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Mi piacerebbe avere un figlio in futuro, ma...

Ho sempre avuto il desiderio di avere figli in futuro, ma a seguito della nascita della bambina della mia migliore amica sto iniziando a pensarci spesso. Ciò mi porta a farmi domande su come reagirei  a una gravidanza e se il mio essere aspie possa compromettermi in qualche modo. Desidererei tanto avere dei pareri di chi ci è già passata, in particolare sui seguenti punti:
  • Lo squilibrio ormonale in gravidanza porta all'acuirsi dell'ipersensibilità sensoriale e/o a meltdown/shutdown? Voi come l'avete vissuta?
  • Ho paura che la mia incapacità nel manifestare le emozioni possa diventare un problema, per esempio che possa far sentire il bambino non voluto o che io non riuscirò mai a fare tenerezze come quelle che vedo la mia amica fare a sua figlia. Io manifesto affetto solo verso gli animali, ma un figlio è diverso. Esperienze?
  • Quando i bambini piangono non riesco ad avvicinarmi, mi blocco e inizio a dondolare. Mi mandano in completa confusione e ho paura che ciò possa accadere con un figlio mio. Inoltre ho paura di perdere la calma in caso di capricci, la voce stridula mi risulta insopportabile.
  • Ho anche paura che mi risultino troppo appiccicosi in momenti in cui desidererei stare solo sola.
Tutti dicono che sono molto brava coi bambini perchè sono paziente e mi perdo ad osservarli. Però ho paura delle situazioni sopra menzionate e avrei bisogno di capire se sono solo paranoie o paure fondate.
AJDaisyValentaEuniceyugenArkOfGloryAmelieSemir78Zenzero
“Improvvisa, adattati e vinci la sfida” - anonimo

“Il calabrone ha un peso tale che in rapporto alle dimensioni delle sue piccole ali, secondo le leggi della fisica, non potrebbe volare…ma il calabrone non lo sa e vola lo stesso” - citazione nei testi di aeronautica
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Commenti

  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 10,479
    Ti rispondo da neo-padre, quindi con poca esperienza ed inoltre quindi dandoti un profilo fortemente incompleto rispetto a quanto richiesto, oltretutto ognuno di noi è diverso a suo modo.
    Non posso parlare della questione ormonale, tuttavia mi rendo conto che un grosso scoglio è il cercare di dar freno razionalmente a melt e shut. È necessario e non fattibile in maniera completa, ma il bambino (e la madre) hanno necessità di aiuto ed appoggio costante nei primi giorni, quindi appena ci si rende conto della situazione, bisogna cercare meccanismi di compensazione. Non è semplice, ma in genere cerco di mettermi in moto su cose semplici che mi rilassano, tipo piccoli lavori in casa che mi vanno di fare, per esempio controllare l'orto, dare l'acqua a piante e fiori, sparecchiare o pulire lentamente (sono strano lo so), il che è anche d'aiuto. Anche farmi un bagno, mi da sollievo ed un attimo di solitudine.
    Mia figlia è tranquilla e sono d'aiuto i loro attimi di riposo (come ora), per scrivere qui, per avere la mia privacy.
    Il pianto dei bambini è meno fastidioso del previsto (sono anche fortunato), per altro cercare soluzioni per farlo smettere è un buon deterrente all'impazzire. Un sistema si trova.
    Tranquilla, se manifesti affetto verso gli animali, a maggior ragione lo farai con tuo figlio, è pressochè inevitabile.
    Da madre il compito è sicuramente maggiore, ma credo che dia soddisfazioni altrettanto maggiori.
    Vorrei aggiungere: fino a poco più di un anno fa ero uno di quelli "io figli mai", tuttavia oltre ad essere un banco di prova, è un ulteriore step di crescita (da aspie e soprattutto da essere umano). È una parte di te che cresce. Ho la voglia di insegnare, mostrare, formare qualcuno, secondo ciò che credo di aver visto ed appreso in un terzo di secolo, regalando al mondo una persona che possa contribuire a rendere il tutto "migliore" di quanto posso fare io e dandole la possibilità di inserirsi al meglio. È un'ottima occasione per perdere un po' di egoismo.
    Al momento ti dico, ne vale la fatica.
    yugenMikimandragola77silvia78AmelieValeymkupSemir78Andato46Eowyn
  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 10,479
    P.S.: il peggio sono visite ed attenzioni di parenti e conoscenti, davanti ai quali fatico ad essere me stesso, dove devo "forzare" il comportamento e dove finisce che esplodo. Molto meglio gli amici.
    P.P.S.: dopo il post che ho scritto sono ancora più felice e convinto. Ti ringrazio.
    Andato46
  • ena_6ena_6 Membro
    Pubblicazioni: 91
    E io ringrazio te per la risposta  :)
    Il mio problema col pianto è coi bambini più grandicelli. Con la mia "nipotina" di due mesi se piange riesco ad avvicinarmi e cercare di calmarla e addirittura a capirne il motivo (il che è parecchio strano dato che con le persone sono davvero poco intuitiva/empatica). Forse è perchè più i bambini sono piccoli più sono prevedibili, perchè come succede agli animali reagiscono con istinto alle situazioni e ciò vuol dire che posso comprenderli, schematizzare i loro comportamenti. Immagino che le visite siano fstidiose, anche perchè poi sono tutti lì a giudicare, fare commenti,dare suggerimenti....
    Tornando al topic, forse alla fine è tutta questione di pratica che io, non avendo fratelli o sorelle, non ho e quindi mi risulta tutto nuovo e le novità mi destabilizzano.
    Aspetto esperienze di madri aspie che mi illuminino di più sul lato materno della questione :)
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  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 10,479
    A volte con il pianto è comunque dura, sia resistere sia capire il perchè, anche per il motivo che mangia davvero spesso, il che è normale, ma anche incredibile e poco comprensibile da inesperti.
    Dal lato mamma è emotivamente/ormonalmente peggio, in maniera chiara.

    Comunque anche io sono figlio unico.
  • ciacia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 366

    Io sono la quarta figlia, e sono nt, ma quando i bambini piangono non è mai facile capire perché.

    Si va per tentativi:

    -può avere fame? si prova ad allattarli (è utile ogni tanto fare anche le doppie pesate perché a volte si pensa di avere molto latte e non è così, quindi il bimbo non si è saziato alla poppata precedente. Parlo per esperienza personale)

    -può avere caldo/freddo? si verifica se è vestito adeguatamente al clima esterno

    -può essere sporco? si controlla il pannolone

    -può avere qualche colica? (molto frequenti nei primi mesi) si prova a tenerli a pancia in giù sull'avambraccio, dondolando lentamente (spesso funziona)


    - quando si svegliano dopo poco che si erano addormentati è utile mettere vicino a loro un nostro capo di abbigliamento, magari il pigiama, così sentono il nostro profumo e si rassicurano. I miei figli li avvolgevo come in un bozzolo (non stretto) e loro si riaddormentavano

    Se poi quando li prendete in braccio si calmano vuol dire che avevano bisogno di sentirsi protetti, e non lesinate questo affetto per paura di viziarli. Magari essere tutti noi viziati all'amore!!

    silvia78AmelieaspirinaMiki
  • ena_6ena_6 Membro
    modificato August 2015 Pubblicazioni: 91
    Ciao Cia, diciamo che questo l'ho imparato stando a contatto in questi giorni con la mia nipotina e devo dire che pian piano mi sto sbloccando anche un poco.
    cia ha detto:

    Se poi quando li prendete in braccio si calmano vuol dire che avevano bisogno di sentirsi protetti, e non lesinate questo affetto per paura di viziarli. Magari essere tutti noi viziati all'amore!!

    Sono perfettamente daccordo, ad esempio questa mia amica ogni tanto dice:"Adesso la lascio piangere. Non vorrei, ma deve imparare a staccarsi sennò non impara più!" e per me è folle, insomma ha solo due mesi, e lo è a maggior ragione per il fatto che va contro il suo istinto di prenderla e rassicurarla. Sbaglio?
    AJDaisyKolyma
    Post edited by ena_6 on
    “Improvvisa, adattati e vinci la sfida” - anonimo

    “Il calabrone ha un peso tale che in rapporto alle dimensioni delle sue piccole ali, secondo le leggi della fisica, non potrebbe volare…ma il calabrone non lo sa e vola lo stesso” - citazione nei testi di aeronautica
  • KolymaKolyma Veterano Pro
    Pubblicazioni: 651
    Ciao! Non ho esperienza diretta nella cura di bambini ma vorrei esprimere un'opinione.
    Non sei l'unica ad avere dubbi sulla maternitá, che oggi è una scelta non scontata. Un'italiana su cinque non è madre e una su tre ha un figlio solo. Vale a dire che metá delle donne oggi o non ha un figlio o dopo averlo avuto non ripete l'esperienza. Questo vuol dire che il timore di non essere all'altezza di gestire una creatura dipendente da cure altrui non è neurodiverso ma universale. Le donne neurodiverse (ce ne sono tante in questo spazio) provano lo stesso amore, magari reso più solido da sistematicitá e senso del dovere.
    Del resto, se hai vent'anni, è naturale che la prospettiva ti sembri remota. Tempo al tempo... ;)
    Despite all my rage I am still just a rat in a cage

    Then someone will say what is lost can never be saved
  • ena_6ena_6 Membro
    Pubblicazioni: 91
    Kolyma ha detto:

     Vale a dire che metá delle donne oggi o non ha un figlio o dopo averlo avuto non ripete l'esperienza. Questo vuol dire che il timore di non essere all'altezza di gestire una creatura dipendente da cure altrui non è neurodiverso ma universale. Le donne neurodiverse (ce ne sono tante in questo spazio) provano lo stesso amore, magari reso più solido da sistematicitá e senso del dovere.

    Questo mi da un pò di speranza :) Il mio timore era appunto che il mio essere aspie possa diventare un ostacolo aggiuntivo in futuro alla maternità... ma forse alla fine si tratta solo di timori naturali che mi sono venuti essendo toccata così da vicino da questa nuova nascita ;)
    “Improvvisa, adattati e vinci la sfida” - anonimo

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