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Quando è il genitore ad essere nd?

resetreset SymbolAndato
modificato June 2016 in Obiettivi, regole e problemi
Buon giorno, spesso si leggono le problematiche di genitori che hanno figli nd. Ma i figli crescono, e diventano genitori, il loro modo di essere, la natura, non cambia. E nasce un nuovo problema.
Nel libro Aspergirls, c'è un paragrafo in cui l'autrice tocca, questoaspetto. La figlia nt, con una madre nd. La figlia cresce e la madre si trova ad essere più adolescente della figlia.
Attualmente sto in questa fase. Mio figlio spesso mi rimprovera di avere atteggiamenti simili ad un'asolescente. Vorrebbe una madre diversa. Manifesta il suo disagio con queste parole: "cosa devo fare con te? perchè non ti vesti, comporti come le altre madri? perchè non impari a tenere la casa pulita, in ordine, a sistemare i nostri vestiti, ad interessarti a tutto quello che attiene il tuo comportamento di mamma? Invece di startene per i fatti tuoi, a leggere o a pensare?"
Ma io non riesco ad aderire a questo ruolo, mi sento in difficoltà nel compiere azioni, per altri genitori naturali, per me inaccettabili. Sono stata fino ai 37 anni, la madre dedita alla casa, divisa tra lavoro e famiglia (solo questo-senza coltivare mai i miei interessi), ed ero chiusa in una prigione, una voragine che mi ha portato, dopo anni, in uno stato di depressione grave. Dalla quale sono uscita, liberando la mia natura.
Ecco vorrei avere le esperienze, ed i suggerimenti di genitori che sentono in loro la nd, e di figli nt, per riuscire a rapportarmi meglio con mio figlio adolescente.
Sono sicura che mi voglia bene, interiormente. A volte con dati oggettivi, mi dimostra che l'avere una madre come me, lo preferisce ad altre madri apprensive e limitanti, con i figli. Ma altre volte, sento che per me, ha un senso di stizza.
Come se mi volesse addomesticata ad un ruolo, che sento inaccettabile per me.
Come conciliare il mio desiderio di perdermi tra la polvere delle stelle, e la necessità di fare la madre, perennemente con la pezzetta in mano a spolverare?
A volte mi sento come Ada Merini, rinchiusa in manicomio, perchè aveva semplicemente una natura diversa. Mi consolo nel leggere alcune sue poesie, e mio figlio si irrita ancora di più. Eppure egli stesso, non aderisce al clicé del ragazzo adolescente tipico, egli stesso è un ragazzo atipico.
Nel rapporto con l'esterno, negli anni passati ho provato ad adattarmi, alla vita di relazione con gli altri genitori. Ma in modo superficiale, ovvero organizzando feste di compleanno costose, per far socializzare mio figlio. Feste inutili, osservate ora, perchè le amicizie di allora, sono svanite. Forse per mia incapacità? Ho provato ad aderire a quel ruolo, ma si esauriva al raggiungimento dell'obiettivo di un giorno. Mi è difficile coltivare la continuità di relazione.
Vorrei confrontarmi con voi, su questo argomento e su queste difficoltà, trovare qualche punto in comune e spunto di riflessione ed azione, con chi non ha questi tratti in comune.
Grazie
ValentaAntonius_BlockMariAlberigiovannaOssitocinasilvia78rondinella61friedenKrigerinneFenice2016Door
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Migliori Risposte

  • giovannagiovanna Colonna
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 3,900 Risposta ✓
    IIl mio analista si rallegra sempre con me, le poche volte che gli scrivo, se mio figlio sta bene, perche'.

    Non si rallegra con me:)

    Ho ipotizzato, essendo lui una parte di me, una mia proiezione, se mi prendo cura di lui mi prendo cura di me stessa.

    Non c' e' nulla di migliore e piu' proficuo nella vita, curarsi di loro.

    Nonostante io tenda a lamentarmi sempre, sento che la terapia per me e' questa.

    Mi viene a mente il film su virginia woolf, con meryl streep, con tre donne collegate, una fugge e abbandona ilnfiglio, che poi diventa mi pare lo scrittore complessato.

    Lei fugge, ma, si', sopravvive, non vive veramente, si e' persa un pezzo.

    I mariti non c' entrano, i figli siamo noi stesse.
    mandragola77rondinella61
    Post edited by giovanna on
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 3,900 Risposta ✓
    Quindi, la parte intellettuale di noi puo' essere coltivata, ma deve anch' essa nutrire come quella delle mamme normali.

    Non e' facile.

    Intanto gli ho insegnato a farsi i sofficini da se', per me e' tanto, i vestiti glieli abbino, le mutande a sinistra, il deodorante e cura dei capelli:)

    Sono le parti materne che ho.

    Poi un po' di psicoanalisi dei personaggi di film:))
    Post edited by giovanna on
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 3,054 Risposta ✓
    Ma io nei film, non riesco ad immedesimarmi nelle donne. Mentalmente prevale il lato maschile.
    Secondo me il problema sono le mamme nt, essendo multitasking, ed essendo in numero prevalente, disegnano una tipologia di donna che fa sentire alienate le donne nd. Che avendo una mente diversa, non riescono ad interpretare tutti i ruoli della donna moderna.
    È socialmente accettato un padre che rientra dal lavoro e pensa a sé. Ma una donna, no.
    Non si accetta che possano esserci donne con un comportamento diverso.
    Per una donna manca la comprensione e la tolleranza di comportamenti non conformi.
    E quando un figlio cresce, constata questa differenza. Aggravando il senso di disagio di un genitore, che trova nel suo silenzio, l'unico conforto.
    Se aderisce il ruolo che la società le ha assegnato, cade in depressione. Se segue la sua natura, viene biasimata socialmente. È schiacciata da giudizi la cui unica via d'uscita è il ricrearsi una propria personale realtà. Alcune donne si realizzano al pensiero di essere mamme. Ma per altre, l'espressione della propria identità, transita per altre vie. Tra le quali il ruolo di madri è un aspetto, una circonferenza, che dev'essere alimentata da stimoli mentali esterni al ruolo materno tipico.
    Un po' come la differenza che c'è tra la mamma chioccia e la madre tigre, che continua a cacciare ed gradualmente insegna ai cuccioli l'arte della caccia, e che ha in chiaro che i cuccioli se ne andranno per la loro strada.
    Probabilmente ho posto una domanda, in cui nessuno si riconosce.
    Non è questo, @reset. E' che non capisco cosa c'entri nd ed nt. Se vuoi scegliere una posizione in cui combatti gli stereotipi e i ruoli, il femminismo ti dà una cornice adeguata. E parlo del femminismo serio, quello delle donne che hanno teorizzato in modo approfondito il problema da ogni punto di vista.
    Apprezzo e condivido le tue rivendicazioni, ma la tua D secondo me è la D di Donna, non di  Diversa (neurologicamente). 
    Per questo è difficile rispondere. Magari mi viene di chiederti se glie l'hai detto, a tuo figlio, che sei anche una persona oltre che un ruolo. Ma poi, si sa, anche se glie l'hai detto, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    mandragola77OssitocinafriedenresetFenice2016Door
    Post edited by aspirina on
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387 Risposta ✓
    @reset, io sono con la pezzolina in mano e mia figlia mi recrimina che sono fissata con il mettere ordine. Come vedi comunque sia, sbagliamo sempre. Il problema è che ti senti sola e in difficoltà e anche io per altre ragioni mi sento tanto sola e in difficoltà. Mi sento soffocare dal dolore che sento. 
    aspirinagiovannaresetKrigerinneFenice2016
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900 Risposta ✓
    reset ha detto:

    Ma io nei film, non riesco ad immedesimarmi nelle donne. Mentalmente prevale il lato maschile.
    Secondo me il problema sono le mamme nt, essendo multitasking, ed essendo in numero prevalente, disegnano una tipologia di donna che fa sentire alienate le donne nd. Che avendo una mente diversa, non riescono ad interpretare tutti i ruoli della donna moderna.
    È socialmente accettato un padre che rientra dal lavoro e pensa a sé. Ma una donna, no.
    Non si accetta che possano esserci donne con un comportamento diverso.
    Per una donna manca la comprensione e la tolleranza di comportamenti non conformi.
    E quando un figlio cresce, constata questa differenza. Aggravando il senso di disagio di un genitore, che trova nel suo silenzio, l'unico conforto.
    Se aderisce il ruolo che la società le ha assegnato, cade in depressione. Se segue la sua natura, viene biasimata socialmente. È schiacciata da giudizi la cui unica via d'uscita è il ricrearsi una propria personale realtà. Alcune donne si realizzano al pensiero di essere mamme. Ma per altre, l'espressione della propria identità, transita per altre vie. Tra le quali il ruolo di madri è un aspetto, una circonferenza, che dev'essere alimentata da stimoli mentali esterni al ruolo materno tipico.
    Un po' come la differenza che c'è tra la mamma chioccia e la madre tigre, che continua a cacciare ed gradualmente insegna ai cuccioli l'arte della caccia, e che ha in chiaro che i cuccioli se ne andranno per la loro strada.
    Probabilmente ho posto una domanda, in cui nessuno si riconosce.





    Io mi riconosco, esempio io non cucino, cucina mio marito, nell' attesa del pranzo e della cena penso ai fatti miei.

    Odio cucinare.

    I compiti da seguire me li ha tolti lui, perche' e' Asperger, e ame non par vero.

    Le feste no, le ho tolte io, perche' odiavo i ragazzetti a casa, ma ora che sono grandi ce li prendo volentieri, gli do' la sala e uno spazio giu' e non so neanche chi siano, conosco i nomi, quattro.o cinque nomi, non li guardo mica.

    Entrano, ciao, ciao.

    Il non nutrire, ad esempio, e' significativo, che io non sono una mamma normale.

    Svolgo alcuni compiti, ma non tutti.

    Vado bene per un ragazzo grande.

    A me doveva nascere che stavamo in due sul divano, io con gli stivali e gli speroni, e lui col giornale:)



    resetmandragola77rondinella61
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,153 Risposta ✓
    Cara mia, io ti parlo da figlia ancora molto giovane, è finita da poco la mia adolescenza.
    E i figli possono protestare quanto vogliono di non avere un genitore perfetto come desiderano.
    Ma io ho appreso - davvero e profondamente - soprattutto nell'ultimo anno, che quello che si vuole non è quasi mai quello di cui si ha bisogno.
    Il tuo ruolo di madre non è quello di pulire la casa come lui vorrebbe, ma quello di accettare i sentimenti pure di odio che i tuoi figli nutrono e nutriranno per te, senza compiacerli. E la non compiacenza è una cosa che lui non vorrebbe... Ma qualcosa di cui ha bisogno per crescere e diventare autonomo.
    I tuoi figli proveranno anche odio per te - e a volte gli sembrerà più facile capire l'odio che capire l'amore - non perché sei una pessima madre, ma perché i figli adolescenti sono così. Questo perché non sanno niente del mondo; non hanno provato un forte dolore, non hanno fatto esperienze davvero significative. Dal loro punto di vista sì, gliene do atto, ma - ripeto - la madre che non compiace i figli è un'esperienza da fare verso il raggiungimento dell'autonomia. Questo penso.
    Un abbraccio.
    resetgiovannarondinella61WBorgaspirinaAntonius_BlockFenice2016friedenOssitocinaValentamandragola77

Risposte

  • resetreset SymbolAndato
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 2,151
    Ma io nei film, non riesco ad immedesimarmi nelle donne. Mentalmente prevale il lato maschile.
    Secondo me il problema sono le mamme nt, essendo multitasking, ed essendo in numero prevalente, disegnano una tipologia di donna che fa sentire alienate le donne nd. Che avendo una mente diversa, non riescono ad interpretare tutti i ruoli della donna moderna.
    È socialmente accettato un padre che rientra dal lavoro e pensa a sé. Ma una donna, no.
    Non si accetta che possano esserci donne con un comportamento diverso.
    Per una donna manca la comprensione e la tolleranza di comportamenti non conformi.
    E quando un figlio cresce, constata questa differenza. Aggravando il senso di disagio di un genitore, che trova nel suo silenzio, l'unico conforto.
    Se aderisce il ruolo che la società le ha assegnato, cade in depressione. Se segue la sua natura, viene biasimata socialmente. È schiacciata da giudizi la cui unica via d'uscita è il ricrearsi una propria personale realtà. Alcune donne si realizzano al pensiero di essere mamme. Ma per altre, l'espressione della propria identità, transita per altre vie. Tra le quali il ruolo di madri è un aspetto, una circonferenza, che dev'essere alimentata da stimoli mentali esterni al ruolo materno tipico.
    Un po' come la differenza che c'è tra la mamma chioccia e la madre tigre, che continua a cacciare ed gradualmente insegna ai cuccioli l'arte della caccia, e che ha in chiaro che i cuccioli se ne andranno per la loro strada.
    Probabilmente ho posto una domanda, in cui nessuno si riconosce.

    P.s.edit il topic è stato scritto dopo una serie di episodi sconfortanti.
    devo riordinare le idee.
    @aspirina rifletterò su quanto hai scritto. @frieden il tuo post mi è di conforto! Lo farei leggere a mio figlio.
    MariAlberiNemofriedengiovannaAmelieaspirina
    Post edited by reset on

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