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Si può immaginare un concetto astratto? Per un autistico sembrerebbe di si.

Teorica-mente… Concreta-mente

Pensieri, immagini, parole per lo studio dei tratti autistici.


Autore: Ilaria Cataldo


Fonte originale: Axiom, Anguish and Amazement: how autistic traits modulate emotional mental imagery, Frontiers in Psychology (2016)


Autori studio originale: Gianluca Esposito, Sara Dellantonio, Claudio Mulatti e Remo Job


La capacità di immaginare determinate parole o stati emotivi varia da persona a persona, in conformità a caratteristiche soggettive: individui con tratti autistici hanno però dimostrato competenze più elevate nell´associare concetti teorici maggiormente legati a definizioni linguistiche a informazione di carattere percettivo. Questo potrebbe indicare uno specifico stile cognitivo che favorisce lo svolgimento di compiti astratti, non legati ad aspetti sociali.


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Colgo l'occasione per ringraziare tutti gli utenti che hanno partecipato alla ricerca!

EstherDonnellyTormalinaNeraDoorSperanza9friedenMariAlberiPhoeberiotSophia
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • Giamp_84Giamp_84 Andato
    Pubblicazioni: 118
    È un articolo interessante, soprattuto dopo aver letto "Pensare per immagini". Direi che va ad aggiungere ulteriori elementi.
    wolfgangSophia
    "Potrebbe andare peggio"
    "Come?"
    "Potrebbe piovere"
  • Speranza9Speranza9 Andato
    Pubblicazioni: 579
    Interessante. Forse questo c'entra con il fatto che io non ho mai avuto difficoltà ad immaginare determinati concetti filosofici che mi insegnavano a scuola, mentre mi accorgevo che ad altre persone sembravano del tutto incomprensibili, e non capivo perché...
    friedenSophia
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,161
    Io ho partecipato all'esperimento e mi è venuto un grosso dubbio mentre lo facevo: non riuscivo a definire il concetto di "immaginabilità". L'ho espanso forse troppo, e a tratti lo restringevo. Forse è stato un problema solo mio, non so...
    La traccia era specifica, ma io non riuscivo a definirla in maniera univoca, non riuscivo a tenerla a mente, a convincermi, a capire cosa dovessi fare. E' come se ci fossero sassi su un fiume e mi sembra che i NT attorno a me facciano grossi balzi da uno all'altro, io non ci riesco. Resto bloccata su un sasso e non posso fisicamente avanzare. E dico "ma non vedo altri sassi sui quali saltare! Dove ve ne andate voi uscendo dal mio campo visivo?".
    E non so se questo può essere in parte generalizzabile ad altri aspie.
    Però... in effetti... il mio esempio coi sassi è un esempio di concetto astratto reso concreto.
    EstherDonnellyGiamp_84wolfgangWBorg_AndatoNemoalexander_popeDoorRiuy
    DeveloperAsperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea
    so I could walk right through it

  • EstherDonnellyEstherDonnelly SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 2,737
    Nell'articolo si parla di "maggiori tratti autistici" rispetto a "minori tratti empatici", per cui non so se posso rientrare nell'esempio (ho un'empatia affettiva un po' fuori misura, per quanto sia vero che quella cognitiva è insignificante); però quel chi ha difficoltà nell´esperire emozioni in maniera diretta sviluppa una maggiore capacità di immaginare le emozioni in modo diverso, plausibilmente visivo lo sento molto mio.
    A quattro anni mio nonno tentò di spiegarmi l'infinito dell'universo e la sua creazione. Nella mia testa c'erano tantissime immagini colorate.
    A un certo punto gli dissi "la creazione è un po' come un quadro bianco che poi viene dipinto, no?"
    E lui "brava!".
    Quando gli feci fare la parte del test dedicata ai genitori (sono stata cresciuta dai nonni) disse che no, non è assolutamente vero che non ero in grado di comprendere i discorsi metaforici. E io, ripensando a quell'episodio, mi dissi che aveva ragione.
    Però è proprio un'altra cosa, mi pare di capire, a questo punto. Ogni discorso filosofico lo capisco grazie alle immagini e per me la felicità è una luce calda e natalizia, i colori dei maglioni invernali, un sacco di sonno dopo aver mangiato. 
    I miei momenti di relax (essendo che il mio interesse speciale sono le persone) sono guardare fotografie, i tratti, i colori. Alle volte mi scopro contenta e nella mia testa ritornano queste fotografie, istantanee di momenti che non vivrò mai, eccetera eccetera.
    Ci sono molti aspetti teorici di alcuni corsi universitari che ho seguito che non sono riuscita a fare miei, mentre altri (ringraziando le buonanime dei docenti) mi si sono stampati nella testa a caratteri di fuoco proprio grazie alla poesia delle loro immagini...
    Finestre aperte sul mondo, donne bellissime che ti passano accanto, le curve del font times new roman che danno corpo a una parola intraducibile in italiano... per me sono concetti autoevidenti e autosignificanti. Descrivibili a parole (per quanto per me sia difficile), ma che possono benissimo vivere di quella poesia che hanno per me, nel senso, di quel particolare significato che altrimenti non potrei comprendere...
    Attraverso queste immagini per me passa lo scibile di tutta la terra.
    wolfgangNemoAmelie
    ❤️
    but the Earth refused to die
  • PavelyPavely Andato
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 3,350
    Se è astratto è naturale che possa essere immaginato.
    Se è reale, è difficile che lo sia. (Come si può immaginare qualcosa che esiste già?).

    §

    Personalmente, ho trovato l'articolo deludente.

    Secondo la mia opinione, la gente comunica, parla, semplicemente perché vive i campi delle 'sensorialità': mondo visivo e delle strutture adiacenti all'occhio, uditivo e vestibolare, dolore, altre sensorialità.
    Ogni specie vivente che ha queste funzioni, comunica.
    Chi non le possiede, non comunica.

    Ognuno di questi quattro campi può mancare.
    Se accade, cioè se le strutture non danno informazioni al cervello, la Mente elabora il linguaggio partendo dai campi rimanenti. Ad esempio: un cieco avrà un udito "maggiore", funzioni vestibolari "maggiori", una nocicezione "maggiore", così come la "sensorialità rimanente" (ruolo cutaneo: olfatto, gusto, vibrazione, temperatura... etc etc).

    Se sussiste una "cecità" al dolore di un certo modello allora abbiamo la persona autistica.

    (I neurotipici impongono culturalmente il loro mondo all'autismo affermando, ad esempio, che la non comprensione del dolore significa mancanza di Empatia e cose così. In verità, la persona autistica non percepisce, in primo luogo, il proprio dolore. Soprattutto emotivo).

    §

    Semplicemente, gli autistici "vedono di più", "sentono di più".

    §

    In sé è una mia STUPIDISSIMA teoria.

    Però, ci credo in modo quasi dogmatico.

    Di certo, quando leggo un certo articolo, in cui si esordisce dicendo che si può "immaginare" un concetto astratta... oh... e dunque trovare le parole per dirlo, beh...  mi sembra una cosa ovvia.

    Un po è come dire che ora sono le 15 del pomeriggio. Lo sono.

    §

    Il problema è capire perché i neurotipici pensino che gli autistici non possiedono immaginazione (se hanno un linguaggio, l'immaginazione deve esserci per forza). E questo per la semplice ragione che non possono esistere, OVVIAMENTE, funzioni sensoriali senza funzioni mentali.
    (Lo capirebbe anche un bambino di 2 anni).

    L'idea che i neurotipici hanno che una qualsiasi espressione vocale possa nascere da parole "teoriche" è per me un pensiero stupido. Semplicemente, i concetti "teorici" non sono mai espressi da un essere umano.

    Nell'articolo si fa l'esempio di parole come "assioma" e "ipotesi".

    Queste parole, così come tutte le parole "teoriche", sono PAROLE CONDIVISE. Cioè, parole il cui parlante (sic!) è la comunità, non l'individuo.

    Se io dico "Dio" io esprimo una parola che è patrimonio comune di un linguaggio condiviso e collettivo. Non è una mia parola. Non lo sarà mai. Semplicemente, io sono "utente" di una parola che viene detta da una comunità (se sono cristiano, i cristiani; se sono musulmano, gli islamici e così via).

    Se dico "assioma" io accedo alla riflessione della comunità dei filosofi e dei matematici. Così, se dico "ipotesi". Più e più uomini hanno "immaginato" qualcosa e l'hanno verificata nell'incontro con gli altri uomini. Proprio quest'incontro, è ciò che dà senso semiologico alle parole astratte citate.

    E se dico TAVOLO... io richiamo solo me stesso (ovvio).

    §

    Esiste un linguaggio che l'uomo produce.
    Ed esiste un linguaggio che una comunità produce: di per sé essenziale, per determinare, ad esempio, la struttura per permettere di raccontare, tra l'altro, il reale: il f i s i c o.

    Il metafisico non appartiene a nessun individuo.

    Se io fossi su un'isola deserta, semplicemente, non penserei, non potrei pensare, parole astratte.

    Ad esempio: nelle società tribali, la numerazione inizia spesso in mod semplice. Dalla forma, uno-due-molti, alla forma numerazione fino a dieci-infinito fino a forme sempre più complesse.
    Con la complessità della società, nasce la complessità dell'astrazione e del pensiero teologico e scientifico.

    Laddove la Comunità si sfalda e si disgrega, li le parole 'astratte' (assioma, ipotesi...) scompaiono.
    Spesso, storicamente, "forme false" di socialità sono state imposte dall'Alto: queste false forme di socialità hanno annientato le forme di convivialità/socialità naturali. E con questo progressivo annientamento, ci fu la scomparsa delle parole astratte.
    Pure: dove c'è comunità, li c'è astrazione.

    Attribuire il piano sociale e comunitario della comunicazione all'individuo è un passaggio logico ingenuo.

    §

    Pure: tipicamente scientifico.

    E si sa, gli scienziati hanno sempre ragione.

    Pure: io mi tengo il mio torto.
    E le mie opinioni.
    aspirinaAntonius_BlockArkOfGloryWBorg_AndatoNemo
    Post edited by Pavely on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,741
    Hai fatto un discorso interessantissimo, ma non hai capito l'articolo :) che fondamentalmente parte dal l'assunto di quello che dici te.
    Per un autistico i concetti astratti prendono forma, come succede per quelli concreti. Li fanno "propri".
    Per un neurotipico i concetti astratti sono solo convenzioni sociali condivise
    EstherDonnellyresetArkOfGlorySophiaMononokeHime
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,741
    @Krigerinne se ci fosse una incomprensione significativa del compito avresti un bias su tutte le prove
    Krigerinne
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • resetreset SymbolAndato
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 2,151
    Da quanto hai affermato, wolfgang, mi stupisce più il modo con cui vedono i concetti astratti i neurotipici.
    Difatti, non riuscivo a capire il senso dell'articolo. Evidentemente mi manca un tipo di prospettiva.
    Nemo
    Post edited by reset on

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato June 2016 Pubblicazioni: 10,741
    @reset quando crescono, i bambini imparano a parlare e, più in generale, ad usare il linguaggio perché mettono in relazione classi di oggetti concreti con una parola (tecnicamente: vengono esposti a molteplici esemplari. Es. tanti cani diversi, associati sempre alla parola cane). Quindi c'é una relazione diretta tra la parola cane e un prototipo una collezione di cani presenti come immagini, suoni, odori, etc.
    Tuttavia concetti come assioma, pace, giustizia, dimostrazione, etc. Vengono appresi in maniera diversa. Sono appresi non attraverso una relazione diretta tra parola ed oggetto, sono appresi attraverso relazioni derivate grazie all'esposizione sociale alla "comunità linguistica". Hai istanze di eventi. Puoi magari ricordare quando la prof ti ha dato la definizione di assioma ma non hai un assioma percepito nel mondo esterno. Per questo motivo per la maggioranza delle persone i concetti astratti hanno una bassa "immaginabilità", non sono associati ad immagini perché in realtà un'immagine per un concetto astratto é fondamentalmente arbitraria.
    resetgiovannaAntonius_BlockSophiaMononokeHime
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Ti ringrazio, ma continua a sembrarmi molto strano che alcune persone non disegnino un'immagine per un concetto. Sarà anche arbitrario, ma aiuta a capire.
    Probabilmente, quanto da te, più chiaramente esposto, mi chiarisce la difficoltà nel capire i discorsi di alcune persone.
    NemoAntonius_BlockWBorg_Andato

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