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Scuola: difficoltà e bullismo

NewtonNewton Pilastro





Ho pensato di provare a ricostruire la mia storia di bullismo scolastico e di difficoltà varie.

Mi piacerebbe leggere altre storie per fare confronti o scambiarsi opinioni. Non so se è la sezione giusta, nel caso scusatemi in anticipo!


Asilo/Materna


Ho fatto solo l’ultimo anno di scuola materna perché non volevo stare con gli altri. 

Non ricordo episodi di bullismo tra i bambini, ma le maestre a volte mi maltrattavano perché non volevo giocare con gli altri o perché non mangiavo tutto. Una volta mi hanno messa seduta per terra con il piatto in corridoio. Ho reagito prima con il pianto, poi mi sono rasserenata pensando che almeno ero da sola :D Comunque non ho finito di mangiare lo stesso, perché il cibo dell’asilo puzzava.


Elementari


Fino a un po’ di tempo fa avrei detto di non aver subito bullismo alle elementari. Questo perché mi sfuggiva un tipo di bullismo che ora mi rendo conto quanto sia bieco: quello degli adulti/insegnanti verso gli allievi.

La mia maestra era una vecchia stronza. Scusate, ma usare termini più leggeri sarebbe una gentilezza immeritata. Mi odiava perché non ero brava come mia sorella. Mi umiliava davanti agli altri e piangevo sempre, per cui sono diventata “la piagnona”. Nessuno si è mai accorto che avevo dei problemi di apprendimento.


Medie


L’incubo. Ricordo ancora il primo giorno: ero terrorizzata dall’ambiente estraneo.

Non mi integravo e venivo presa in giro per qualunque cosa.


La mia percezione di allora era: mi prendono in giro per il mio aspetto, per la mia voce, perché sono timida, perché riescono a farmi piangere, perché sono strana, perché mi interesso di cose diverse dagli altri.

In seguito mi sono resa conto che tra le mie stranezze c’era il correre male (non ho mai capito nel dettaglio, forse mettevo giù male le gambe, boh), essere completamente inetta negli sport (odiavo pallavolo, non sapevo calcolare le distanze per colpire la palla e mi facevo male), l’appello era uno stress fortissimo e quando mi chiamavano sgranavo gli occhi. Mi hanno fatto molto pesare tutte queste cose.

Ho avuto per un po’ di tempo un’amica con cui ci scambiavamo libri fantasy, ma poi mi ha abbandonata perché voleva integrarsi nel gruppo. Allora quando stavo con qualcuno, erano un altro paio di ragazzine considerate “sfigate”: una con disabilità, un’altra considerata “secchiona”.

Una volta un prof mi ha costretta a urlare in classe perché era spazientito dal mio volume basso di voce: è stata una delle esperienze più umilianti della mia vita.

L’unica prof che è mi è stata più vicina è stata quella di italiano, che una volta a mia madre ha detto “sua figlia non ha nessuna fiducia negli adulti”. Chissà come mai…

Le medie però sono state anche formative: ho capito che a me non interessava conformarmi agli altri. Avevo provato a emulare qualche compagna, ma era troppo noioso e insensato, e non mi riusciva nemmeno bene. Mi limitavo alle formalità e al rispetto delle regole scolastiche. Ho sempre avuto l’impressione che gli altri fossero cerebralmente più giovani di me.


Superiori


Prima di iniziare il liceo, ho deciso che non avrei più pianto in pubblico, mai più. E così ho fatto. Ho anche deciso che se qualcuno avesse provato a bullizzarmi, sarei diventata aggressiva. È stata una fase di ribellione per me. Il mondo non mi accoglieva e allora tanto valeva fare un po' come mi pareva, ma senza lasciarmi prevaricare.

Durante il primo anno non ho avuto grossi problemi con i compagni, ho seccato qualunque tentativo di prendersi gioco di me, ma non ero esattamente popolare. Un prof, notoriamente problematico, mi ha presa di mira e cercava di irritarmi in ogni modo con motivazioni ridicole: per esempio dicendo che io indossavo occhiali scuri per nascondermi (li indossavo per fastidio verso i neon) o dicendo che avevo i piedi grandi e che mi vergognavo di questo (gli ho portato sotto il naso la mia scarpa numero 37-38 per smentirlo (io sono alta, dunque in realtà ho i piedi piccoli. ma poi, che cavolo di argomentazione dovrebbe essere? mah). Il risultato però è stato che i compagni prendevano in giro lui e non me. Questo prof mi ha anche rimandata a fine anno, italiano era una delle poche materie (oltre quelle artistiche) in cui andavo bene. 

La vera svolta è arrivata in seconda liceo, dove ho stretto le prime due amicizie autentiche. A queste persone importava cosa pensavo e come pensavo, e si trovavano bene con le persone “strane” perché un po’ lo erano anche loro. Ci sentivamo diverse e andava bene così. In generale, ho avuto la fortuna per la prima volta di trovarmi in un ambiente che accettava e valorizzava le stranezze (ambiente artistico) e dove ognuno poteva fare un po’ quello che voleva senza troppi problemi (la mia scuola era decisamente anarchica). Le amicizie mi hanno aiutata a sviluppare un po’ di fiducia in me stessa e a non sentirmi costantemente aliena. Però ogni tanto finivo in presidenza per comportamento inappropriato, per esempio a volte saltavo delle lezioni così, perché mi girava e non vedevo quale fosse il problema (la mia scuola era un po' come quella americana dove cambi aula a cambio di materia, dunque a volte semplicemente non mi presentavo a matematica o ginnastica).

CorocottasOssitocinaE91
Post edited by Newton on

Commenti

  • PhoebePhoebe SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 2,063
    Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

    Frida
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,316
    Ah, grazie @Phoebe, avevo fatto una ricerca ma non mi era uscita quella discussione! Ora me la leggo
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