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Orrori alla cena di lavoro. Mai dimenticarsi di essere neurodiversi.

Ieri sera ho dovuto mio malgrado partecipare ad una cena fra colleghi e altri tizi conosciuti per motivi di lavoro. Hanno insistito talmente tanto e talmente a lungo che alla fine ho ceduto, sperando si trattasse diqualcosa di rapido ed indolore che avrebbe messo a tacere tutti. Detta così parrebbe chissà quale evento, ma era una semplice cena in un ristorante fra neofiti (modo carino per dire una pizza fra sbarbatelli del cazzo, insomma ventottenni con la cravatta: io il più giovane, 25 anni).

La cena di per sé è andata abbastanza bene, cordialità, amenità, blablabla.

Ma il disastro si scatena nell'epilogo. Io devo prendere il treno per andare a casa perché sono pendolare, cerco di andarmene prima ma con accanitissima insistenza prima tutti mi invitano a continuare la serata con loro, poi ad uscire ancora con loro, poi a dormire a casa loro, io rifiuto sempre ma è come se le mie parole non le sentissero nemmeno, e il crescendo di insistenze culmina nell'offerta da parte di uno di accompagnarmi in auto in stazione in modo che io non debba prender la metro. Chiedo se la sua auto è lontana e se conosce una strada breve. Assicura di sì.
Commetto il grave errore di crederci. Ci impieghiamo millemila ore per pagare il fottuto conto, poi continuano tutti a parlare ininterrottamente, nessuno si sbriga, io gli metto fretta, ci precipitiamo in stazione ma è troppo tardi, allora mi propone di portarmi lui a casa, ma in realtà arriviama a casa sua, mi invita a salire, la sua ragazza non si fa trovare e lui gli deve dare le chiavi, continuano le cordialità le stucchevoli chiacchiere, i complimenti inopportuni e gli orrendi tentativi di entrare sempre più in confidenza con me da parte di tutti quanti, io inizio a sentirmi estremamente a disagio, mi sento soffocare, ho quasi l'inquietante sospetto che tutti questi ritardi e queste lungaggini per non farmi arrivare a casa siano volute, sono angosciatissimo: le pressanti confidenze di questi semisconosciuti iniziano a sembrarmi ripugnanti e intollerabili, crescono gli inviti da parte di tutti a restare a dormire a casa loro, ma io non posso assolutamente concepire un cambiamento di programma così agghiacciante né tantomeno potrei mai dare così tanta confidenza a dei semisconosciuti; ad un certo punto ho davvero l'accecante paura di rimanere ulteriormente incastrato, metto quindi fine ai tentativi di tutti di trattenermi da loro e mi invento che avrò un passaggio da parte di amici (ai quali però non ho ancora chiamato). Torniamo in stazione, ma lì non vogliono farmi scendere dall'auto perché vogliono aspettare con me, vogliono chiacchierare, parlare, confidarsi le insistenze sono martellanti e iniziano a mettermi enormemente a disagio, sono nel panico e sono incazzato, sto per esplodere, saluto affrettatamente sbatto la portiera e scappo via.
Ho preferito di gran lunga restare un'ora e un quarto ad aspettare, al freddo, di notte, da solo, che passassero a prendermi piuttosto che stare un secondo di più al centro di amichevoli intrusive attenzioni di queste persone che percepivo ormai come assolutamente morbose e persecutorie.

E' stato un epilogo di serata orribile che mi ha ricordato prepotentemente 1) che oltre un certo limite non sono in grado di assecondare gli nt e che devo sempre prendere le dovute precauzioni con larghissimo anticipo quando si prospettano questi contatti; 2) che gli nt sono davvero assurdi e inquietanti.
IndecisoyugenPeregrinoAndato46aspirinact87ValentagreekpiSoulCyranoPhoebe
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Commenti

  • IndecisoIndeciso Colonna
    Pubblicazioni: 2,742
    ti capisco, succede anche a me. Ma sto cercando di ovviare, facendo un po' di più la faccia di bronzo.
    Andato46fattore_avera68
  • Semir78Semir78 Andato
    Pubblicazioni: 1,101
    Questo è il motivo per cui io:
    1) cerco di evitare le cene di lavoro tra colleghi (ce ne sarà una fra meno di un mese)
    2) uso sempre la mia auto
    Valentact87ziscfattore_a
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Mi sono dimenticato di chiedere se a voi è mai capitato di dimenticarvi di dover tenere sotto controllo la situazione in un contesto fortemente neurotipico... e di esservene pentiti subito dopo.
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,072
    Forse il 25/03/2005 una cena tra studenti di ingegneria, tutti maschi con provenienza da istituti tecnici in prevalenza, cena in agriturismo a base di carne in un Venerdì Santo con pioggerellina a tratti.
    Avvinazzati e in preda a istinti animaleschi, dopo la cena decidono di andare in un night club di quart'ordine; io, invece, siccome ero automunito me ne torno a casa.
    Finirà che finiranno a tirar fuori la macchina di uno di loro finito nel fossato di una rotatoria.

    Per l'occasione indossavo una camicia a quadri stile tovaglia, perché volevo essere consono all'ambiente della cucina casalinga.

    Brutta serata la tua @Icaro89; forse i tuoi colleghi fanno uso di droga?
    ct87RobKSemir78Phoebe
  • LokiLoki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 514
    Dalle mie parti ho faticato molto per costruirmi una solida reputazione di epitome dell'Antipatia (ovvero: di fronte ad una richiesta del genere, rimanere monolitici e non degnare d'attenzione); me la cavo facilmente. Anzi, da qualche anno a questa parte sono fortunatamente diventata così invisibile ed insignificante da godere al massimo della mia libertà.
    Proprio non vogliono comprendere che la socialità non è per tutti; ad ogni modo se si mettono in chiaro, caratterialmente, le questioni su come siamo fatti e cosa desideriamo, è un bene. Mai attendere l'occasione "ufficiale" (sì, è buffo chiamarla così)
    Valentakatriss
    Roberta.
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 8,415
    Quando abitavo fuori città rinunciavo ad uscire proprio per questi motivi.

    Ti capisco.
  • vanessavanessa Colonna
    Pubblicazioni: 1,163
    Mi hai ricordato uscite con pseudoamici amici di amici e parenti morbosi, le situazioni simili mi hanno spinto a prendere la patente nonostante la mia incapacità, non so perché facciano così se pensano sinceramente di essere gentili, se loro preferiscano dormire a casa di semi sconosciuti piuttosto che nella loro, l'unica spiegazione razionale sarebbe che godono ad essere molesti ma non credo sia questa la realtà, probabilmente i difetti di TOM sono più trasversali di quanto pensiamo.
    Aleena
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato February 2015 Pubblicazioni: 3,900
    Ci sono persone che non si stancano mai, e forse non riescono neanche a concepire che ci siano altri che sentono la compagnia e la confusione faticosa, che dopo un po' hanno bisogno di rientrare nella loro privacy, a casa propria e a dormire nel proprio letto.
    Io dormo meglio in albergo che ospite da altri.

    Insistere con me lo prendo come una forma di maleducazione, se dico no e" no, e' come a tavola quando ti vogliono far mangiare a forza:)

    Diventa a volte una lotta culturale, se non resti o non mangi mi offendo:)
    E' per questo che non vado dai parenti del Sud, non reggo certe convenzioni sociali, create per onorare l' ospite, ma che possono far diventare una piacevole serata una tortura cinese per me:)
    Valentavanessaaspirinasilvia78katriss
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • GufobuffoGufobuffo Membro Pro
    Pubblicazioni: 49
    Che incubo! Proprio per questo evito di socializzare, ho sempre una paura terribile di essere ingabbiata in dinamiche simili. Poi insistono, insistono, insistono nonostante tu dica di no e magari se alla fine accetti per sfinimento ( es. uno strappo in macchina) poi sono pure capaci di darti dello scroccone. In passato mi sono capitate situazioni molto simili alla tua,mi sono lasciata convincere a passare un Capodanno d'inferno con una valanga di persone che non conoscevo e con le quali non sapevo relazionarmi. Risultato? Due giorni di pianti e disagio, in un momento di disperazione sono arrivata pure ad implorare gli alieni di venirmi a rapire. L'unica soluzione è centellinare o limitare al massimo questo tipo di occasioni, anche se non è per niente facile farlo senza risultare asociale agli occhi degli altri, specialmente in ambienti di lavoro come il tuo. X_X 
    giovannakatriss
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato February 2015 Pubblicazioni: 3,900
    Poi sara' ma ci sono due tipi di cene di lavoro, quelle a scopo coesione gruppo perche' cosi' si rende meglio, e quelle tra alleati.
    Per questo non mi sono mai piaciute.
    Dentro c' e' sempre chi si rifugia tra pochi piacevoli esseri con cui si troverebbe bene anche in vacanza, chi fa l' anfitrione perche' e' il capo, chi studia come e' Tizio fuori dal lavoro:), chi e' un pesce fuor d' acqua ed e' obbligato dalle circostanze, chi e' amico davvero fuori del lavoro di qualcun' altro, ecc.
    Chi sta zitto e si sbronza, chi racconta barzellette improponibili:)), chi prende informazioni segrete:)

    Non sono situazioni sempre rilassanti

    Al tavolo si formano anche gruppi, gruppetti e gerarchie, e si fa la corsa per non mettersi a sedere nei posti" scomodi", con occhiate e occhiatine varie:)
    katriss
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
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