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Tutto può succedere... ma anche no.

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Commenti

  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,906
    Pollice verso!
    Ho finalmente visto la puntata di ieri ma a un certo punto ho spento: è che non reggo le fiction con attori italiani, sono così poco credibili!
    Il ragazzo ha caratteristiche quasi non verbali ed è oppositivo, a volte è simile a un Kanner ad alto funzionamento, e mancano quei tratti meno autistici che ogni persona Asperger ha.
    Cioè su un'argomento così complesso e misconosciuto ne fanno uno stereotipo perché viene mostrato e pure marcatamente solo il suo piano comportamentale, mentre mancano del tutto i suoi pensieri e le sue emozioni.
    Ne hanno fatto un soggetto che è nient'altro che fonte di problemi per i suoi familiari.
    mandragola77IggyBlueSaturnValeymkupwolfgangBeniamina

  • IggyBlueSaturnIggyBlueSaturn Veterano Pro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 539
    @riot concordo con le ultime sei righe
    riot
    Post edited by IggyBlueSaturn on

  • ViandanteViandante Veterano
    Pubblicazioni: 137
    Per caso sapreste dirmi che puntata era? Non vedo la tv, ma dopo aver letto i vostri commenti sono curiosa.
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,906
    @Viandante la 5a puntata

  • PavelyPavely Andato
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 3,350
    Io voglio che amo la serie "tutto può succedere".

    Pietro Sermonti, Ana Caterina Morariu, Maya Sansa, Alessandro Tiberi, Giorgio Colangeli, Licia Maglietta, Camilla Filippi... e tutto, tutto il cast, sono - a mio parere - attori straordinari.

    Il confronto con Parenthood mi pare fuori luogo... non trovo, nella serie, praticamente nulla che mi ricordi gli Stati Uniti, il loro modo di pensare, il loro modo di parlare, il loro modo di sentire. No, davvero, c'è tantissima Italia in questa serie...

    Sinceramente: mi sono sparato le prime quattro puntate in quattro giorni e dopo ogni puntata mi sono sentito felice. Perchè? Cerco di spiegarmi. Quando io avevo comportamenti autistici mia mamma usava una terapia piuttosto particolare: la cucchiarella.

    Me ne ha spezzata una sulla testa e non scherzo. Ho imparato e lo dico chiaramente a "controllarmi" a suon di ceffoni e - attenzione - capisco a pieno mia madre. Io ero un autistico teppista, fascista, aggressivo, ossessivo, stancante, sfiancante, rompipalle all'ennesima potenza.

    Oggi, quell'enorme tasso 'testosteronico' si è incanalato in un modo di essere estremamente autocontrollato, dolce, tranquillo. E sono felice che sia così. Ora: vedere su uno schermo genitori che AMANO Max, intendo Sermonti e la Filippi, mi fa bene. No, meglio, mi fa un cazzo di bene che credo pochi capiscano.

    Mia madre è morta senza che io le abbia mai dimostrato - a pieno - quanto le volessi bene. Oggi, so, immagino, che lei sentisse i miei sentimenti. Era una persona - sotto molti aspetti - "sbagliata": gli sono nati figli che sono stati molto vicini all'autismo e ha fatto ciò che ha potuto e ha sofferto e ci avrebbe voluto differenti.

    Ricordo ancora oggi i suoi schiaffi quando ebbi una crisi dopo che lei mi "ordinò" di chiedere ai miei compagni di scuola i numeri di telefono (oh... penso uno dei dieci giorni più brutti della mia vita). Ricordo la sua rabbia e ricordo il suo dover accettare il mio autismo: il fatto che no, non ho mai avuto un amico a scuola... amen... non me lo chiese una seconda volta.

    Quando vedo Pietro Sermonti e Camilla Filippi essere genitori così straordinari per Max... provo solo gioia.

    §

    Me ne sbatto BEATAMENTE che la serie non sia rispondente alla realtà.

    Sinceramente: una Fiction è un'opera narrativa creata per far star bene, emozionare, intrattenere gli ascoltatori.

    Se mi guardo una Fiction io voglio sorridere, sognare, distrarmi, essere felice, provare gioia non voglio sbattermi con la REALTA' dell'autismo. .

    Voglio dire: io mi posso dilettare a leggere Zeldin o Marcuse, amare hilarotragoedia di Manganelli (classe '64), leggere Landolfi (Rien va) ascoltando "King Arthur" di Purcell, sragionare della relazione tra la statuaria di Rodin e la poetica di Rilke, oppure adorare "Hard to be a God" di Aleksey German o "Eat the rich" di Peter Richardson...

    E a parte questo mi posso centellinare tanti, tanti, libri sull'autismo.

    Ma smessa questa parte della mia vita... Dio... quant'è bello sorridere... lasciarsi andare?Quant'è bello sognare? Quant'è bello immaginare di aver avuto una vita come Max... poter rinascere?

    Oggi, non negli anni ottanta che essere autistici negli anni ottanta, Dio santo, è stato davvero uno schifo di incubo.

    §

    Io voglio sognare.

    Ho qui, sul comodino, accanto a me il "verbale" dell'INPS della mia invalidità.

    Su quel verbale è stato scritto come io abbia un "handicap". E sorrido ed è vero...

    Pure: che bello nascere in una famiglia come quella di Ale Ferraro. Avere un padre come lui.

    E poi, stanno r e c i t a n d o.

    Recitano.

    Sono falsi per principio: non vogliono rappresentare la realtà... non è un d o c u m e n t a r i o.

    Vogliono raccontare la storia.

    E la storia, credetemi, la raccontano bene.

    §

    Montaggio, luci, regia, trucco e parrucco inappuntabili.

    Siamo al livello della seconda stagione di "Un medico in famiglia" (altra stagione che ho adorato...).

    Vedete? Posso amare "Rabid" di Cronenberg e "Tutto può succedere".

    Come spiego a D. è bellissima la s e m p l i c i t à.

    §

    Tutto può succedere non aspira a essere un film di Resnais, di Fassbinder o di Saura (intendo il bellissimo "Cria cuervos", anno del signore 1976).

    E' un racconto.

    E' una storia.

    Ed è raccontata bene...

    E' bellissima... ed io queste produzioni le amo...

    E voglio difendere il cast, la regia, tutta la produzione.

    Sono attori in stato di grazia.

    §

    E' chiaro: riguardo all'Asperger, forse, è la PRIMA VOLTA che se ne parla sulla ribalta nazionale.

    Ed è un bene, credetemi, che se ne parli con amore, gentilezza, candore, dolcezza. Max mi fa una tenerezza che voi non capite.

    A scuola, il sottoscritto fece aeroplanini di carta, gli dette fuoco e li lanciò contro i compagni di classe.

    A scuola, il qui presente Paolo tirò una penna, con ferocia e cattiveria, contro la professoressa di italiano e ne quarto superiore si prese una sospensione di cinque giorni. (Taccio della ragione che mi spinse a farlo).

    A scuola, il sottoscritto buttò fuori della finestra la cartella di un compagno di classe e sfondò la vetrata della palestra con una pallonata e fu completamente isolato dai suoi compagni di classe per tutta l'adolescenza.

    Max è preso ed è portato di suoi genitori in una "scuola Asperger" dove può esprimersi, vivere... essere felice...

    Max riceve un educatore.

    Ora: qui parliamo di DIRITTI COSTITUZIONALI.

    Diritto ad una scuola 'dedicata', diritto all'educatore domicialiare, diritti...

    Ciò che riceve Max 9/10 delle famiglie italiane se lo scordano.

    E pure è li... sullo schermo... viene passato il messaggio di come sia essenziale, sia giusto, sia meritevole che Max venga aiutato... voi direte: "I genitori di Max la scuola se la devono pagare da sé...".

    E' vero.

    Ma ciò che io vorrei dirvi è che "Tutto può succedere" può servire da "volano" per lanciare la domanda: "Perché nessuna scuola pubblica dà un servizio come la scuola che frequenta Max? Vogliamo istituirla?".

    E' possibile.

    Alcuni sogni si concretizzino.

    Tutto può succedere può essere la fase di inizio di un percorso...

    §

    Ma al di là di tutti i ragionamenti...

    Io vorrei dirvi le mie emozioni.

    La mia f e l i c i t à quando vedo queste fiction...

    (Io spengo la Televisione, sono sincero, perché non vedo programmi o racconti di origine italiana... sono tutti format e serie vendute dagli USA... e tutto ciò che è straniero, troppo stesso, mi annoia...).

    Io ho provato gioia.

    Io aspetto domenica con trepidazione.

    E mi piace il fatto che sia una "routine": domenica, "Tutto può succedere":.. pop-corn, birretta leggera, televisione, plaid, gatti, Dani accanto a me... (Ebbene si, sto costringendo la mia compagna a vedere la serie... e, sinceramente, piace anche a lei).

    Mi ripeto posso amare il cinema di Shion Sono e di Bruno Dumont e posso amare "Tutto può succedere".

    Non ho preconcetti o paradigmi.

    L'unica cosa che considero importante è la mia gioia...

    E quella di chi amo, certo.

    §

    Non mi reputo un idiota (mi sono letto "Gente di Dublino" in due giorni e citavo interi pezzi a memoria...).

    Ma mi piace essere come sono.

    §

    Quindi, io applaudo alla serie.

    Sia perché è una storia raccontata bene, con un cast da favola, musice divertenti e appropriate.

    Sia perché è una mitologia contemporanea e la adoro.

    Sia perché può essere un volano di discussioni e di proposte politiche (i spunti sono tantissimi).

    Sia perché permette di parlare di Asperger senza angosce e senza timori.

    §

    Dalla serie, mi rimane il messaggio che i genitori ce la possono fare.

    Ed è, credetemi, qualcosa che fa bene.

    Dico al cuore.

    Fidatevi.


    silvia78NemoEstherDonnellyresetcia
    Post edited by Pavely on
  • riotriot Moderatore
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 5,906
    @Pavely io ti dico: de gustibus!

    ok! per i genitori e il supporto scolastico ecc. pero' dipende tutto anche dal punto di vista su Max.

    Se la guardo come autistico, allora si, Max è perfetto perché si comporta normalmente, come mi aspetterei.
    Se penso ad un NT che lo vede per la prima volta, credo proprio che non si capisca, ad esempio, perché se il bicchiere con l'aranciata non è quello rosso, allora la stessa aranciata non può essere quella di Max, e questo senza che appaia un ragazzino viziato o perfino un idiota. No?

    Non si tratta di farne un documetario, siamo d'accordo, ma visto che è la prima volta che si mostra un bambino Asperger in una fiction italiana, almeno la delicatezza d'introdurlo senza farne uno stereotipo come in passato hanno sempre fatto mostrando l'Autismo Kanner (se non sbatti la testa al muro allora non si capisce che sei autistico...)
    Bastava far sentire i suoi pensieri, ogni tanto, o farlo ragionare con gli adulti, o mostrare anche le sue di espressioni.

    Per dire, anch'io da ragazzino le prendevo da mia madre quando ero all'ennesima potenza (lei però usava il manico di bambù del piumino, che una volta ha persino rotto sulle cosce per quanto forte mi ha picchiato), noi lo sappiamo il perché, ma il pubblico in generale di RAI 1?
    boh...non so, forse mi sbaglio.
    Post edited by riot on

  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 10,228
    Ho notato un aspetto interessante su altre fonti. Pare che nel film venga enfatizzata l'incapacità delle scuole pubbliche nel gestire i problemi legati all'autismo... come se si volesse tirare una mezza-frecciatina per orientare le scelte dei genitori di bambini autistici... :D 

    Ma poi come si è evoluta la situazione nelle puntate successive? Immagino che era tutto pre-registrato, quindi non è cambiato nulla giusto?
    Post edited by Markov on
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,257
    Marcof ha detto:


    Ma poi come si è evoluta la situazione nelle puntate successive?

    Vedo in tv la serie.
    I personaggi fissi sono tanti e, di volta in volta, sono raccontate le storie di alcuni di loro, mantenendo in attesa (dormienti) le altre storie.
    Come tutte le fiction, anche questa è degenerata in un documentario su che cosa fanno gli esseri umani quando devono accoppiarsi.
    La storia del bambino con Asperger è, per ora, dormiente e di tanto in tanto il bambino compare per pochi minuti, mostrando uno dei comportamenti comunemente attribuiti all'Asperger: la spremuta solo nel bicchiere rosso, il sabato si mangia il gelato, i cereali solo di quella marca ecc. Lo scopo è, forse, quello di ricordare allo spettatore che mentre le altre storie vanno avanti, quella del bambino continua invariata e quelle comparsate servono a non dimenticarsi che c'è anche quella storia.

    Faccio notare che viene dato più risalto alla storia della bambina superdotata, la cugina del bambino Asperger.
  • Fenice2016Fenice2016 Veterano
    Pubblicazioni: 1,736
    Mia madre a dicembre mi dice "Sai c'è una serie tv con un bambino Asperger, come il tuo alunno, magari ti interessa".
    Allora ho provato a guardare, ero un po' prevenuta... 2 minuti o poco più di qualche puntata.
     
    Il mio alunno è diverso da qual bambino, ovviamente, le sfumature sono infinite perché ogni persona è diversa da un'altra. Nonostante ciò non credo che la serie dia un'immagine comprensibile da parte dello spettatore medio che sicuramente si farà un sacco di stereotipi. 
    Terribile poi affermare in un'intervista che la sindrome rende le persone completamente anaffettive:  mi chiedo ma quale idea passerà agli spettatori?!!!!!??? 
    Comprendo che non siano argomenti facili da trattare, ma caspita, decidono di fare una serie inserendo un bambino Asperger, bene, però che si documentino in modo accurato attraverso fonti materiali e anche contattando persone Asperger o associazioni!

    Un'altra cosa che mi ha dato fastidio è il fatto che il bambino venga iscritto ad una scuola non statale. Io sono un'insegnante, ho strumenti per comprendere sia cos'è la sindrome di Asperger (anche se ho sempre da imparare intendiamoci) e sia come funziona la scuola in Italia. Ma ritorniamo allo spettatore medio: quale idea si farà? Temo che l'idea che si farà è che per questi bambini ci vogliono delle scuole apposite, diverse da quelle statali.
     Mi piange il cuore. Io credo nel diritto di tutti all'accesso alla scuola pubblica e penso che questa dovrebbe essere per tutti. Certo, la scuola dovrebbe cambiare, sono tante le cose che non mi piacciono e che non funzionano, ma ci sono anche cose che funzionano.
    Sono più di 30 anni che in Italia sono state abolite le scuole speciali e le classi speciali, e in tv fanno vedere come una scuola non pubblica sia la soluzione (è non è tanto questo, quanto il fatto che allo spettatore non viene data la possibilità di farsi un'idea completa della situazione, ma gli viene offerta solo una parte della "realtà"). Discorso complesso me ne rendo conto.

    Mi fa piacere se a qualcuno  la serie piace e lo fa stare bene.
    Ammetto di aver visto poco della serie per poter giudicare, ma mi fa paura sapere che davanti alla tv la maggioranza delle persone non hanno gli strumenti per comprendere (non intendo dire che le persone siano per la maggioranza stupide, non mi permetterei, semplicemente non conoscono in modo approfondito alcuni contenuti e possono crearsi opinioni profondamente errate), già ci sono in giro tanti stereotipi sull'autismo..... 
    Questo mi fa paura. 

    mandragola77Andato_SimSoleNemo
  • AnnapaolaAnnapaola Neofita
    Pubblicazioni: 1

    Io mi domando se sia il caso di cambiare il modo di denominare questo "modo di essere", cioè di evitare la parola "sindrome" che inevitabilmente porta molta gente , per definizione, a pensare a una malattia....

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