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Giusto e sbagliato

Mi riallaccio al thread di @Phoebe , perché il suo titolo parlando di "giusto e condivisibile" mi ha fatto riflettere.
Voi cosa pensate che sia il giusto? Come fate a ripartire in "giusto" e "sbagliato"?
Si può parlare in qualche modo di giusto in termini assoluti?
Io fatico a valutare giusto e sbagliato in senso assoluto, ognuno ha la propria moralità e ognuno avrà dunque una visione diversa del "giusto".
Ma quindi quando qualcosa è "giusto" e magari condivisibile? Basta il consenso della maggioranza a dichiararlo tale?
Semir78AJDaisyalexander_popeFenice2016SaturnineWhoami
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Commenti

  • UllastroUllastro Veterano
    modificato November 2015 Pubblicazioni: 2,737
    Avevo scritto un commento al post di Phoebe che poi non ho confermato.
    Ritengo che il "giusto e condivisibile" sia una specie di cappottino sociale per giustificare qualcosa che - indipendentemente da tutto il resto - si intende (o non si può fare a meno di) fare.
    Non penso che le azioni dell'uomo derivino da una attenta analisi fra giusto e sbagliato (qualsiasi cosa questi concetti possano significare). Vedo però che ogni azione deve indossare il vestitino che la inquadra nel giusto contesto di accettabilità sociale, che ne fornisca una chiave di interpretazione ed un contesto morale di riferimento.
    Immagino che sia uno dei meccanismi su cui si basano i fanatismi: avere un "giusto condiviso" che legittima le azioni.

    Personalmente sono portato a domandarmi "è giusta questa cosa per me, in questo momento ed in questa situazione particolare?"
    Per me. In questo momento. In questa situazione.
    Domani o tre metri più in là la risposta potrebbe essere diversa. E sicuramente la mia risposta non sarà valida per gli altri nè la risposta altrui sarà valida per me. 
    amigdalarondinella61mandragola77alexander_popeNemobloody81udFenice2016
    Post edited by Ullastro on
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,851
    Credo che tu abbia ragione, è solo un cappotto sociale, che serve per sostenere le nostre azioni. Ma mi irrita, perché in realtà sono parole vuote, il giusto di per sé nella sua purezza non lo possiamo sapere. Per questo preferisco affermare che una cosa è opportuna per me in quel dato momento piuttosto che definirla giusta. "Giusto" mi dà l'idea di un qualcosa di assoluto, che deve essere così e non può essere altrimenti. Ma che ne sappiamo noi in assoluto di cosa è giusto e di cosa non lo è? Alla fine è solo uno strumento. Dire che una cosa è giusta spinge ad essere d'accordo con quella opinione, aiuta a sostenere la propria visione. Ma è solo uno strumento.
    MikiUllastro
  • UllastroUllastro Veterano
    Pubblicazioni: 2,737
    No, non penso che sia "solo" un cappotto sociale perchè probabilmente ci sono molte persone che credono esattamente in quel "giusto di per sè nella sua purezza" legato a considerazioni religiose, valori ideali o perchè sono troppo immersi in una grande narrazione che determina e sceglie per loro cosa sia giusto e cosa non lo sia.
    Questo è sotto gli occhi di tutti. Ciò che io trovo fastidioso è la pretesa della validità universale dei propri valori come giustificazione omnicomprensiva.
    Personalmente sono per una scala di valori relativa, strettamente individuale e difficilmente condivisibile.
    Forse è per questo che diffido di fronte alle persone che giustificano le proprie azioni. Ancora peggio quando vengono utilizzati i grandi ideali come pezze d'appoggio. Da un bandito possiamo sempre provare a difenderci. Da un idiota che combatte sordo e bendato per la causa del proprio clan si è del tutto disarmati.
    Nemomandragola77Mikiamigdalabloody81udEowyn
    Ogni calcio nel culo ti fa fare un passo avanti
  • WBorgWBorg SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 3,081
    È giusto quando il sale nella minestra mi piace, è giusto quando non è né freddo né caldo, è giusto quando un quadro mi emoziona nonostante la critica, è giusto quando il naso della donna di cui sono innamorato è bello solo per me. È quello il giusto.
    SoleOssitocinarondinella61Nemo
    .
  • Fenice2016Fenice2016 Colonna
    Pubblicazioni: 1,100
    Il giusto e sbagliato sono RELATIVI, per me. Come @Ullastro sono per una scala di valori relativa,
    pure, ritengo esistano valori universali, come il rispetto della vita. Questo non riesco proprio a concepirlo come valore opinabile, anche se guardandosi intorno mi sembra proprio che purtroppo sia molto opinabile nella realtà.

    Il GIUSTO è il giusto per me in un dato momento e in date condizioni. 
    Ci può anche essere un giusto di gruppo. 
    Secondo me l'importante è che i "giusti" relativi si rispettino tra loro ed eventualmente trovino, insieme, "giusti alternativi" in caso di scontro

    ( Grazie @WBorg per aver riportato in evidenza delle interessanti (per me) discussioni. :-)  )

    rondinella61
  • manu_asocialemanu_asociale Veterano Pro
    Pubblicazioni: 777
    Non mi pongo il problema se il mio "giusto" sia condiviso anche dagli altri..... se una cosa per me è giusta, allora lo è.... stessa cosa se la ritengo sbagliata..... e, partendo da questo presupposto, ho difficoltà a capire e ad accettare il "giusto" o "sbagliato" degli altri.... Per questo motivo, diverse volte mi son dovuta scontrare con le persone, arrabbiandomi molto...... e qualche volta chiudendo anche delle conoscenze.
    rondinella61
  • SapidCheeseSapidCheese Membro
    modificato August 2016 Pubblicazioni: 145
    Per come la vedo io, il giusto è quell'ineffabile asse di riferimento cartesiano rispetto al quale dovremmo aspirare a tracciare l'asintoto. 

    L'incarnazione nella storia umana di questo asintoto, trascrizione tangibile della sintesi hegeliana della nostra dialettica collettiva, dovrebbe essere la legge.

    E' evidente dunque che qualcosa è andato storto.. Mi sa che abbiamo fatto qualche errore nei calcoli :) 

    Per rispondere alla domanda del thread, da tutto ciò per me consegue la grossa responsabilità individuale di costruirsi giorno dopo giorno un sistema di valori alternativo, che tenga conto delle usanze e delle regole imposte dagli altri, senza tuttavia rinunciare a difendere strenuamente le proprie personali, provvisorie convinzioni.
    mandragola77SophiaFabrizioVader
    Post edited by SapidCheese on
  • WBorgWBorg SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 3,081
    Ho investito un sacco di tempo per imparare che è giusto e che è sbagliato senza riuscirci del tutto.
    Ma dentro di me non lo mai saputo, e non lo so neanche adesso.
    Perciò se ho sbagliato con qualcuno di voi e perché era una cosa che dovevo ancora imparare e dentro di me non lo sapevo. Comunque io vi chiedo scusa.
    Sophia
    .
  • AspieSveAspieSve Veterano
    Pubblicazioni: 120
    @amigdala quante occasioni di riflettere mi state offrendo in questo forum:D
    Giusto...cosa è giusto. Ci sto pensando tantissimo in questo periodo, pre e post diagnosi.
    Intanto credo ci siano due livelli di giusto: quello sociale e quello personale. Combattere o almeno denunciare la mafia....credo sia giusto. Di una "giustezza" oggettiva. Non piegarsi ai soprusi, alle ingiurie. Difendere i più deboli e fragili. Non so come spiegarlo...ma per me...non è tanto questione di etica....quando di..matematica, di simmetria. Una manciata di persone al mondo che possiedono più di tutto quello che hanno quasi i restanti 7 miliardi di abitanti del pianeta per me non è...ben distribuito.....non è ripartito in parti uguali....quindi...per me...è sbagliato. Come vedere un angolo rettangolo...senza un angolo retto! Questa per me è la concezione del giusto sociale. Non occorrono tribunali, avvocati, filosofi. Non è nemmeno dipendente dal concetto di "maggior parte della gente". Se negli ingredienti di una torta c'è ANCHE una piccola parte di lievito....non è "giusto" che ogni ingrediente abbia lo stesso peso degli altri- altrimenti uscirebbe uno schifo di dolce- ma è giusto che ogni ingrediente abbia DIRITTO a comparire, seppure in piccole dosi.
    Poi c'è il mio "giusto" soggettivo. E qui sono dolori:D
    Io non so come spiegarlo ma....io so che "rispondo" ad un ordine personale di giustezza. Non so in merito a cosa. So solo che io, rispetto a questo, sono sempre stato moooolto coerente.
    Lo vedo nelle relazioni. Io sono strano...perchè sono strano. E quando una persona...usa, nei miei confronti, modalità che non sono mie.....ecco...da quel momento...qualcosa scatta in me....e un "ragioniere" o un avvocato...non so che figura possa essere....comincia a calcolare il reddito di giustezza. Per esempio...una persona è entrata prepotentemente nella mia vita? Io, prima o poi, mi riprenderò quel tempo di distacco da quella persona. Mio padre mi telefona giorni dopo la data del mio compleanno per farmi gli auguri perchè per l'ennesima volta si è dimenticato il giorno preciso? Io non gli rispondo. Non lo faccio per cattiveria o per ripicca. Se lo facessi....genererei un paradosso temporale tipo Ritorno al Futuro!!! Non ci sto male. E' solo...ordine....giustezza.
    Una persona vuole parlarmi ma usa "modi" che per me sono sbagliati? Possono trascorrere anni prima che "indovini" il modo giusto o che io senta quel click interiore che mi faccia capire di poter muovermi io, secondo le mie modalità...
    amigdalaMikiFenice2016Eowyn
  • lilianelilithlilianelilith Membro
    Pubblicazioni: 38
    Il giusto e sbagliato non esiste come concetto assoluto, ma solo come concetto relativo da cui poi nascono anche le varie divergenze deontologiche e i diverbi.
    I limiti sono relativi a seconda delle vedute, delle opinioni e non è detto che siano tutte giuste, tutte sbagliate è una questione di scelte che se fatte con criterio non sono mai assolutamente sbagliate.
    Tutti ci creiamo un'idea di giusto e sbagliato per schematizzare e semplificare le scelte per non "aggravarsi" del relativo peso.
    (Discorso contorto spero di essermi spiegata).
    Quindi le cose "corrette e sbagliate" non saranno mai assolute, ma solo relative e "condivisibili" solo da chi ha un pensiero simile al tuo.
    Una cosa razionale che non "usa" più da mooolto tempo (almeno da quelli della mia età) è il confronto. Confrontandosi ci renderemo conto delle diversità e che non esiste un solo giusto e un solo sbagliato, ma tanti giusti e sbagliati relativi.
    WBorgFenice2016
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