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Ma perchè? Domande sceme ai neurotipici

iilaieliilaiel Veterano
modificato March 2015 in Domande e risposte tra AS e NT
Ammetto di avere difficoltà a comprendere il perchè, le motivazioni di alcuni comportamente... quindi o pensato di chiedere qualche delucidazione.

CONTATTO FISICO:

Ho notato che in caso di grande emozione molta gente tende a zomparsi addosso e sbrancicarsi parecchio. Ad esempio al bar guardando la partita, quando segna la squadra del cuore, iniziano a saltare, agitarsi poi si abbracciano e o si afferrano le braccia e si scrollano a vicenda.
Me perchè si fà così?
E' una delle cose che mi fà fare regolari figure di .. cioccolata.

Un altra cosa è l'appoggiarsi addosso. Quando sei a fianco di una persona e le mostri o spieghi qualcosa la gente tende a metterti una mano sulla spalla e appiccicartisi al fianco, in alcuni casi si spalmano peggio della nutella.
Giuro non ci arrivo.

PARLARE DI SE
Quando qualcuno spiega un proprio problema l'interlocutore di solito risponde raccontando situazioni in cui ha avuto lo stesso problema. Vedo che normalmente questo è valutato come positivo. A me invece fà sentire come se il mio problema venisse considerato poco importante, preferisco che mi si lasci finire di parlare e mi si suggeriscano soluzioni piuttosto.
Come mai comparare situazioni simili fà aiutati.

Perchè la gente sente il bisogno di raccontare anche cose private. Posso capire se si parla di interessi comuni, ma perchè comunicare dati esclusivamente personali e privati?


Ok per ora smetto, più avanti mi verranno in mente altre domane cretine da fare.
MariAlberiLandauer
Post edited by yugen on
"People live their lives bound by what they accept as correct and true. That's how they define "Reality." But what does it mean to be "correct" or "true"? Merely vague concepts... their "reality" may all be a mirage. Can we consider them to simply be living in their own world, shaped by their beliefs?"
--Masashi Kishimoto

Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.
-- Friedrich Wilhelm Nietzsche
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Commenti

  • A87A87 Pilastro
    Pubblicazioni: 3,036
    Anche a me succede... ahahahaha

    Devo smetterla di parlare troppo di me, anche perché a nessuno importa di ciò che mi è successo nella vita (e credo sia meglio così).
  • marielmariel Senatore
    Pubblicazioni: 1,550

    contatto fisico: il modo più semplice e veloce per comunicare il proprio stato d'animo agli altri.

     

    parlare di sè: è un pò come voler dire mal comune mezzo gaudio o siamo sulla stessa barca o io lo capisco perfettamente perchè ho avuto la stessa esperienza. Effettivamente evidenzia una mancanza di di vero interesse per l'altra persona e io lo considero insopportabile.

    M00NY
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223

    Ho notato che in caso di grande emozione molta gente tende a zomparsi addosso e sbrancicarsi parecchio.

    Un altra cosa è l'appoggiarsi addosso.
    Non lo so. E' un po' inquietante, ma il contatto fisico amichevole non mi infastidisce eccessivamente, se avviene in condizioni igieniche passabili e se non è con la pelle nuda (tipo l'amico sudato marcio che dopo la partita ti mette il braccio al collo) . Il contatto leggero invece è insopportabile. se mi picchiettano con il dito sulla spalla per richiamare la mia attenzione, ecco, in quel caso potrei ucciderli.
    PARLARE DI SE
    Quando qualcuno spiega un proprio problema l'interlocutore di solito risponde raccontando situazioni in cui ha avuto lo stesso problema.
    Infatti è stranissimo: come avevo già scritto altrove, quando qualcuno mi parla di un suo problema io cerco di trovare una soluzione astrattamente plausibile per il suo problema, e se non ci riesco dico che mi dispiace di non poterlo aiutare. E questo mio comportamento desta un gran fastidio e stupore negli altri (la classica risposta è: " ma non ti ho mica chiesto di risolvermi i problemi della mia vita!") ma non ho mai capito perchè. (infatti la mai risposta mentale è: " e allora perchè diamine me li racconti?)
    Perchè la gente sente il bisogno di raccontare anche cose private. Posso capire se si parla di interessi comuni, ma perchè comunicare dati esclusivamente personali e privati?

    Ho appena avuto un gran bel litigio in proposito con una persona a me cara. Penso che non ci sia niente di più intollerabile per me che dover rispondere a domande personali su fatti privati per appagare il senso altrui di... boh pettegolezzo, morbosità, non so, non capisco bene cosa li spinga.



    MariAlberi
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,521
    Sono tutti casi di contagio emotivo, le persone parlano di se perché quando uno ti racconta un problema quello che gli interessa è condividere le emozioni per alleviarle, parlargli di te li fa sentire più e compresi alleviando il loro dolore. Se provi a "risolvere" il loro problema sembri mancare di empatia e sminuirlo.

    Per quanto riguarda il toccarsi, il contatto fisico aiuta a condividere le emozioni.
    giovannaresetsilvia78LandauerMind_Traveller
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Sono tutti casi di contagio emotivo
    sbleargh è una definizione splendidamente inquietante! Rende benissimo l'idea
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Comunque @Wolfang, quanto cavolo sei saggio!?!
    Dovrebbero darti la cattedra di essereumanologia honoris causa XD
    mandragola77MariAlberiWhoami
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Io parlo dei fatti miei se li trovo più interessanti di quelli altrui. Se voglio essere d'aiuto cerco di dire qualcosa di, uh, utile?
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Anche a me dà più fastidio il contatto leggero, ma a livello di comportamento non capisco il saltarsi addosso quando ci si vede posto che non è in gioco attrazione fisica (es. con la vecchia zia).
    MariAlberi
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • iilaieliilaiel Veterano
    Pubblicazioni: 175
    Ragazzi il "tap-tap sulla spalla" o lo "scrolla braccio" sono veramente insopportabili.
    Per devo ammettere che, se non ho con la persona un rapporto di vera fiducia e amicizia, detesto anche spalmate e abbracci.


    Ok se vuoi ridi pure, non mi offendo. Ma perchè toccarsi e co facilita l'espressione di sentimenti?
    Come ti puoi immaginare non mi viene spontaneo, per niente (infatti ho la fama, presumo meritata, di orso). Con persone amiche oppure col mio compagno non mi dà fastidio toccare, abbracciare o se loro lo fanno, solo che non mi viene spontaneo... giusto stamattina mi è arrivato il solito "eh! voglio coccole!".  Per me è più normale parlare o fare cose per gli altri (tipo ti porto la torta, ti faccio un regalo, ti aiuto a fare qualcosa).


    Hmmm e se uno non vuole condividere un fatto simile oppure al fatto simile ha reagito in maniera diversa che fà? Và bene un "pat-pat - ti capisco, mi spiace per te?" oppure ci si inventa un balla spaziale per fare sentire la persona confortata?
    MariAlberi
    "People live their lives bound by what they accept as correct and true. That's how they define "Reality." But what does it mean to be "correct" or "true"? Merely vague concepts... their "reality" may all be a mirage. Can we consider them to simply be living in their own world, shaped by their beliefs?"
    --Masashi Kishimoto

    Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi.
    -- Friedrich Wilhelm Nietzsche
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,521
    @iilaiel
    Non saprei, io mi limito a fare la figura dell'insensibile e a offrire soluzioni ai problemi, riportavo come viene percepita la cosa dal prossimo, non altro.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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