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Il rischio di non saper rifiutare gli approcci

Ho letto, tempo fa, delle testimonianze di Aspergirls che non riuscendo a rifiutare un approccio di tipo sessuale si sono trovate in situazioni non gradite e di cui poi si son pentite o hanno percepito come un errore, e anche una prevaricazione, quando l'altro magari l'altro manco si era sentito di forzare. Che cosa rende possibile queste situazioni? Ok la non comunicabilitò, ma cosa può trasmettere una risposta positiva laddove invece si vorrebbe rifiutare?
AJDaisyamigdalaMariAlberi
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Commenti

  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 2,574
    Il fatto che uno quando ci prova cerca di sembrare gentile, dice delle carinerie, e non cogliendo il sottotesto sessuale la ragazza asperger si sente in colpa a rifiutare e anzi, per non essere "da meno" socialmente parlando, comunica risposte positive; è l'unico modo che ha di normalizzare la situazione, normalizzare se stessa.
    Mi è capitato una marea di volte.
    AJDaisyValeymkupamigdalasilvia78DoorWBorg_Andatomanu_asocialecamelia
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • ArpiaArpia Membro
    modificato May 2016 Pubblicazioni: 184
    La mia prospettiva è un po' anomala perché sono asessuale: nel mio caso, i meccanismi del mercato sessuale tendono a essermi alieni, e quindi ho fatto fatica a imparare che quasi tutti gli atteggiamenti che una donna può avere o non avere sono codificati di default come "disponibilità o interesse sessuale". Parlare forte, parlare tanto, guardare negli occhi a lungo, muovere tanto il corpo, sorridere, tenere gli arti larghi, ridere alle battute, accettare regali, gentilezza o complimenti sono tutti automaticamente letti come messaggi di disponibilità. Ma anche gli atteggiamenti inversi possono esserlo. Esiste una gamma ridotta di azioni e movimenti che sottintendono " preferirei di no", ma identificarli non è la cosa più facile del mondo.

    A dirla in modo meno drammatico, secondo me il peggior sordo è chi non vuol sentire, e per dire "no" a un uomo a volte ci va una laurea in lettere antiche...
    ValeymkupDoor
    Post edited by Arpia on
  • ValeymkupValeymkup Veterano Pro
    Pubblicazioni: 963
    Spesso, specialmente quando ero adolescente ho accettato inviti che io credevo totalmente disinteressati. Volevo fare (ingenuamente, col senno di poi) amicizia. Uscivo con un ragazzo per una passeggiata senza aspettarmi minimamente che lui avrebbe tentato di baciarmi. Credo fosse perché non so leggere bene i segni del corpo, le intenzioni che le persone comunicano con gli occhi o il tono di voce. Se mi accorgevo che ci stava provando (quando diventava evidente per me, era già tardi comunque), pensavo che bastasse restare impassibile, non 'rispondere' a quei segnali, tentare di ignorarli e così scoraggiare la persona, invece la mia freddezza a volte li intrigava ancora di più.

    Probabilmente oltre a non sapere leggere quei segnali sbaglio anche a trasmettere quelli di disinteresse.
    Avevo una sorta di paura semi conscia che se avessi detto a chiare lettere di no sarebbe stato peggio. Non so perché, avevo paura che ci restassero male, o di essere scortese perché dopotutto lui non aveva fatto niente di male, ero io che non capendo avevo fatto intendere di essere disponibile quando non lo ero. Invece il mio cercare di essere comunque cortese era male interpretato.

    Una volta sull'aereo c'era un uomo più grande di me che ci provava con molta insistenza. Io lo ignoravo, cercando di restare cortese come d'abitudine (non riesco proprio ad essere diretta), a un certo punto mi guardò negli occhi intensamente e mi disse: ma quanto ti ci vuole ancora per mandarmi aff***ulo? Dovevi farlo da un pezzo!

    Ha dovuto dirmelo lui. :)) perciò, sì penso che sia un problema comune alle aspergirls.

    Adesso ho imparato un po', solo che preferisco non mettermi nelle situazioni del genere, rifiutando a priori anche la passeggiata e facendo io il primo passo, così vado sul sicuro. Forse è meglio così.
    EowynEstherDonnellyAJDaisyAmelieamigdalasilvia78MignonMariAlberiDoorWBorg_Andato

  • ArpiaArpia Membro
    Pubblicazioni: 184
    Io a fanculo ce li mando ma non necessariamente quagliano
    AJDaisyValeymkupDoor
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    Ecco esatto. Essere gentile perché mi hanno insegnato ad essere educata e non riuscire a rifiutare le proposte "neutre" (cioè che non sono esplicitamente legate al sesso, tipo appunto un'uscita, passeggiata, etc) per paura di far rimanere male. E pure rifiutare in modo troppo "pacato", perché appunto non fa nulla di male.
    Possibile che basti la sola gentilezza ed educazione a trasmettere un "sì"? Non ci sarà anche qualcosa nel non-verbale? Ci può essere qualche atteggiamento che a noi pare del tutto innocuo ma un uomo legge come un "sì"?
    Valeymkupsilvia78
  • SolitaireSolitaire Neofita
    modificato May 2016 Pubblicazioni: 1,315
    Ma è vero anche il contrario, ho ricevuto molte avance che non sono riuscito ad agganciare da parte di ragazze più sgamate di me, e ho fatto la figura del fesso o del gay.
    ArpiawolfgangSwiftMariAlberiShinji
    Post edited by riot on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,722
    @Ponyo perché fin da piccole alle donne è insegnato che il modo migliore per farsi accettare è dire di "si". Se ubbidisci non passi guai, non vieni sgridata, non vieni vista come strana. Questo modello di comportamento viene generalizzato e applicato rigidamente, portando all'accondiscendenza in cambio di accettazione sociale; e ovviamente non parlo di un processo conscio.
    EstherDonnellyAJDaisyArpiaValeymkupAmelieamigdalaMariAlberiDoorfrieden
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @wolfgang e cone se ne esce? Come faccio a capire il confine tra la gentilezza che devo per educazione e quella che invece diventa accondiscendenza?
    amigdalamanu_asociale
  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Il problema è che non si hanno amiche da cui imparare le dinamiche delle relazioni. Non c'è un confronto. Siamo eternamente bambine.
    Nel mio caso almeno. Ho avuto un'ingenuità assurda.
    Ho dovuto fare esperienza diretta sulla mia pelle. Ma alla fine, qualcosina ho capito.
    Un errore è stato l'eccessiva fiducia nell'altro.
    Poi il non riuscire a rifiutare l'approccio. E mi spiego. Non avendo punti di riferimento, non sapendo qual'è il giusto comportamento, mi adeguavo. A chi? All'uomo.
    Ho dovuto soffrire molto, prima di capire, sviluppare ed aver fiducia in quello che realmente desideravo. Ed ad avere abbastanza sicurezza da imporlo.
    Ho dovuto imparare, ad imporre all'altro il rispetto. Vi dico questo, sperando che acquisiate prima di me, la consapevolezza del diritto al rifiuto.
    Arpiawolfgangsilvia78MariAlberifrieden

  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @reset il fatti è che non credo che nell'uomo in queste occasioni ci sia cattiva fede. Almeno, non per quella che è la mia esperienza. Io credo sia proprio un problema di messaggio sbagliato per come viene trasmesso. Nella mia modalità di comunicazione il no verbale dovrebbe bastare. Ma forse trasmetto altro? È quella gentilezza che dicevano anche @EstherDonnelly e @Valeymkup, che viene fraintesa.
    MariAlberi
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