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I vantaggi secondari della sofferenza nei NT

Lycium_bLycium_b Veterano Pro
modificato July 2014 in La vita (essere Aspie)
Ho notato che quando i NT soffrono o hanno un problema, anziché cercare di capire le ragioni della loro sofferenza o del problema e le possibili soluzioni (come facciamo noi neurodiversi, che studiamo le cause delle nostre difficoltà ed elaboriamo schemi per venirne fuori o comunque per migliorare la nostra situazione), si chiudono a riccio nella loro sofferenza "cullandosi" nei problemi, dicendo che non c'è niente da fare, che tanto non possono fare nulla, che "stanno tanto male" e sono "poverini", come se volessero in realtà solo farsi compatire, come se i vantaggi dello stare male (essere compatiti) fossero superiori a quelli che si avrebbero dal risolvere i propri problemi. Io non capisco come sia possibile perché davvero non trovo nessunissimo vantaggio nello stare male, darei qualsiasi cosa per stare bene e per vedere risolte le mie difficoltà e i miei problemi, per cui non capisco proprio come faccia questa gente a trarre dei benefici dal continuare a stare male e dal non cercare una soluzione al punto che, se qualcuno gliene consiglia una, la rifiutano categoricamente con una serie di scuse che non stanno ne in cielo ne in terra. Personalmente, se qualcuno volesse aiutarmi e mi fornisse una soluzione io la prenderei al volo, per cui non comprendo proprio questo comportamento se non come un modo ancora più testardo di perseverare nella sofferenza per averne un qualche tipo di vantaggio (farsi compatire, far sentire gli altri in colpa per star bene o per non poterci fare nulla e quindi godere del far sentire gli altri impotenti, ecc...).
Io trovo assurdo tutto ciò, ma la cosa che ho notato è che si tratta di neurotipici, negli Asperger non ho mai visto un atteggiamento del genere, forse per via della loro (nostra) razionalità e maggior pragmaticità, non saprei. Voi che ne pensate? Avete notato cose simili?
Grazie a chi risponderà.

Commenti

  • Francy75Francy75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 405

    Penso che sia un atteggiamento che alcuni NT manifestano per attirare l'attenzione delle persone su di se.

    Se non sbaglio una volta l'avevo studiato in psicologia:

    trarre un vantaggio da una malattia o da un evento negativo, in questo caso lagnarsi più del necessario senza risolvere i problemi per essere al centro dell'attenzione!

    vera68
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    modificato July 2014 Pubblicazioni: 1,868
    Probabilmente è così, ma c'è chi lo fa da anni. Io non dico che sia anormale cercare un po' d'attenzione altrui se si sta male, d'altra parte è umano. Tuttavia io conosco persone (neurotipiche) che lo fanno da anni, incentrando la loro vita su questo, da mattina a sera, come fosse un mestiere: è assurdo! Come fanno? Cioè come fanno a impiegare tutte le loro energie per questa assurda sceneggiata, anziché utilizzarle per cercare una soluzione al problema o a fare in modo di star meglio. Si vede che forse non stanno così male e che dopotutto questi vantaggi secondari le appagano di più che lo star bene o il risolvere i problemi... Boh!
    Post edited by Lycium_b on
  • norynory Membro
    Pubblicazioni: 54
    Penso che sia appunto per vittimismo e per avere l'attenzione su di sé, oltre a poter parlare di qualcosa con gli altri (lamentarsi continuamente di ogni cosa)
  • neoneroneonero Andato
    Pubblicazioni: 150
    Ciao, a me sembra l'esatto contrario ahimè. Non nel senso di lamentarsi continuamente per attirare l'attenzione ma di essere troppo razionali/pensierosi e perdersi in questo. Da qui accresce ancora di più ansia e depressione, il non riuscir poi a mettere in pratica stratagemmi e non sapere nemmeno da che parte iniziare. Poi dipende dai vari livelli e dalle persone ma grosso modo direi questo.
    Giadaniel
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382
    Sono d'accordo con @neonero . Anche noi, proprio per voler tendenzialmente capire e sviscerare le situazioni, teniamo il cervello in perpetuo movimento. E quando non troviamo una logica o una soluzione, questo ci crea ansia e depressione. Almeno io, mi sento bloccata, come se volessi muovermi e fossi costretta a rimanere ferma. Poi nel caso dei consigli che si possono ricevere, possono non essere adatti al contesto o alla persona. Non che mi garbi star male, ma non ce la faccio a far finta di niente. Mi ci blocco. Voglio in tutti i modi trovare una soluzione o trovare un motivo o uno schema. Se non ci riesco, allora sto male e non riesco a "uscirne"
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