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Cambiamenti e identità

Ultimamente mi capita che mentre penso a quanto è cambiata la mia vita, mi sento terribilmente indefinita. Sento la mia identità come trasparente, non so chi sono. Il più delle volte evito di pensarci ma qualche volta mi risulta inevitabile, come quando ritorno a casa dai miei e provo una forte ansia.

Riflettendoci ho compreso che, molto probabilmente, la mia paura dei cambiamenti deriva proprio da questo. Avendo di mio un'identità che sento poco definita, sono i luoghi, le persone che frequento, le routine che mi costruisco, sedermi sempre allo stesso posto, mangiare sempre nello stesso locale, che mi da un senso di definizione. 







EstherDonnellyrondinella61WBorgamigdalaAmelieOssitocinaMignonalexander_popeSheldonDoorKrigerinne
Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

Frida

Commenti

  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Ultimamente mi capita che mentre penso a quanto è cambiata la mia vita,
    mi sento terribilmente indefinita. Sento la mia identità come
    trasparente, non so chi sono. Il più delle volte evito di pensarci ma
    qualche volta mi risulta inevitabile.

    Ma a volte, mi capita di pensare - come ci si sente, a sapere cosa si è? - A volte cerco di immedesimarmi, in quelle persone, che sanno esattamente cosa sono, chi sono. Che forse non si fanno queste domande in continuazione. Cercando di darsi risposte improbabili e mutevoli. A volte la risposta, è un disegno, un'azione. Alcune volte, intraprendo una direzione spericolata, tanto per sentire se fa male, come fa male agli altri, lo schianto. Ma la mia pellaccia dura, sopravvive e dolorante mi guardo le cicatrici. Reali, sono qui, sul braccio destro. Mi ricordano che non sono trasparente. Che ho dei limiti.
    Mignon

  • TormalinaNeraTormalinaNera Colonna
    Pubblicazioni: 1,105
    È vero, le svolte smantellano di colpo la propria identità, ma forse bisognerebbe dire l'identità che si credeva di avere.
    Parlo anche per me, quello che avevo prima della mia svolta lavorativa non mi rappresentava, non mi faceva bene, era un'identità fasulla. Quindi avendo lasciato quel lavoro ho perso qualcosa che mi definiva solo apparentemente. Bisogna scavare sotto tutta l'apparenza e trovare la propria identità vera e pura.
    mandragola77alexander_popePhoebe
    Oh, how I wish
    for soothing rain
    all I wish is to dream again
  • awanawaskawanaawanawaskawana Membro Pro
    Pubblicazioni: 92
    Ultimamente capita anche a me, in una maniera forse ancora più accentuata.
    Recentemente devo dire che mi guardo allo specchio e non mi riconosco più, semplicemente credo di esser cambiato così tanto che ora che la "trasformazione" è completa fatico a riconoscermi.
    Mi hanno detto che è solo una fase passeggera a causa delle forti pressioni che sto ricevendo ultimamente, speriamo sia così
    Phoebe
  • SheldonSheldon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 607
    Ne parlavo proprio stamattina con gli amici: una ragazza mi ha definito "sistemato" perché ho una casa, un lavoro, un'apparente stabilità... e io le ho risposto che invece la mia sensazione è quella di non essere arrivato, definito, realizzato, di non aver trovato una stabilità che mi faccia sentire la mia condizione come immutabile e tranquilla. Ma a questo punto credo sia una situazione diffusa.
    giovannaWBorgAJDaisyMariAlberialexander_popeTormalinaNeraPhoebe
  • KolymaKolyma Veterano Pro
    Pubblicazioni: 641
    Non ho paura dei cambiamenti se non sono eccessivamente traumatici, anzi per molto tempo ho visto nel fatto di sapermi aprire a diverse situazioni un punto di forza.

    Sto scoprendo però, negli ultimi mesi, che ho un'identitá. Sorprendentemente, ho iniziato a vedere la mia vita in maniera meno 'sfocata', acquisendo le coordinate delle mie condizioni e di tante rigiditá.

    Sento di poter dire, man mano che procedo, che esistono persone capaci di imporsi su di me, di farmi introiettare le loro prioritá per potermi accettare, e definiscono la mia identitá in momenti transitori, per quanto lunghi. Poi esistono coloro che mi osservano e mi consentono di interagire, dandomi un feedback per capirmi (involontariamente) e sono coloro che alla lunga mi fanno vivere meglio.

    In un periodo di transizione, specie partendo da un contesto ansiogeno ed eteronormativo, l'importante é Essere. Seguire il proprio benessere anche nei modi più nuovi.

    KrigerinneArkOfGlorymandragola77PhoebeWanda
    Despite all my rage I am still just a rat in a cage

    Then someone will say what is lost can never be saved
  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,525
    Molto interessante la riflessione di @Phoebe.

    Mi capita spesso di provare ciò che tu hai espresso sia quando ricordo, sia in alcuni momenti della vita, sia se guardo a me e al mio passato; e mi capita di provare questa sensazione anche in un sogno ricorrente che faccio da molti anni....dove torno a casa dei miei nonni... e non mi ritrovo!


    Phoebe
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
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