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Comportamenti sociali

Leggendo ormai avidamente il forum, mi sto rendendo conto quanti comportamenti umani siano automatismi appresi attraverso l'interazione con gli altri. Sto anche riflettendo su quante variabili siamo abituati a considerare, senza esserne pienamente consapevoli, quando mettiamo in atto un certo comportamento. Riflettevo, ad esempio, sui saluti. Abbiamo appreso socialmente che è buona educazione salutare quando si entra in un negozio. Però, se ho capito bene la prospettiva ND, questo semplice assunto, può essere carico di insidie: se entro in un grande magazzino, per esempio, chi dovrei salutare: Nessuno? I commessi dei vari stand? E perchè alcuni sì e altri no? (Se ho portato un esempio per voi ridicolo vi prego di scusarmi)
Lo stesso discorso può essere fatto per il conoscente che ti chiede "Come stai?". Se lo si conosce superficialmente è buona norma dire "Bene, tu?" E passare oltre. Ma se, ad esempio 1) supponiamo che lui potrebbe sapere che non siamo stati bene 2) ci rendiamo conto che non ha fretta 3) Intuiamo che è disponibile all'ascolto, potremmo anche sbilanciarci con un "Insomma..". Espressione che, se le nostre ipotesi sono giuste, gli offre la possibilità di chiederci altri dettagli.
Mi rendo conto solo oggi della macchinosità e complessità delle  convenzioni sociali che, sebbene avessi familiarità con i concetti astratti di apprendimento, non era mai stata per me tanto evidente come da quando leggo gli interventi sul forum.
Detto ciò, ci sono alcune convenzioni sociali che  detesto e che, se posso, infrango con molto piacere.
Ve le elenco:
-Salutare con il bacio sulla guancia perfetti sconosciuti (mi tocca farlo per non essere considerata antipatica)
- Vestirsi in modo elegante per  certe mansioni, occasioni, o cerimonie (cosa che regolarmente non faccio)
- Non essere la  prima ad andare via ad una festa, a meno che non abbia un'ottima scusa (vuoldire che ti stai annoiando e non è educato manifestarlo).
- Sorridere nelle foto, anche se non ti stai divertendo affatto
- Telefonare per fare gli auguri di compleanno (cosa che faccio solo con gli amici stretti, santo facebook...)
-Telefonare quando si passa nelle città di un amico/parente (perchè, poi, se non si ha intenzione di vederlo?...).

Mi chiedevo. Quali sono le convenzioni sociali che voi detestate? 
E, soprattutto,  quanti altri "comportamenti  sociali" ci sono che noi NT abbiamo appreso senza rendercene conto? 
 

 
AmelieKaliabloody81udrondinella61

Migliori Risposte

  • ValeymkupValeymkup Veterano Pro
    Pubblicazioni: 963 Risposta ✓
    Ecco se entro in un negozio non saluto. Penso che potrei farlo per rendermi simpatica ma poi mi prende l'ansia e non lo faccio. Se la commessa mi saluta allora devo ricambiare per forza (poi mi fa anche piacere ma non sono responsabile dell'operazione perché mi ha salutata prima lei). Salutare col bacio sulla guancia è difficile anche con persone a cui voglio bene, ma lo faccio diciamo tappandomi il naso, se tutti gli altri lo fanno. Quando si va via cerco di evitarlo, mentre i familiari si scambiano i baci mi porto all'ascensore e saluto con la mano da lontano. è una convenzione sociale che detesto, lo considero un contatto fisico non necessario perché capita di annusare il loro fiato o ritrovarsi la guancia insalivata.
    Nelle foto che non sono autoscatti ho sempre un sorriso che sembra un ghigno, si vede che c'è qualcosa che non va.
    Il telefono è la cosa più ansiogena di tutte, preferisco i messaggi. Con l'avvento del telefonino va meglio di quando per parlare con un amico dovevi chiamare a casa e parlare prima con sua madre (alla madre non sapevo veramente che dire, ansia a mille). Non sapevo che si dovesse telefonare a qualcuno quando si passa per la sua città, specialmente se non si ha intenzione di vederlo. Che senso ha?
    chocolat
  • AmelieAmelie Pilastro
    Pubblicazioni: 5,345 Risposta ✓
    Solitamente blocco ogni tentativo di baciarmi sulla guancia salutando con un "Ciao" e agitando la mano. Mi è stato fatto notare che è bizzarro agitare la mano se hai l'interlocutore vicino; io non ci avevo mai pensato, mi viene naturale. 
    Non vado a cerimonie o eventi che prevedano un dress code elegante, non vado alle feste e solitamente scrivo un messaggio per fare gli auguri di compleanno, sempre che mi ricordi della ricorrenza. Neanche io capisco il senso di telefonare se si passa nella città di un amico o di un parente se non si ha intenzione di vederlo. Anzi, mi sembra poco carino: come, passi di qui e neanche mi vedi? Tuttavia mi è capitato di ricevere tale telefonata, ma, siccome non conoscevo questo comportamento sociale, ho pensato che la mia amica fosse strana.
    Un comportamento sociale che ritengo insensato ma è molto diffuso è dire di "sì" intendendo dire "no", quando "no" sembra poco gentile. E' una convenzione sociale che detesto perché, oltre ad essere inutilmente macchinosa, non riesco a capire quando "sì" significa davvero "sì" e mi ha portato spesso a fare brutte figure, a risultare inopportuna o a offendermi. Per esempio, alcuni mesi fa proposi a un'amica di fare insieme una gita a Firenze. Lei rispose qualcosa del tipo "Sì, che bella idea!" e io lo interpretai letteralmente: ne fui molto felice e organizzai tutta la gita, pianificando itinerario, orari, spostamenti. Ma lei posticipava sempre la data. Pensando che fosse molto impegnata, dissi che non c'erano problemi e nel frattempo migliorai l'organizzazione, solo per sentirmi confessare, visto che dopo 4 mesi capì che non avrei lasciato perdere e anzi ero sempre più entusiasta, che a lei di fare una gita a Firenze con me non interessava niente e che aveva paura mi sarei offesa (naturalmente ci rimasi male e mi sentii una completa idiota).
    Valentachocolatamigdalachandra
  • Ae7herAe7her Membro Pro
    Pubblicazioni: 54 Risposta ✓
    Moltissime sono le situazioni sociali che non capisco ma alle quali mi sono dovuto abituare con la forza. Quelle che più detesto però sono:

    Salutarsi con qualsiasi forma di contatto fisico (abbracci, baci, stretta di mano)

    Farsi i selfie / foto di gruppo

    Badare a dover sorridere/sembrare tristi o arrabbiati o indignati in certe situazioni.

    L'ultima situazione è un po' confusionaria detta così: vi è mai capitato di provare un sentimento diverso rispetto a quello che comunemente dovrebbe essere socialmente sensato? Ad esempio se qualcuno sorride tu devi ricambiare con un sorriso. Ma a me non riesce naturalmente, devo pensarci su. Capite cosa intendo?
    Ameliechocolat
  • AmelieAmelie Pilastro
    Pubblicazioni: 5,345 Risposta ✓
    @chocolat , il vostro organizzare una festa era un po' come il gioco del "se fossi..."? Ad es se fossi a New York farei un pic-nic a Central Park, pur sapendo di non avere in programma di andarci. Ma in questo caso tutti sanno che è immaginazione, conoscete tutti le regole del gioco.
    Sì al posto di no mi crea molta confusione e io pensavo fosse un comportamento sociale per declinare gli inviti e che tutti sapessero interpretarlo. Io invece quando intendo no, dico davvero no, in modo gentile e spiegandone le motivazioni, anche perché rifiutare una gita a Firenze (mantenendo quell'esempio) è un rifiuto alla gita, non alla persona.
    amigdala
  • bloody81udbloody81ud Veterano
    Pubblicazioni: 465 Risposta ✓
    Io detesto tutte le convenzioni sociali che implicano  una qualche forma di contatto fisico, dalla semplice stretta di mano al bacio.
    Detesto poi la frase che si dice quando qualcosa va male: "Vorrei fare qualcosa per te", detesto tutte le forme di condizionale di questo tipo, mi danno l'idea di un qualcosa di artificioso, per me esiste solo il voglio o non voglio, il posso o non posso, ma non il vorrei o potrei.
    Ad ogni modo la vita è tutta una convenzione, persino nel momento della morte siamo convenzionali, ne è un mirabile esempio quella scena del funerale nel film "La Grande Bellezza ".

    chocolat
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,161 Risposta ✓
    "quanti altri "comportamenti  sociali" ci sono che noi NT abbiamo appreso senza rendercene conto?"

    Questa domanda mi fa sorridere. Poi cerco di afferrarla ma non ci riesco. La mamma che ride e gioca con il neonato vicino alla faccia. In alcune culture la mamma non ha un contatto visivo con il bambino e lo tiene non pancia contro pancia ma pancia contro schiena per fargli vedere il mondo e farlo interagire con i bambini più grandi.

    Ecco, parlare di cose che non succederanno mi irrita grandemente. Perché le parole sostituiscono le azioni. Se non ne parli senti l'esigenza di farlo, se ne parli è come se l'avessi fatto e non lo fai più. Questa mi sembra una follia. Penso sia comprensibile ma non bisognerebbe farlo con leggerezza.
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,161 Risposta ✓
    Hai ragione, le funzioni sono quelle. Il grado e la qualità di utilizzo no. Ad esempio nel primo anno le mamme giapponesi vivono quasi in simbiosi con il bambino e sviluppano un legame fortissimo per poi distaccarsene gradualmente. Anche loro utilizzano quelle funzioni ma in maniera diversa. Chi lo dice quale cultura sia la più artificiosa? 
  • vacamunquebenevacamunquebene Membro Pro
    Pubblicazioni: 272 Risposta ✓
    Salutare , non mi viene affatto spontaneo specialmente qualcuno con cui non ho una un legame forte , molto spesso non riesco nemmeno a dire ciao , buongiorno o altro.
    Odio stringere la mano a uno sconosciuto, lo vedo come un contatto molto più intimo di quello che dovrebbe essere. Mentre adoro gli abbracci e le coccole .
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Risposte

  • chocolatchocolat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 454
    @Amelie il caso Firenze è un po' un  classico. Io qualche giorno fa ho passato la serata a  programmare una festa con un gruppo di amici e tutti noi sapevamo che la festa non si sarebbe mai fatta. Quella conversazione era una forma di intrattenimento leggero che lì per lì ci ha divertiti. 

    Sì al posto di NO, invece,  è una orribile forma di vigliaccheria più che una convenzione sociale, purtroppo più diffusa dell'influenza. Per convenzione, infatti, non si dovrebbe mentire agli amici. Poi, bisogna anche vedere se continuare a considerare "amico" chi  evita ripetutamente di incontrarci. Ma questa è altra storia. 

    @Valeymkup telefonare quando si passa nella città di una persona che si conosce significa: "ti sto pensando", "mi ricordo di te anche se siamo lontani". Chi riceve la telefonata, di solito, ha piacere di essere ricordato. 

    AmelieValeymkup
  • chocolatchocolat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 454
    Amelie ha detto:

    e io pensavo fosse un comportamento sociale per declinare gli inviti e che tutti sapessero interpretarlo. Io invece quando intendo no, dico davvero no, in modo gentile e spiegandone le motivazioni, anche perché rifiutare una gita a Firenze (mantenendo quell'esempio) è un rifiuto alla gita, non alla persona.

    Di solito, si tende a ragionare in questo orribile modo: rimando più volte l'invito con delle scuse, sarà poi la persona a capire da sola che non è più il caso di insistere. 
    Non si dice apertamente NO perchè non si hanno gli attributi per assumersi le responsabilità delle proprie scelte (o non-scelte). Ma non sono tutti così per fortuna 

    rondinella61Ameliechandra
  • chocolatchocolat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 454
    @krigerinne però se non sbaglio la mamma che si avvicina al neonato per parlargli non rientra nei comportamenti appresi ma appartiene a tutte le culture (è quindi innato) perchè il baby talk è fondamentale per la sopravvivenza stessa del neonato. L'avvicinamento è infatti dovuto al fatto che il campo visivo del neonato è molto limitato.
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