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Che cosa state facendo per costruire il vostro futuro?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato June 2016 in Domande e risposte tra AS e NT
Ciao a tutti, è da un bel po' che non scrivo.

Sono in un periodo di transizione nel quale sono riuscito ad andarmene da un lavoro devastante nel quale mi avevano ricattato e cercato di manipolare sfruttando i miei punti deboli, soprattutto la dedizione, la precisione, l'amore per i dettagli e la cura per lo svolgimento dei propri compiti anche a discapito della salute personale, cercando indirettamente di rafforzare e sollecitare i miei difetti per incastrarmi sempre di più nel meccanismo perverso della famosa "produttività" intellettuale e convincermi che non esisteva nulla di meglio che lasciare a loro devota disposizione 24h su 24, 7 giorni su 7 della mia vita.

Questa esperienza brutale è stata comunque molto utile per scoprire tanti affascinanti aspetti del magico mondo neurotipico, in particolare il fatto che gli ambienti lavorativi tendono a catalizzare e incentivare in maniera intenzionale i disturbi di personalità, il fatto che esistono tante scale di gerarchia valoriale e sulla base di esse le persone impostano il funzionamento della loro vita non del tutto consapevolmente, e poi il fatto che una fra le qualità più preziose in assoluto è la compiacenza (infinitamente superiore alla preparazione) perfino all'interno di quegli ambienti in cui a parole la compiacenza è davvero sinceramente disprezzata e ritenuta volgare da parte dei superiori.

Ora sto provando con calma di riaggiustare la mia vita e di essere buono e gentile con me stesso, smettendo di esigere con la solita spietata intransigenza da me stesso di conformarmi a schemi precostituiti esterni, ma tentando di ascoltare anche la parte non razionale che è in me, parte che per tutta la vita ho temuto e dileggiato, incitato dal "culto del controllo e della razionalità astratta" un po' tipico della mia personalità ma anche tipico della mia famiglia, e forse del mondo in cui viviamo.

E' già da un po' di tempo che ho ritenuto essenziale cercare di capirne di più sulla mia "poca umanità" studiando le emozioni umane, il funzionamento del governo di se stessi nelle varie personalità, le dinamiche psicologiche profonde che si innescano durante le interazioni non superficiali con gli altri; come se tutto ciò dovesse essere propedeutico ad una vita migliore, o per lo meno più consapevole. A volte sono un po' sconfortato perché sembra che questo percorso non abbia un punto di arrivo, sia solo un calderone infinito in cui trovare soluzioni provvisorie e insoddisfacenti, con il rischio di dover essere interrotto presto perché non porta a nulla, e dunque indirettamente dovrà riportarmi, paradossalmente, ad accettare comunque tutti i più devastanti compromessi con me stesso che in passato mi ero imposto a priori come se fossero ineluttabili.

Voi che cosa state facendo per costruire voi stessi e il vostro futuro? Riuscite ad approcciare il lavoro e la socialità così per come è o siete alla ricerca di un significato che possa permettervi di entrare nella società in maniera sana senza delegare all'esterno la definizione di voi stessi? O forse questo argomento lo ritenete privo di senso o di utilità pratica e avete già spontaneamente impostato un vostro percorso di lavoro, o attività, o sviluppo? O magari non vi interessa nemmeno impostare tale percorso perché ritenete molto più interessante e gradevole impostare la vostra vita "alla giornata" dunque senza progettualità?

MariAlberiDoorValentaEstherDonnellyMignonarchos123mandragola77SoleFenice2016
Post edited by Icaro89 on

Commenti

  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 428
    In questo momento sto cercando di capire meglio quali sono i miei vari problemi, per vedere quali dofrebbero essere le strategie giuste da usare. E con la psichiatra stiamo cercando dei piccoli tasselli da fissare in modo tale da non perdermi in continuazione, perché ho la tendenza a perdermi totalmente appena mi prende male anche il più piccolo imprevisto.

    Per il resto, mi sento fortemente bloccata perché di fatto il problema più grosso (il lavoro) mi pare talmente enorme da non sapere come prenderlo, per cui se da una parte vorrei avere un piano, dall'altro non riesco a muovere un dito.

    In altre parole, vivo alla giornata, ma non perché credo che sia la strategia giusta, ma perché non riesco a fare altrimenti. E magari inizio qualcosa senza portarlo a termine.
    MignonIcaro89
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 9,322
    Io porto avanti la terapia e mi sforzo di stare bene anche con un buono stile di vita.

    A livello lavorativo ho scartato, in vari tentativi, diversi settori poco adatti al mio carattere e anche alle mie condizioni di salute e mi sto concentrando nel settore socio/educativo.
    Ho deciso di fare un passo in avanti nelle mie competenze lavorando come volontaria in un centro per ragazzi difficili.

    Altro passo in avanti è stato affrontare la vita da sola fuori dalla famiglia e la coabitazione con altre ragazze.
    Li ho imparato a gestirmi meglio nelle faccende ed essere più elastica e tollerante.
    Mignonsilvia78Icaro89Fenice2016
    Post edited by Valenta on
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,524
    Niente. Lo distruggo giorno dopo giorno.
    EstherDonnellySheldonAmelieShinjiDoorIcaro89resetFenice2016
  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 2,734
    Quello che scrivi mi è molto famigliare. Pur di non ricadere nel baratro sono stata disposta ad asservirmi al prossimo, alle sue richieste, a tutto quello che gli altri pretendevano facessi (anche quando mi causava sofferenza). Pensavo che fare diversamente provasse indiscutibilmente la stessa vecchia cosa: sono malata e la sarò sempre.
    Poi però ho scoperto SpazioAsperger.it e mi sono data una scrollata.
    In breve ho capito che alcune cose che pensavo andassero corrette tramite l'omologazione in realtà sono mie particolarità, sono conseguenze della mia struttura neuronale, e non una colpa (come se dall'infanzia in poi avessi commesso errori irrimediabili).
    Provo ancora molta vergogna per alcuni tratti della mia personalità, ma ci sto lavorando: sono entrata in terapia, ed è una decisione che non avrei mai preso se non avessi realizzato che, razionalmente, ci sono delle cose che posso fare per gli altri.
    Dopo aver subito la pressione derivata dalle ambizioni degli altri, riflesse su di me, ho pensato alle mie e mi sono serenamente chiesta cosa voglio fare della mia vita. Ho visto nero, e ho scelto di parlare con un mio docente che è diventato praticamente un padre spirituale. Nel frattempo, ho dato libero sfogo a tutte quelle idee (anche malsane, perché no) che ero abituata a trattenere, un po' perché "non si fa", un po' perché "agli altri non andrà mai bene".
    Gliene ho parlato assiduamente e mi ha dato i consigli e detto le parole più illuminanti della mia vita.
    Ho poi cercato di entrare in contatto con più persone possibili che potessero darmi carica positiva. Ho guardato obiettivamente ai miei rapporti personali e li ho scoperti prevalentemente superficiali.
    E' stato anche per causa mia. Ho sempre dato un'immagine di me molto diversa da quella che in realtà potrebbe rispecchiarmi.
    Tutto quello che si poteva fare per cambiare, insomma, l'ho fatto. Ora le mie prospettive sono diametralmente opposte rispetto a quelle che avevo quando sono finita su questo forum.
    Quindi, cosa faccio adesso?
    Patisco, perché ora come ora per me mettermi al lavoro è una tortura: mi sento come se mi fossi svegliata da un coma durato anni. Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
    Ma l'alternativa è tornare a letto e non ne ho la minima intenzione.
    OssitocinaMignonAntonius_BlockAmelieIcaro89CorocottasFenice2016
    Post edited by EstherDonnelly on
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • MignonMignon Veterano Pro
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 243
    E' come se tra me stesso e me stesso ci fossero delle bolle d'aria che impediscono la comunicazione e la consapevolezza in quello che faccio, sento o penso. Sto lavorando principalmente per togliere queste bolle d'aria.

    Sto imparando ad accettare che sono una persona confusa. Non so chi sono, non so bene quello che faccio e gran parte delle mia vita finora è un trenino di incertezze e decisioni inconsulte.
    E che, nonostante tutto, sono importante. Che se qualcosa mi renderà contento, sereno o fiero di me, ho il diritto di farlo, e se qualcosa mi sembra inutile o spiacevole, allora ho il diritto di non farlo, a costo di violare principi interiori o di disattendere le aspettative degli altri. E anche se qualcuno potrebbe riempire un elenco telefonico con le cose sbagliate che ho fatto, e trovarmi d'accordo, ci sarà sempre un pezzetto di me che ha le sue ragioni, la sua storia, che ha sempre fatto del suo meglio ed è innocente, ed è quel pezzetto di me che non devo mai lasciar andare, perché niente e nessuno ha il diritto di farmi odiare me stesso, e perché se questo dovesse comunque accadere tornerei ad essere inutile o controproducente per me stesso e anche per gli altri.

    Ho capito un anno prima di concludere gli studi che non sarò mai un accademico perché la mia vera vocazione è la scrittura, che in me è una forza dittatoriale e non accetta concorrenti. Può darsi che vada a raggiungere degli amici all'estero dopo la laurea. O può darsi che per miracolo trovi qualcosa qui. Vorrei un piccolo appartamento (anche un monolocale mi va più che bene) con un fazzoletto di giardino, e un gatto.

    P.S. anche io sono in terapia da un po', e penso che dovrebbe andarci moooolta della gente che ho conosciuto finora.
    Ameliemandragola77rondinella61Icaro89OssitocinaFenice2016
    Post edited by Mignon on
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Intanto, grazie a tutti.

    @EstherDonnelly @Mignon che belli i vostri interventi, mi hanno colpito molto. Siamo simili. Anche io ho lavorato così tanto su di me ma ho sempre la sensazione di scoprire nuove cose di cui non avevo la più pallida idea, come se non esistesse un punto di arrivo. Come se vivessi in un eterno risveglio, e ogni volta che apro gli occhi vedo qualche nuovo dettaglio. Ero forse totalmente cieco in passato? Avevo davvero creato una maschera tanto rigorosa quanto totalmente falsa? Ero veramente un terribile robot spinto da forze malefiche? Quanto ancora potrò imparare sugli esseri umani? Quanto ancora riuscirò a scoprire del mio essere un essere umano?

    Anche io ho iniziato a sentire per la prima volta un'attrazione fatale per alcuni specifici interessi e non posso più ignorarla. Non mi perdonerei mai di ripetere gli stessi errori-orrori di omologazione del passato, non varrebbe più la pena di fare nulla a quel punto. Purtroppo le pressioni esterne permangono, ma almeno ora posso dire loro: si fa come dico io, o almeno ci si prova finché si può.

    OssitocinaMignonEstherDonnellyDoor
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    @Icaro89 sì, penso che sia un eterno risveglio, per quelli che hanno voglia di svegliarsi :) (e fidati che non sono molti, la neurodiversità non c'entra, tanti preferiscono rimanere chiusi in se stessi, nei propri punti di vista, come se fuori ci fosse la terza guerra mondiale). Io sono andato avanti per maschere quasi tutta la vita. Quando non capisci una fava di te stesso e il mondo ti chiede una velocità di reazione che non hai, tirare su una maschera sembra l'unico modo.
    MariAlberiEstherDonnellyFenice2016
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • Fenice2016Fenice2016 Veterano
    Pubblicazioni: 1,727
    @Icaro89 , io per anni mi sono obbligata-sentita in dovere di fare tante cose e mettevo spesso da parte quello che avrei voluto io per assecondare questi doveri o per andare, a volte, incontro alle aspettative altrui. E credo di averlo fatto senza renderne conto.

    Negli anni penso di avere fatto passi da gigante.

    Adesso sono in un periodo di evoluzione (inteso nel senso di adattamento all'ambiente per trovare benessere) e sono soddisfatta di me. Ho fatto grossi cambiamenti (direi stravolgimenti) nella mia vita e ne farò altri forse. Ma la cosa che mi piace è che mi ascolto (ascolto i miei bisogni, le mie emozioni e cerco di dare loro voce, non le nego), mi rispetto (ci provo insomma) ed è che ho meno paura e perciò sono aperta al mondo. Io finalmente sono aperta a quello che ho intorno. Sono pronta a donare, ma anche a ricevere, sto imparando a ricevere. E mi dico, su tante cose, MAI DIRE MAI. La vita mi ha talmente stupita, o meglio ho voluto io farmi stupire, che non posso che aprirmi.
    Sono in metamorfosi, in divenire insomma, ed è meraviglioso.
    Poi ho incontrato alcune persone molto speciali che hanno contribuito (magari senza rendersene conto, ma glielo ho detto) a questi miei cambiamenti e sono contenta.

    Anche dal punto di vista professionale sto facendo della formazione, va beh, quella la facevo anche prima, ma adesso ho iniziato un percorso interessante che spero potrà aprirmi nuovi scenari. E sono io a decidere , ecco un altro aspetto, mi sto dando la possibilità di scegliere.


    @Antonius_Block mi sembra di cogliere una nota di tristezza. Io ti auguro che nella tua opera di distruzione tu possa trovare un pezzettino che non vuole essere distrutto e che ti permetta di iniziare a costruire (spero di non aver frainteso le tue parole, se l'ho fatto mi scuso).

    @EstherDonnely complimenti! Ammiro la tua forza, tieni duro. :-)

    @Mignon sono pienamente d'accordo con te, "niente e nessuno ha il dirittto di farmi odiare me stesso". Io però penso che siamo noi a permettere ciò, credo che tutto sia legato a COME si vivono le situazioni. Parlo per me, ovviamente. Io, in passato, ho permesso agli altri di dirmi cose che non mi piacevano senza affermare che queste cose non mi piacevano, io mi sono messa da parte e questo non va bene, perché, come dici tu, non fa stare bene me ma nemmeno gli altri e così io sono inutile. Sono discorsi che sembrano facili, ma arrivare veramente alla consapevolezza e alla messa in pratica non è per nulla semplice! Ma si va avanti, un passo alla volta. E sono d'accordo anche sul fatto che è un eterno risveglio per chi ne ha voglia. Ma a volte, secondo me, non è tanto averne voglio, qua to rendersene conto. Almeno per me è stato cosìpee alcune cose, io non le vedevo , insomma sicuramente non ne ero consapevole e finché non si è consapevoli qualcosa non si può nemmeno decidere se lavorarci sopra oppure no, non si ha scelta.
    Io credo che non si finisca mai di lavorare su se stessi. Ogni persona è tante cose, non una definita una volta per tutte, ma tante e in continuo movimento.

    Mi fa piacere leggere di persone che cercano di lavorare su se stesse, grazie. Mi fa sperare bene per il mondo.
    :-)

    mandragola77Icaro89Mignon
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    @Fenice2016 sono d'accordo con te. Diciamo che entrambe le cose sono vere secondo me: sta a noi costruirci un muro oltre il quale i messaggi negativi del mondo esterno non possano arrivare, e allo stesso tempo sta a noi scegliere persone che ci trattino come desideriamo essere trattati, perchè anche le corazze migliori sotto le intemperie si consumano. Penso che il cambiamento stia a metà fra il consapevole e l'inconsapevole, e quindi non cambiare è una miscela di "non mi rendo conto" e "se mi rendo conto non voglio". Bisogna quindi fare una specie di lavoro di scavo, portare alla luce del sole quello che ci crea problemi e capirlo, prima di provare a cambiarlo, un lavoro che è facile trovare troppo lungo e faticoso.
    Fenice2016
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
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