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Strana questione sull'empatia

MassimoMassimo Membro
modificato June 2015 in Esplorare i sentimenti
Volevo parlarvi di alcune mie peculiarità per comprendere se anche voi vi comportate allo stesso modo, io sono praticamente incapace di provare tristezza nel momento in cui vedo qualcuno piangere, non riesco ad assumere il suo punto di vista se non in maniera razionale al punto tale che la mia reazione più solita e mettermi a ridere cosa che mi fa passare sempre per stronzo, ma questa cosa non la faccio a posta, penso che il motivo sia che non collegando nessuna emozione all'espressione del viso la prendo come se fosse una smorfia fine a se stessa senza un significato e quindi rido in automatico come riderei alla visione di una persona che fa un espressione ridicola volutamente per far ridere, ho una quasi totale mancanza di empatia non riesco a capire che cosa prova una ipotetica persona che sta piangendo e non provo niente in sua presenza anche se è una persona cara come ad esempio un famigliare stretto, al contrario invece anche se non sempre se vedo un altra persona ridere a crepapelle dopo un po posso mettermi a ridere pure io come se mi contagiasse la risata, in questo caso l'empatia invece sempre funzionare, a che cosa è dovuta questa discrepanza tra le situazioni? vi è mai capitato?
wolfgang
Post edited by yugen on

Commenti

  • MassimoMassimo Membro
    modificato June 2015 Pubblicazioni: 28
    volevo dire sembra funzionare
    Post edited by Massimo on
  • riotriot Moderatore
    modificato June 2015 Pubblicazioni: 5,575
    Buongiorno Massimo,
    tutti gli aspie hanno empatia ma non sempre sviluppata al meglio. ci sono due aspetti dell'ampatia: la cognitiva e l'affettiva.
    essendo la cognitiva parte della Teoria della Mente, la carenza di quest'ultima, cioè capire ed avere chiaro che gli altri hanno un proprio pensiero, e differente dal nostro, comporta l'incapacità al classico "mettersi nei panni dell'altro" e comprendere nel caso che hai descritto la sofferenza altrui (ad esempio la perdita definitiva del rapporto con la persona defunta). manca quindi una risposta ritenuta socialmente adeguata, e su questo puoi/devi lavorarci su.

    l'empatia affettiva invece comporta l'abilità a sentire quello che l'altro prova in maniera imediata ed emotiva. da qui la risata indotta.

    le persone, soprattutto aspie, possono avere carenza in una o nell'altra forma. per migliorare l’empatia cognitiva ci si deve chiedere “cosa pensa l'atra persona”, mentre per l’empatia affettiva si deve provare ad immaginare quali sono i sentimenti e/o le emozioni che stà provando l'altra persona.
    Riuy
    Post edited by riot on

  • MassimoMassimo Membro
    modificato June 2015 Pubblicazioni: 28
    il provare tristezza in presenza di pianto o sofferenza altrui e il ridere quando qualcuno ride non dovrebbero essere manifestazioni dello stesso tipo di empatia cioè la seconda che descrivi tu? se si mi pare appunto strano che nel primo caso manca completamente quasi del tutto nel secondo invece sembra funzionare per un buon 50% in intensità
    Post edited by Massimo on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,732
    @Massimo non proviamo tutte le emozioni o leggiamo le stesse emozioni con la stessa semplicità. È possibile inoltre che per te sia più semplice lasciarsi andare al contagio emotivo in situazioni per le quali si prova gioia piuttosto che tristezza. Il riso è socialmente una manifestazione di felicità ma da un punto di vista biologico e cognitivo indica semplicemente una discrepanza cognitiva. Ridiamo per rilasciare lo stress creato da incongruenze. È quindi possibile che si attivi quel meccanismo quando vedi una persona triste
    KrigerinnegiovannaRiuy
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • MassimoMassimo Membro
    Pubblicazioni: 28
    si potrebbe essere, un po la stessa cosa che avevo detto io all'inizio, se non posso dare un significato all'espressione della faccia che vedo mi sembra semplicemente strana e quindi rido,
    stavo pensando pure a un altra cosa, ripensando a come funzionano i neuroni a specchio e cioè se leggi dal linguaggio del corpo o dal tono di voce un emozione in qualcun'altro si attivano in te gli stessi neuroni che si sarebbero attivati se fossi stato tu a provare la stessa emozione in prima persona cosi in questo modo capisci che cosa sta provando l'altro ( empatia affettiva ), il problema è che io sono capace di ridere e provare rabbia, quest'ultima in maniera molto forte, provo anche ansia ma le altre emozioni le provo molto attenuate e quindi forse non posso riconoscerle negli altri se non estrapolandole dal contesto in maniera razionale proprio perchè mancano i neuroni deputati al riconoscimento, quindi mi rimane difficile sia provarle che riconoscerle. ero curioso di sapere se anche voi avete dei problemi simili ai miei e nel dettaglio come funziona invece a voi
    wolfgang
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