non sono diagnosticata, quindi non so se il mio sia un parere valido.
    silvia78
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