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Un racconto: il giorno che corre

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato January 2016 in Storie sociali, favole, racconti

Un natale narrato da una persona Asperger



Autore: Simone Knowing Simon S

Le persone sono molto strane, il giorno di Natale. Hanno sorrisi strani, hanno occhi strani. Tutti hanno sorrisi, il giorno di Natale, anche chi non sorride mai.



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Phoeberondinella61ValentachandraAJDaisyMalinalliAmelieBatteoFrancescoveronica88mandragola77
Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.

Commenti

  • zrinkazrinka Membro Pro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 57
    Io non amo il tran tran del Natale, come Simone evito quanto posso: la messa, gli amici, il pranzo... perche' ho bisogno di star sola.
    Quest'anno per la prima volta, invece di andare a messa, al mio coro, tra i miei amici, con la mia famiglia (marito e figli) sono rimasta a casa: per "fortuna" avevo una forte infiammazione alle ginocchia!!
    E non sono andata dai miei a pranzo: sempre per le ginocchia!
    Eppure Natale e' dentro me, intimo, 365 giorni all'anno... e' quel piccolo Gesu' che nasce solo e abbandonato, povero quasi invisibile a tutti, nel silenzio della notte, nel silenzio...
    Ecco, questo per me e' la Sua nascita: una luce nella notte, un tinntinnio lontano eppur intimo, tale da non far rumore, da non dar fastidio alle mie orecchie alla mia testa.
    Capisco perfettamente Simone, e vorrei non avere responsabilita' per cui sono a volte costretta entrare nella mischia.
    Vorrei non ferire i miei figli non andando ai loro concerti, alle loro rappresentazioni musicali... quando vado e' come strisciare con una forchetta sul metallo, orribile da sentire, orribile il solo pensarlo adesso.
    Eppure questo e' uno strano destino..
    Se quel piccolo bimbo nasce nel silenzio e nella pace, morira' dopo un gran baccano: e questo cerchio della vita lo guardo, lo sospetto, lo intuisco.
    E sola, nel mio intimo, faccio gli auguri al Mondo, all'Umanita'... un nuovo Natale, una nuova gioia intima che non riesco a festeggiare e condividere rumorosamente: ma nel piccolo, nel mio intimo, con la delicatezza della mia famiglia che quel giorno mi fanno il regalo piu' grande: una colazione tutti assieme tacita, silenziosa, piena di sguradi e di sorrisi, il sapere di essere noi, il Natale, non solo il Natale, ma tutti i giorni dell'anno, anche quando mamma porta i tappi nelle orecchie a tavola, e Damian soffre perche' non riesce a parlare continuamente, e Daniel si mette le mani sulle orecchie mentre Miriam per l'ennesima volta urla qualcosa che non riesce piu' a reprimere... si' questa e' la mia vita, chiassosa, insopportbile, rumorosa, stridente: ed io coi tappi ci sono, e non scappo!
    Pero' a Natale facciamo silenzio, prepariamo la tavola, l'albero, il presepe, i cartoncini colorati sulle finestre, le luci tenui e accogliamo il silenzio, la pace... e mamma e' beata e contenta... :-)
    Daniela71TombombadilAndato_Simmandragola77mammaconfusa80gioia
    Post edited by wolfgang on
  • ShinjiShinji Veterano Pro
    Pubblicazioni: 229
    Che bel racconto, quante sensazioni...
    Anche quest'anno per me il Natale è stato imbarazzante come al solito. Escluso dalle conversazioni, non che mi dispiaccia, ma trovo imbarazzante quando mi si prova a coinvolgere in argomenti comuni ma a me del tutto sconosciuti ed estranei. Preferisco rimanere in silenzio ma anche in questo caso mi imbarazzo perché percepisco l'attenzione degli altri che ogni tanto si ricordano della mia presenza ed allora si chiedono perché sia così silenzioso. Insomma, non c'è scampo. Trovo il bagno molto di aiuto in queste situazioni :)
    Per fortuna che come tutte le cose, belle e brutte, passa, anche se effettivamente durante questi eventi è come se la gravità terrestre aumentasse tutta all'improvviso. Mi piacerebbe imparare a viverlo normalmente, con pace e tranquillità, proprio non ci riesco.
    chandraAndato_SimMariAlberi
    The closer you get to the light, the greater your shadow becomes.
  • OttaviaOttavia Neofita
    Pubblicazioni: 1

    Sai che la penso proprio come te?
    Il mio, il nostro 25 dicembre: Gli addobbi in casa, la Messa al mattino, poi un pranzo un
    po' più bello ma sempre fra di noi, in famiglia, con la tovaglia natalizia, più
    gustoso del solito con dolci panettone e spumante, ma rigorosamente fra di noi-
    i parenti li abbiamo già salutati nei giorni passati, altri ne saluteremo dopo
    Natale- In questo modo sai quanto spazio e quanto tempo restano nel cuore e e
    nella mente per pensare e adorare il piccolo Gesù che è nato in una grotta, e
    anche po' di soldini per qualche associazione che aiuta davvero i poveri e i
    disperati, e non solo quelli.....Non ho niente contro parenti e amici quindi,
    so che essi sono importanti per la nostra vita come lo siamo noi per loro,
    però..... potendo scegliere e potendolo fare, niente grandi tavolate e
    abbuffate, meglio un po' per volta e con più affetto e considerazione- non
    sempre però si può scegliere, e allora pazienza, si fa meglio che si puo' per
    far contenti quelli che ci amano e che amiamo, e si aspetta che passi la
    buriana... e allora....buon dopo-Natale!

    Andato_Sim
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    wow.
    Andato_Sim
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    Pubblicazioni: 966
    Per me Natale è un giorno molto impegnativo, come tutte le festività, sono sempre vissuto in una famiglia numerosa, a casa dei nonni, a Natale bisognava preparare il pranzo, ancora oggi si organizza il pranzo a casa mia, meglio essere impegnati, mangio meno e la giornata passa più velocemente.


    :)>-
    Andato_Sim
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • veronica88veronica88 Membro Pro
    Pubblicazioni: 398
    Trovo questo racconto interessante.
    Andato_Sim

  • vacamunquebenevacamunquebene Membro Pro
    Pubblicazioni: 272
    Per me il natale è un giorno in cui dentro di me sento diversi contrasti: come la voglia di vedere qualcuno anche solo per un augurio e il bisogno di profonda calma , nel mio piccolissimo angolo di universo che è la mia camera magari a studiare, giusto per normalizzare il giorno , ma al tempo stesso vorrei che fosse speciale. C'è sempre una parte di me che aspetta da un mese natale e l' altra che non vede l'ora che passi per tornare alla vita di tutti i giorni ,alla mia complessa normalità, eppure il natale lo amo anche perché le persone sembrano felici e perché posso fare i regali, quindi donare anche una parte di me agli altri senza sentirmi soffocata dal bisogno di inventarmi scuse perché voglio fare i regali, dopo tutto non basta volerlo fare?
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