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Valutare la violenza psicologica

LokiLoki Veterano Pro
modificato January 2015 in Teorie e ricerca
Mi chiedo spesso quale metro di paragone venga tenuto in considerazione per appurare in via ufficiale se vi sono, all'interno di nuclei familiari, delle violenze psicologiche che possono aver invalidato le capacità del soggetto, rendendolo "altro" da ciò che era in origine, sovraccaricandolo di paure o dettami inutili.
Quale iter preciso viene seguito per valutare il grado di violenza inflitta a livello mentale?  

Ho sempre letto di casi in cui sono state applicate "perizie" non meglio specificate, quindi vorrei soddisfare questa curiosità per meglio capire come si procede.
Post edited by yugen on
Roberta.
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Commenti

  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    Il campo di conoscenze che chiedi di approfondire è piuttosto vasto. Di regola di questi argomenti si occupa la psicologia dello sviluppo anche se tracimando nel campo delle 'perizie' diventa un argomento a cavallo tra psicologia e criminologia.

    Credo che posso consigliarti due libri in proposito: 'La persecuzione del bambino. Le radici della violenza' Copertina flessibile – 8 apr 2008
    di Alice Miller (Autore)

    E se leggi l'inglese: 'the human spark' di Jerome Kagan che è una sorta di riassunto aggiornatissimo di teorie e fatti sulla psicologia dello sviluppo.
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • LokiLoki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 514
    Perfetto, intanto vado alla ricerca di questi due, compreso il volume in inglese (a volte mi sembra sia più scorrevole dell'italiano, quindi è una lettura molto gradita).
    Roberta.
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    modificato November 2014 Pubblicazioni: 3,054
    Se aspetti un poco lo scriverò io
    si chiamerà  "Come smettere di essere un ex bambino maltrattato e diventare un adulto che vuole crescere" e quando dico questo lo dico senza giudizio, senza presunzione, senza atteggiamento malevolo, senza riferirmi a te o a qualcun altro, ma solo con il peso di quello che sono stata e non voglio essere più

     mi rendo conto benissimo che se io sono  un millimicron oltre lo stadio del "voler capire" è anche perché ci ho lavorato una vita, e quindi anch'io ti consiglio quei libri citati nel post precedente,
    però
     l'unica cosa che vorrei sottolineare è che questo del rendersi conto è uno step, e che c'è sempre un rischio grossissimo di diventare vittime a vita, e/o di usare gli svantaggi di partenza come alibi per non agire o per  non-agire rettamente
    per finire, ti chiedo  il beneficio di considerarmi solo una persona che mette la propria esperienza di vita a disposizione degli altri, e che non vuole insegnare niente....  
    ciao

    Post edited by aspirina on
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    Kagan scrive un ottimo inglese: scorrevole e accattivante senza per questo perdere in rigorosità. Spero lo troverai una lettura ricca e affascinante. Buona lettura :)
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,868
    Mi chiedo spesso quale metro di paragone venga tenuto in considerazione per appurare in via ufficiale se vi sono, all'interno di nuclei familiari, delle violenze psicologiche che possono aver invalidato le capacità del soggetto, rendendolo "altro" da ciò che era in origine, sovraccaricandolo di paure o dettami inutili.
    Quale iter preciso viene seguito per valutare il grado di violenza inflitta a livello mentale?  

    Ho sempre letto di casi in cui sono state applicate "perizie" non meglio specificate, quindi vorrei soddisfare questa curiosità per meglio capire come si procede.
    Ci sono dei test da fare oltre che dei segnali psicofisici che gli esperti sono in grado di riscontrare. Occorre comunque tenere in considerazione che, dalla mia esperienza, molti specialisti non si prendono la briga di indagare spontaneamente queste cose e talvolta nemmeno a richiesta, poiché spesso è sconveniente prendere le difese di una persona maltrattata. In poche parole non lo fanno per vigliaccheria. Se un medico ad esempio riscontra segni di maltrattamento psichico o fisico su un suo paziente è tenuto a denunciarlo alle autorità. Molti non lo fanno per non scomodarsi.
    In genere se siete stati maltrattati e chiedete aiuto ad un medico o ad uno psicologo e questi fa orecchie da mercante, andate da un altro. Questo è il mio consiglio.
  • LokiLoki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 514
    Immagino, Lycium. Mi incuriosiva a livello teorico la configurazione dei test di cui parli, del resto sappiamo bene come si comportano certe autorità davanti a casi fragili o pericolosi... Purtroppo
    Roberta.
  • vanessavanessa Colonna
    Pubblicazioni: 1,163
    Rilevare la violenza psicologica è complicato, i test proiettivi non sono considerati validi in tribunale, con alcuni test è possibile rilevare i danni della violenza psicologica ma attribuire la giusta causa ai problemi non è facile, potrebbero aiutare prove testimoniali (ad esempio il comportamento del genitore che denigra in pubblico il bambino) ma la violenza psicologica e la violenza assistita quasi sempre avvengono tra le mura di casa, i bambini spesso non sono capaci di fare un racconto coerente di quello che vedono e anche chi sa sta zitto.
  • LokiLoki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 514
    Questo mi conferma che gran parte della violenza rimarrà quasi sempre un territorio inesplorato, a meno che non si installino videocamere per monitorare le famiglie e/o non si abbia sufficiente certezza dell'integrità della vittima.
    Roberta.
  • Lycium_bLycium_b Veterano Pro
    modificato December 2014 Pubblicazioni: 1,868
    Questo mi conferma che gran parte della violenza rimarrà quasi sempre un territorio inesplorato, a meno che non si installino videocamere per monitorare le famiglie e/o non si abbia sufficiente certezza dell'integrità della vittima.
    Purtroppo è così, anche se le violenze protratte e abituali lasciano segni indelebili nelle vittime, come ad esempio la sindrome da stress post traumatico, che è rilevabile con opportuni test. Se le istituzioni (la scuola, i pediatri, ecc..) rilevano anomalie nel comportamento del bambino e vengono fatti accertamenti con cui si stabilisce che è affetto da un disturbo da stress post-traumatico, vengono allertate le assistenti sociali che debbono poi verificare se le violenze si sono verificate in famiglia.
    Purtroppo però intervengono spesso molti ostacoli tra cui:
    - la reticenza delle istituzioni che dovrebbero rilevare e denunciare eventuali anomalia (tra cui in primis la scuola e i medici)
    - la reticenza stessa dei caregivers (genitori e in primo luogo le madri dei bambini)
    - la naturale capacità dei carnefici (solitamente affetti da gravi forme di psicopatia) di ingannare gli interlocutori (assistenti sociali, psichiatri, ecc..), con inganni, menzogne e correzioni del loro comportamento di fronte a controlli (per cui se sottoposti a vigilanza delle assistenti sociali hanno comportamenti irreprensibili).
    Tutto questo fa sì che la vittima molto spesso, non solo continua a subire violenze, ma oltretutto i carnefici hanno l'appoggio delle istituzioni.
    In Italia poi c'è una certa tendenza a proteggere i criminali piuttosto che le vittime. La nostra società (considerato che le armi sono illegali) è una società mediamente molto più violenta nell'ambito delle mura domestiche e non solo, rispetto agli altri paesi occidentali e le cronache lo confermano.
    Post edited by Lycium_b on
  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    Faccio un paio di aggiunte al discorso di @Lycium_b con la quale mi trovo sostanzialmente daccordo:

    1)è vero che violenze protratte e abituali lasciano segni indelebili nelle vittime ma a meno che non si tratta di un contesto di sviluppo che si protrae per decenni c'è sempre margine di miglioramento. È famosa la storia di bambini cresciuti in orfanotrofi deprivanti in Romania che affidati a buone famiglie hanno saputo superare la maggior parte delle deprivazioni e dei traumi dovuti agli abusi e sono diventati adulti funzionanti e realizzati. Il passato non è tutto, non sempre almeno.

    2)non solo spesso i carnefici hanno l'appoggio delle istituzioni ma spesso se succede il contrario è per motivi mediatici (bambini presi dall'anonima sequestri ecc.) purtroppo in italia il riconoscimento del ruolo di carnefice o vittima dipende molto dall'immagine e dall'impatto mediatico del momento e vige sempre, soprattutto nella retorica della famiglia, il pregiudizio 'fai quello che vuoi basta che non lo sappiano gli altri' e ovviamente 'i panni sporchinsi lavano in famiglia. Gli italiani non vogliono rogne e fanno volentieri gli struzzi.

    3)non credo che la violenza domestica o altro italiana derivi dalle restrizioni all'uso delle armi da fuoco. Se non ci fossero finiremmo peggio che l'america e in italia rimarrebbero in vita 10 persone spaccate. All'estero pensano ancora di noi che siamo maestri del fare politica (convincere gli altri a fare quello che vogliamo) senza l'aggressività e la rozzezza di altri paesi, ma la verità è che siamo un popolo fallito come società, e le cronache che citi lo dimostrano. Non si è al sicuro in questo paese se si è socialmente deboli.
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
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