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Lodi selettive da parte dei genitori

Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
Apro questa discussione per sapere come siete stati cresciuti.
In particolare: per cosa eravate lodati di solito?

Faccio notare che la mia domanda verte sugli aspetti sui quali era più probabile ricevere una lode, non su quelli dove ve le meritavate.

Provo a spiegarmi meglio: io ho sempre ricevuto lodi riguardanti i voti scolastici ma mai nessuna riguardante un risultato ottenuto in qualsiasi altro campo. È vero che la scuola era qualcosa in cui eccellevo ma le lodi arrivavano solo perché appunto si trattava della mia educazione, un risultato equiparabile ma ottenuto in un altro ambito era irrilevante.

Corocottasrondinella61MignonAmeliegiovannaTormalinaNera
Post edited by wolfgang on
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Commenti

  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato May 2016 Pubblicazioni: 1,322

    @Antonius_Block  la mia situazione era simile alla tua: per un ragazzino il successo sociale era come andava a scuola, per cui le eventuali lodi in altri campi erano strettamente legate a quanto questi ''altri campi'' influenzassero in meglio i risultati scolastici.

    Venivo esortato a suonare, cantare, disegnare e fare sport, ma solo perché ciò mi avrebbe reso più brillante agli occhi dei miei compagni e si sperava che i miei insegnanti ne avrebbero tenuto conto. Alle elementari e alle medie andavo in una scuola privata, dove ero anche molto ''seguito'' come ''bambino particolare'' (ma in un modo splendido: non mi facevano sentire peggio degli altri ma mi trattavano come una specie di genietto, mi consentivano di fare temi lunghi solo mezza pagina perché se il tema era banale io dicevo tutto quello che c'era da dire in un paio di frasi; nelle ore di disegno se si doveva copiare fedelmente qualcosa a me consentivano di stravolgere completamente il compito, eccetera).

    Col passaggio al liceo, pubblico, iniziai a passare dall'essere ''individuo'' all'essere ''elemento di una classe'' e lì cambiò tutto: dovevo adattarmi ai ritmi degli altri, perdere tempo in passaggi inutili, essere giudicato non in base alla creatività e all'originalità delle mie idee ma a quanto ''riuscissi a essere in pari'' con gli altri. Allora a casa cominciai a essere trattato per come mi definivano i miei insegnanti: un immaturo e strano da correggere, da far focalizzare sulle priorità, quindi pian piano sono stati eliminati tutti gli extra che rappresentavano la mia vita (perché la mia vita è inventare, scrivere, dar forma alle mie idee): niente più extra, musica, niente più disegno, uscite ridotte al minimo e isolamento.

    Ho vissuto questo periodo come un trauma, perché sembrava che improvvisamente tutti - familiari, insegnanti e compagni - iniziassero a rinfacciarmi ''quello che ero'', cioè quella stessa cosa per cui fino all'anno prima venivo considerato migliore degli altri. Devo ammettere che è un qualcosa da cui non mi sono mai completamente ripreso, ne porto i segni ancora oggi.

    Gran parte del danno lo ha fatto la scuola pubblica; la malattia di mio padre ha fatto il resto: egli ha completamente cambiato personalità, è diventato più difficile da ''gestire'' di quanto non fossi io. Ne discende che dal liceo ad oggi non sono stato lodato praticamente mai più per niente, e hanno iniziato ad avere un'attenzione ossessiva verso ogni mio comportamento non canonico e non conforme all'etichetta. Spesso questo mi spiazzava, perché trovavano particolari (un gesto, un'inflessione della voce, una frase detta senza pensare) sui quali si focalizzavano quando io ero convinto di essermi comportato perfettamente (e già il ''cercare di comportarmi perfettamente'' mi costava un'enorme fatica).

    Alle terze persone, comunque, i miei parlano di me ancora come di un superfantagenio, per cui è un discorso esclusivamente legato al rapporto tra me e loro, e non alla reale concezione che hanno di me.

    Fatto sta che, però, dall'inizio del liceo ad oggi sono passati ventidue anni, e ancora mi porto dietro quel senso di ansia ogni volta che li sento o che devo vederli, un'inquietudine di cui mi rammarico perché ho sempre la sensazione che dipenda da me, che non dovrei sentirlo, che non è normale. Cresce ogni volta che devo vederli. Ormai è una forma mentis in cui sono entrati e in cui sono entrato mio malgrado anch'io.

    rondinella61MignonfriedenLudoAntonius_BlockSoleEowynchandraEstherDonnellyDoor
    Post edited by Corocottas on
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,524
    Corocottas ha detto:

    Fatto sta che, però, dall'inizio del liceo ad oggi sono passati ventidue anni, e ancora mi porto dietro quel senso di ansia ogni volta che li sento o che devo vederli, un'inquietudine di cui mi rammarico perché ho sempre la sensazione che dipenda da me, che non dovrei sentirlo, che non è normale. Cresce ogni volta che devo vederli. Ormai è una forma mentis in cui sono entrati e in cui sono entrato mio malgrado anch'io.

    Ti capisco perfettamente.
    Io ancora vivo con loro ed evito in ogni modo di parlare perché ogni singola conversazione finisce inevitabilmente con lo studio (universitario).

    A tal proposito riporto il commento di mio padre quando sono tornato da una mezzamaratona (vedi il mio post nella discussione sui "momenti forti"):
    "Hai perso una giornata di studio".
    Mi ero impegnato ogni giorno per mesi e quello è stato l'unica parola che ho ricevuto.
    La stessa cosa è successa con ogni singolo altro interesse che abbia avuto fino ad ora con la sola eccezione della lettura (per lo stesso motivo di @Corocottas: si tratta di un extra con ricadute positive sull'educazione).

    rondinella61resetCorocottasSoleSjukdommandragola77chandraEstherDonnellywoodstock
  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Mai ricevuto lodi per gli ottimi voti.

    Per loro era degno di merito ed approvazione:

    1) che fossi educata con gli altri.
    2) che anteponessi i miei interessi in favore di altri.

    Antonius_Block

  • SjukdomSjukdom Membro
    Pubblicazioni: 46
    solo nello studio, peraltro gonfiate e ingiustificate (da mia madre), nel resto niente ma nel mio caso non posso certo incolpare loro.
    Antonius_Block
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    Per quanto ero " buona", " non davo problemi", " che brava bambina" , sara' il bastone della nostra vecchiaia" e altre simili amenita'

    Che cavolate.
    Antonius_BlockriotEstherDonnellyShinjiKrigerinneValentaEowynDoor
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    @Antonius_Block e cosa pensi che abbia comportato questo lodarti solo per i risultati scolastici?
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,524
    Ponyo ha detto:

    @Antonius_Block e cosa pensi che abbia comportato questo lodarti solo per i risultati scolastici?

    Ci ho pensato su a lungo. Dare una risposta è più difficile di quanto sembra.

    Non ricevere alcun sostegno, lode o anche solo un po' di interessamento per tutto ciò che non riguardava la scuola mi ha portato gradualmente a diminuire la conversazione con loro fino a ridurla ad una mera comunicazione dei progressi in ambito scolastico.
    Per come la vedo io però condividere le proprie passioni con un'altra persona è un passo fondamentale per conoscersi e creare un rapporto, passo che non è mai stato fatto.
    Ne consegue che adesso, dopo anni in cui è perdurata questa situazione, la conoscenza di me che hanno i miei genitori è superficiale.
    Aggiungo inoltre che l'idea che mi si è piantata in testa è che sono come una bambola:mi vogliono bene in quanto figlio, un mini-loro in carne ed ossa, e vado bene finché sforno buoni voti. Tutto il resto, ciò che fa di me me, è irrilevante.

    resetrondinella61LudoMignonwoodstock
  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Riprendo la mia esperienza sulle lodi.
    Il non aver ricevuto stima, da parte dei genitori, mi ha portato ad abbandonare gli studi. Per loro, un 8 chimica o un 3 in inglese, erano irrilevanti. Non degni di considerazione.
    Il non elogiarmi per il mio aspetto fisico, mi ha portato alla trascuratezza. Il non sentirmi amata, come persona, mi ha condotto alla solitudine.
    Ma quello che ci tengo a dire, è che da questo senso di abbandono, si può uscire.
    Ho elaborato, un mio stato mentale. Sono diventata genitore di me stessa. Ed anche se questo da fuori, può esser considerato "strano" o "patologico", non mi interessa.
    Perché mi è stato utile, nell'imparare l'autogratificazione.
    Gradualmente, ho cercato dentro le parole e l'affetto, per volermi bene. Per dirmi, hey eri partita dalla gara con una f1 che si è rotta al primo giro, i tuoi meccanici sono imbranati, e ti hanno doppiato tutti i partecipanti. Ma cavolo! Sei ancora in gara!
    Insomma, se le risorse non ci vengono da fuori, cerchiamole o costruiamole dentro di noi.
    Procediamo lodandoci per i piccoli ed insignificanti (agli occhi degli altri) successi personali.
    Antonius_BlockAmelieMariAlberiCorocottaschandraValentamandragola77Door

  • vankavanka Membro
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 10
    Venivo lodato quasi esclusivamente nello studio, o in qualunque aspetto che avesse ricadute sull'ambito educativo o lavorativo. Per il resto, si limitavano a ripetere quanto fossi calmo e silenzioso, rassicurati dalla convinzione che non avrei mai dato problemi. Quando notarono che non riuscivo a integrarmi del tutto nella vita sociale, queste osservazioni si rovesciarono in critiche: 'non puoi passare così tanto tempo in casa, dovresti uscire', 'cerca di sorridere, sii spontaneo e vedrai che andrà tutto bene', 'la vita non è solo studio'. Però quest'ultima affermazione veniva puntualmente contraddetta dal fatto che, ogni volta che tentavo di esporre i miei problemi nel relazionarmi con la gente, la discussione veniva in qualche modo ricondotta all'ambito delle prestazioni. Anzi, più volte i miei tentativi di socializzare venivano sottoposti a piccole ma costanti critiche. Per un certo periodo socializzare fu una sorta di ossessione, e ancora oggi è impossibile per me essere tanto flessibile da relazionarmi con i miei pari così come fanno loro; anzi, ciò mi ha portato a un distacco ancora maggiore che in passato verso questo ambito. Praticamente il più delle volte fingevo. Se loro lodi fossero state rivolte anche verso i miei sforzi, nella comprensione delle mie difficoltà, le cose sarebbe andate meglio per me.
    Ho sviluppato in un primo momento la ricerca di una qualsiasi gratificazione da parte loro, fino a che non mi sono reso che in qualche modo dovevo bastarmi da solo (ancora oggi lavoro su questo aspetto di me). Dall'altro lato, loro stessi si sono resi conto di quanto le loro lodi selettive abbiano causato in me un senso di ansia e frustrazione. Ovviamente, a causa di ciò hanno anche un'idea di me che non mi rispecchia davvero.
    Antonius_BlockMignon
    Post edited by vanka on
  • TormalinaNeraTormalinaNera Colonna
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 1,218
    Anche io ero lodata in particolare per i voti scolastici e, più in generale, per l'intelligenza e le capacità. Questo mi ha portata a sovrastimare l'importanza del fattore intelligenza per raggiungere il successo lavorativo, e a fare così il liceo e l'università, convinta di valorizzare questo fattore al massimo. Nessuno mi aveva spiegato che per molti lavori le abilità sociali contano più dell'intelligenza.

    Ora che ci penso, ho ricevuto anche molte lodi per la mia creatività e manualità. Vorrei averci dato più peso (e che i miei genitori avessero dato più peso a queste mie capacità): ciò mi avrebbe permesso di fare scelte più ragionate sul mio futuro, come iscrivermi ad un istituto professionale e specializzarmi in un lavoro artigianale che non richiede contatto col pubblico.

    Alla fine dei conti, i genitori ci lodano per quelle capacità che vorrebbero che sviluppassimo, soprattutto se analoghe a capacità che hanno loro. Forse dovrebbero tenere in considerazione anche la variabile della nostra personalità, prima di usare le lodi per instradarci.
    mandragola77WBorgrondinella61
    Post edited by TormalinaNera on
    Oh, how I wish
    for soothing rain
    all I wish is to dream again
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