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Ripetere NON aiuta ad imparare se sei autistico...

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato January 2016 in Educazione, insegnamento, terapia

La ripetizione puó essere limitante nell´apprendimento delle competenze nelle persone nello spettro autistico


Insegnare strategie che si basano sulla ripetizione persistente puó essere controproducente nei bambini nello spettro autistico.


Autore: Nicholette Zeliadt

Traduttore: Francesco



Articolo divulgativo originale: Repetition may limit scope of skills in people with autism
.

Referenza scientifica: Harris, H., Israeli, D., Minshew, N., Bonneh, Y., Heeger, D. J., Behrmann, M., & Sagi, D. (2015). Perceptual learning in autism: over-specificity and possible remedies. Nature neuroscience.
.


Ripetere la stessa operazione piú volte migliora velocitá ed efficienza di molte persone, li aiuta a compiere le stesse azioni anche in un nuovo contesto. Ma per le persone autistiche, troppe ripetizioni possono rendere difficile applicare abilitá apprese in un nuovo contesto, suggerisce uno studio pubblicato il 5 ottobre su Nature Neuroscience.



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Zenzerorondinella61AJDaisyKrigerinneMarkovveronica88SoleIggyBlueSaturnriotBlindAnanasperger
Post edited by wolfgang on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • SoleSole Colonna
    Pubblicazioni: 1,177
    Ciao, quando articolo mi sembra molto interessante, tanto che ne volevo parlare con l' insegnante di sostegno di mio figlio.
    Posso però chiedere a qualcuno se mi spiega meglio il concetto con degli esempi concreti (ad esempio su particolari compiti a scuola) affinché io abbia la certezza di aver compreso bene.
    Grazie mille in anticipo!
  • IndecisoIndeciso Colonna
    Pubblicazioni: 2,754
    interessante. Per fare un esempio banale:
    a lavoro uso spesso una serie di credenziali per accedere ad un sito che non posso salvare nel modulo per evitare di doverle riscrivere. Quindi per me è quasi un riflesso condizionato scriverle a memoria. Però una volta che dovevo scriverle tramite smartphone , non me le ricordavo. Quindi ho capito che per me era rapido e facile da ricordare quelle credenziali perchè usavo quella specifica tastiera, quella specifica sequenza delle dita e quello specifico schermo in ufficio. Però non so affatto se sono nello spettro o meno. :D
    GecoIggyBlueSaturnSolealexander_pope
  • veronica88veronica88 Membro Pro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 398
    Leggendo l'articolo mi è venuto in mente il test online di @wolfgang, quello con le P e le Q. 
    wolfgangNemo
    Post edited by veronica88 on

  • marco3882marco3882 Colonna
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 1,714
    Mai riuscito ad imparare quello che studiavo. Alle elementari e medie mia mamma insistiva sempre per farmi ripetere a voce alta quello studiato ma oltre a non venirmi bene mi metteva a disagio farlo.
    Di solito il mio metodo era leggere qualche volta quello che dovevo studiare e pensare mentalmente se ricordavo i concetti.
    Per mia fortuna mi e' spessissimo bastato leggere un paio di volte l argomento e ricordarlo.
    EowyngiovannaNemo
    Post edited by marco3882 on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 10,750
    Supponi di voler insegnare il segno A quando insegni a riconoscere le lettere. Ad un bambino tipico se gli fai vedere 100 volte la A alla fine avrà imparato la A e se gli fai vedere la A scritta un po' diversa impiegherà forse un po' più tempo ma molto rapidamente arriverà a riconoscerla. Per un bambino autistico non è così. Da qui il problema a "generalizzare". Il fatto è che se da subito al posto che 100 A scritte uguali ne fai vedere 50 scritte uguali e 50 scritte in 3-4 modi diverse (sempre 100 in tutto), non solo impara alla stessa velocità ma il problema della generalizzazione non si presenta proprio. 
     Questo problema è TRA i motivi (non l'unico) per cui si preferiscono il multiple exemplar training o il mix & vari al tact o simili con un singolo stimolo ripetuto; è solo una conferma di laboratorio che la scienza del comportamento già conosceva clinicamente (ma che purtroppo ancora oggi molti pseudo-comportamentisti non tengono a mente). In realtà è qualcosa che i comportamentisti più aggiornati già sanno ed è stato solo dimostrato in laboratorio, ma conosco ancora purtroppo molte persone che lavorano sempre con lo stesso materiale e lo stesso metodo per poi lamentarsi di dover ulteriormente lavorare sulla generalizzazione.
    Solealexander_popeNemo
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 1,322
    "Allora ci vediamo domani per ripetere". Quanto mi irritava questa frase ai tempi della scuola o dell'universita'. Niente e' piu' inutile che leggere e ripetere, per me. Eppure tutti - genitori, insegnanti, compagni - hanno sempre cercato di inculcarmi che quello era l'unico modo possibile, quantomeno l'unico universalmente valido. A volte provavo, lo facevo per un quarto d'ora, mezz'ora al massimo, e poi desistevo. Mi sentivo un autentico coglione, a sentire la mia voce che ripeteva a pappagallo cose scritte da altri. E se i risultati erano scarsi mi si diceva che non studiavo abbastanza, che "non avevo metodo".

    Le volte che riuscivo bene in un'interrogazione o in un esame universitario erano quelle in cui seguivo esclusivamente il mio metodo, che consisteva nel leggere semplicemente, assimilando subito, se l'argomento mi interessava; in caso contrario, ovvero di argomento non interessante, praticamente riscrivevo io il testo, prendevo quello che c'era sul libro e lo scrivevo in una forma diversa, con parole mie e approfondimenti miei, e cosi' mi entrava in testa senza fatica. Tra l'altro questo metodo aveva molto successo perche' tutti mi chiedevano questi testi, al punto che ho iniziato, per sfruttare a mio vantaggio questa cosa, a dare lezioni private. La gente veniva da me, mi pagava e poi passava gli esami, e questo prima ancora che fossi laureato.

    Se fossi nato per ripetere, sarei una gazza o un uccello lira.
    Valentarondinella61wolfganggiovannaMalinalliRobKalexander_popeNemo
    Post edited by Corocottas on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,750
    @Corocottas anche io trovo inutile rileggere o ripetere. Quando avevo un esame su cui sentivo il bisogno di fare più di una lettura mi prendevo 3-4 libri sullo stesso argomento di autori diversi in modo che non fosse scritto e spiegato nello stesso modo.
    Malinallialexander_popeNemo
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,750
    @sole Il problema non è ripetere un programma o un apprendimento. Per diventare abili in qualcosa bisogna ripeterla, ma per avere un'abilità in modo generalizzato bisogna svolgere quel programma variando gli stimoli. Altrimenti il cervello diventa sovra-selettivo verso lo stimolo e non stai insegnando l'abilità che vuoi insegnare ma lo stimolo specifico. Questo secondo me si vede egregiamente con i colori. Se tu presenti sempre gli stessi toni di colore ad un bambino autistico lui imparerà che quel nome è associato a quella specifica tonalità. Se devi insegnare ad esempio i colori la cosa migliore è presentare i colori in diverse tonalità, disegnati su diverse forme e almeno 2-3 colori insieme. Il tempo totale di insegnamento è ovviamente superiore a quello con una sola forma e solo tono di colore, ma complessivamente risparmi molto più tempo che insegnandoli separatamente perché eviti all'origine il problema di una scorretta generalizzazione.
    Solealexander_popeWBorg
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • veronica88veronica88 Membro Pro
    modificato January 2016 Pubblicazioni: 398
    Dalla discussione del test di Turing:
    Tra le altre cose ma non solo, se viene confermato ciò che pensavo, e si sta già confermando, molti studi pubblicati hanno commesso un grave errore... ma non posso parlarne ora! :D
    Ci sono vicina? ;-)
    wolfgang
    Post edited by veronica88 on

  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    Mio padre non ripeteva mai, faceva una prima lettura come infarinatura, poi diceva che faceva una seconda lettura a detta sua meditata, masticata, e poi andava agli esami.
    Pero' era fortunato, perche' il suo cervello evidentemente glielo consentiva.
    E anche mio figlio non ripete mai, ci ho rinunciato.
    Ripetere e' sempre stato per me ascoltarmi, fare le prove di come e se sapevo ridire es storia, come se provando recitassi in anticipo la sceneggiatura dell' esame orale, come un attore studia il ruolo.
    Alcune cose anzi moltissime erano parafrasate, per cui se non avevo capito i concetti, es in una materia come storia della filosofia, dove c' e' una forte componente logica, diventava impossibile, si riduceva a imparare a mente frasi intere dell' autore del manuale, assurdo.

    A giurisprudenza pure, mi suggeriscono, non si puo' andare a pappagallo, perche' sotto c' e' la logica, anche li'.

    Quindi le cose o le capisci e le fai tue o niente, non hai imparato.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
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