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Quali lavori si adattano meglio alle persone ND?

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Commenti

  • LandauerLandauer Veterano Pro
    Pubblicazioni: 979
    SophiaEowynMononokeHimePiu82
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • MarkosMarkos Membro
    Pubblicazioni: 12
    Io faccio un lavoro a contatto con il pubblico e i problemi sono infiniti....Aspiro disperatamente ad un lavoro con meno stress e minore esposizione al giudizio del prossimo ma dato il periodo che stiamo attraversando mi adatto....A malapena ma mi adatto...
  • Marco75Marco75 Senatore
    Pubblicazioni: 2,071
    Qualsiasi lavoro che comporti contatto con gli altri ha un certo grado di problematicità. Io facevo l'informatico e, per quanto venissi reputato mediamente affidabile, qualche problema lo avevo. Qualche eccentricità (chiamiamole così) quando non mi riusciva di fare qualcosa, per esempio... e qualche comportamento di evidente fastidio nei confronti di alcune persone e situazioni, specie nei momenti di maggiore stress. Quando mi è capitato di lavorare davvero "in gruppo", i risultati sono stati disastrosi: per rendere, io le cose devo farle da solo, seguendo i miei percorsi.
    Tornando indietro, credo che a "salvarmi", in certe situazioni, sia stato il fatto che in effetti il mio lavoro lo sapevo fare abbastanza bene...
    Landauer
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • SophiaSophia SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 5,903
    La scelta lavorativa trovo sia una delle cose più difficili da pensare e su cui poter riflettere. A volte la soluzione è a portata di mano, ma si fanno dei grandi giri per arrivarci.

    Non sempre sono da escludere i lavori con il pubblico perchè molto dipende dal ruolo da rivestire.

    Attraverso il ruolo professionale si possono mettere in ombra molte difficoltà personali.

    Grazie @Landauer per la lista di T. Grandin.

    Le sue osservazioni trovo siano molto preziose in generale, ma soprattutto per quel che concerne i possibili lavori per gli aspie.

    Lascio qui il link di un suo libroin cui parla molto di questo. Credo possa essere davvero utile la lettura del libro per chi si trova in difficoltà nella scelta del lavoro.

    http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/9278/visti-da-vicino-recensione-al-libro-di-temple-grandin#latest
    LandauerPiu82Valenta
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • Sara_DaireenSara_Daireen Neofita
    Pubblicazioni: 7
    Buonasera a tutti!
    Riesumo questa discussione: io sono una insegnante di italiano per stranieri e antropologa, qualificata con laurea e varie certificazioni/scartoffie in entrambe. Dal gennaio 2017 lavoro per una cooperativa che accoglie richiedenti asilo e rifugiati, insegno italiano per 10 ore alla settimana e per le restanti 26 ore un po' mi occupo sempre di questioni di didattica, un po' sono operatrice sociale, un po' tuttofare in amministrazione (questo per la mia attitudine all'archiviazione dettagliatissima). Ero inizialmente entrata per fare solo l'insegnante di italiano, poi mi è stato chiesto di svolgere altre mansioni e ho accettato per curiosità (non avrei studiato antropologia altrimenti). Sappiamo però che i lavori nel sociale non sono ESATTAMENTE l'ideale per chi è Asperger...ho cercato di resistere ad un livello di stress per me abnorme, scadenze mai precise, per il giorno dopo, emergenze continue per cui si deve lasciare quello che si sta facendo per accorrere a quella che poi capisci non essere una vera emergenza; colleghi in preda a umori che cambiano ogni giorno, e che essendo anche tuoi superiori alcuni, cambiano a seconda dell'umore il modus operandi con cui si aspettano di vederti lavorare; un ufficio unico per più di 40 dipendenti, nel quale ognuno si comporta diversamente a seconda di dicerie, gossip e altre stupidaggini che sentono dire; un ufficio nel quale vengo chiamata ogni 5 minuti per risolvere un problema informatico per il quale basterebbe fare una ricerca su google. Insomma, tengo duro perché insegnare italiano è la mia passione prima, ma sono passata per un esaurimento e per una depressione che ancora oggi non riesco bene a riconoscere ma che si fa sentire con più o meno intensità. Per questi motivi, dopo aver tentato di far fronte con tutte le capacità che ho a questo mondo, io ho deciso di lasciare alla fine di quest'anno, per andare alla ricerca di un ambiente di insegnamento più formale e molto meglio pagato. Perché sì, vengo pagata come un operaio non qualificato.
    Ecco che consiglio di perseguire sempre la propria passione, o le proprie passioni se sono più d'una; anche se vi portano per un po' in quei mondi dove tutto è così intenso da essere confuso, perché il tentare porta sicuramente benefici alle proprie capacità lacunose.
    ValentaAmelieMarco75
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