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Come spiegare il bisogno di solitudine (senza offendere l'altro)

Io resisto molto in mezzo alla gente, mi adatto tanto che i miei tratti autistici sono molto poco marcati. Riesco a mantenere il contatto visivo per tutta la conversazione, anche se mi mette a disagio e mi da' fastidio. Ascolto anche se mi sto annoiando.

Mi piace stare in mezzo alla folla anche quando è troppa ed è soffocante (sono stata al pride e non ho sofferto per nulla). Adattandomi però mi stanco. Tantissimo.
E gli altri, specialmente chi mi sta più vicino, non lo capiscono.

Non sopporto più niente e nessuno. Vorrei urlare di frustrazione per ogni piccola cosa insignificante (anche solo se mi dice di posare uno strofinaccio di qua e avevo pensato di posarlo di là). Anche se mi fa arrivare 5 minuti in ritardo. E non è giusto nei confronti di questa persona, devo e voglio considerare i suoi sentimenti. Perché è umano e lo amo.
Quando sono così stanca è difficilissimo.

Dopo un po' che mi adatto a un ritmo che non è il mio naturale ho bisogno di periodi di solitudine che sono anche molto lunghi

Voi avete questo problema?
Come fate per far capire all'altro che gli volete bene, e non è colpa sua ma avete proprio bisogno di stare soli e soprattutto di essere lasciati in pace per un po'?
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Commenti

  • resetreset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 2,151
    Premetto che credo di aver trovato un Santo.
    Ma gli ho detto che in alcune giornate, ho bisogno di non sentirlo. Che è qualcosa che dipende da come sono fatta. Lui ha imparato ad aspettare. Lo fa, anche se muore dalla voglia di sentirmi. Ma ha capito che dopo quei momenti, torno ad essere la persona con cui sta bene.
    Sono stata diretta. E lui lo ha apprezzato. Sa' che non dipende da lui o da qualcosa che ha fatto. Ma sono solo i miei stati interiori.
    In qualche modo gli ho tolto un peso.
    WBorgValeymkupNemoWhoami

  • NanukNanuk Veterano
    Pubblicazioni: 152
    Capita molte spesso anche a me, che abbia questi periodi in cui faccio perdere le mie tracce e non rispondo neppure agli sms o alle chiamate. Inizialmente lo facevo e basta, poi mi è stato fatto notare che non era giusto svanire nel nulla senza dare spiegazioni, allora ho raccolto tutte le mie forze e sono andata dritta al punto.
    Ho spiegato che quando "svanisco" non lo faccio perchè non ho più voglia di uscire o di stare con le persone che mi vogliono bene. Semplicemente ho bisogno di avere del tempo per me stessa, per ricaricarmi e rilassarmi e che quando sarò di nuovo in forma sarò io a contattare per prima.
    Quindi l'unico modo, credo, è quello di dire le cose in modo chiaro facendo capire all'altra persona che è una questione personale dove non è implicato nessuno. Sono periodi di stand-by (come li definisco io) che una volta passati, eccomi che torno alla vita di sempre.
    Antonius_BlockValeymkupArkOfGloryfriedenWBorgAlleliParalleliWhoami
  • Fenice2016Fenice2016 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 982
    Mi permetto di rispondere anche se sono nt, per darti un parere da un altro punto di vista.
    Io preferisco che mi venga detto esplicitamente. Se tengo alla persona e mi fido di lei le credo e non ho problemi.
    La chiarezza però è fondamentale, può evitare tante ambiguità.

    Ovvio, essere informati non vuol dire automaticamente capire e, d'altronde, capire non vuol dire automaticamente accettare. Un nt può fare fatica ad accettare serenamente questa cosa (e questo secondo me va rispettato), ma secondo me ci può arrivare (sempre che tenga alla persona e si fidi).
    Ciao!
    WBorgKaliaAmeliealiacicalina
  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,519
    @Valeymkup ammetto anche io di aver trovato un buon carattere che credo sia fondamentale per un aspie. Il bisogno di lontananza o di silenzio è un concetto che ha bisogno di tempo per essere metabolizzato. Inizia magari con lo stare insieme a lui nello stesso posto ma magari facendo ognuno le sue cose (esempio stare al pc, leggere un libro,...). Non sempre si riesce a far pace con il bisogno di starsene da soli che ha la tua compagna ed è una routine che diventa innocua solo quando ci fai l'abitudine e solo se le sei dedito tanto.
    Comunque parlarne è la cosa migliore. Comincia pure col silenziare a volte il cell, a fare cose che evitino il frastuono così magari capisce che è un tuo bisogno e non riguarda lui
    Piu82
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • pikachupikachu Neofita
    Pubblicazioni: 5
    Anche io certe volte mi piac estare da solo in camera mia. E' il modo di rilassarmi e stare lontanto dalla egnte che non mi capisce. Non riesco a dire la verità cioè che a me piace stare da solo perché sono aspie e non perché sono asociale. Vorrei solo che la gente capisse che io ho delel esigenze dievrse da loro. Chiedo troppo? :-(

  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,519
    @pikachu intanto potresti cominciare con lo stare in camera a studiare o a fare qualcosa che ti interessa ed utilizzare questo come scusa. Per me lo studio ė sempre stato un ottimo complice oltre che compagno. In genere quando sei occupato con lo studio ti rompono meno e la cosa ė mwglio accettata. Comunque non sentirti in colpa. La solitudine ė funzionale.. e in altre culture si pratica liberamente
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • pikachupikachu Neofita
    Pubblicazioni: 5
    Infatti io preferisco stare a giocare col PC in camera mia che andare fuori con gli amici, ma i miei genitori si arrabbiano e poi non ho buoni voti a scuola. Dorevbbero capire che per me è una necessitaà stare nella mia camera sennò sto male, mi vengono i meltdown. Vorrei atnto che fossero più comprensivi della mia condizione!
  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,519
    @pikachu da quello che mi dici allora non puoi sfruttare lo studio. Certo ė che non puoi stare tutto il giorno in camera al pc. Prova a giocare fuori dalla camera magari vicino ai tuoi
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • manu_asocialemanu_asociale Veterano Pro
    Pubblicazioni: 777
    anche io sento un bisogno che oltre ogni mia razionalità di isolarmi. Per fortuna ho degli amici che comprendono e mi lasciano i miei spazi..... anche se alle volte, se vedono che questo isolamento sta durando un po' troppo, mi spronano a reagire ed ad affrontare nuovamente la realtà. Effettivamente, comincio col cercare l'isolamento per rigenerarmi, per evitare ulteriori sovraccarichi, ecc, ma poi, più passano i giorni, più quella situazione mi piace, e non è più solo per rigenerarmi, ma vero e proprio piacere di stare sola con me stessa..... ed effettivamente, se loro ogni tanto non intervenissero, sarei completamente isolata e taglierei i ponti con tutti senza nemmeno volerlo
    Valentalollina
  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    Pubblicazioni: 187
    Mi è capitato quando sono stato fuori con degli amici, recentemente.   Molte, moltissime volte mentre camminavo con loro ero e non ero presente e la mia mente spesso viaggiava in altri contesti pur comunque rimanendo attento all'ambiente ovviamente.  Questo è dato dal fatto che non mi sentivo a mio agio, un po' per la novità di stare con persone a cui voglio bene e che mi comprendono ma che comunque hanno tratti caratteriali altamente diversi dai miei che spesso si sono inevitabilmente scontrati, e l'altra è che estraniarmi per me è naturale e a volte lascio che succeda in automatico.   In uno di quei giorni ho avuto il mio primo serio meltdown, dove mentre loro erano impegnati a chiacchierare io mi ero chiuso in salotto con le cuffie perché avevo bisogno di colmare quel non sentirmi a mio agio stando da solo e in solitudine. Uno dei miei amici allora mi ha più volte spronato a stare insieme a tutti o comunque a inserirmi nelle conversazioni quando vedeva che stavo con la testa fra le nuvole, e io questi gesti li ho apprezzati tantissimo.  Io so che a loro dispiace se mi isolo e sto nel mio mondo, ma è una mia caratteristica e non credo possa svanire tanto facilmente e poi a me piace stare con me stesso...ovviamente ciò non si verifica se per contro sto insieme a persone a cui voglio bene, in questo caso amici di lunga durata.  In una chiamata recente il mio amico mi ha detto: ''Fammi solo un piacere: vedi di parlare di più''.   Ho apprezzato la sincerità di questa frase, ma la sua effettiva attuazione richiede purtroppo moltissimo tempo e tanto tanto impegno.  E comunque sia, stare per fatti miei non è uno strato della mia personalità che condanno a priori ma nonostante ciò è una cosa che deve evolvere in modo che non turbi le persone che mi stanno accanto.   Ho provato a spiegarlo più volte ai miei amici, ma mi sa che devo essere un po' più puntiglioso su questo fatto.
    lollina
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


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