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spiegare l'Asperger ai compagni di classe

Vorrei chiedere ai ragazzi del forum, o anche a chi è più grande, se avete spiegato ai compagni di classe delle superiori cosa vuol dire essere Aspie e come lo avete fatto. Che consigli dareste ad un ragazzino che dovrà iniziare la prima in un ambiente completamente nuovo?
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Commenti

  • IggyBlueSaturnIggyBlueSaturn Veterano Pro
    modificato February 2016 Pubblicazioni: 539
    Io sono probabilmente Aspie, è non ho rivelato niente a nessuno, nemmeno ai miei genitori.
    Quindi secondo me è meglio che prima di agire, bisogna conoscere la classe. Può capitare quella di persone mature ma soprattutto(nel mio caso) quella di sfaticati e/o bulletti.

    EDIT: Mi ero dimenticato di scriverlo: frequento il secondo ed ho 15 anni.
    millyresetRiuymarco3882
    Post edited by IggyBlueSaturn on

  • millymilly Veterano
    Pubblicazioni: 155
    prendo spunto da una risposta di @mamma_francesca  a @cia , che riporto, per riaprire questa discussione:

    " ...  mio figlio è piccolo però quello che trovo sbagliato è comunque mettere i nostri figli nelle condizioni in cui qualche coetaneo possa appunto dargli dell'autistico come insulto, senza che loro possano difendersi. E' chiaro che siccome sono intelligenti se l'informazione viene comunicata ai compagni loro devono saperlo per primi e a mio avviso dalle superiori in poi devono anche poter decidere se rivelarlo agli altri oppure no; ovviamente non rivelarlo richiede sforzi maggiori di adeguamento, ma è anche giusto che possano essere considerati senza pregiudizi. In sostanza abituarli a spiegarsi e a spiegare alcuni comportamenti non adeguati laddove serve senza premettere l'etichetta a qualsiasi aspetto della vita.... "

    Sono proprio pro e contro che io e mio marito stiamo valutando in previsione delle superiori. 

    Mio figlio al momento non si esprime, ha ricevuto la diagnosi un anno fa in  maniera molto tranquilla, si accetta così com'è e non vive in modo problematico le relazioni con gli altri, non sente il bisogno di dare spiegazioni di come è fatto, lui accetta gli altri e si aspetta che gli altri facciano altrettanto con lui. Quindi non me la sento di forzarlo a fare qualcosa che non sente. Gli insegnanti della nuova scuola e la NPI invece sono dell'idea che sia opportuno fare un incontro con i compagni di classe, magari dopo un paio di mesi dall'inizio della scuola.

    Mi piacerebbe condividere le esperienze di chi ha i figli alle superiori.




    Valeymkup
  • MarcofMarcof Pilastro
    modificato April 2016 Pubblicazioni: 3,705
    @milly potresti riassumere brevemente quali sono i comportamenti inadeguati e le difficoltà? 

    Per farmi un'idea sull'utilità o meno della rivelazione.
    Post edited by Marcof on
  • millymilly Veterano
    Pubblicazioni: 155

    @Marcof,  più che inadeguati sono comportamenti che possono mostrarlo diverso agli occhi dei coetanei: non gli interessa essere vestito alla moda, basta che gli abiti siano comodi e di un colore che gradisce, praticamente non usa il cellulare, non ascolta musica, non gioca a calcio, csembra immune agli innamoramenti pre-adolescenziali. Gli insegnanti si lamentano che ogni tanto si perde nel suo mondo, oppure che giocherella con degli oggetti e disturba, a volte non capisce le consegne dei compiti . I compagni lo percepiscono come eccentrico e anticonformista, ma lo accettano e ha un paio di amici che lo cercano e lo frequentano anche fuori dalla scuola. Difficoltà scolastiche sono nell'ambito della comunicazione, è molto sintetico e fatica ad argomentare quando gli si pongono domande aperte, di solito risponde come se fossero chiuse, a meno che non riguardino i suoi interessi.





    Credo che l'inserimento dipenderà molto dal tipo di ragazzi che troverà in classe.

    MarcofNemosilvia78
  • MarcofMarcof Pilastro
    modificato April 2016 Pubblicazioni: 3,705
    milly ha detto:

    @Marcof,  più che inadeguati sono comportamenti che possono mostrarlo diverso agli occhi dei coetanei: non gli interessa essere vestito alla moda, basta che gli abiti siano comodi e di un colore che gradisce, praticamente non usa il cellulare, non ascolta musica, non gioca a calcio, csembra immune agli innamoramenti pre-adolescenziali.

    Questo mi sembra tutto positivo :) Non saprei, a questo punto è davvero necessario spiegarlo ai compagni? Con caratteristiche simili a queste, al liceo non ho avuto nessun problema. Venivo visto come diverso, come sfigato, come strano (ondeggiamenti e rigidità posturale)... ma i compagni mi rispettavano.. se riesce a prendere voti alti e non ha una mentalità troppo ND, a mio avviso, non c'è bisogno di dare conferme così eclatanti. Non conviene mai dichiarare difficoltà maggiori di quelle che vengono viste dagli altri, specie perchè magari tra 4-5 anni potrebbe raggiungere un livello di compensazione tale da far 'cadere' la diagnosi.

    Mettiamola così: 
    - senza rivelazione potrebbe risultare uno diverso, ma allo stesso tempo uguale agli altri. In fondo di secchioni disadattati ne troviamo uno per classe, non se la passano troppo male :D
    - con la rilevazione risulterà diverso senza se e senza ma. Chiuderanno un occhio su tutte le anomalie, però.. sarà più difficile liberarsi dall'etichetta qualora non dovesse più tornare comoda.
    NemomillyArkOfGlorymarco3882archos123silvia78
    Post edited by Marcof on
  • NemoNemo Andato
    Pubblicazioni: 1,782
    Da ex-secchione disadattato: condivido pienamente il commento di @Marcof.

    Già l'ambiente scolastico (la "gente", in generale) ha questa pessima abitudine di appiccicarti un'etichetta e non scollartela più, se gli si dà l'opportunità di bollarti come "malato di mente" (che è quello che purtroppo pensa la maggioranza NT: da qui il fatto che si stupiscano se gli dici di essere ND. Per molti, "autismo", anche se HFA o Asperger, è sinonimo di "disabilità mentale" tout court), è davvero difficile poi uscirne.

    Francamente, da quello che si deduce dal post di @milly , non ne vedo la necessità (di fare coming out).

    PS: Continua a non interessarmi il calcio, il telefono lo odio, continuo a vestirmi comodo e a dimenticarmi di aver indosso roba impresentabile, quando esco. Anche a 50 anni. Fortunatamente mia moglie mi tiene d'occhio :-)
    millyArkOfGloryMarcofAlleliParallelimarco3882silvia78
    Memento Mori
  • millymilly Veterano
    Pubblicazioni: 155
    grazie @marcof e @nemo per le vostre testimonianze, ci permetteranno di approfondire il discorso con la NPI.
    Poi la scuola la gestiremo passo, passo, man mano che inizieranno a conoscerlo.
    Anche per noi sono cose positive, soprattutto trovo positivo che lui sia felice di essere così e non vive come un problema la differenza con gli altri (per ora, poi con l'adolescenza piena staremo a vedere). 
    quello che io vorrei veramente è lavorare sulla self advocacy, fare in modo che riesca a spiegarsi e a farsi rispettare come individuo unico, senza bisogno di  di un modello di riferimento o di un'etichetta.
    Nemo
  • ciacia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 366

    In questo caso sono anche io del parere che non c'è bisogno di comunicare ai compagni la diagnosi. Il caso di mio figlio è decisamente diverso, così come sono diversi i suoi comportamenti in classe.


    Quello che secondo me rimane importante è che LUI sappia della condizione, perché possa dare una spiegazione al suo sentirsi diverso.

    Sul fatto di non metterlo in condizione di essere insultato (mi riferisco alla risposta di mamma francesca ), noi possiamo provare ad insegnargli a rispondere a tono, ma come possiamo impedire agli altri di dire ciò che vogliono? Se anche non sapessero dell'autismo, a Piero (e non solo a lui) è stato dato del ritardato, dello spastico, dello scemo ecc... Credo che succeda in tutte le classi, non necessariamente a chi ha uno stato di handicap o altre situazioni di disagio. Io posso educare mio figlio, ma non tutti gli altri, e se finchè sono piccoli si parla con le maestre e le altre mamme, quando crescono è tutto diverso, io non ho nemmeno idea di chi siano le mamme dei suoi compagni.

    millygiovannamandragola77
  • MarcofMarcof Pilastro
    Pubblicazioni: 3,705
    Puoi pure aspettare i primi due mesi e decidere in seguito :)
    In primo liceo qualche strascico me lo tiravo ancora, perchè in classe mia c'erano 4 bulletti (poi bocciati :D ). Ridevano ogni volta che facevo domande alle professoresse e mi prendevano un po' in giro... ma nulla di eccessivo, ero già messo molto meglio rispetto alle scuole medie.
    A partire dal secondo liceo ho raggiunto l'accettazione totale, sembrava quasi che gli altri non notassero più nulla. 
    silvia78
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato April 2016 Pubblicazioni: 3,897
    Io non ho detto niente, non conosco ne' mamme ne' insegnanti, credo lo sappiano tutti perche' ha il sostegno.( immagino le voci circolino)

    Lui si e' presentato traumstizzato dalle medie e pian piano e' rifiorito, fa un' istituto tecnico commerciale a indirizzo informatico e multimediale.

    I suoi professori lo hanno apprezzato subito perche' e' buono, educato, spiritoso a modo suo, credevano di trovarsi di fronte chissacchi' e invece risulta tra i migliori.

    Chiaro che la classe come voti e risultati e' scarsa, ma lui c' e' rinato.

    Gli amici pero' ce li ha per conto suo.

    Io non oserei mai parlare di asperger, sciuperei la sua impresa, quella di essersi fatto stimare per come e'.

    Il merito e' anche dei suoi insegnanti, ci sanno fare, dicono pane al pane e vino al vino, non ci mettono nulla a dire " ma voi siete bestie:))", quando si comportano da bestie, e a lui piace.:))
    Nemomilly
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
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