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Siete anche voi troppo dicotomici?

Andato34Andato34 SymbolAndato
modificato July 2012 in La vita (essere Aspie)
Ho la sensazione che uno dei miei limiti nella rappresentazione e comprensione della realtà sia quello di non avere mezze misure, di non essere in grado di rappresentare in modo naturale e diretto certe situazioni che non hanno una spiegazione chiara e logica, certi fatti che non sono riassumibili in pochi concetti chiari e semplici. Sono intollerante ai concetti che non sono limpidi e spesso mi rifiuto di prenderli in considerazione.

Questo chiarimente da un lato è un pregio, ma molte volte mi porta anche ad un approccio sbagliato su certe cose.

Ad esempio, nel valutare le persone ho sempre avuto una dicotomia del tipo "persone favolose alle quali darei tutto" e "persone che non meritano di essere considerate come persone", e non ho mai avuto una mezza misura del tipo "persone un po' buone e un po' cattive", perché mi è sempre sembrato un concetto totalmente incoerente, e non riuscivo ad accettarlo a causa di questo tipo di "inflessibilità".

Solo recentemente mi sono reso conto che questa visione è stupida, perché se guardiamo scientificamente come sono fatte le persone (fisica, chimica, biologia, neurologia) si può facilmente dedurre che ogni valutazione che si può fare sulla qualità delle persone può essere solo fatta con una misurazione continua e non di certo a blocchi. Ad esempio, non esistono le persone buone o le persone cattive, ma esistono tutta una serie di gradazioni e percentuali di bontà e cattiveria (ammesso che anche questi concetti abbiano un senso che valga la pena di essere utilizzato).

Questo purtroppo lo proietto nell'idea che ho di come gli altri giudicano me. Ad esempio se uno mi fa un piccolo attacco tendo a pensare che mi abbia catalogato come nemico assoluto. Se una persona vedo che fa delle cose che ritengo lodevoli, la metto su un piedistallo e la considero una "santa". Di questo atteggiamento ne risente la mia auto-emarginazione perché faccio presto ad etichettare una persona con "mi considera un nemico" e quindi mi auto-isolo da quella persona prestissimo. Amplifico ogni giudizio negativo (e positivo) da parte degli altri oltre quello che in realtà rappresenta.

Mi sembra come di essere stato carburato, sintonizzato, configurato su una visione della realtà più coerente rispetto agli altri, ma che non riesce a contenere tutte le sfumature. Una rappresentazione più digitale che analogica, più discreta che continua, ma meno performante nel rappresentare tutte le incoerenti sfaccettature della realtà. Sono incapace di memorizzare una foto della realtà se non posso scomporla in blocchi semplici e logici. Ho difficoltà a memorizzare concetti incoerenti fra loro o regole che hanno tante eccezioni.

Capita anche a voi?
Post edited by Andato34 on
La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
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Commenti

  • L33tL33t Membro
    Pubblicazioni: 37
    Sono da sempre assolutamente dicotomico: o bianco o nero.
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380

    Concordo al 90%. Quando mi dicono che "le cose non sono così semplici", io sclero, per me le cose DEVONO essere semplici, e soprattutto logiche. Tendo anche a dividere l'umanità tra intelligenti e idioti. Sugli attacchi invece no, sono più obiettiva. Il mio giudizio non è quasi mai legato a quelli, cerco sempre di valutare quello che viene detto in un preciso momento. Se un giorno dici una cosa che per me è da squilibrato, penso che lo sei, ma se il giorno dopo ne dici un'altra che reputo intelligente, ti rivaluto. E non mi interessa di essere attaccata, nei limiti della buona educazione, perché anche a me piace essere diretta e usare pochi fiorellini. Non sopporto gli altri forum AS, per esempio, perché se uno scrive che il figlio di 10 anni ha detto: "Mamma", in cinquanta gli rispondono che è meraviglioso. Trovo queste manfrine una gran perdita di tempo. Il tempo è una delle mie fisse, nel caso non si fosse capito ;-)

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,722
    Dunque. Sto riflettendo su come risponderti. Io ero dicotomico. Parecchio. Diciamo fin verso i 18-20 anni, ma con il tempo sono gradualmente cambiato. Tendo comunque ad avere opinioni forti e ad avere un carattere oppositivo ma ho imparato a sedermi e a riflettere, usando la logica. E la mia logica non è più dicotomica, anzi l'opposto.

    Il pensiero dicotomico è una caratteristica dell'Asperger di cui si parla poco ed è comune anche in altre condizioni come quella borderline e nei disturbi ossessivo-compulsivi, entrambe, non a caso, hanno una forte comorbidità con l'asperger (tra il 10 e il 30% ognuna secondo le definizioni).

    Ci sono 3 ragioni principali che si mescolano per generare il pensiero dicotomico (secondo me), non saprei dirti bene quale è l'origine e quale la conseguenza, sono solo sicuro che si intreccino fra di loro a vari livelli:
    1. Flessibilità cognitiva: ovvero la capacità di tollerare l'ambiguità e trattare dati costituzionalmente ambigui.
    2. Teoria della mente: la difficoltà di comprendere il comportamento altrui e la pluralità di emozioni ovviamente fa si che si veda il mondo più bianco o nero.
    3. Ansia: uno stato ansioso riduce automaticamente sia la flessibilità cognitiva che la teoria della mente. In pratica funziona così: i centri "bassi" del cervello mandano un segnale di allarme, di pericolo. Le risorse mentali vengono dirottate verso questi centri aumentando la capacità dei centri predisposti per la pianificazione di elaborare il carico cognitivo (l'ansia riduce le funzioni esecutive), queste ultime a loro volta sottraggono risorse ai centri deputati a comprendere il comportamento altrui (sia emotivamente che cognitivamente), cioè alla teoria della mente.

    Io il problema l'ho risolto allenandomi in queste varie cose, di grande aiuto mi sono stati sia metodi di terapia cognitivo-comportamentale che lo studio (scientifico) dei sistemi complessi. Le cose complesse per me ormai sono cose semplici ;)
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Si beh, anch'io sono migliorato molto in questo. Era più che altro per sottolineare che non mi è mai venuto naturale.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    modificato July 2012 Pubblicazioni: 4,027
    @wolfgang A quelle tre cause che hai elencato io aggiungerei anche il pensare (anche inconsciamente) che ci sia un senso nella vita oltre all'esistenza materiale. Questo porta a pensare che le cose "debbano" (come per magia) essere semplici perché tutto deve avere un senso, e si tende a rifiutare la complessa insensatezza di molte cose della natura, pensando che se la vita ha un senso allora le cose della realtà sono state create in funzione della vita, e che quindi è impossibile che esistano cose poco intuitive da capire.

    Di questo ne sono stato inconsciamente vittima anch'io. Pur essendo stato da sempre ateo ragionavo sempre credendo che la vita avesse un senso oltre alla casuale evoluzione dell'universo e quindi inconsciamente non accettavo che certe cose potessero funzionare così: ad esempio credevo che essere una persona intelligente e onesta rappresentasse automaticamente la garanzia di essere apprezzato e stimato da tutte (o quasi) le persone, mi rifiutavo di credere che non fosse così perché se la vita aveva un senso allora doveva per forza essere così. Vedevo la dicotomia come un REQUISITO della realtà.
    Post edited by Andato34 on
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,722
    @alessiodx

    io ho fatto il percorso opposto. Ho lasciato la dicotomia proprio per trovare un senso nella realtà. La realtà non ha nulla di dicotomico, è la nostra mente che impone etichette, categorie, struttura. Siamo noi che etichettiamo in buono e cattivo e questa è una prerogativa umana, tutta umana e di tutti gli esseri umani, è una delle nostre caratteristiche distintive come specie e ci serve a pensare.

    Quando parlo di flessibilità cognitiva, intendo proprio questo, imparare che per fenomeni diversi vanno usate etichette diverse, multiple, etc.

    Ho capito questo proprio studiando la natura e le persone (tu calcola che come fisico sono specializzato in caos, sistemi dinamici, teoria della complessità, etc..) e questo mi ha aperto gli occhi della mente. Gli occhi del cuore si sono aperti con la gente, ma quello è un'altro discorso.

    La vita ha il senso che gli diamo.

    Personalmente trovo triste un mondo dotato di un senso "di per sé" (ma questo è un pensiero personale).
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,722
    Per dirla meglio il senso che tu pensi abbia la vita, è il senso che tu dai alla vita. Serve la flessibilità e quel po' di teoria della mente per capire che:
    - a volte tocca cambiare interpretazione per comprendere i fenomeni
    - gli altri hanno scale di valori differenti dalle nostre, danno un senso differente alla vita.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • andato2andato2 Neofita
    modificato July 2012 Pubblicazioni: 478
    Io ho compreso da tempo il senso della vita. So esattamente dove andiamo.

    Gesù aveva ragione quando diceva che si è bravi a vedere il fuscello che sta nell'occhio dell'altro ma non la trave che sta nel proprio. 
    Post edited by andato2 on
    Disse il topo alla noce: "dammi tempo, che riuscirò ad aprirti".

    Onesto é colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla veritá
    disonesto é colui che cambia la veritá per accordarla al proprio pensiero.
    (proverbio arabo)
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    modificato July 2012 Pubblicazioni: 4,027
    @wolfgang Non sono molto d'accordo che la vita ha il senso che gli diamo, ma penso che alla fine lo scopo è sempre la soddisfazione dei nostri istinti, che sono già scritti, non scritti da noi. Anche le cose più complesse come produrre un'opera d'arte per me sono un tentativo (forse un po' velleitario) di soddisfare i propri istinti. E comunque se uno decide di dare un certo senso alla vita lo fa sempre per una ragione, e quella ragione è il tentativo di soddisfare i propri istinti. Alla fonte di ogni nostra decisione, anche quelle più razionali, ci sono i nostri istinti.
    Post edited by Andato34 on
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Io ho compreso da tempo il senso della vita. So esattamente dove andiamo.

    Gesù aveva ragione quando diceva che si è bravi a vedere il fuscello che sta nell'occhio dell'altro ma non la trave che sta nel proprio. 
    Tu credi in dio?
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
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