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Stretta routine autoimposta e imprevisti

Francamente non so se è la sezione giusta, nel caso nessun problema se viene spostata. L'ho messo in terapia perché questo è il mio modo di affrontare la depressione.

Allora, per riuscire ad andare un minimo avanti mi devo imporre una routine serrata, sennò praticamente non faccio nulla. Questo negli ultimi mesi è stato davvero l'unico modo per essere un minimo funzionale. E quando riesco ho un equilibrio accettabile. Diciamo che sto sicuramente meglio.
Solo che appena ho un imprevisto mi salta tutto. E poi son dolori...e tornare nella routine è faticoso.

Mi chiedo, sto forse sbagliando? Mi sto rendendo troppo rigida così da non essere più in grado di affrontare gli imprevisti?
AmelieValentaamigdalafriedenWBorgAJDaisyKrigerinneMariAlberiDoorEstherDonnelly
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Commenti

  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    Per me è la stessa cosa. Se non mi auto impongo tabelle di marcia rigide e piene passo il tempo a far nulla, saltano anche i ritmi sonno/veglia e i pasti. Penso che sia una cosa molto "da Asperger".
    EstherDonnellyShinji
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @Mignon, questo lo so. Quello che chiedevo: è giusto lasciarsi andare alla routine oppure è controproducente?
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    Dal mio punto di vista è una strategia per sopravvivere in fase depressiva, perché è quello che sto tentando con la mia vita in quanto sto sprofondando in fase down del mio bipolarismo. Quando non la rispetto la routine che mi sono prefissa, allora mi viene un nervoso e mollo tutto e non combino più nulla! Ma io non sono asperger, questa è una delle mie poche certezze nella vita. Credo forse sia legato al lato ansioso/depressivo. Ti consiglio appena accade qualcosa che fa saltare tutto, di ripeterti "non importa, posso ripartire/ o posso farcela" qualcosa di incoraggiamento, Ti rifai il programma da quel momento, ponendoti degli obiettivi raggiungibili e riparti. Così agisco io ma non ho le ritualità asperger e quindi non so se possa essere valido anche per te
    amigdalaresetKrigerinne
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @frieden sì, è una strategia per la depressione...e hai ragione anche sul "ripartire". Così è stato per diversi mesi, ma questa volta sono caduta male. E allora mi è venuto il dubbio, anche leggendo qui una cosa, che non fosse perché già son rigida di mio, e allora assecondare la rigidità forse è utile nell'immediato, ma alla lunga sia controproducente...
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    La rigidità è una risposta alle ansie e paure interiori quando si deve affrontare un problema, un qualcosa che si fa fatica ad affrontare; così la vedo io adesso. Alternative non ne conosco...forse cercare di fare qualcosa che ti piaccia veramente tanto. Io sto cercando il coraggio e la forza di fare una nuova attività che mi piacerebbe, ma la depressione mi toglie l'energia mentale nonostante le medicine e quindi rimando e rimando.
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    @Ponyo beh, per quanto riguarda me ovviamente :) quando arrivo alla fine della giornata e l'ho fatta fruttare sono molto contento. Ci sono periodi in cui ho bisogno di riposarmi. Ma se non mi rimetto a forza in carreggiata arrivo alla fine di ogni giornata arrabbiato con me stesso perché ho lasciato che il lavoro si accumulasse.
    amigdalaEstherDonnelly
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 2,525
    Ponyo ha detto:

    Mi chiedo, sto forse sbagliando?

    No, non necessariamente: ognuno ne esce come meglio può ;)
    Ponyo ha detto:

    Mi sto rendendo troppo rigida così da non essere più in grado di affrontare gli imprevisti

    Cambia approccio agli imprevisti: anziché considerarli come "il drammatico problema" che interrompe la routine e ti fa saltare tutto, analizzali come variante di quella situazione e stabilisci una nuova routine da seguire ogni volta che si verifica quello stesso imprevisto.

    Io ho iniziato a fare così anni fa e, nel tempo, posso dire di aver elaborato e "collezionato" una strategia (la parola "routine" non mi piace) per quasi ogni esperienza che ho vissuto.



    Ps.
    Dire a me stesso "posso farcela" mi fa sentire ridicolo - e se da un lato mi stupisce che qualcuno lo faccia davvero, dall'altro sono contento che, per quelle persone, funzioni (insomma... beati voi! :) )
    Personalmente, trovo più rassicurante ripetermi: "segui il protocollo [=strategia prefissata] e andrà tutto bene"

    EstherDonnelly
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @Blind sì l'idea del protocollo di 'salvataggio' sì sposa decisamente bene con la chi come me deve seguire una stretta routine. Hai ragione.
    Ma...I potenziali imprevisti sono infiniti! Non si può preparare un protocollo per ogni possibile imprevisto. Oppure bisogna trovare un protocollo sempre valido.
    Devo riflettere...
    Però grazie, molto utile quello che dici :)
    Blind
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 2,525
    Ponyo ha detto:


    Ma...I potenziali imprevisti sono infiniti! Non si può preparare un protocollo per ogni possibile imprevisto

    Ehm... lo so! :D
    Non ho detto che è un sistema infallibile, infatti. Però penso che da qualche parte bisogna pur iniziare ;)
    (possibilmente non pensando all'infinito che, per quanto sia un concetto bellissimo e sempre affascinante, finisce sempre per fartela prendere a male...)

    --
    Comunque poi, col tempo, mi sono anche accorto di poter riutilizzare certe procedure in situazioni apparentemente diverse... la vera difficoltà diventa riuscire a classificare bene tutto ciò che accade per reagire nel modo migliore
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @Blind grazie :) proveremo a crearci dei protocolli di salvataggio. Anche perché non saprei come educarmi alla flessibilità...
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