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Cosa provate quando venite ignorati?

Ero in giro con degli amici questa mattina e premetto che con loro non vi è tutta questa confidenza.

 Eravamo un gruppo di 5, e abbiamo passeggiato un po' per i vicoli della città e visitato qualche monumento.  Nei vari tragitti, ho notato più volte di come i quattro fossero sempre uniti e io finissi, irrimediabilmente,  sempre nella ''retrovia'' del gruppo.  Sebbene i reiterati tentativi di socializzare con loro abbiano avuto più o meno successo, ho notato che comunque vi era una sorta di pesantezza quando per esempio qualcuno di loro restava da solo con me.  Eravamo 3 femmine e due maschi, e vedevo che questo amico mio (più conoscente, va) era troppo in gamba ad intrattenere le altre e a farle ridere.   Io sorridevo a stento di sbieco, le mie emozioni sono chiare e non tendo a nasconderle anche se in una situazione diversa qualcun altro avrebbe riso appresso giusto per far finta di aver capito il discorso.  Poco dopo siamo entrati in due bar a berci qualche caffé e per due volte mi han lasciato da solo a pagare alla cassa, dato che sono un po' flemmatico, e non si sono presi la briga di aspettarmi.   Certo, adesso potreste ovviamente pensare che queste persone non mi abbiano proprio portato alcun rispetto in tutta la giornata, e forse non avreste torto, anche se con una ragazza in particolare del gruppo ho un rapporto abbastanza buono di amicizia (e tra l'altro mi ha fatto male anche vedere come lei si avvinghiasse più volte al braccio di questo mio conoscente, e loro non sono fidanzati. )

Alla fine della fiera, tornato a casa, son rimasto deluso da questa esperienza e la mia autostima è un po' calata.  Essere ignorato mi causa un male interiore non indifferente, e alla fine mi chiedo sempre che cosa ci sia in me che non piaccia proprio alla gente.

Voi cosa provate, in particolare?  Vi fa male essere ignorati da persone che vi conoscono, o comunque riuscite ad essere tranquilli nonostante ciò?
amigdalachandraWandaLudoveronica88silvia78EstherDonnellyBatteocameliaCapussoLisaLaufeyson
Post edited by AlleliParalleli on

''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )



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Commenti

  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,077
    È una delle peggiori sensazioni, oltre al sentirsi di troppo.
    chandraValentaAlleliParalleliFomalhautEowynsilvia78AJDaisyUnconventionalLovermarmotkatriss
  • SoulSoul Veterano
    Pubblicazioni: 137
    Io provo rabbia e frustrazione.
    chandraAlleliParallelikatriss
    È una vita che si consuma nell'attimo infuocato
    Nello scintillio di una goccia di rugiada
    È concluso appena percepito e così si consuma
    Appassendo
    In un giorno di pioggia d'infiniti attimi.

    Guarda intorno a te... Marte se la cava perfettamente senza nemmeno un microorganismo. Qui la mappa topografica è in costante mutamento. Terrazze alte trenta metri scorrono attorno al polo a ondate, a intervalli di diecimila anni... Perciò dimmi: come potrebbe questo essere migliorato dalla costruzione di un oleodotto o di un centro commerciale? (Dr. Manhattan)
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    modificato December 2015 Pubblicazioni: 5,957
    È una sensazione che conosco. Mi capita spesso anche con persone che sono mie amiche, è come se si formasse una specie di muro e mi sento isolata. Non credo sia colpa loro, né mia. A volte socializzare diventa più difficile di altre, non so perché ma talvolta divento più chiusa del solito.
    Stavo pensando che eravate in cinque, è un numero un po' problematico credo (o almeno per me lo sarebbe). Perché si possono creare complicità e venire esclusi. Se si è in meno è meno probabile che accada. Dico questo solo in base alla mia esperienza.

    Anch'io provo frustrazione quando accade, non è mai piacevole.
    AlleliParalleliWandachandraValentaJimboStrangeUnconventionalLoverkatriss
    Post edited by amigdala on
  • MartinEdenMartinEden Membro Pro
    Pubblicazioni: 56
    Ti capisco, Io ci sono avvezzo oramai. Me ne faccio una ragione ... Sono così e basta...
    AlleliParalleliUnconventionalLoverkatriss
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,006
    In quei casi sono giunta alla conclusione che A ME non interessa niente di quell'interazione. Gli altri semplicemente notano il mio non sentirmi a mio agio, non sentirmi parte del gruppo, e se non voglio starci IO con loro, perché loro dovrebbero fare di tutto per farsi accettare da me?
    Se sono in un gruppo di gente che dice cose interessanti e che mi appassionano riesco ad integrarmi. 
    Quindi perché prendersela? Solo sono uscita con un gruppo che mi ha messo a disagio per vari motivi. Le femmine che si avvinghiano all'uomo in quel modo tale da farti repulsione le ho sempre giudicate delle oche. Generalmente non mi piace giudicare, ma alcune volte mi scappa e non faccio troppi drammi. Ne ho viste tante e sono un'insulto alla categoria.
    AlleliParallelianxietychandraSheldonEstherDonnellyAJDaisycameliaJimboStrangeUnconventionalLoverkatriss
    Embrace the shame of what you used to be
    Rain washed the panic from today
    Decimation of anxiety
    Tribulations drift away
    Pray tomorrow offers clarity
    Rain washed the panic from today
    Affirmation of mortality
    Trivialities astray
    Pray tomorrow brings stability
  • RiuyRiuy Veterano Pro
    Pubblicazioni: 350
    Mi capita spesso, specie con gente che non conosco, che conosco poco, on con cui sono in imbarazzo per qualche motivo, mentre capita poco o nulla se sono con i miei amici "di vecchia data", o storici.

    Non so da cosa sia causato ne' perchè, ma è una cosa che mi fa stare abbastanza male, anche perchè non riesco a capire cosa causa quella "tensione" che descrivi tu, ne' riesco a capire la differenza tra quando vengo ascoltato o no, tra quando sono accettato nel cerchio e quando no...

    chandraAlleliParalleliUnconventionalLoverkatriss
  • archos123archos123 Membro
    Pubblicazioni: 14
    Riguardandomi indietro ora come ora riesco a capire come l'indifferenza delle persone nei miei riguardi sia sempre stata abbastanza presente:ero io a cercare gli altri ,a provare ad inserirmi , anche a provare a cambiarmi nel caso, ed ad ogni rifiuto mi ritraevo e mi ritraggo tuttora abbastanza spaesato , con l'ansia alle stelle continuando a ripensare a cosa abbia sbagliato....
    chandraamigdalaAlleliParallelikatriss
  • IggyBlueSaturnIggyBlueSaturn Veterano Pro
    Pubblicazioni: 539
    Un mese a circa sono stato invitato da 2 compagni di classe (uno che fa il di più, e cerca il tutto per danneggiare il prossimo, chiamamolo D, e un' altro che non parla molto, ma parla molto con D. Lui possiamo chiamarlo F).
    Avevo detto a mia madre che con loronon voglio uscire, ma lei ha detto che dovevo uscire qualvhe volta con gli 'amici'
    Mi dice di andare in centro alle 10 e 30. Io sono molto lontano dal centro, loro invece abitano vicino. Prendo il pullman da vicino casa, e arrivo al punto prestabilito alle 10 e 30 precise. Non c'era nessuno. Aspetto e dopo 10 minuti arrivano. Passeggiamo, ma parlavano solo tra di loro, quando volevano mangiare non hanno chiesto la mia opinione, infatti volevano mangiare cose che non mangio io, e poi si sono seduti sugli scalini di una chiesa a vedere video su youtube con gli auricolari, uno lo aveva F e uno D. Gli ho aspettati 10 minuti, ma vedendo che non smettevano, mi sono alzato r me ne sono andato. Lo sapevo che andava a finire cosi. Ho buttato del tempo della mia vita.
    Uscire ora? Sicuramente non lo farò per molto tempo.
    AlleliParalleliUnconventionalLoverkatriss

  • mammachiocciamammachioccia Membro Pro
    Pubblicazioni: 145
    L'essere messo un po in disparte, è una sensazione che tutti hanno provato nella vita. L'essere avvezzo a fare il galletto è questione di carattere e di opportunità. Nel senso che il tuo amico magari è un tipo estroverso ed ha instaurato la dinamica (anche involontariamente), isolo il mio contendente e faccio il gallo con 3 donne. Nulla di sorprendente..
    Così come è giusto che tu sia rimasto amareggiato.
    Io non ho mai amato le interazioni sociali troppo allargate in cui si cade nel banale
    AlleliParalleliUnconventionalLoverkatriss
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,116
    Io adoro essere ignorato.

    Quando sono in un contesto affollato che implica continue interazioni sociali convenzionali, come una cena, un'uscita in compagnia (in cui si sia in più di due o tre) o il classico aperitivo per il compleanno di un conoscente, quello che in genere cerco di far sì che succeda è che si crei una conversazione a due tra me e un/una altro/a presente, e che tale conversazione verta su argomenti interessanti che vadano oltre le semplici dinamiche da bar, che non è che io non capisca, è che mi fanno proprio schifo, mi provocano disagio.

    A volte però questo non è possibile e allora tendo ad isolarmi. Sia chiaro però che questo isolamento è volontario e 'goduto', ovvero, il non poter partecipare non mi crea alcuna frustrazione, anzi mi piace perché mi consente di osservare il mondo che mi sta intorno con l'interesse dello scienziato che studia gli uccelli nascosto in una minuscola baracca camuffata da cespuglio.

    A me questo genere di osservazione fa pensare, ogni volta, all'osservare la gente che passa per una strada cittadina battuta dalla pioggia, in un giorno d'autunno, stando comodamente seduto a un tavolino di un caffè o di un bar (che sono più o meno la stessa cosa, ma ciascuna delle due parole è associata nella mia mente a un mood differente), dietro un vetro leggermente appannato e carico di goccioloni. Se c'è sullo sfondo una musica adeguata, poi, l'impressione è perfetta.

    Per questo, quando poi vengo forzatamente tirato in ballo in qualche discussione (magari perché si chiede il mio parere su un argomento difficile e poco conosciuto, in accordo alla mia nomea di 'pozzo di scienza', della serie Ask Corocottas, He Knows) l'incanto si rompe e se a volte capita che m'immerga nella conversazione perché l'argomento di cui stanno parlando mi interessa, altre volte dò risposte brusche ed evasive e torno a cercare di recuperare quella sensazione, dando l'impressione di essere un asociale o un timido.

    Però anche le volte che partecipo, anche per via del fatto che spesso dico cose poco note o controcorrente, quasi sempre la mia partecipazione si trasforma in protagonismo, spesso in maniera spontanea, senza che io lo ricerchi apposta. Corocottas può stare fuori dal cerchio, però se si sposta dentro diventa il centro del cerchio, non è capace a stare in equilibrio, come gli altri, sulla circonferenza. Non sa calcolare il raggio.
    NemoSheldonMikiEowynrondinella61chandraAlleliParalleliEstherDonnellyUnconventionalLoverkatriss
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